Napoli 5nov-3dic2017: Revolutija 1917-2017 L’Ottobre in mostra

di GAlleЯi@rt

Sempre più artisti riconobbero che la rivoluzione si era compiuta come spiegazione, causa e scopo delle loro lotte, della loro passione, a cui la loro vita apparteneva inconsapevolmente. Sempre più artisti, dotati umanamente oltre che artisticamente, entrarono nella politica attiva, si dedicarono, seguendo il loro impulso, alle sorti delle masse, dimenticarono il loro individualismo, che d’altronde era solo un risultato del tirannico isolamento in cui la società borghese tiene fuori i suoi buffoni di corte. 

La teoria, nata e cresciuta nell’“atelier”, la teoria delle scuole, delle correnti, che rifletteva il passare del tempo in modo non più chiaro e riconoscibile solo a pochi, fu dissolta nell’atmosfera collettiva effervescente della rivoluzione vittoriosa.

L’arte che emerge dalla rivoluzione è essa stessa rivoluzione. Essa propaga la vibrazione della grande rivoluzione. Insegna all’estetica a sottomettersi e adattarsi all’eterna volontà del cambiamento dei tempi, il cui segno più visibile è la rivoluzione sociale, base di ogni rivoluzione politica.

L’estetica sorta dalla rivoluzione significa la rivoluzione stessa e non soltanto un segmento della rivoluzione. L’insieme della volontà creatrice del tempo e non solo una delle sue molteplici manifestazioni.
(liberamente, Arthur Holitscher, 1922)

1917-2017: GAlleЯi@rt celebra i cent’anni della grande Rivoluzione d’Ottobre.

Da domenica 5 novembre a mertedi 5 dicembre, un mese di espositiva, allestimenti, iniziative, proiezioni, presentazioni pubbliche. Per un contributo al bilancio storico, per un passo ancora, a cent’anni di distanza allo stravolgimento della visione soggettiva del mondo.

***

“REVOLUTIJA”
Programma Working Progress:

domenica 5 novembre | ore 18.30
LA GALLERIA DELL’OTTOBRE | Mostra permanente
GAlleЯi@rt SpaZio31, espositiva della Galleria Principe di Napoli, in allestimento tematico open space per narrare “i dieci giorni che sconvolsero il mondo”. Installazioni video, striscioni, bandiere d’epoca e scritte evocative, un percorso di didascalie-guida tratte da Stato e Rivoluzione di Lenin alla rassegna fotografica e l’esposizione artistica di opere suggestive che affondano le loro radici nella rivoluzione.

martedì 7 novembre | ore 18.00
1917-2017: “SETTE BICCHIERI CHE BRINDANO A LENIN” | Brindisi sociale
Un momento di socialità, un ritrovo tra compagni, un’occasione per brindare insieme ai 100 anni esatti della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, giorni che sconvolsero il mondo, processo che cambiò la Storia.

domenica 19 novembre | ore 17.00
POEMA PEDAGOGICO di A. S. Makarenko | Presentazione del libro
Nella futura Unione Sovietica, gli eventi rivoluzionari che culminarono nell’Ottobre del 1917 furono, prima di tutto, un momento di rottura radicale con l’immobilismo autocratico che aveva contrassegnato secoli di dominio zarista. Infatti, a una lunga era in cui il destino sociale degli oppressi non poteva offrire possibilità troppo diverse dal nascere servo della gleba per morire servo della gleba, fece seguito un’epoca nuova: un assetto sociale in cui i figli dei carpentieri diventavano cosmonauti e in cui, dalle grandi metropoli fino ai villaggi più remoti, l’istruzione sarebbe stata a portata di mano per milioni di bambini e bambine, altrimenti destinati a un lavoro precoce e schiavile. Anche rispetto agli adulti, contadini o operai non importa, le occasioni di una formazione continua non sarebbero mancate e, il tutto, grazie al dispiegamento di un potere popolare capace di sottrarre il campo dei «diritti» al dominio della merce, luogo in cui lo Stato borghese lo aveva, di fatto, confinato.

Anton S. Makarenko vive e lavora nel cuore di simili stravolgimenti. E se l’essere umano poteva dirsi frutto della società in cui era accolto, il pedagogista sovietico studia in tempo reale la necessità di fare della libertà un bene comune e della disciplina uno strumento che, estrapolato da qualunque ordine del discorso repressivo, avrebbe potuto mettere l’individuo nelle condizioni di affrontare il processo dialettico che lega il sé all’altro in una prospettiva collettiva.

È a partire da simili presupposti che Makarenko scrive Poema Pedagogico, capolavoro che, pur restando un punto fermo delle scienze dell’educazione, si rivela presto in grado di valicare i confini specialistici per affermarsi come un classico senza tempo, un grande romanzo e una lettura obbligata per chiunque intenda interrogarsi su uno degli aspetti più importanti dell’avventura umana: essere se stessi all’interno della società per trasformare la società stessa.

domenica 26 novembre | ore 18.00

OTTOBRE di S. M. Eisenstein | Proiezione

Film del 1927 diretto da Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn. Commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo sovietico per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Protagonista assoluta dell’opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a reinterpretare sé stessi nelle giornate vissute in prima persona. Il film fu girato quasi interamente a Leningrado e qui proiettato il 20 gennaio 1928: 7 rulli, 2220 metri. “Ottobre” è il monumento cinematografico dell’epopea collettiva del potere sovietico alla prova dei fatti nella costruzione del primo Stato socialista della Storia.

Domenica 3 dicembre | ore 17.00

LA RIVOLUZIONE SI COSTRUISCE | Assemblea pubblica
I principali insegnamenti principali della Rivoluzione d’Ottobre, la rotta per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista oggi, la necessità del partito comunista, il legame fra comunisti e classe operaia, il carattere universale della strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria. Un bilancio sulla Rivoluzione. Il rilancio della Rivoluzione.

***

La cosa importante è che gli artisti, operai del genio creativo,
non lavoreranno più ognun per sé,
ma si collegano con i più larghi strati popolari,
i quali accolgono ciò viene offerto loro
nella misura in cui essi stessi sono oggi chiamati a partecipare.
Questa la prova del fuoco
dell’arte recuperata alla sua funzione sociale,
che tanto sarà solo se sarà nuova impresa collettiva.
Perché la Rivoluzione è un’arte.
Lavora con metodo.

___

GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia –Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com – 0039 366 42 90 514

Il 1° ottobre 2013 un drappello di artisti, operatori culturali, artigiani, attivisti sociali della città entrano negli spazi n.28-31 della Galleria Principe di Napoli. Spazi abbandonati ad un decadimento inaccettabile, incuria, assenza di qualsiasi progetto effettivo per la tutela ed il ripristino funzionale, oltre le sole facciate, di un bene monumentale, rischi di speculazione ad uso privato di qualche facoltoso compratore di un patrimonio pubblico in odore di svendita per far fronte al dissesto finanziario delle casse comunali. I cittadini iniziano l’autorecupero dei locali. Pulizia ed apertura ad uso pubblico. Spazi da restituire all’uso sociale, questo il principio, questa la pratica. Spazi pubblici da restituire al pubblico. Tutto in pieno autofinanziamento. Spese zero per il Comune. È GAlleЯi@rt! Una fucina sperimentale di arti figurative, di nuovi linguaggi espressivi, di libera produzione e partecipazione.

Sostieni l’autorecupero!
Sostieni GAlleЯi@rt!
___

L'immagine può contenere: 6 persone, persone che sorridono

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: una o più persone

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: 1 persona

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: tabella e spazio al chiuso

L'immagine può contenere: spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio al chiuso

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

Hoja de ruta hacia la Confederación de los pueblos libres de Iberia

por Marco Terranova Tenorio*

Lo que hacemos en la vida tiene su eco en la eternidad…

Dewey Gram

España acaba de entrar en el juego Geopolítico. Su situación es delicada por no decir, sumamente preocupante.

Con un sistema o régimen no rupturista con el Franquismo, este país tiene su punto débil en la calidad del hombre, fundamental para soportar el peso de los tifones…

La debilidad de la sociedad y su vertiente cultural, social autoritaria ha impedido no ya una ruptura hacia el futuro, sino cualquier signo de cambio real y de mejoramiento profundo, por lo menos no en los bolsillos de los oligarcas corruptos del régimen, sino como reflejo en todo el espectro social.

El turno de nuestro país ha llegado. Y dependerá de nosotros en convertirnos en un nuevo Kosovo o peón de potencias mundiales o parte del tablero de la geopolítica mundial, o ser un actor fuerte y firme, serio y tomado en cuenta. Soberano en sí mismo.

La edad media asoma por la puerta. Los oligarcas unidos y aliados de políticos y sindicalistas corruptos y funcionarios al servicio del capital o el mejor postor, nos hace pensar en una sociedad post-capitalista donde el futuro nos lleva directamente al pasado, esto es, a la edad media y a la estratificación social de una inmensa mayoría de ciudadanos empobrecidos y con mala calidad de vida y una minoría selecta o élite en la cima del sistema con amplios acceso a riqueza y al poder.

Kosovo. Precedente a tomar en cuenta “por los patriotas”

Muchos ingenuamente, otros por falta de raciocinio y guiados por el genio del odio, han tomado la crisis catalana como un partido de fútbol al grito de: A por ellos, oe. Oe…

Peor aún, pidiendo aplicación de un artículo que destruye la convivencia y las libertades identitarias como el art. 155 o el llamamiento constante a que el ejército intervenga (hablando el plata, como dijo Beiras, sacar los tanques a la calle y con sus muertos).

Olvidan los patriotas que, Kosovo fue un invento de una potencia precisamente aliada nuestra, pero que, su razón de ser en geopolítica como vemos, les hace pasarse por el forro “o las pelotas” cualquier pacto o palabra sea con amigos o menos amigos, aliados o enemigos.

Ya lo repitió Trump mil veces: American First e Israel First.

Todo lo demás a los dirigentes americanos les importa un comino. ¿O cree que a Trump le quitará el sueño si España pierde un trozo de su país? Es más, gracia a la baja inteligencia de este presidente, recemos porque no vea la oportunidad real de destrucción de Europa y el Euro al apoyar una región separatista como Cataluña…

Qué más da rusos, chinos, árabes, españoles… La mega-potencia mundial en decadencia está en guerra con el mundo.

La balcanización de España, queridos patriotas deprimentes y lameculos de los mismos que os roban el PIB y os roban puestos de trabajo, educación, sanidad, vivienda etc., la balcanización, significa matarnos entre hermanos, masacrarnos entre nosotros, no sé si señor patriota pensó usted que los catalanes son ciudadanos corrientes, con familias, hijos etc… y que la carne de cañón, no será el supuesto o supuestos hijos de este rey infame que tenemos, o de los dirigentes actuales, todos los patriotas y menos patriotas irán a leva a servir una bandera corrompida por siglos de genocidios y represión y en nombre de un no sé qué, unidad de España, sin saber que España no es nuestro Estado real, sino un invento artificial de una élite histórica para robar, oprimir, expoliar al pueblo en beneficio suyo, porque como decía Weber, sin legitimidad no existe Estado, y España carece de legitimidad, aunque entierre el 70 por ciento de la población contraria a un estado y un régimen opresor que esclaviza, deshumaniza, corrompe y destruye tejido social, familias, comunidades, identidades, empobrece a la gente, etc…

HOJA DE RUTA PARA LA CONSTRUCCIÓN DE LA CONFEDERACIÓN IBÉRICA

Si queremos saber quiénes somos, debemos escucharnos a nosotros mismos. Es así como sacaremos nuestra verdadera identidad profunda como Hombre, como Pueblo y como Comunidad.

Podemos hablar de España como un estado fallido y donde pone en peligro a nuestros pueblos, en un mundo cambiante donde las reglas de juego cambian día a día y donde sino tenemos un buen barco, tifón se nos llevará a todos por delante.

Construyamos un barco fuerte, poderoso, donde todos nos sintamos seguros, tranquilos, respetados y libres. Libres sí, somos pueblos libres para elegir un destino, y por encima de cualquier constitución o Régimen, ya que la fuente principal de toda ley o constitución es el Pueblo. Lo demás es dictadura.

Ese barco se llama Confederación de los pueblos libres de Iberia.

Esta Confederación es la forma de gobierno real, junto a un territorio que abarca los territorios portugueses y Gibraltar.

Estamos ligados así a Sudamérica. La historia, la vida es sabia.

Un país actual el cual puede ser parecido a lo que sería la Confederación, es Suiza.

País que superó las guerras de religiones, las guerras nacionalistas, la segunda guerra mundial, de forma inteligente y sabia.

Hoy Suiza tiene más de tres identidades nacionales, más de tres religiones, y donde todos se sienten suizos y donde ese sentimiento y el orgullo de un Estado y unas instituciones que protegen, dan progreso material, orden y calidad de vida son su verdadero aglutinador y un ejército casposo y raquítico o una religión católica represiva antisocial y fuera de la realidad.

Seamos serios.

Lo ocurrido estos días en Cataluña, es positivo. Ha sido la primera bofetada en la cara a un Régimen Franquista, donde aún no ha habido una denuncia seria contra el Franquismo y los genocidios de millones de ciudadanos, y tampoco se han sacado los cuerpos de millones de personas muertas por el fundamentalismo nacional-católico y criminal genocida, tanto de un estado criminal español y una iglesia vaticana al servicio de la podredumbre élite económica como ha hecho a lo largo de la historia. Aliarse con los mercaderes del templo y traicionar a Jesús el caminante, el que iba en chanclas y andando sin riquezas.

No va bien en un país donde se ha robado el PIB de los ciudadanos y se sigue robando y van a parar a manos privadas, donde el Rey y las instituciones como el poder judicial están corrompidas, donde se hace un llamamiento a respetar la constitución a los Catalanes pero vemos que los artículos relacionados con el salario, la vivienda, educación y sanidad gratuita de calidad, son violados día a día, destruidos, e incluso se ataca la parte más importante de la constitución, los derechos fundamentales…

Un régimen como este, franquista y del 78 que vuelve a utilizar la misma lógica del GAL, del terrorismo de Estado, como los asesinatos de Laza y Zabala… “Es que eran supuestos terroristas”…

El Estado de derecho debe imperar sobre toda lógica basada en el uso de la fuerza o los excesos de personajes dentro del Estado que traicionan la democracia, la convivencia y la libertad.

No hemos escuchado ni una sola declaración de altos mandos del ejército llamando a la prudencia al ejecutivo, a la mesura…

Hoy vemos que las acciones de Rajoy y su ejecutivo atentan gravemente no solo la soberanía y la territorialidad del Estado, sino también la convivencia pacífica de los ciudadanos junto al atentado directo por la politización de la cuestión catalana de la Seguridad nacional.

Nadie dice nada, las aguas parecen volver al caudal… Quizás no. Quizás ya es demasiado tarde. No se puede jugar con temas tan serios como es el Pueblo y el Estado, y cuando hablo de Estado no hablo de España o Monarquía, hablo de la esencia y el Estado en Esencia, sino crece, como la vida misma, muere, o se descompone.

Hoy vemos esa descomposición. Y la única vía de un Estado para crecer es la integración civilizatoria, o la guerra, la cual la segunda, en pleno siglo XXI puede suponer una estupidez de lo más grande.

Necesitamos construir el Estado Moderno, este Estado debe construirse en medio siglo o un siglo, ladrillo a ladrillo, hombro a hombro y firmes contra los atacantes y destructores del proceso.

La Construcción de la República federal de Iberia (no de España) abre las puertas a construir una nueva filosofía de Estado, acorde con los valores humanistas, socialistas, cristianos (no de la iglesia) y laicos.

Somos libres y podemos construir un Estado amoldado a las realidades identitarias, donde todas las lenguas tengan el mismo valor (como en Suiza) y donde el laicismo (no el ateísmo) como neutralidad del Estado y actor promotor de las religiones y que vela contra cualquier fundamentalismo y extremismo ciego, puede hacer de nuestro país algo que nos sintamos orgullosos.

¿Por qué no sentirnos orgullosos de un país, de un estado donde convivimos religiones diversas en paz, diferentes lenguas o naciones? Pasa en Suiza. No es una utopía.

¿Por qué no puede ser nuestro aglutinador o pegamento social el sentirnos orgullosos de instituciones que promueven la paz social, el orden, el progreso económico sostenible basado en el bien común, la calidad de vida, el respeto a la naturaleza?

¿Por qué no ser el primer país en poner las 4 horas al día de trabajo, promover las energías renovables al máximo, y una economía sostenible y respetuosa para otras generaciones junto una identidad ciudadana, responsable, limpia, de amor a la vida, a la naturaleza,?…

No es una bandera lo que nos hace mejores es nuestro día a día y nuestro compromiso como hombres en vivir en común para mejorar todos nuestra vida. (Rousseau)

¿Por qué debemos pertenecer a una OTAN donde solo sabe dar armas a terroristas y hoy no es un organismo de paz y orden sino de caos y genocidio?

Iré más allá.

De la república federal de Iberia a la construcción de la Confederación

Quedarnos en la república federal o en el nombre de España, sería un error.

Avanzar hacia el modelo es vital, como el árbol que sale de la semilla y no puede dejar de crecer.

La Confederación suena débil, pero nada más lejos de la realidad.

El modelo de Estado basado en la fuerza y la coacción para su supervivencia, por sí mismo no puede llamarse Estado, ya que carece como decía Weber de legitimidad, pilar importante para que un estado sea llamado estado.

De ahí que la Confederación, para mantenerse unida, debe aglutinar lo que es necesario para ser fuertes, y debe independizar, lo que es necesario para ser más fuertes.

De ahí que como en Suiza, los cantones, tienen la posibilidad de tener su propio sistema y modelo económico, siempre con unos límites lógicos, basados en el mejoramiento de los ciudadanos y la búsqueda de la calidad de vida, que impediría toda acción de la oligarquía y la burguesía para hacerse con las riquezas del país.

Este último movimiento significará la unificación de la república de Iberia y la república de Portugal, creando así la Confederación de los pueblos libres de Iberia.

Donde la autodeterminación, una vez finalizado el proceso debe quedar como un derecho de los pueblos, y un aviso a los malos gestores o un aviso a quien busca de acaparar el poder en contra de cualquier identidad.

De ahí que el derecho de autodeterminación, en un contexto tal, es una palanca de control del poder y una garantía ciudadana contra cualquier aventurismo o movimiento anti-civilizatorio.

Con este escrito me declaro ciudadano de esta futura república federal, previo paso a nuestra confederación Ibérica.

Fuerza y honor

Marco Terranova Tenorio* para La Pluma 

Notas de prensa en apoyo a la construcción de Iberia:

En el año 2003 se lanzó la idea de construcción de Iberia, como motor de la Europa de los pueblos y modelo.

No era su momento, la semilla cayó a la tierra, quizás es hora de hacerla germinar y hacer de este país y este pueblo un motor civilizatorio para un mundo en caos y destrucción…

Günter Grass apoya la idea de Saramago de unir España y Portugal

Saramago profetiza que Portugal y España acabarán siendo Iberia

*Marco Terranova Tenorio: Licenciado en Ciencias Políticas UNED y Máster en Comunidades Europea y Unión Europea; autor de Barbarie o estado de pueblos UNED. Ha sido miembro de Pravda Liberación cuyo director es Sergio Tapias (Argentina). Ex director de la revista Pensamiento del sur junto al filósofo Andino Javier Lajo y Hugo Blanco y del diario Unidad. Ha escrito cientos de artículos sobre actualidad en medios como: Granma, Cuba debate, Hispan tv, Rebelion, Kaos en la red, Radio Nacional de Venezuela, Aporrea… Ha sido experto en geopolítica (2 años) para Rusia Today y colaborador con el medio Chino Xin Hua. Actualmente es experto en Geopolítica y relaciones internacionales para el canal Telesur (Venezuela) y trabaja  en taller propio como  ceramista y alfarero  en Sevilla.

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: