Evo Morales: «Cuba ha umiliato gli Stati Uniti»

130104055029-06-hugo-chavez-gallery-horizontal-galleryda Telesur – «Cuba ha vinto» ha dichiarato Morales riferendosi ai 50 anni di resistenza del paese caraibico agli attacchi provenienti da Washington

Il presidente boliviano, Evo Morales, nel corso di una cerimonia militare ha assicurato che Cuba ha trionfato e umiliato gli Stati Uniti (USA), in riferimento al ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, sospese dal 1961.

«Cuba ha affrontato il bloqueo e ha vinto, ha trionfato, e con essa ha trionfato tutto il mondo. È eclatante, per questo il 17 dicembre resterà scritto nella storia del genere umano, per il modo con cui Cuba ha umiliato gli Stati Uniti, grazie anche all’unità del mondo intero», ha sottolineato il presidente.

Lo scorso mercoledì, il presidente Raul Castro e il suo omologo statunitense Barack Obama hanno annunciato il ripristino delle relazioni diplomatiche tra i paesi, in seguito all’avvenuto rilascio della spia statunitense detenuta a Cuba, Alan Gross, e dei tre eroi cubani ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti.

Morales ha affermato che si tratta di un evento che deve far riflettere il mondo perché evidenzia un «riconoscimento per il popolo cubano, alla lotta di Fidel e Raul (Castro)».

Ha poi ricordato che il popolo cubano ha resistito di fronte alla permanente cospirazione politica, militare ed economica degli Stati Uniti e che dopo questa lunga lotta ha trionfato difendendo la propria sovranità.

«Fondamentale è stata la perseveranza, l’unità, l’intransigenza sui nostri principi. Questo ci ha dimostrato Cuba. Che la resistenza senza inchinarsi davanti all’impero porta i suoi risultati».

Immagine: Telesur

Immagine: Telesur

Morales ha infine indicato che ci vorrà del tempo per porre definitivamente fine al «bloqueo economico che tanto danno causa al popolo cubano» e ha assicurato che, quando questo accadrà, «Cuba sarà una nazione modello con un popolo modello, uno Stato modello».

Nel 1961 gli Stati Uniti ruppero ogni relazione diplomatica con Cuba, dopo una serie di misure volte a destabilizzare la Rivoluzione Cubana e un anno dopo arrivò il decreto del bloqueo economico che è costato miliardi di dollari al paese caraibico.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

L’Italia con i 5 cubani

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da Comitato Italiano per 5 cubani

In occasione del 15° anniversario d’ingiusta detenzione dei Cinque anti-terroristi cubani negli Stati Uniti, il Presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Sergio Marinoni, il Presidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, Haidi Gaggio Giuliani e l’Eurodeputato Gianni Vattimo, hanno scritto una lettera da sottoporre a tutti i Senatori e Deputati italiani.

La missiva ricorda il caso dei Cinque cubani in tutti i suoi aspetti ed in particolare sottolinea il muro di silenzio che circonda questa storia. In appoggio alla causa dei Cinque si sono espressi “Dieci Premi Nobel” e il loro caso è stato messo in evidenza dalla dichiarazione della “Commissione per le detenzioni arbitrarie dell’ONU”.

La Senatrice del Partito Democratico Daniela Valentini, appoggiando la richiesta dei firmatari si è resa subito disponibile ad informare i suoi colleghi Senatori e Deputati del Parlamento italiano e ha dato la sua disponibilità per la creazione di un inter-gruppo parlamentare a sostegno della causa dei Cinque cubani.

La Senatrice ha voluto farsi fotografare con il nastro giallo in solidarietà con i Cinque cubani.

La storia di Cuba, dal 1959 in poi, è stata segnata da atti di terrorismo perpetrati dagli ambienti anticastristi di Miami (e sostenuti dalle diverse amministrazioni statunitensi), che hanno causato distruzione e la morte di migliaia di persone, tra cui il giovane italiano Fabio Di Celmo.

Quindici anni fa, il 12 settembre del 1998, proprio a Miami, Florida, venivano arrestati cinque uomini cubani, il cui obiettivo era quello di raccogliere informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività della mafia cubano-americana, nel tentativo di prevenire altri atti di terrore e di aggressione contro la popolazione civile cubana.

L’accusa nei loro confronti è stata quella di aver messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America.

A nulla sono valse le testimonianze a favore dei Cinque, in sede processuale, di tre generali dell’esercito USA in pensione, di un ammiraglio, anch’esso in pensione, dell’ex consigliere del Presidente Clinton per gli affari cubani, in cui dichiaravano che i Cinque in nessun momento avevano avuto accesso, né avevano mai tentato di accedere a documenti segreti e sensibili per la sicurezza degli Stati Uniti d’America.

A nulla è valso il pronunciamento del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulle Detenzioni Arbitrarie, in cui si definisce arbitraria la privazione della libertà dei 5 uomini cubani e si esorta il governo degli Stati Uniti a prendere le misure necessarie per correggere tale arbitrarietà.

A nulla è valso l’appello, in cui si chiedeva la revisione del processo che condannava i Cinque ad ergastoli e pene durissime, firmato da 10 Premi Nobel, dall’ex Commissaria per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, dal plenum del Senato del Messico, da centinaia di parlamentari di 9 Paesi e da organizzazioni dei Diritti Umani di tutto il mondo.

In questi 15 anni di detenzione, i Cinque hanno dovuto sopportare condizioni carcerarie molto dure. Spesso gli è stata negata una corretta attenzione medica. Ad alcuni di loro non è mai stato permesso d’incontrare i loro cari, mentre i familiari a cui è stato concesso un colloquio, hanno dovuto aspettare anni prima che gli organi competenti statunitensi gli dessero l’ok. 

Oggi uno dei Cinque, René González, è riuscito a tornare a Cuba, ma gli altri 4 cubani permangono nelle carceri statunitensi, pagando un prezzo altissimo per aver cercato di difendere il loro Paese dal terrorismo che gli Stati Uniti vogliono combattere nel resto del mondo, ma che non sembra vogliano perseguire quando proviene dal loro stesso territorio.

Nel silenzio quasi assoluto dei grandi organi d’informazione, chiediamo attenzione e giustizia per il caso dei Cinque.

SERGIO MARINONI – Presidente Associazione Nazionale di Amicizia             

GIANNI VATTIMO – Europarlamentare              

HAIDI GAGGIO GIULIANI – Presidente Comitato Italiano Giustizia per i Cinque    

Copia di DSCN1066Militanti dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Circolo Julio Antonio Mella, Circolo di Roma, dell’Associazione La Villetta per Cuba, del Comitato Fabio Di Celmo e delle Associazioni Mundo Cubano y Angulo Cubano hanno organizzato un flash mob di fronte all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma.

I partecipanti all’atto, hanno appeso al grande albero che si trova proprio davanti alla sede diplomatica statunitense, un grande nastro giallo, per ricordare l’ingiusta detenzione che da 15 anni subiscono i Cinque anti terroristi cubani. Inoltre, di fronte alla sede dell’Ambasciata USA, i dimostranti hanno legato decine di fiocchetti gialli.

Los militantes de la Asociación Nacional de Amistad Italia-Cuba, Círculo Julio Antonio Mella, Circulo de Roma, la Asociación La Villetta para Cuba, el Comité Fabio Di Celmo y las Asociaciones Mundo Cubano y Angulo Cubano han organizado un flash mob frente a la Embajada de EE.UU.  en Roma.
 
Los participantes  colgaron en el  grande árbol que está justo en frente de la embajada de EE.UU., una gran cinta amarilla para conmemorar la injusta detención que sufren desde15 años  los Cinco antiterroristas cubanos.
 
Asimismo, en frente de la sede de la Embajada de EE.UU., los manifestantes han pegado decenas decintas amarillas.

[Si ringranzia per la segnalazione Marco Papacci]

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