(FOTO+VIDEO) La storia si ripete: Venezuela come Cuba, il blocco incombe

L'immagine può contenere: 6 persone, tra cui Antonio Cipolletta, Massimo Marzano Terzo e Svetlana Svetlana, persone che sorridono, persone in piedidi Romina Capone

#NoMoreTrump la petizione contro il blocco economico finanziario e commerciale.

Non vogliamo più Trump! Il grido all’unisono della popolazione venezuelana si innalza nel corso della campagna raccolta firme che unisce l’Italia da Nord a Sud in questo torrido mese di agosto tanto da diventare un hashtag. Lo scorso 5 agosto il presidente americano Trump, ha firmato un ordine esecutivo che dichiara un embargo sul Venezuela, embargo che ancora una volta viola i diritti umani e la libertà del popolo venezuelano. Gli Stati Uniti D’America violano per l’ennesima volta il principio democratico dell’auto determinazione dei popoli di essere liberi e di seguire un modello sociale completamente nuovo: il socialismo del XXI secolo. Nella lettera delle venezuelane e venezuelani spedita al Segretario Generale delle Nazioni unite Antonio Gutierrez si denunciano una serie di aggressioni pianificate e brutali da parte degli USA con il sostegno di minoranze politiche del governo venezuelano, a livello economico, politico e psicologico contro la popolazione venezuelana al fine di provocare un cambio di “regime”; in termini reali non è altro che un rovesciamento del governo Maduro scelto attraverso elezioni libere, universali e segrete in conformità con la legge del paese.

Era il 2015 quando il governo Obama indicava il Venezuela come una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza degli Stati Uniti: il cosiddetto Ordine Esecutivo. Da allora è stato ufficializzato e si cerca di legittimare davanti al mondo l’assedio e la distruzione del Venezuela. Tali aggressioni sono state esacerbate da Donald Trump il quale in meno di due anni ha incrementato l’ostilità economica e finanziaria per soffocare lo stato venezuelano e portare la popolazione alla fame.

Negli ultimi giorni Trump ha formalizzato la depredazione delle risorse nazionali e minacciato i paesi partner mettendo a rischio la sicurezza di 30 milioni di abitanti. Le conseguenze di tale atto criminale raggiungono limiti brutali e disumani, impedendo l’accesso al cibo, alle medicine e alle forniture essenziali importate, inclusi i trattamenti medicinali di emergenza e alcune forniture essenziali per il lavoro collettivo. Tutti, bambini, anziani, uomini e donne, sostenitori ed oppositori sono vittime di questo attacco crudele. contrario ai principi fondamentali e ai diritti umani.

Alla luce di quanto scritto non sono mancati presidi di raccolta firme nella città metropolitana di Napoli. Uno di essi è stato allestito negli spazi recuperati di GAlleЯi@rt in Galleria Principe di Napoli, di fronte al Museo Archeologico Nazionale. Un incontro non solo volto alla raccolta firme bensì un momento di scambio interculturale caratterizzato da canti e vestiti tipici del Venezuela. Firme raccolte e consegnate al Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli nella giornata mondiale di protesta, con l’impegno comune ad accompagnare il popolo bolivariano in questa campagna diventando sempre di più difensori della libertà.

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L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone sedute


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3 commenti

  1. Sembra che non vogliate ascoltare la vera voce del vero popolo venezuelano che sta chiedendo agli usurpatori di lasciate il potere dato che hanno rubato e rovinato una ricchissima ex nazione

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    • Alessio Decoro

       /  agosto 30, 2019

      Mi scusi ma decide lei quale parte di popolo ha diritto esclusivo di decidere? Mi sembra che lo scenario politico sia molto polarizzato e che una fazione dell’opposizione(quella fascista, filoimperialista e vendipatria) goda nel chiedere e ottenere sanzioni economiche sempre più gravi, imponendo fame e morte a tutto il popolo(come bene si dice nell’articolo). Inoltre, e questo sarebbe da punire severamente, chiedono l’aggressione militari… Orribile! Cmq al netto degli errori, corruzione e quant’altro che ci sono anche nella fazione chavista, non le sembra strano che un paese che sostanzialmente andava bene e con le sue missiones aveva debellato analfabestismo, fame, risolto in una certa misura il problema abitativo e quello della salute ed educazione appena ha deciso di organizzare e organizzarsi secondo gli interessi del proprio popolo sia stato colpito da una feroce inflazione. Un paese che secondo la Banca Centrale del Venezuela é tornato agli indici economici del 99(quindi non é proprio vero che quella che chiama ex nazione era un paese ricchissimo, esistevano dei ricchissimi e gli altri soffrivano e morivano). Cmq fortunatamente come suggerisce anche Nestor Francia, esiste una opposizione non vendipatria, fascista e filoimperialista e che rappresenta il 40% del patrón elettorale che vuole dialogare e concorda con due punti:” rifiuto della violenza e dell’intervento straniero”. Con questi si puó costruire e trattare. Spero con forza che il processo di pace porti qualche risultato. E che tutta l’americalatina recuperi la piena sovranitá e intraprenda la via del Socialismo.

      Mi piace

      Rispondi
      • Tante parole inutili che nascondono la vendita della “patria” alla Cina, alla Russia, all’Iran, ai gruppi terroristi di mezzo mondo… Proseguo? Sa semplicemente sopravvivo in questo inferno non inchufado

        Mi piace

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