ALBATV: Verso l’Assemblea Internazionale dei Popoli

da albatv.org

Dichiarazione verso l’Assemblea Internazionale dei Movimenti ed Organizzazioni dei Popoli

1. Stiamo attraversando un momento storico nel mondo dove si evidenzia la crisi generale del sistema capitalista concentrato nel capitale finanziario. Tale crisi colpisce tutte le dimensioni della vita: si tratta di una crisi economica che genera miseria tra il popolo ed un crescente aumento della disoccupazione e che riduce drammaticamente le possibilità del popolo di accedere ai suoi diritti fondamentali come l’alimentazione, la casa e la salute. L’aspetto più perversa di ciò è che popolazioni intere sono forzate ad emigrare al fine di provare ad ottenere migliori condizioni di vita ed uscire dall’esclusione che il sistema impone loro. Si tratta di una crisi sociale giacché gli avvenimenti mostrano la violenza verso il popolo che esige questi diritti negati, rispondendo con la criminalizzazione, la repressione ed il genocidio.

2. Questa situazione è prodotto della necessità dell’impero e delle imprese transnazionali di conquistare nuovi territori per sfruttare i loro beni naturali e concentrare la maggiore ricchezza a forza di distruzione dell’ambiente. Si tratta di una crisi ambientale a causa della distruzione, che all’interno del sistema capitalista è irreversibile, del nostro pianeta. Si tratta di una crisi politica dovuta al discredito delle istituzioni degli Stati che obbediscono alle necessità dei mercati dominati dal capitale invece di dare risposta alle richieste sociali. Si tratta di una crisi culturale che impone alle società abitudini consumiste, valori individualisti e di competizione tra le persone, contro valori come la solidarietà ed il lavoro collettivo.

3. A ciò dobbiamo aggiungere il fatto che in questi giorni Wikileaks ha reso pubblici 10.000 documenti della CIA di maggiore importanza rispetto a quelli che aveva pubblicato durante i primi tre anni di Snowden. Adesso abbiamo la prova che la CIA ha utilizzato un grande numero di armi cibernetiche. Queste armi consentono ad ogni telefono cellulare, ad ogni computer portatile, ad ogni moderno televisore di diventare una macchina spia al servizio delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti, molto peggio di ciò che immaginava la fantascienza. Nessun bambino è nessuna bambina che abbia accesso a qualche tipo di tecnologia è al sicuro nella sua propria abitazione nemmeno nel bagno. Questa pubblicazione prova una volta di più che gli Stati Uniti non hanno assolutamente nessun rispetto per la privacy dei cittadini e delle cittadine del mondo.

4. Per completare il quadro della situazione dobbiamo evidenziare che la regione araba e i suoi popoli vivono la più crudele manifestazione dell’egemonia imperialista da quando è stato creato lo Stato sionista di Israele. I nostri popoli soffrono varie forme di saccheggio coloniale ed occupazione dirette. Da alcuni anni ci troviamo di fronte ad una escalation offensiva del capitale che insieme ai suoi alleati provano persistentemente a frammentare gli Stati e ad affondarli nel caos con scontri settari come quelli etnici. Sviano la direzione delle lotte contro il nemico sionista e l’imperialismo causando milioni di profughi che a loro volta fomentano e finanziano il terrorismo criminalizzando le legittime resistenze popolari.

5. In questa situazione abbiamo la certezza che non ci sarà trasformazione sociale senza l’organizzazione e la mobilitazione della maggioranza dei nostri popoli; è necessario concentrare le forze per produrre azioni che tirino fuori i popoli dalla frustrazione che genera questo sistema diseguale promotore della violenza e si incontrino attivando e dando visibilità nell’ambito pubblico internazionale alle rivendicazioni che sono necessarie per conquistare e costruire una società giusta libera e sovrana, spinta dalla autodeterminazione dei popoli.

6. Allo stesso modo dobbiamo rafforzare le nostre azioni per la formazione politica ed ideologica delle compagnie e dei compagni. Questo deve essere un pilastro fondamentale per comprendere la complessità che attraversa il mondo per trasformarlo. Abbiamo inoltre bisogno di potenziare i nostri strumenti di comunicazione. Una cultura solitaria, denigrante, si forma attraverso i messaggi subliminali che rafforzano comportamenti egoistici, maschilisti, xenofobi, omofobi e potenziano la violenza soprattutto contro le donne. Di fronte a ciò abbiamo la responsabilità di creare e di appoggiare la nostra cultura popolare che essenzialmente è solidale e d’impegno e si rafforza nell’azione e nello scambio collettivo.

7. Da alcuni decenni, noi, i movimenti e le organizzazioni popolari, ci organizziamo e ci articoliamo a partire dalle nostre lotte e dalle storie comuni nella Nuestramerica. A partire dalle resistenze al neoliberalismo, abbiamo potuto costruire piattaforme di articolazione settoriali che oltrepassano le frontiere imposte e inoltre abbiamo messo in piedi i Forum Sociali Mondiali, dopodiché, a partire dalla leadership del Comandante Chávez da vari anni abbiamo costruito l’articolazione dei movimenti sociali verso l’ALBA che riunisce i principali movimenti popolari di tutto il continente.

8. Anche nel continente africano abbiamo costruito articolazioni attraverso la realizzazione di un incontro continentale in Zambia che ha visto la la presenza di 21 paesi. Nel Medio Oriente si prepara un incontro regionale per quest’anno che ha l’obiettivo di riunire organizzazioni di oltre 10 paesi e ci sono anche incontri pianificati in Asia, nel sud est asiatico ed in Europa. In tutte le regioni del mondo incontriamo articolazioni che esistono, resistono e lottano con le quali abbiamo contatto e hanno interesse ad unirsi in questo processo.

9. La base dell’unità è l’unità di azioni, e noi proponiamo unificare sforzi e mobilitazioni intorno a date concrete che sono vincolate al nostro che-fare e alle lotte che liberiamo nei nostri paesi, perciò proponiamo mobilitazioni congiunte simultanee come quella dell’otto marzo, il giorno Internazionale delle Donne, il cinque giugno, giornata dell’ambiente, l’otto di ottobre, anniversario della caduta in combattimento del Comandante Ernesto Che Guevara, il sedici di ottobre, giorno della sovranità alimentare, e inoltre proponiamo di stabilire una giornata di lotta contro l’imperialismo statunitense per manifestare il nostro rifiuto alle azioni fasciste e di ingerenza, violatrici dei diritti umani da parte del governo statunitense.

Infine, dal Venezuela di Miranda, Simón Rodríguez, Bolívar, Zamora y Hugo Chávez, raccogliendo l’eredità della proiezione internazionale del Comandante Eterno, chiamiamo alla realizzazione dell’assemblea internazionale dei movimenti ed organizzazioni popolari con la presenza di 2.000 delegati e delegate da realizzarsi in queste terre nel periodo del sette di novembre del presente anno, a 100 anni dalla Rivoluzione russa, con l’obiettivo di articolare i movimenti e le organizzazioni popolari di carattere antimperialista, anticapitalista, anticolonialista, anti latifondista, antipatriarcale, antirazzista e anti bellicista dei cinque continenti del mondo, per costruire una piattaforma politica e un piano internazionale di azioni e lotti unitarie che ci permetta di praticare l’internazionalismo e affrontare i nemici dei popoli e dell’umanità.

Questo sarà un momento per dimostrare il nostro impegno la nostra attiva solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana e i popoli del Venezuela che mantengono viva la fiamma della speranza del il mondo intero.

Caracas, 7 marzo del 2017

I Membri del Comitato articolatore dei Movimenti ed Organizzazioni dei Popoli dei Cinque Continenti

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia]

Hacia una Asamblea internacional de movimientos populares

por albatv.org

Declaración hacia una Asamblea internacional de movimientos y organizaciones de los pueblos

1. Estamos atravesando un momento histórico en el mundo donde se evidencia una crisis estructural del sistema capitalista centrado en el capital financiero. Esta crisis afecta todas las dimensiones de la vida: una crisis económica, generando miseria en el pueblo, un creciente aumento del desempleo y reduciendo dramáticamente las posibilidades del pueblo de acceder a sus derechos básicos, como la alimentación, la vivienda y la salud. La cara más perversa de esto es que poblaciones enteras son forzadas a emigrar para intentar conseguir mejores condiciones de vida y salir de la exclusión hasta la que empuja el sistema. Es una crisis social ya que los acontecimientos muestran cómo se desata la mayor violencia hacia el pueblo que exige esos derechos arrebatados, respondiendo con criminalización, represión y genocidio.

2. Esta situación es producto de la necesidad del imperio y las empresas transnacionales de conquistar nuevos territorios para explotar sus bienes naturales y concentrar mayor riqueza, a fuerza de destrucción del ambiente. Estamos frente a una crisis ambiental por destrucción irreversible de nuestro planeta. También se corresponde con una crisis política, dada por un descreimiento de las instituciones de los estados, que atienden las necesidades del mercado dominadas por el capital en lugar de dar respuesta a las demandas sociales. Por todo esto la crisis adquiere una dimensión cultural imponiendo a las sociedades hábitos consumistas, valores individualistas y de competencia entre las personas, atentando contra valores como la solidaridad y el trabajo colectivo.

3. Sumado a este escenario, en estos días, Wikileaks liberó 10.000 documentos secretos de la CIA, de mayor tamaño que los que ya había publicado durante los primeros tres años de Snowden. Ahora tenemos pruebas que la CIA ha utilizado un gran número de ciber armas. Estas armas tornan cada teléfono celular, cada computador portátil, cada TV en una maquina espía al servicio de las agencias de inteligencia de los estados unidos, mucho peor de lo que imaginaba la ciencia ficción. Ningún niño o niña que tenga acceso a algún tipo de estas tecnologías está a salvo ni en su propia habitación, ni en el baño. Esta publicación comprueba una vez más que los EEUU no tiene absolutamente ningún respeto por la privacidad de los ciudadanos y ciudadanas del mundo.

4. Para finalizar el cuadro de situación debemos remarcar la que región árabe y sus pueblos viven las más crueles manifestaciones de la hegemonía imperialista. Desde la creación del estado sionista de Israel, nuestros pueblos sufren varias formas de saqueo colonial y ocupaciones directas. Hace unos años presenciamos una escalada de la ofensiva capitalista que, junto a sus aliados, intentan persistentemente fragmentar a los estados y hundirlos en el caos con confrontaciones sectarias como las étnicas. Desvían la dirección de las luchas contra el enemigo sionista y el imperialismo causando el desplazamiento de millones a su vez que fomentan y financian el terrorismo, criminalizando las legítimas resistencias populares.

5. En este marco tenemos la certeza que no habrá transformación social sin la organización y movilización de la mayoría de nuestros pueblos. Es necesario concentrar las fuerzas en producir acciones que saquen a los pueblos de la frustración que genera este sistema desigual promotor de la violencia, y se encuentren activando y visibilizando en el ámbito de lo público e internacional las reivindicaciones que son necesarias conquistar para construir una sociedad justa, libre, y soberana, impulsada desde la autodeterminación de los pueblos.

6. Así también, debemos fortalecer nuestros esfuerzos en formación política e ideológica de compañeras y compañeros. Esto debe ser un pilar fundamental para comprender la complejidad que atraviesa el mundo para transformarlo. A su vez, necesitamos potenciar nuestras herramientas de comunicación. Es una cultura solitaria, denigrante, formada a través de mensajes subliminales que refuerzan comportamientos egoístas, machistas, xenófobos, homofóbicos, y potencian la violencia machista sobre todo hacia las mujeres. Frente a ella, nosotros tenemos el compromiso de crear y apoyar nuestra cultura popular que esencialmente es solidaria, comprometida y se fortalece en la acción y el intercambio colectivo.

7. Hace décadas los movimientos y organizaciones populares nos venimos organizando y articulando desde nuestras luchas e historias comunes. En nuestra América, a partir de las resistencias al neoliberalismo, pudimos construir plataformas de articulación sectoriales que trascendieron las fronteras impuestas e inclusive dimos surgimiento a los Foros sociales mundiales. Luego a partir del liderazgo del comandante Chávez hace varios años venimos construyendo la articulación de movimientos sociales hacia el ALBA que reúne a los principales movimientos populares de todo el continente.

8. En el continente Africano también nos hemos venido articulando habiendo podido construir un encuentro continental en Zambia con la presencia de 21 países. En la región de medio oriente se prepara un encuentro regional para esta año que pretende reunir organizaciones de más de 10 países como así también hay encuentros planificados en Asia, sudeste asiático y Europa. En todas las regiones del mundo encontramos articulaciones que existen, resisten y luchan con las cuales tenemos contacto y tienen interés en sumarse a este proceso.

9. La base de la unidad es la unidad de acción y nos proponemos unificar esfuerzos y movilizaciones, alrededor de fechas concretas que están vinculadas a nuestro que hacer y a las luchas que libramos en nuestros países; por ello proponemos movilizarnos conjunto y simultáneamente el 8 de marzo, día internacional de las mujeres, el 5 de junio, día del medio ambiente; 8 de octubre, aniversario de la caída en combate del comandante Ernesto Che Guevara; 16 de octubre día de la soberanía alimentaria y también proponemos establecer un día de lucha contra el imperialismo estadounidense, para manifestar nuestro rechazo a las acciones fascistas, injerencistas y violadoras de derechos humanos del gobierno norteamericano.

10. Finalmente, desde la Venezuela de Miranda, Simón Rodríguez, Bolívar, Zamora y Hugo Chávez, recogiendo el legado de proyección internacional del comandante eterno, convocamos a la realización de la Asamblea internacional de movimientos y organizaciones populares con la presencia de 2.000 delegados y delegadas a realizarse en estas tierras, en torno al 7 de noviembre del presente año, a cien años de la revolución Rusa, con el objetivo de articular a los movimientos y organizaciones populares de carácter antiimperialista, anticapitalista, anticolonialista, anti latifundista, anti patriarcal, anti racista y antibelicista de los cinco continentes del mundo para construir una plataforma política y un plan internacional de acciones y luchas unitarias que nos permita llevar a la práctica el internacionalismo y enfrentar a los enemigos de los pueblos y la humanidad.

Así también será un momento para demostrar nuestro compromiso y solidaridad activa con la revolución Bolivariana y el pueblo de Venezuela que mantienen encendidas las llamas de esperanza del mundo entero.

Caracas, 7 de marzo de 2017

Miembros del comité articulador de Movimientos y organizaciones de los pueblos
de los cinco continentes

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