Colombia: Appello a sostegno del Sì alla Pace

da change.org

Noi firmatari uniamo le nostre volontà nell’impegno di contribuire ad una soluzione politica al conflitto che da oltre cinquant’anni affligge il popolo Colombiano.

Coscienti che la pace con giustizia sociale, dignità e sovranità per la Colombia è un tema d’importanza strategica per tutta l’umanità, che ènecessario sensibilizzare l’opinione pubblica assieme al maggior numero di parlamentari di tutti gli schieramenti politici, ai leader e militanti delle organizzazioni di volontariato, delle organizzazioni sindacali, di tutte le confessioni religiose per appoggiare il processo di pace ed il post-conflitto.

Ci uniamo a quanti nel mondo vogliono una chiara vittoria del SÌ al referendum che si svolgerà il 2 ottobre in Colombia sull’ accordo di pace   tra il governo Colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC-EP) sottoscritto all’Avana Cuba il 26-9-2016.

Dichiariamo il nostro appoggio al processo di pace e alla soluzione politica del conflitto armato, che in 50 anni ha provocato 220.0000 morti, 25.000 scomparsi, oltre 6 milioni di rifugiati interni ed oltre 400.000 esuli. 

Appoggiamo la campagna che realizza il Foro Internazionale delle Vittime, in Colombia e in oltre 20 Paesi, per unire i familiari di tutte le vittime, nella costruzione della pace, nella ricostruzione della memoria storica del conflitto e per ottenere una giusta compensazione per i danni subiti.

Per la pace con giustizia sociale in Colombia e nel mondo.

Primi firmatari:

 

Zanotelli Alex, Missionario comboniano.

Agnoletto Vittorio, medico, già parlamentare europeo, prof. Università degli Studi di Milano

Stefano Fassina, deputato Sinistra Italiana

Giovanna Martelli, deputato Sinistra Italiana

Basso Piero, Costituzione e Beni Comuni

Biacchessi Daniele, giornalista, scrittore, autore di cinema e di teatro di impegno civile

Camposampiero Anna, Resp. Esteri Federazione Milano PRC-SE

Ceriani Jorge, Casa del Popolo Torpignattara

Consolo Marco, analista internazionale

Del Roio Jose Luíz, già parlamentare

Ferrero Paolo, Segretario Nazionale PRC-SE

Gesualdi Franco, coordinatore Centro Nuovo Modello di Sviluppo.

Giudici Roberto, Fiom Milano

Grandi Cristina, Radio Redonda

Iacovino Luciano, Ass. La Villetta per Cuba

Limonta Paolo, maestro elementare e Consigliere Comunale a Milano

Mantovani Ramon, già parlamentare

Marcelli Fabio, Associazione Internazionale Giuristi Democratici 

Meriggi Maria Grazia, professoressa di storia, Università di Bergamo

Molinari Emilio, Contratto Mondiale per l’acqua

Muhlbauer Luciano

Notarianni Maso, giornalista

Pesce Tiziana

Piccardi Silvano, attore e regista

Pisa Gianmarco, Istituto Italiano di Ricerca per la Pace

Rizzo Basilio, Consigliere Comunale a Milano

Russo Spena Giovanni, già parlamentare

Somoza Alfredo Luis, presidente ICEI

Torelli Massimo, L’altra Europa con Tsipras

Zanchetta Aldo, Presidente Fondazione Neno Zanchetta

 

Associazione Pisorno

GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

Gruppo Argentini per la Verità Memoria e Giustizia

Collettivo Beli

Comitato Immigrati in Italia (CII)

Rete Caracas ChiAma

Dai comunisti ucraini un nuovo appello ai comunisti di tutto il mondo

piotr-simoneneko-pcuDopo la firma presidenziale del decreto liberticida in Ucraina | da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Cari compagni,

Il 9 aprile 2015, la Rada Suprema dell’Ucraina aveva approvato la legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli” (link). Il Presidente dell’Ucraina Poroshenko ha firmato questa legge nella tarda serata del 15 maggio.

Dall’analisi dei provvedimenti che questa legge prevede: essa è antidemocratica, incivile, viola i diritti umani e le libertà garantite dagli Articoli 10, 11, 14 della Convenzione per la Protezione dei Diritti Umani e le Libertà Fondamentali del 4 novembre 1950. Essa proibisce in modo illegale la diffusione di idee, la libertà di espressione, le convinzioni, l’uso dei simboli, che sono attributi inerenti di ogni paese europeo civile e democratico. La legge crea anche una seria tensione nella società ucraina, genera conflitti ideologici, e innesca scontri aperti tra i cittadini con tutte le conseguenze negative che ne derivano.

In accordo con l’attuale Legge dell’Ucraina “Sull’Esecuzione delle Decisioni e della Giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, l’Ucraina si è impegnata ad aderire alle decisioni adottate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in quanto fonti legislative. Ma, malgrado ciò il Parlamento ucraino ha approvato la legge menzionata e il Presidente ha firmato la Legge che in modo diretto e ovvio contraddice sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo come “Vazhnay contro Ungheria” (caso n. 33629/06), sentenza del 3 novembre 2007; “Fratanolo contro Ungheria” (caso n. 29459/10), sentenza del 3 novembre 2011; “Faber vs. Ungheria” (caso n. 40721/08), sentenza del 24 luglio 2012; “Partito Comunista Unitario di Turchia e altri vs. Turchia”, sentenza del 5 gennaio 1998; “Il Partito Socialista e altri contro Turchia”, sentenza del 25 maggio 1998; “Yeloyev contro Ucraina”, sentenza del 6 novembre 2008; “Novik vs. Ucraina”, sentenza del 18 dicembre 2008.

Inoltre, il Parlamento dell’Ucraina ha deliberatamente ignorato le conclusioni di “Per la Democrazia attraverso la Legge” della Commissione Europea (Commissione di Venezia) e OSCE/ODIHR del 2013 riguardanti la messa al bando legislativa dei simboli dell’era comunista in Moldova. Con questa decisione, la Commissione Europea aveva condannato il Parlamento moldavo per l’adozione di una legge che metteva fuori legge l’ideologia comunista e i simboli dell’era comunista. Ma, il Parlamento ucraino e il Presidente non hanno tenuto conto di queste direttive della Commissione di Venezia approvando una legge contraria alla posizione della Commissione.

Così, come rilevato prima, la Legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli” è enormemente antidemocratica, autoritaria e incivile.

Perciò vi chiediamo, cari compagni, di esigere l’osservanza di “Per la Democrazia attraverso la Legge” della Commissione Europea (Commissione di Venezia) perché la Commissione Europea si esprima in relazione alla Legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”, nel rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, della Convenzione Internazionale sui Diritti Politici e Civili del 1966, della Convenzione per la Protezione dei Diritti e delle Libertà Fondamentali del 1950 e della giurisprudenza della Commissione Europea dei Diritti Umani.

Fraternamente,

Petro Simonenko
Primo Segretario del Comitato Centrale
del Partito Comunista di Ucraina 

Venezuela: la paura dell’esempio

da Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

Questo appello è rivolto a tutte le persone:

– che hanno a cuore la libertà e la giustizia sociale, un binomio inseparabile e un termometro di civiltà.

– che riconoscono il diritto inalienabile di un popolo a scegliere, in modo trasparente e consapevole, il cammino per realizzarle.

  • che considerano insopportabile l’imposizione di guerra, esclusione e fame decisa da una porzione di privilegiati nei confronti della stragrande maggioranza degli esseri umani.

Con questo appello vogliamo:

– esprimere piena solidarietà al popolo venezuelano, che ha scelto la strada del socialismo, riconfermata dalle urne per oltre 15 anni attraverso elezioni legittime e trasparenti.

  • Rifiutare con forza le sanzioni emesse dagli Stati uniti così come ogni altro tipo di ingerenza esterna nelle decisioni sovrane del paese
  • Respingere la campagna di denigrazione che mira a dipingere un governo eletto dal popolo come “una dittatura” incurante dei diritti umani, e a presentare i tentativi violenti di rovesciarlo come “dimostrazioni pacifiche” contro un sistema totalitario.
  • Denunciare il poderoso sabotaggio delle grandi imprese private all’economia del paese
  • Suggerire alcune riflessioni in forma di semplici domande:Si dice che in Venezuela c’è fame e penuria. Come si spiega allora che, sia la Fao che l’Oms, già nel 2012 hanno considerato il paese uno dei 4 dell’America latina in cui l’indice degli affamati è inferiore al 5%?Si è detto che la causa delle devastazioni, degli incendi e delle manifestazioni scoppiate nel febbraio del 2014 fosse la carenza di prodotti basici. Perché allora non si sono verificati saccheggi di negozi e supermercati, frequenti quando c’è fame e penuria, ma azioni politiche organizzate e concepite per essere amplificate dai media?

    L’Oms e altri organismi internazionali hanno riconosciuto che i progressi compiuti dal Venezuela nel campo della salute sono tra i più avanzati della regione. Perché l’opposizione dice che le violenze sono scoppiate per la “mancanza di medicine”?

    Perché il centro delle proteste contro la “penuria” è stata la Plaza Altamira, un quartiere di classe media e agiata dove vive una maggioranza di abitanti di pelle bianca e non – come sarebbe stato logico – i quartieri poveri e di popolazione meticcia, visto che il Venezuela è il paese con maggior percentuale di afrodiscendenti del Sudamerica eccettuato il Brasile?

    L’Unesco ha riconosciuto che il Venezuela è il quinto paese col maggior numero di matricole universitarie al mondo, che durante il socialismo ha registrato una crescita di oltre 800%. In oltre 15 anni non si ha memoria di una sola lotta del movimento studentesco per ottenere il diritto allo studio e alla gratuità dell’insegnamento universitario. Perché si sono visti studenti in abiti griffati marciare contro “le torture” e per “il cibo”?

    E si potrebbe continuare, citando l’informazione manipolata che è giunta a spacciare per immagini delle proteste in Venezuela fotografie di torture e repressione provenienti invece dal Cile, dall’Europa o da altre parti del mondo.

    E si potrebbe continuare dando voce ai famigliari delle vittime delle “guarimbas” (tecniche di violenza di strada messe in atto dall’estrema destra durante le proteste), ai quali il Parlamento europeo non ha voluto concedere udienza.

    E si potrebbe continuare…

    Questo appello è rivolto a tutte le persone

  • che hanno a cuore libertà e giustizia
  • che riconoscono e difendono il diritto degli oppressi al proprio riscatto
  • e che non hanno paura di farsene contagiare.

    Vi chiediamo di firmarlo.Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

    caracaschiama@autistici.org

     

    Verso il Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la

    Rivoluzione Bolivariana! 

    Napoli – 10-11-12 Aprile 2015

    ¡Todo 11 tiene su 13!

Appello dei Sindacati della Repubblica Popolare di Lugansk

SindakAppelIta_image001da Marx21.it

La Federazione dei Sindacati della LPR si appella ai Sindacati Internazionali, alla Confederazione Europea dei Sindacati, alla Confederazione Panrussa dei Sindacati, alla Federazione dei Sindacati Indipendenti della Russia e della Bielorussia, per supportare l’obiettivo di trovare misure concrete  per stabilizzare la situazione in Donbass.

Più di milione di persone hanno reso omaggio alle 17 vittime dell’azione terroristica, nella marcia contro il terrore in Francia. Anche il presidente ucraino ha partecipato alla marcia. Una ragazza di 14 anni e due donne sono morte in quel giorno a Lugansk, a seguito di bombardamenti. Altre due persone sono morte a Donetsk, di cui un bambino di 5 anni e un altro bambino ancora più piccolo ferito è in fin di vita.

Questa posizione delle autorità ucraine conferma che esse utilizzano regolarmente doppi standard di comportamento, e che esse sono all’opposto di valori democratici, e di norme umane e morali.

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