(VIDEO) ALBAinformazione en Venezolana TV

(VIDEO) Adán Chávez Frías: «Attenzione al riformismo»

Riproduciamo tradotto in italiano qui di seguito uno scritto di Adan Chávez Frías, fratello del Comandante Hugo Chávez nonché oggi vicepresidente per le relazioni internazionali del PSUV. Lo scritto è del maggio del 2015, ma oggi più che mai mostra tutta la sua attualità e validità.

La Rivoluzione Bolivariana, dopo aver attraversato la sua fase di costruzione di una democrazia di tipo nuovo, oggi è chiamata a fare un passo qualitativo verso il Socialismo. Non possiamo che salutare con favore questo passo in avanti e sostenerlo con determinazione. Il rafforzamento della Rivoluzione Socialista in Venezuela rafforza anche noi.

di Adan Chávez Frías*

25 Maggio 2015

Sentire Bolivariano

La controrivoluzione continua a cospirare per estirpare il nostro progetto socialista, bolivariano e chavista. Noi come popolo, come movimento civico-militare, come Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e come Grande Polo Patriottico, continuiamo a combattere, con la contro-offensiva che ci ha permesso di sconfiggere il golpismo e la violenza fascista.

Sappiamo che il nemico è l’imperialismo degli Stati Uniti e dei suoi alleati, che vogliono frenare la Rivoluzione Bolivariana per riconquistare il dominio sul nostro petrolio e sulle nostre risorse. E in aggiunta ai metodi e alla manualistica che già conosciamo – guerra psicologica, guerra economica, campagne mediatiche internazionali, tentativi di uccidere i dirigenti della Rivoluzione – la controrivoluzione favorisce, a volte in modo sottile, a volte apertamente, l’emergere di correnti riformiste all’interno delle forze rivoluzionarie con lo scopo di dividere e far implodere le nostre file. Dobbiamo tener conto che i riformisti non credono nei cambiamenti profondi perché sono ideologicamente compromessi con determinati interessi politici ed economici e sentono che i cambiamenti radicali li danneggerebbero.

È poco probabile che riescano a conseguire il loro obiettivo, perché la militanza chavista ha dimostrato una sufficiente maturità politica e la necessaria consapevolezza per evitare di subire la tentazione del riformismo. Tuttavia, è nostro dovere avvertire e combattere fortemente contro questo flagello.

Tra le nostre file, all’interno e all’esterno del PSUV, in quello che si può definire il movimento di sinistra venezuelano, costituito da organizzazioni e partiti che formano il Grande Polo Patriottico, sorgono correnti opportunistiche, clientelari, pro-capitaliste, pseudo-anarchiche, infiltrate tra di noi.

Questi settori modificano il discorso della destra, affermando che il socialismo bolivariano non ha fallito, che ciò che ha fallito è il governo bolivariano presieduto dal presidente operaio Nicolás Maduro, e per questo è necessario sostituirlo con coloro che “davvero” saranno conseguenti con l’eredità di Chávez. Ma con questo discorso, mascherano soltanto che la loro proposta non è il socialismo di Chávez, ma il ritorno sulla via della socialdemocrazia.

Vogliono di nuovo qui, un governo come quelli che abbiamo subito nella Quarta Repubblica; intendono ripercorrere all’indietro il cammino che abbiamo già iniziato verso il socialismo, portarci al vecchio schema della conciliazione di classe, a cessare di dare potere ai settori popolari, della classe lavoratrice, della classe operaia; e tornare alla socialdemocrazia borghese. È questo che nascondono dietro la loro “dura critica” al governo e dietro il loro affannarsi per presentarsi come la soluzione per “salvare il processo”.

Come il Comandante Eterno Hugo Chávez ha chiaramente evidenziato nel suo discorso al Primo Congresso del nostro Partito nel 2009: “Attenzione alle correnti che non si definiscono chiaramente, se è socialismo, se è capitalismo, state attenti al riformismo. Non si tratta di riforma ciò che stiamo facendo qui, è rivoluzione, è una rivoluzione. Non intendiamo fare un’economia di mercato, né umanizzare il capitalismo; il nostro obiettivo è liquidare il modello capitalista, la dipendenza dal petrolio e costruire il nostro Socialismo Bolivariano. Non vogliamo una riforma piccolo-borghese, questa è una Rivoluzione Socialista autentica. Lo abbiamo detto in altre occasioni, è verso questa strada che ci dirigiamo; e questo è il contenuto del motto che abbiamo adottato come movimento civico-miliare: Indipendenza e Patria Socialista. Viviremo e Vinceremo!”, e vincere significa senza dubbio consolidare questa Patria Socialista che Chávez ci ha lasciato.

La Gestione Politica e la Gestione del Governo si consolidano entro la fine di questo quinquennio, nel 2019, al fine di realizzare più dell’80% di quanto stabilito nel Piano della Patria; questo ci consente di attraversare, come affermava Chávez, un primo orizzonte, un primo tratto verso il Socialismo.

Ci sono nel Piano della Patria (1), le definizioni ideologiche, programmatiche, strategiche, tecniche e tattiche della grande costruzione di questo primo tragitto verso il Socialismo. Entro il 2019 dobbiamo avere la base materiale; la proprietà sociale dei mezzi di produzione; la coscienza del dovere sociale, le basi spirituali e ideologiche, per poterci definire un paese socialista. Oggi non lo siamo ancora. Siamo ancora, pur con importanti progressi realizzati lungo il percorso, in una transizione dura e difficile dal capitalismo verso il Socialismo Bolivariano.

Stiamo combattendo una lotta ardua contro il nemico, interno e esterno, che vuole polverizzare il progetto socialista, ma lo sconfiggeremo. Il riformismo è il modo più semplice. È il patto con la borghesia. Ma è equivale ad ingannare il popolo. Significa dire che ciò che siamo arrivati a realizzare fino a questo punto è inutile e che torneremo allo schema del puntofijismo (2), alla socialdemocrazia; cioè di assumere il riformismo, significa fare passi indietro nella nostra costruzione socialista. E sarebbe quello di tradire e di rovesciare l’eredità di Chávez. Continuare nel capitalismo è distruggere il cuore del paese; perché la Patria che ci ha lasciato Chávez, o è Socialista o non è Patria.

Ecco perché è tempo di essere radicalmente chavisti, radicalmente bolivariani, radicalmente rivoluzionari, radicalmente socialisti. La formazione dei nostri quadri è fondamentale, affinché il partito abbandoni, una buona volta, alcune delle tendenze che continuano ad agire con l’intenzione di fare politica all’antica maniera capitalista; e che la vera militanza socialista si rafforzi definitivamente nei nostri ranghi. Dobbiamo diventare l’organizzazione che conduce, come parte dell’avanguardia rivoluzionaria, con Chávez alla testa, il popolo organizzato e cosciente, fino al punto di non ritorno del nostro Socialismo.

Compagne e compagni attenzione, allontaniamoci dal riformismo. È tempo di accelerare la marcia, di andare a fondo con la Rivoluzione. Solo il percorso della vera Rivoluzione Socialista ci porterà alla vittoria; ogni deviazione, quanto piccola possa apparire, porterà a fallimenti morali, politici, economici, in tutti i settori, ma fondamentalmente porterebbe al caos e alla violenza sociale, perché il popolo bolivariano ha deciso che il suo obiettivo è costruire il Socialismo che continua a dirigere il Comandante Eterno Hugo Chávez Frías.

Lo sappiamo, e ne siamo pienamente consapevoli, ci sono fallimenti, ci sono debolezze; ma continueremo ad applicare le 3R al quadrato (3), per continuare ad accelerare la marcia con la partecipazione diretta del popolo organizzato e cosciente. Dobbiamo stare attenti quindi a coloro che non esercitano la critica e l’autocritica, bensì l’insano discredito del governo e della dirigenza; a coloro che vogliono seminare la confusione tra noi e in questo modo, favoriscono il vero nemico di questa Rivoluzione: l’imperialismo statunitense e i suoi alleati.

Il Comandante Chávez, in uno dei suoi Aló Presidente (4), evidenziò questa frase di Fabricio Ojeda, che oggi mi permetto di ricordare anche a voi: “abbandonare il campo riformista e scegliere quello rivoluzionario significa decidere di combattere senza timori, di essere certi della vittoria e di sfidare come David, il gigantesco potere reazionario, come hanno fatto tutti i veri rivoluzionari della storia”.

Diamo quindi prova di cosa siamo fatti; siamo veri e autentici chavisti, siamo veri e autentici rivoluzionari. Non possiamo abbandonarci alle mezze misure. Gli individualisti, gli opportunisti, gli indisciplinati, gli ambiziosi, non possono difendere la via del Socialismo, né l’eredità di Chávez. Ecco perché compagni, come Cristo nel deserto, guardatevi dal riformismo, allontanate dalla tentazione piccolo-borghese e dalla deviazione dell’avventura socialdemocratica la nostra Rivoluzione Socialista, Bolivariana e Chavista; e quindi, Antimperialista!

¡Viva Chávez!

¡Viva Maduro!

¡Lealtad absoluta a la Revolución Bolivariana!

¡Independencia y Patria Socialista!

Barinas, domingo 24 de Mayo de 2015.

sentirbolivarianobarinas@gmail.com

* Vicepresidente per le Relazioni Internazionali del Partito Socialista Unito del Venezuela

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia]

___
(1) Il Plan de la Patria 2013-2019 è il secondo piano politico-economico del Progetto Nazionale Simón Bolívar per lo sviluppo del modello socialista della Repubblica Bolivariana del Venezuela elaborato e presentato dal Comandante Chávez per il rispettivo periodo governativo. Qui nel link la traduzione in italiano di tale Piano da noi realizzata:
https://issuu.com/redportiamerica.it/docs/proposta_plan_de_la_patria2

(2) Il Puntofijismo o Patto di Puntofijo è l’accordo con il quale socialdemocratici e socialcristiani si spartivano il potere con l’obiettivo di tenere lontano il partito comunista dal potere: https://es.wikipedia.org/wiki/Pacto_de_Puntofijo

(3) (VIDEO) Le 3R al quadrato sono “la formula” che il Comandante Chávez utilizzò in un suo celebre discorso il 2 ottobre 2010 durante un incontro pubblico del PSUV e ripresa in più occasioni dal Presidente Maduro nel 2013 e poi il 24 marzo 2015, durante la puntata numero 22 della sua trasmissione presidenziale in diretta tv “En Contacto con Maduro”. Alle prime 3R teorizzate da Chávez nel mese di gennaio del 2008, a seguito della prima sconfitta elettorale (referendum per la riforma costituzionale che avrebbe spinto in avanti i passi verso il Socialismo) Revisione, Rettifica e Rilancio si sarebbero aggiunte due anni dopo le altre 3 (per questo motivo definite “al quadrato”): Recuperare, Ri-polarizzare e Re-politicizzare. I richiami di Chávez prima e di Maduro poi ai funzionari di Partito, di Governo e dello Stato in Generale, all’autocritica, alla lotta alla corruzione e a non adagiarsi sulle comodità e sui privilegi della burocrazia sono stati costanti e frequenti. Ricordiamo, tra questi, anche il discorso del “Colpo di Timone”, nel quale Chávez invitò allo studio della Comune cinese di Chiyiling: http://la-tabla.blogspot.it/2012/10/chiyiling-el-modelo-chino-de-comunas.html

 

(4) Trasmissione televisiva presidenziale di Chávez. 

___















Palabras para un Caribe atormentado

por David Gómez Rodríguez
@davidgomez_rp

A éstas alturas la gente del Caribe tiene más mar dentro que fuera, le brota por los ojos cada cierto tiempo un agua salada y para colmo la misma agua también le cae del cielo y llena las calles y se mete en las casa e inunda bocas, cuellos y manos. El agua ahoga hasta el propio mar que observa a las infancias bamboleándose en la costa como palmeras de coco. En el Caribe existe un África húmeda, llena de sal y de sol, donde hay más peces que arena y más arena que esperanza. Me pregunto ¿Qué tendrá el Caribe sobre el cabello que le vienen los vientos a alborotar el alma?
Lluvia en las islas

Se ampara en la umbría, solloza
las rocas, alhaja los lagartos
y cae sube y cae
en el eco del bambú
y no hay manera de saber
lo que es selva
y lo que es agua.

Saltan por los aires
las superficies en el Caribe
trepan por las terrazas de la luz
y se llevan lejos sus países
clamando en los huracanes.

En ese diluvio
la única cueva del hombre es su animal
mirando como desmemoria
las viejas casas de madera,
como enluta el mar
y alboroza los cementerios
mientras el relámpago
decapita al mundo
y alza el trueno
su temeraria cabeza.

Cuando escampa, la lluvia
se va por ahí
con sus patitas de crespín
y la isla vuelve a ser lo que era:
no la lluvia
sino el espíritu de la lluvia;
no el mar:
el pensamiento del mar
y la tentación de la tierra

 

Decimos «tragedia» y nos convocan a leer los escritos de Esquilo, Sófocles y Eurípides; decimos diluvio y nos llaman a construir un arca como la de Noé, pero no nos hace falta la mitología occidental para sentir la tragedia en los huesos cuando el diluvio se acerca. Al Caribe se le eriza la piel cuando llueve y todo el teatro del mundo debería escribir odas a ese instante tan humano y así sentir un poco el dolor de morir bajo el agua o sobre una tierra que cruje entre los mismos barcos negreros de hace 500 años ¿Seguiremos pensando en el teatro griego mientras el drama real anda flotando frente a nuestros ojos?

Yo apuesto porque los poemas se conviertan en barcas, en millones de dólares para las reconstrucciones, en médicos que vayan provistos de batas blancas, medicinas y flotadores. Que devuelvan las perlas los españoles, los holandeses y los ingleses. Que a EEUU no se ocurra enviar ni a un soldado, sino a gente amiga con velas en las manos, que sean refugio y que acompañen, así sea para rezar a los que han muerto, que ahuyenten la oscuridad con un chasquido de luz, como un faro… porque vale más un instante fuego que una vida en la penumbra.
Barcas en la oscuridad

A mirad del aire,
alumbradas por su soledad
como las ánimas,
levitan
en lo oscuro
las barcas blancas.

Danzan
en ese limbo
unas
en los sargazos de la luz
otras
en el insomnio del agua.

No queda ni rastro de la aldea ni del mar
sólo la noche
y el tacto fantasma
de estas plumas de la luna
que han apagado el mundo
con el ala temible
de un estado de gracia

Nada es casual, hace una semana una amiga periodista, Adriana Arias, me regaló un hermoso libro de Leopoldo Castilla, llamado «Viento Caribe» y me fui entre poemas a navegar un misterio hermoso, con una voz que es como un bramido o la espuma que desaparece en la orilla. Repito, nada es casual, por eso en este articulo/sollozo se exponen los poemas de ese libro como una acción solidaria y como un llamado de atención a los que sentimos el Caribe hasta en los ojos y en la palma de los pies. Hay que hacer algo, porque por ejemplo, hoy Antigua y Barbuda está hasta la garganta de agua y el Primer Ministro de ese país decreta que la isla «No está apta para la vida» y uno se queda pensando en la Atlántida y en esas mujeres con aletas. Pero la gente es tan necia como Oscar López Rivera y sigue viviendo y mira a la tormenta buscándole la caída, el talón de Aquiles, como quien mira a un gigante tuerto.

Al final, el ojo del huracán observa las tristezas del mundo y llora ¡Y es tan terrible el llanto que lo único que provoca es llanto! ¡Entonces, que vengan las madres del mundo a calmar este dolor, que vengan las mujeres y los hombres a secar la tierra que se ahoga!
Ellas
Las mujeres alzaran a Haití
a la dignidad
con la que llevan en la cabeza un cántaro;
la que cocina con el fuego de sus despojos;
la anciana que pasa
azulando la tarde
en su caballo;
la que pide perdón por vender sólo una guanábana;
la que lava la ropa de sus difuntos en el río
hasta dejarla sin pasado.

Y también esas dos niñas
que bailan porque sí
en la carretera
y resucitan la república
como a un campo despertándose
por los pasos de un pájaro.

Las mujeres cicatrizarán la tierra
la alumbraran de nuevo
con los medanales de su clemencia
con las lunas en pena
que tienen dentro.

A ver si el terremoto
puede más que su quebranto.

El resto lo harán los hombres.
Lo de ojos corajudos.
Silencioso
el machete
y el grito,
desenvainado

Borges y Guevara

por Néstor Francia

Análisis de Entorno Situacional Político
Jueves 07 de septiembre de 2017

Gasparín, el fantasma amistoso

Ningún problema de la sociedad puede ser desvinculado de la lucha de clases. Tal como dijo Marx y confirman los hechos, la lucha de clases es el motor de la Historia. Este es una realidad básicamente independiente de la voluntad de los hombres, aunque sin duda puede ser afectada por esta. Es pues desde esa perspectiva que debe ser analizada la actual gira de Julio Borges y Freddy Guevara por varios países de Europa.

Que una fuerza política de un país busque apoyo internacional para sus fines internos no es una rareza ni algo condenable per se. Lo hizo Francisco de Miranda, también Simón Bolívar. Las fuerzas revolucionarias venezolanas en los años 60 del siglo XX tuvieron la ayuda militar de Cuba (recuérdese la entrada de camaradas cubanos entre los efectivos que intentaron ingresar a Venezuela por Machurucuto para incorporarse a las guerrillas). Chávez contó siempre con el apoyo explícito de los gobiernos progresistas de Cuba, Brasil, Argentina, Ecuador, Bolivia, Nicaragua y algunas naciones del Caribe. En el caso de la Revolución Cubana, no hay duda de que uno de los factores fundamentales que ayudó a su resistencia contra la agresión imperialista fue el sólido respaldo que le brindó la Unión Soviética, conformada por Rusia y algunos países del este de Europa que estaban en su radio de influencia.

La consideración internacional de la lucha de clases siempre ha sido un principio de los revolucionarios socialistas. Ya en 1864, Carlos Marx y Federico Engels fundan en Londres la Asociación Internacional de Trabajadores. Tras la desaparición de esta Primera Internacional en 1876, Engels promovió la creación de una Segunda Internacional, creada en París en 1889. En marzo de 1919, en la ciudad rusa de Petrogrado (San Petersburgo), se funda la III Internacional. En el congreso fundacional de esta participaron partidos comunistas y socialistas de casi toda Europa, Estados Unidos, Japón, China, Corea, Turquía, Azerbaiyán, Georgia, Persia y Turquestán, una verdadera muestra del carácter mundial de las luchas por el socialismo.

De hecho, la gran consigna proclamada por Marx y Engels en su llamado a la revolución socialista tiene carácter internacional: “¡Proletarios del mundo, uníos!”.

De manera que la gira de Borges y Guevara por Europa no es más que la continuación de la gran lucha de clases mundial que dio continuidad a la historia de la explotación del hombre por el hombre, de la división de la sociedad humana en clases sociales posterior a la extinción del comunismo primitivo originario, después de que el desarrollo de herramientas y técnicas posibilitó la explotación del trabajo humano. Con el advenimiento del capitalismo nuevas condiciones irrumpieron en la vieja lucha, y con la instauración del imperialismo la confrontación mundial de clases no ha hecho sino agudizarse y globalizarse.

La lucha de la Revolución Bolivariana contra la reacción mundial no escapa a esos imperativos históricos ¿No ocurre hoy, en torno a Venezuela lo mismo que señalan las primeras palabras del Manifiesto Comunista de 1848, con la sola
transposición de detalles y denominaciones? Veamos: “Un fantasma recorre Europa: el fantasma del comunismo.

Contra este fantasma se han conjurado en santa jauría todas las potencias de la vieja Europa, el Papa y el zar, Metternich y Guizot, los radicales franceses y los polizontes alemanes… No hay un solo partido de oposición a quien los adversarios gobernantes no motejen de comunista, ni un solo partido de oposición que no lance al rostro de las oposiciones más avanzadas, lo mismo que a los enemigos reaccionarios, la acusación estigmatizadora de comunismo.

De este hecho se desprenden dos consecuencias: la primera es que el comunismo se halla ya reconocido como una potencia por todas las potencias europeas. La segunda, que es ya hora de que los comunistas expresen a la luz del día y ante el mundo entero sus ideas, sus tendencias, sus aspiraciones, saliendo así al paso de esa leyenda del fantasma comunista con un manifiesto de su partido”.

Con Chávez, el fantasma del socialismo recobró nuevos bríos en el mundo, después de una etapa de reflujo que desembocó en la disolución de la Unión Soviética y la restauración del capitalismo en Rusia. Después de la partida física del Comandante, todas las fuerzas reaccionarias del mundo se han unido en un solo bloque contra la Revolución venezolana. Hay, pues, un reconocimiento mundial de la revolución chavista como una “peligrosa” potencia histórica. Y, parafraseando el Manifiesto de Marx y Engels, nosotros estamos expresando ante el mundo nuestras ideas, nuestras tendencias y aspiraciones, saliendo al paso a la leyenda del fantasma chavista. Para los pueblos quedará cada vez más claro que sí, que somos un fantasma, pero uno como aquel personaje de los comics, Gasparín (Casper): el fantasma amistoso.

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Planetasperger

sindrome de asperger u otros WordPress.com weblog

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: