Assad denuncia l’ipocrisia occidentale nella lotta al terrorismo

da hispantv

Il presidente siriano Bashar al-Assad, oggi, ha denunciato le menzogne ​​e l’ipocrisia dell’Occidente, affermando che le superpotenze stanno combattendo un “mostro” creato da loro stessi.

Nel suo discorso ai funzionari siriani provenienti da diversi settori, ha sottolineato come l’Occidente sia diventato lo sponsor principale ed esportatore di terrorismo nel mondo, per imporre i suoi disegni ai popoli e servire i propri interessi.

Dopo aver denunciato il sostegno multilaterale dei paesi occidentali al terrorismo, ha aggiunto che questo fenomeno non ha limiti e ha ricordato che il governo di Damasco aveva ripetutamente messo in guardia contro i pericoli che comporterebbe una sua crescita nel Medio Oriente.

A questo proposito, Assad ha osservato che la lotta al terrorismo sarà fruttuosa solo se le richieste delle nazioni e i loro diritti siano rispettati.

Evidenziando che il governo siriano “sostiene una soluzione politica” per risolvere la crisi nel paese, Al Asad ha ricordato la presenza al tavolo del dialogo con i cosiddetti gruppi di opposizione siriana, precisando che « il sangue del popolo siriano è ancora più importante, la Siria è disposta a porre fine alla crisi nel più breve tempo possibile».

Il presidente ha ribadito che la guerra che affligge la Siria da più di 4 anni, è una “guerra imposta” contro il paese; La Siria non ha mai voluto la guerra, ma «se ce l’hanno imposta, l’esercito siriano resisterà su tutti i fronti».

«La nostra lotta ha due schieramenti, da un lato c’è il popolo siriano e dall’altro i terroristi provenienti da diversi paesi del mondo», ha dichiarato, per  poi parlare della guerra mediatica imposta contro il paese arabo per diffondere menzogne ​​sulla “divisione della Siria”‘.

Dopo aver affermato che non vi può essere alcun collegamento tra terrorismo e una soluzione politica, al-Asad ha affermato che «dobbiamo sconfiggere il terrorismo, se vogliamo iniziare un dialogo in Siria (…) Non c’è altra scelta che combattere e vincere».

La priorità del governo di Damasco, ha precisato, è quella di raggiungere la liberazione totale di tutte le regioni controllate dai gruppi terroristici, e l’esercito siriano ha la capacità per farlo.

Egli ha sottolineato che il ritiro e il fallimento non hanno posto nella logica dell’esercito siriano, e le forze militari del paese in lotta per l’unità della nazione.

Assad ha ringraziato l’Iran e Hezbollah per essere accanto al popolo siriano nella lotta contro i gruppi terroristici (…). «Il paese fratello Iran ci ha fornito esperienze militari e i nostri fratelli della resistenza hanno combattuto con noi».

Egli ha sottolineato che l’Iran e il Movimento di Resistenza Islamica in Libano (Hezbollah) hanno fornito alla Siria di quanto necessario per combattere il terrorismo; mentre ha preso atto delle iniziative proposte dalla Russia per porre fine alla violenza nel loro paese e anche il sostegno della Cina in questo senso.

Per quanto riguarda la conclusione dei colloqui sul nucleare Teheran-Gruppo 5 + 1, ha spiegato che «l’Iran ha ottenuto un grande successo (…) grazie all’unità e alla solidarietà del suo popolo».

Secondo Al-Asad, anche se l’Iran ha subito per tre decenni diversi tipi di sanzioni e otto anni di guerra che ha distrutto le sue infrastrutture, è al primo posto nella produzione industriale tra i paesi islamici.

«Siamo in una fase decisiva e mai faremo passi indietro sui nostri diritti. Vencereremo e difenderemo i nostri diritti. Oggi il mondo sta cambiando e qualsiasi paese che riesce a difendere i suoi diritti sarà il vincitore. I paesi che lottano per i loro diritti sono rispettati, e senza dubbio raccoglieranno la vittoria, e l’Iran è il migliore esempio in questo senso», ha concluso.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Khamenei: «Sostenere sempre la Siria e i popoli oppressi nell’area»

da al manar

L’accordo sul nucleare con i 5+1 non cambierà la politica iraniana contro “l’arroganza del governo americano”, né finirà la politica di sostegno dell’Iran ai popoli oppressi nella regione, ha dichiarato oggi, la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Sayed Ali Khamenei.

Durante l’omelia della festa di al-Fitr, che segna la fine del mese di digiuno musulmano del Ramadan, Sayed Khamenei ha assicurato che «la Repubblica islamica dell’Iran non rinuncerà a sostenere i popoli oppressi della Palestina, Yemen, Bahrein, Siria e Iraq, e la sincera resistenza dei mujahideen in Libano e in Palestina. (…) La nostra politica non cambierà contro il governo arrogante degli Stati Uniti».

Il leader iraniano ha messo a tacere alcune voci che suggerivano un raffreddamento dei rapporti tra l’Iran e gli Stati Uniti. «La nostra politica nei confronti degli Stati Uniti non cambierà» ha insistito l’Ayatollah Khamenei, i cui commenti sono stati accolti dagli slogan “Morte all’America” ​​e “Morte a Israele”.

«Abbiamo detto molte volte, non abbiamo un dialogo con gli Stati Uniti sulle questioni internazionali, regionali o bilaterali. A volte, come nel caso nucleare, abbiamo negoziato con gli Stati Uniti sulla base dei nostri interessi», ha precisato in seguito.

Sayyed Khamenei ha anche sottolineato che «le politiche americane nella regione sono contrarie al 180% a quelle della Repubblica islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti sostengono l’entità sionista che uccide i bambini».

Il leader iraniano, che è anche il capo delle forze armate, ha evidenziato la determinazione del suo Paese nel preservare le sue capacità militari.

«Per quanto riguarda il mantenimento delle capacità militari e difensive, soprattutto nell’ambito delle minacce create dal nemico, la Repubblica islamica non accetterà mai richieste eccessive dei nemici», ha aggiunto.

Ha continuato: «Non vogliamo nessuna guerra, ma nel caso in cui avvenisse, gli aggressori americani saranno sconfitti», riferendosi alle minacce di guerra contro l’Iran.

Per quanto riguarda le accuse occidentali, secondo le quali, questo accordo ha impedito all’Iran di acquisire armi nucleari, la guida ha spiegato che «ad impedire all’Iran di acquisire la bomba atomica non sono state minacce, ma i precetti religiosi che vietano tali acquisizioni».

Khamenei ha aggiunto che «Gli USA sostengono che l’Iran abbia fatto concessioni, questo è un sogno che l’amministrazione statunitense non potrà mai vedere».

Il leader iraniano ha, in questo contesto, accolto con favore il lavoro svolto dai negoziatori che hanno “lavorato sodo”. «Se l’accordo sarà approvato o meno dal Parlamento, secondo la procedura legale prevista, meritano un premio», ha affermato.

«L’Iran non si è fermato di fronte al 5+1, costringendoli a riconoscere il diritto dell’Iran nel settore nucleare», ha ribadito Sayed Khamenei.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Iran e G5+1 hanno ratificato il testo finale dell’accordo sul nucleare

da hispantv

Fonti diplomatiche iraniane, vicine alla delegazione negoziale, hanno confermato la messa a punto del testo dell’accordo finale sul nucleare.

Segue il testo.

– Le sanzioni economiche e finanziarie imposte dalla Unione Europea (UE) e gli Stati Uniti saranno abolite con l’avvio dell’attuazione dell’accordo.

– L’Iran sarà riconosciuta nei mercati globali come produttore di uranio arricchito e di acqua pesante.

– I divieti e le limitazioni imposte in materia di cooperazione economica all’Iran saranno sollevati in tutti i settori, come gli investimenti nelle industrie petrolifere, gasifere, petrolchimicche, etc.

– Nel settore nucleare, si sta preparando il campo ad un’ampia collaborazione internazionale con l’Iran, in particolare nei settori dell’industria nucleare e della costruzione di nuove centrali nucleari e reattori di ricerca.

– Secondo il testo dell’accordo finale, le potenze mondiali riconoscono il programma di energia nucleare della Repubblica islamica dell’Iran, la sua natura pacifica e il rispetto del diritto al nucleare della nazione iraniana, nel rispetto delle convenzioni internazionali.

– Il programma nucleare iraniano, presentato ingiustamente, alterando la realtà, come una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale, ora diventa oggetto di cooperazione internazionale con gli altri paesi, nel quadro delle norme internazionali.

– Il divieto di acquisto di beni a duplice uso è stato sollevato, la Commissione congiunta contro l’Iran e il gruppo 5+1 permetterà di soddisfare i bisogni del Paese persiano.

– Per la prima volta dopo tre decenni, si annullano le sanzioni ingiuste imposte per l’acquisto di aeromobili civili e per il rinnovamento dell’aviazione iraniana, aumentando così la sicurezza dei voli.

– Con il rilascio della nuova risoluzione, all’interno dell’articolo 25 della Carta delle Nazioni Unite, e con attenzione all’articolo 41 della suddetta, ci sarà un cambiamento fondamentale per il trattamento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo alle clausole relative e alla cancellazione delle sanzioni irrogate in passato all’Iran.

– Le restrizioni imposte alle attività missilistiche iraniane sono ridotte a quelle attività che riguardano le armi nucleari. Attività che la Repubblica islamica dell’Iran non ha mai avviato

-L’embargo sugli studenti iraniani e le loro carriere legate ai settori nucleari sarà completamente abolito.

– L’Iran accetta le proposte per la costruzione di centrali nucleari e sulla ricerca per i reattori.

– L’Iran è stato riconosciuto come una potenza nucleare con il diritto all’arricchimento dell’uranio e l’accesso al ciclo del combustibile nucleare.

– Tutte le sanzioni economiche e finanziarie contro il paese persiano saranno abolite dopo la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC).

– Tutte le strutture nucleari iraniane continueranno la loro attività e l’Iran continuerà la sua attività di arricchimento dell’uranio.

– L’impianto di acqua pesante ad Arak rimane intatto, sarà modernizzato e dotato di nuove funzionalità, laboratori e strutture, con la collaborazione di esperti nelle tecnologie più avanzate e sicure di cui si dispone al momento. La richiesta iniziale sul suo smantellamento o conversione in impianto ad acqua leggera è stata respinta.

[Trad dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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