La Grecia di oggi rivela il carattere dell’Unione Europea

tsipras_sadda Marx21.it

Ho squadrato ogni paragrafo dell’accordo greco in tutte le lingue che la mia limitata intelligenza comprende. Sono, tuttavia, analfabeta nella lingua dell’Ellade e tra le poche parole che ho appreso nei viaggi che ho compiuto, una delle più sonore è OXI, gridata e votata il cinque di luglio dalla maggioranza schiacciante della popolazione ellenica.

Per questo, ammetto di poter non avere letto correttamente, ma non trovo altra parola per designare le misure approvate se non quella di una resa all’inqualificabile e abietta aggressione perpetrata dall’Unione Europea, questa organizzazione che pure ha esercitato fascino su progressisti, “estremisti di sinistra” e persino comunisti (o neocomunisti rinnovatori), dalle nostre parti.

Non faccio, non farò una valutazione morale dell’atteggiamento del governo greco, di Syriza, partito socialdemocratico di sinistra che detiene l’eventuale maggioranza parlamentare, e del suo primo ministro, Alexis Tsipras. Ma non c’è dubbio che si è trattato di una capitolazione. Si possono invocare le condizioni oggettive, il rapporto di forze, l’assenza di fattori esterni favorevoli, ma Tsipras non è stato eletto nel gennaio di quest’anno e ha vinto il referendum del 5 luglio, per firmare l’indegno terzo memorandum. Per questo, l’oligarchia greca e i potentati degli eurocrati sotto la guida della signora Merkel disponevano di Nuova Democrazia e del Pasok.
Chi è di sinistra in questo mondo dominato da una destra sempre più vorace nutre simpatia per un giovane leader politico che vede promettere pubblicamente di proseguire nella lotta per la sovranità del suo paese. Tuttavia, sarà difficile che questa promessa non sia defraudata, come già lo è stato l’impegno a rispettare la volontà sovrana del popolo espressa nel referendum del cinque luglio. Non è una questione di volontà o sincerità, ma di coscienza, preparazione politica, ideologica e organizzativa e prospettiva strategica, linea politica per affrontare la brutalità della dittatura monopolista-finanziaria degli eurocrati e del sistema imperialista in generale. E ancora, di capacità di indicare la prospettiva. Il capitale finanziario, come diceva Lenin, è un fattore talmente potente da sottomettere persino i paesi più indipendenti. La vita sta dimostrando che sottomette persino le forze che si definiscono di “sinistra radicale”.

L’Unione Europea e il sistema imperialista si sono messi a nudo nel caso greco. Ha rivelato, con il loro volto nudo e crudo, il proprio carattere retrogrado e parassitario. L’Unione Europea ha mostrato la sua natura di struttura al servizio del capitale, del collettivo delle potenze sfruttatrici, a detrimento degli interessi, delle aspirazioni e dei diritti dei popoli.

In assenza dell’ALCA e dell’ Accordo Multilaterale sugli Investimenti, che non non sono riusciti a compiere la loro vendetta nei confronti della lotta dei popoli, nel caso di  ALCA una lotta liberatrice condotta da leader del calibro di Fidel Castro e Hugo Chavez, l’Unione Europea è il prototipo dell’ “integrazione” imperialista, che nega e calpesta la sovranità nazionale, in un simulacro di democrazia e solidarietà.

Con il caso greco, l’Unione Europea si è rivelata quello che è sempre stata.

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Putin esorta Kiev a rimuovere il blocco economico nel Donbass

373602da it.sputniknews.com

Nel corso del briefing tenuto a conclusione delle trattative con il cancelliere della Germania Angela Merkel, il presidente della Russia ha rilevato che dopo la firma degli accordi di Minsk la situazione in Ucraina è diventata più tranquilla, anche se vi sono ancora dei problemi.

 

Vladimir Putin ha esortato Kiev a togliere il blocco economico del Donbass, rilevando che tra le parti del conflitto in Ucraina ci deve essere un dialogo diretto.

Nel corso del briefing tenuto a conclusione dell’incontro con Angela Merkel, Putin ha sottolineato che dopo la firma degli accordi di Minsk la situazione in Ucraina è diventata più tranquilla, anche se continuano ancora ad esserci dei problemi.

«Sono convinto che un regolamento sicuro, di lungo termine, sia possibile soltanto attraverso un dialogo diretto tra Kiev; Donetsk e Lugansk. Credo che ciò sia una delle condizioni chiave del regolamento in quanto tale».

Putin ha dichiarato anche che è necessario togliere il blocco economico del Donbass, ripristinare il sistema finanziario e il sistema bancario della regione, e attuare una riforma costituzionale. Tutto ciò — ha ricordato il presidente russo — è scritto negli accordi di Minsk.

L’impero spia persino i propri alleati

Un dato impressionante: 124,8 miliardi di intercettazioni ogni mese

Primi Ministri, Ministri, leaderes politici, direttori di giornali, consigli di amministrazione delle grandi industrie, direttori di centri di ricerca scientifica e tecnologica ed, evidentemente, intellettuali oppositori, leadership dei movimenti e dei sindacati, erano e continuano ad essere spiati dall’agenzia statunitense NSA che, per questa attività di spionaggio, dal 2002, ha già speso 250 milioni di dollari. 

di Achille Lollo*

(Roma).- Negli ultimi 18 mesi il cosiddetto sistema di “raccolta delle informazioni riservate”, ideato e diretto dalla NSA (National Security Agency) – la seconda agenzia di sicurezza degli USA che agisce al lato della CIA – è andata in “tilt” perdendo tutta la credibilità e la legittimità che aveva acquisito, con la ratifica del Patriot Act, che il presidente George W. Bush introdusse negli USA, il 26 ottobre del 2001. In seguito, il 26 maggio 2011, Barak Obama prorogò il Patriot Act fino al 2015, nonostante il giudice Victor Marrero del Tribunale dello Stato di New York, nell’ottobre del 2007, avesse considerato “incostituzionali” alcune parti (National Security Letter) del Patriot Act. Sfortunatamente, tale sentenza è stata disattesa dal Dipartimento di Giustizia e per questo i “Grandi Media” USA hanno massacrato il povero giudice convincendo la maggior parte dell’opinione pubblica USA affermando che con il Patriot Act l’FBI e la CIA sarebbero riusciti ad evitare 25 possibili attentati negli USA.

La dura reazione della Casa Bianca, dopo le rivelazioni di Wikileaks e, in particolare, la caccia all’uomo che la CIA ha intrapreso contro Edward Snowden per aver dato a conoscere come la NSA realizzava la “raccolta d informazioni riservate”, ha provocato l’apertura di altre “finestre” nel seno stesso della NSA, che hanno svelato gran parte delle attività di spionaggio  dell’Impero nel mondo intero degli ultimi dieci anni. Di fatto, ciò che oggi è in discussione non è, solo, lo spionaggio di “cittadini non statunitensi che macchinano attentati o sabotaggi contro gli USA”. Le rivelazioni più recenti denunciano un’attività di spionaggio multiforme che si è estesa, soprattutto nei paesi amici ed alleati con l’obiettivo di: 1) scoprire i progetti dei governanti; 2) conoscere con anticipo le posizioni di tutti i leaders politici; 3) carpire ogni tipo di informazione sugli sviluppi tecnologici; 4) scoprire i canali ed le modalità di transazione commerciali dei paesi emergenti, in particolare di Brasile, Cina, India, Russia, Messico.

 

Guardian, Le Monde, Bild 

Molti giovani statunitensi, uscendo dalle università con un diploma non avendo la garanzie di un impiego fisso in questo tempo di crisi, si iscrivono nei bandi di concorso della NSA, della CIA, della DEA ed altre agenzie federali, senza sapere che il lavoro di “analista”, in realtà ha a che fare con le attività di spionaggio. Una attività che quando attinge a livelli così sporchi e compromissori, molte volte, entra in contraddizione con l’etica e la morale di alcuni giovani che decidono di riscattare il proprio “ego”, rivelando i segreti del proprio ingiusto lavoro.

Quindi, per non dover rischiare la vita, così come accaduto con Edward Snowden, molti optano per la clandestinità, cominciando ad inviare ai giornali più famosi “documenti riservati”. Così, in questi ultimi 20 giorni appaiono le “finestre della NSA” che denunciano apertamente: 1) le “missioni di spionaggio”; 2) la localizzazione di stazioni dell’agenzia; 3) o tipi di “raccolta di informazioni”che la stessa agenzia realizzava nei paesi europei alleati degli USA. Inoltre, è stata smascherata la complicità del Dipartimento di Stato, della Casa Bianca e dello stesso presidente Barak Obama rivelando che quest programmi di spionaggio sono iniziati nel 2002 e che tutti loro ne erano a conoscenza.

I primi dossier che sono arrivati nella redazione del giornale britannico “The Guardian”, hanno rivelato che la NSA aveva installato, in Gran Bretagna, un sistema di “stazioni” per copiare milioni di telefonate nelle centrali delle reti telefoniche che utilizzano per far passare nei cavi sottomarini i flussi di comunicazioni telefoniche o i canali speciali per le “info-roads” dei dati industriali. Altre “stazioni” ricevevano “in off” da Apple, AOL, PalTalk, Yahoo, Microsoft, Google, Facebook, You Tube e Skype la luce verde per intercettare ogni tipo di email, conversazioni multiple, chat, sms, video e foto.

Attraverso le rivelazioni del giornale “The Guardian” la reazione del Primo Ministro Britannico, Nick Cameron è stata estemporanea, scegliendo di interpretare il ruolo del povero piccolo tradito dal vecchio zio. Una messa in scena che ha quasi convinto l’opposizione laburista nel Parlamento, nel momento in cui un altro dossier, pubblicato a Parigi dal famoso giornale “Le Monde”, spiegando dettagliatamente tutte le attività di spionaggio della stazione della NSA a Parigi. Approfittando dello choc provocato dal reportage che “Le Monde” ha provocato nei francesi, il presidente, François Hollande, ha dichiarato che «…Dopo tali rivelazioni non c’è più il clima per continuare i negoziati sul libero scambio commerciale tra la UE e gli USA!».

Per 24 ore il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca sono rimasti paralizzati non sapendo che dire, soprattutto, non riuscendo ad immaginare cosa ancora potesse uscire dalle “finestre della NSA”. per questo il Segretario di Stato, John Kerry ed il Presidente Obama hanno deciso di giocare pesante, smentendo tutto quello che è stato rivelato dal “The Guardian” e dal “Le Monde”, lasciando intendere che, se qualcosa è vero, in realtà deve trattarsi di un falso per screditare il lavoro della NSA.

Una infelice giustificazione che oltre ad abusare della credulità popolare dell’opinione pubblica britannica e francese, aveva la pretesa di mistificare il lavoro della NSA agli occhi di Nick Cameron e di François Hollande, che per non essere crocifissi dalle opposizioni hanno cominciato a suonare il trombone nazionalista. Ed è stato a causa di ciò che altri due dossier sono giunti nelle redazioni del “The Guardian”, a Londres, e del “Le Monde”, a Parigi.

Questa volta i contenuti dei dossier non attaccava l’NSA, ma i servizi segreti di Gran Bretagna e della Francia, obbligando i rispettivi governi a chiudere la bocca e far finta di nulla. Infatti i nuovi dossier hanno rivelato che che i servizi segreti della Gran Bretagna e della Francia, oltre a collaborare NSA, avevano, inoltre, copiato da questa agenzia la tipologia dei programmi di spionaggio e, di conseguenza, stavano praticando nei loro paesi lo stesso tipo di spionaggio che la NSA pratica negli USA e all’estero.  

Di conseguenza i fuochi nazionalistici di Nick Cameron e di François Hollande si sono spenti, anche perché altri due dossier sono arrivati in Germania, nelle redazioni di “Der Spigel” e del giornale popolare “Bild am Sontag”. I dossier hanno denunciato le “stazioni” della NSA istallate a Berlino e a Francoforte specificando che, dal 2002, l’attività politica dell’allora primo Ministro Gerhard Schroder era stata spiata per essere egli troppo amico del leader russo Vladimir Putim (ex-KGB). Successivamente, è stata la volta di Angela Merkel, per aver fatto una carriera politica troppo rapida nel seno della CDU, nonostante fosse originaria della ex RDT. Le spie della NSA hanno poi perseguito il primo Ministro della Germania per conoscere come lei avrebbe gestito la crisi dell’Euro e, più di recente poiché avrebbe vietato la partecipazione la partecipazione delle unità dell’esercito tedesco nell’invasione della Libia.

 

Un’alleanza in Crisi 

Il presidente USA, Barak Obama ha commesso un grave errore tentando di affibbiare la patente di idioti ai tedeschi, soprattutto ad Angela Merkel che a causa di ciò si è infuriata, come tutti i suoi ministri. Una reazione che dimostra, anche, l’inizio di una grave insoddisfazione nelle relazioni tra gli USA e la Germania. Nel senso che Angela Merkel ha notato che durante la crisi dell’euro gli USA hanno manifestato solidarietà come la Gran Bretagna, sempre pronta sempre pronta a slegarsi dalla UE. Perciò, Angela Merkel ha risolto la crisi alla sua maniera, puntando tutto sull’austerità. Un contesto che indica che la Germania non vuole più essere monitorata dagli USA, sia in termini geo-strategici che economici sopratutto finanziari.

Infatti, i servizi di controspionaggio della Germania (Verfassungsschutz),  dal 2011, avevano fornito al Primo Ministro, Angela Merkel un nuovo telefono poiché sapevano che la NSA e la CIA stavano riattivando in Europa tutte le reti di spionaggio che avevano creato durante la Guerra Fredda.

Fu in quest’ambito che gli 007 tedeschi hanno scoperto che la NSA aveva posto in attività due stazioni di ascolto, una a Berlino e un’altra a Francoforte. Poiché non immaginavano che, a Berlino, le antenne di spionaggio captavano anche le conversazioni e le comunicazioni dei funzionari del governo, dal momento che le spie della NSA lavoravano dentro all’ambasciata statunitense, che è quasi attaccata al Palazzo del Governo (Porta di Brandeburgo).

É evidente che simili attività di spionaggio hanno bisogno di sofisticate istallazioni di ascolto che non potevano essere istallate nell’ambasciata degli USA a Berlino, senza che gli ambasciatori non ne fossero informati, quindi senza l’approvazione del Dipartimento di Stato, dato che le spie della NSA e della CIA erano protette da passaporto diplomatico e tutto il personale dell’Ambasciata è stato debitamente istruito per ignorare il lavoro alla presenza degli “analisti” della NSA.

I dossier pubblicati da “Der Spigel” spiegano con precisione che la NSA, in collaborazione con la CIA, aveva istallato in quasi tutte le capitali europee e nelle grandi metropoli industriali 19 gruppi di ascolto, i cui contenuti erano successivamente, analizzati separatamente dagli analisti della NSA e della CIA.

La rete di spionaggio della NSA nei paesi della UE dipende dal dipartimento Europe S2C32, anche detto “European States Branches”, che per decodificare, analizzare e trasmettere, alla direzione centrale tutte le conversazioni dei Primi Ministri o di coloro che sono considerati “GE”, “Soggetto Speciale”, ha creato la “Special Collection Services” (SCS).

Il giornale tedesco ha rivelato, inoltre, che nei dossier ricevuti tutte le chiamate telefoniche del Primo Ministro, Angela Merkel sono state registrate e catalogate con la sigla “GE Chancellor Merkel” e che la NSA, nonostante le denunce mantiene in funzionamento tutte le stazioni di ascolto “speciali” istallate a Berlino, Parigi, Londra, Madrid, Praga, Roma e Ginevra.     

Nonostante le distruttive rivelazioni dei due dossier pubblicati dai giornali tedeschi, “Der Spigel” e “Bild am Sontag”, Susan Rice, consigliera del Presidente Barak Obama per la sicurezza, al comunicarsi con Christoph Heusgen, consigliere di Angela Merkelper le relazioni estere, ha provato a risolvere la questione affermando: « … posso garantire che ne l presente e nel futuro non ci sono e non ci saranno più controlli delle comunicazioni della Prima Ministra, ma non posso garantire lo stesso per il passato…». Da parte sua, Barak Obama ha telefonato ad Angela Merkel confermando che lui non ha mai saputo che la NSA stava realizzando un certo tipo di attività. Ha sottolineato Obama senza alcun imbarazzo: « …Se fossi, inoltre, stato a conoscenza di ciò che stava accadendo certamente le avrei bloccate».

Se le “Finestre” della NSA non invieranno altri dossier ai giornali, forse  Barak Obama riuscirà ad arrivare tranquillamente alla fine del suo mandato,  visto che i “grandi media” faranno di tutto affinché l’opinione pubblica dimentichi tali avvenimenti. Quindi, se si aprissero altre “finestre” nella NSA o anche nella stessa CIA, le giustificazioni di Susan Rice, le affermazioni di Barak Obama, le menzogne di Vanee Vines, portavoce della NSA e del suo capo, il generale Keith Alerxander potrebbero provocare un effetto boomerang nell’opinione pubblica degli USA spazzando ogni credibilità che il Partito Democratico ha acquisito con il duplice mandato di Barak Obama. In questo caso lo slogan del  Partito Democratico nella prossima campagna elettorale sarà: «Yes We Can to Scan!» (Si possiamo spiare!).

 

*giornalista italiano, corrispondente di “Brasil de Fato” in Italia, editore del programma TV  “Quadrante Informativo” e editorialista del periodico brasiliano “Correio da Cidadania”

[Trad. dal portoghese per ALBAinformazione di Ciro Brescia]

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