Morales ha dichiarato il 2 agosto Giornata dell’Antimperialismo

da hispantv

Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha designato il 2 agosto come la Giornata dell’Antimperialismo, festa che si celebrerà nello stesso giorno della Rivoluzione agraria, produttiva e comunitaria.

«Vogliamo designare il 2 agosto anche come la Giornata dell’antimperialismo, perché molti dei nostri fratelli che hanno combattuto per la rivoluzione agraria hanno dato la loro vita per abbattere l’imperialismo e il neoliberismo che ha fatto soffrire la nostra gente per tanti anni», ha dichiarato Morales, ieri, nel corso di una cerimonia commemorativa tenutasi a Cochabamba.

Inoltre, Morales ha chiesto che la rivoluzione boliviana abbia e mantenga un carattere antimperialista, dopo aver ricordato i tempi in cui i legislatori e i leader degli Stati Uniti sostenevano la colonizzazione della Bolivia nel secolo scorso.

Morales ha anche ribadito che durante la riunione ordinaria delle Nazioni Unite (ONU) in programma per il prossimo mese di settembre, chiederà che i precetti di Ama Sua (non rubare), Ama Llulla (non essere pigro) e Ama Kella (non mentire) siano riconosciuti a livello internazionale.

Alla conferenza tenutasi ieri, il presidente della Bolivia è stato anche premiato come Personaggio dell’anno 2014, dalla televisione libanese Al-Mayadeen.

«Benedetta sia quella terra che ci diede Evo Morales. Evo Morales non è solo leader della Bolivia, Evo Morales è diventato un leader universale», ha affermato il Direttore di Al-Mayadeen, Ghassan Ben Jeddou.

Il Giorno della Rivoluzione agraria, produttiva e comunitaria commemora la data in cui gli indigeni boliviani sono stati liberati durante la prima delle quattro amministrazioni di Victor Paz Estenssoro, uno dei leader della rivoluzione popolare che restituì la terra agli indigeni, stabilì riforma agraria, il suffragio universale l’istruzione gratuita e di massa.

Oltre alla Bolivia, i Paesi dell’America Latina, come Venezuela, Argentina, Ecuador, Cuba, hanno sempre espresso la loro protesta e il loro rifiuto nei confronti delle politiche imperialiste.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Maduro: «Sosteniamo le cause arabe, soprattutto quella palestinese»

da almayadeen

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha ricordato come l’Eterno comandante Hugo Chávez ha insegnato ai venezuelani a sostenere le cause arabe, in particolare la causa della Palestina, e ha invitato i palestinesi a continuare la loro lotta fino alla vittoria. Ha aggiunto che l’Occidente ha creato i gruppi terroristici per distruggere la Siria e l’Iraq, per sottomettere i popoli arabi e per impedire il loro progresso.

Il presidente venezuelano ha affermato che Chávez ha insegnato ai venezuelani ad amare e apprezzare la cultura araba e non solo, l’invitto Presidente ha sempre sostenuto le cause arabe, in particolare, quella palestinese, e che questo sostegno rimane intatto. Maduro ha fatto queste osservazioni in un’intervista esclusiva rilasciata al direttore e fondatore di Al Mayadeen, Ghassan Ben Jiddou.

Maduro ha invitato i palestinesi a continuare la loro lotta fino la vittoria, perchè la vittoria ricompenserà tutto quello che hanno perso.

Il presidente venezuelano ha fatto un appello rivolgendosi ai popoli arabi: «Se dovessimo dire qualcosa alle nazioni arabe, chiedergli qualcosa, diremmo loro di lottare per i loro diritti, per la loro libertà e l’indipendenza, la giustizia e l’unità delle loro nazioni. Di unirsi alla grande lotta in America Latina, e riprendere le lezioni e le principali parole d’ordine che sono rimaste impresse nella storia dei popoli del mondo e sono fedeli alla loro storia».

Maduro ha ribadito che «i gruppi terroristici che vediamo oggi distruggere l’Iraq e la Siria, lavorano per gli interessi dei nemici dei popoli arabi e islamici, perché l’Occidente non vuole che questi popoli resistano».

Maduro ha sottolineato che il suo paese affronta alcuni gruppi di estrema destra che vogliono fare in Venezuela ciò che hanno fatto in Siria, ma hanno fallito. In Siria stanno facendo lo stesso che in Venezuela, ma in maniera più cruda e più violenta.

Rivolgendosi al popolo palestinese in generale, soprattutto, quello la Striscia di Gaza, ha detto: «Avete hanno il nostro sostegno e la nostra solidarietà tutto il nostro cuore è con il popolo palestinese soprattutto quello della Striscia di Gaza perché negli ultimi anni ha vissuto tante tragedie»

Infine, ha concluso: «La nostra solidarietà con il popolo palestinese è senza limiti o condizioni, vi chiediamo di continuare la vostra lotta perché prima o poi raggiungerete la vittoria e otterrete la pace».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Al Mayadeen inaugura il suo sito in spagnolo nel ricordo di Hugo Chávez

da al mayadeen

Lo scorso 5 marzo, in ricordo della scomparsi fisica del Comandante Hugo Chávez, l’emittente araba, Al Mayadeen, ha inaugurato il suo sito in lingua spagnola.

Al Mayadeen, è un canale Tv con sede in Libano, creato dal giornalista Ghassan Ben Jeddou l’11 giugno del 2012. Jeddou si era dimesso il 22 aprile del 2011, dalla Tv del Qatar, Al Jazeera, per la mancanza di professionalità ed obiettività nel riportare gli eventi in Libia, Siria e Yemen, ignorando le proteste in Bahrein.

Ben Jeddou, in un’intervista a Prensa Latina ha osservato che «il 5 marzo è un giorno triste per chi ha amato il leader bolivariano,  ma il lancio del sito digitale, in questo giorno, è un messaggio di fedeltà al patrimonio che ci ha lasciato». Ed ha aggiunto: «Potevano scegliere un altro (giorno), ma abbiamo voluto scegliere un giorno di resistenza, nuove sfide continuano fedeli alle idee che ci lasciato Chavez». Dopo il lancio del sito in lingua spagnola, il direttore di Al Mayadenn ha annunciato, a breve, l’apertura di un portale in lingua inglese. Inoltre, ha annunciato che l’emittente si pone l’obiettivo di unire il pubblico arabo e dell’America Latina con un linguaggio che ha definito attraente e vitale.

Ben Jeddou ha lamentato la distanza tra le due regioni, nonostante il gran numero di emigranti arabi e dei loro discendenti che vivono in America Latina e ha ritenuto necessario lanciare il progetto per contrastare la visione negativa che trasmettono le agenzie di stampa occidentali. Il sito è attivo dal 5 marzo incluso l’aggiornamento minuto per minuto dell’ agenzia di stampa Prensa Latina, con la quale Al-Mayadeen ha firmato un accordo di cooperazione che consente di utilizzare le informazioni con il dovuto credito. Ben Jeddou ha ricordato che «Prensa da un anno è presente sul nostro sito web inizia e sfruttiamo a loro esperienza e l’approccio di successo. Ci sono interessanti materiali che riceviamo dall’America Latina e lo traduciamo per immetterlo sul sito in arabo. Inoltre, Il Direttore di Al Mayadeen è intenzionato ad offire più spazio per mostrare la realtà di mondo arabo, l’opinione degli scrittori latinoamericani e dei Caraibi, dei pensatori arabi, così come ai temi culturali e alle sezioni artistiche. Una delle sezioni promuoverà la Rete Internazionale dei Media in difesa dell’Umanità, un progetto di impegno professionale e politico per le cause nobili del pianeta che ha abbracciato Al-Mayadeen durante la prima convention di radio e televisione a L’Avana nel 2013.

«Ci stiamo aprendo (in America Latina) per accedere e raggiungere tutti, ma senza nascondere la nostra identità politica. L’apertura non significa in alcun modo perdere le nostre caratteristiche e i nostri principi politici, i nostri valori. Li difenderemo», ha precisato Ben Jeddou, ricordando che al-Mayadeen è la prima emittente TV araba che ha assunto come proprie le cause dei popoli dell’America Latina, in particolare, nei paesi con governi e processi rivoluzionari e progressisti, ed è stato un luogo di denuncia dei complotti contro il  Venezuela. A tal proposito, Ben Jeddou ha menzionato Cuba e in questo senso il voto delle Nazioni Unite contro il blocco economico, il ritorno all’isola caraibica dei cinque incarcerati negli Stati Uniti e, più recentemente, il tentativo di colpo di stato contro il presidente venezuelano Nicolas Maduro, e le minacce di attacco a TeleSur.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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