(VIDEO) Festa di Riscossa Popolare con il Venezuela che resiste!

di P-Carc

Venerdì, 29 luglio 2016, presso la Festa Nazionale della Riscossa Popolare si è tenuto il dibattito copromosso dal Partito dei CARC ed il Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela di Napoli. “Con il Venezuela che resiste! Contro le guerre imperialiste! Combattiamo il nemico in casa Nostra!”. Nel corso dell’iniziativa la Console Amarilis Gutiérrez Graffe ha illustrato le manovre golpiste condotte dagli imperialisti in Venezuela e la necessità di rafforzare la solidarietà internazionale. Il dibattito ha unito la riflessione sulla situazione attuale, e il che fare qui ed ora nel nostro Paese per avanzare verso l’instaurazione del socialismo, coscienti che la forma più alta di solidarietà con i popoli in lotta contro l’imperialismo è spezzare la catena qui nel nostro Paese.

Al dibattito ha contribuito anche Giorgio Cremaschi per la piattaforma sociale EuroStop, il quale ha riconosciuto l’impossibilità di terze vie e la necessità di costruire un fronte di resistenza popolare per difendere i diritti, per constrastare le politiche degli imperialisti USA e francotedeschi ed avanzare verso il socialismo, l’unica alternativa possibile. La mobilitazione contro la Riforma Costituzionale deve essere un terreno per la costruzione di questo fronte. Inoltre sono intervenuti anche rappresentanti del Donbass e dell’Ucraina e Patrick Boylan del Comitato NO war No NATO di “Cittadini USA contro la guerra”.
___

___

__

Caracas ChiAma: Roma risponde!
Verso il V Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Roma, 28-29-30 Ottobre 2016
 
Hacia el V Encuentro Italiano de Solidaridad con la 
Revolución Bolivariana
Roma, 28-29-30 de Octubre de 2016 

caracaschiama.noblogs.org

Nariño (FARC-EP): Ecco chi combatte davvero l’ISIS

Alexandra Nariñodi Alexandra Nariño, Delegazione di Pace delle FARC-EP
Cosa hanno in comune Vladimir Putin, Hugo Chávez, Fidel Castro, Kim Jong-un, Evo Morales y Bashar al-Assad? Se dovessimo dare credito a ciò che scrive la stampa cosiddetta occidentale, sono tutti uomini irrazionali, bugiardi e finanche ridicoli, con tratti principalmente antidemocratici, dittatoriali. Più sono non allineati alle direttrici neoliberali dettate dal FMI e dalla Banca Mondiale, tanto più sono disprezzabili. O almeno questo è il messaggio che arriva quotidianamente a milioni di persone che credono di essere informate grazie alle grandi agenzie di notizie.
Dopo aver letto diversi articoli che denunciavano le malintenzionate ed astute giocate politiche e militari di Vladimir Putin nel mondo, egli è riuscito a stimolare la mia curiosità quando l’ho sentito parlare durante il settantesimo anniversario dell’ONU. Sono riuscita ad ascoltare solo la ultima parte; non so se ciò che mi ha chiamato l’attenzione qualche frase sua, lo sguardo o il tono della voce. Ciò che è certo è che ho cercato l’intervento completo in internet ed ho scoperto che l’intervento di Putin ha qualcosa di cui sono carenti altri personaggi come per esempio Obama, Merkel o Rutte: la coerenza.

Privo di vuote e pompose dissertazioni sulla “freedom and democracy”, ha espresso in forma semplice una posizione democratica, pluralista e rispettosa della sovranità di altre nazioni. Inoltre, ha offerto ad i presenti ed al pianeta una spiegazione sensata della situazione nel Nord Africa e nel Medio Oriente, oltre ad un’analisi sulla relazione dei poteri geostrategici del mondo odierno.

Con una eloquente diplomazia, il presidente russo ha messo in evidenza alcune verità che già tutti sanno, ma nessuno nel mondo politico ha osato pronunciare con tanta veemenza: che le foerze governative di Assad e le milizie curde sono le uniche forze che davvero stanno combattendo i terroristi in Siria; che i gruppi estremisti si nutrono – tra gli altri – di soldati iracheni che sono rimasti senza lavoro dopo l’invasione del 2003, di libici il cui Stato è stato distrutto dopo il 2011 e anche, più recentemente, della oposizione “moderata” in Siria, sostenuta dall’Occidente, il quale fornisce armi ed addestramento, dopodiché molti disertano e si uniscono allo Stato Islamico.

Senza nominare nessuno nello specifico, ha definito ipocrita ed irresponsabile il pronunciare dichiarazioni sulla minaccia del terrorismo e allo stesso tempo fare finta di nulla quando si tratta del suo finanziamento attraverso il narcotraffico, il contrabbando di petrolio e di armi. In questo modo – senza riferimenti specifici – ha definito irresponsabile l’utilizzo strumentale di gruppi estremisti per raggiungere i loro propri scopi, ed illudersi di poter poi trovare successivamente il modo di disfarsi di loro.  

Inoltre ha dato anche spazio per la riflessione e l’autocritica “… ricordiamo gli esempi del nostro passato sovietico, quando l’Unione Sovietica pensò fosse possibile esportare esperimenti sociali, facendo pressione su altri paesi per ottenere trasformazioni per motivi ideologici. Ciò ha avuto molto spesso tragiche conseguenze ed ha prodotto degrado invece che progresso”.

Non vorrei essere accusata di devota di Putin; l’unica cosa che posso affermare è che – che ci presentino, noi membri delle FARC-EP, come narco-trafficanti senza ideali, che pretendano di dipingere Hugo Chávez come un ciarlatano e quindi poco serio, che vogliano far passare come disumano Bashar al-Assad – essere disallineato in un mondo nel quale il politicamente corretto sembra corrispondere a promuovere politiche neoliberali, xenofobe ed escludenti, di per sé rappresenta già un merito.

Colombia: la voce dei movimenti popolari

di Geraldina Colotti – il manifesto

2ago2016.- Fabian Torres fa parte della Commissione internazionale del Congreso de lo Pueblos. Un importante movimento colombiano che appoggia i dialoghi dell’Avana, considerato più vicino ai guevaristi dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), una delle due principali guerriglie.

Il governo Santos accelera le tappe per arrivare a un referendum popolare sugli accordi di pace per fine settembre, qual è la vostra posizione?

In questo momento si stanno facendo grandi progressi nei colloqui tra i guerriglieri delle Farc e il governo colombiano di Manuel Santos. Il 23 giugno è stato firmato lo storico cessate il fuoco bilaterale. I movimenti sociali e parte della società colombiana ritengono però che questo processo di pace sia incompleto se non vi partecipa anche l’Eln. Il governo mantiene congelata in forma unilaterale la fase pubblica del negoziato che dovrebbe svolgersi in Ecuador, in base all’accordo sottoscritto da entrambe le parti il 30 marzo scorso. I movimenti sociali celebrano e salutano questo accordo storico, ma lo fanno in modo molto critico perché lo Stato ha risposto solo con la violenza parastatale e ha disatteso tutti gli accordi decisi durante le proteste a cui si vedono obbligate le organizzazioni sociali. In questo momento sono in gioco due modi di portare a termine la pace in Colombia, uno da parte del governo, che chiede pace per il gran capitale e per gli affari dell’oligarchia colombiana, e un altro che si costruisce dal basso, dai movimenti sociali che esigono la soluzione a problemi storici e strutturali a causa dei quali il conflitto sociale si è acuito. Il governo chiede solo la smobilitazione delle guerriglie senza che vi siano cambiamenti sostanziali. Inoltre, il popolo esige partecipazione della società civile, troppo ridotta negli attuali dialoghi dell’Avana. Altro obiettivo, molto importante, è che lo stato smantelli la sua forza parastatale e le bande narcoparamilitari che minacciano il libero esercizio dell’opposizione politica nel paese e che stanno crescendo nel territorio nazionale, questo in termini di garanzie per una possibile partecipazione degli insorti nella politica pubblica del paese.

Negli ultimi mesi vi sono stati forti movimenti di protesta, con quali risultati e prospettive?

In Colombia, non passa giorno senza che vi sia una lotta sociale. C’è sempre fermento e dissenso verso uno Stato che per decenni ha lasciato da parte il suo obbligo di fornire, come stato di diritto, un minimo di garanzie e di benessere alla popolazione. Le cifre della tragedia colombiana parlano di circa 8 milioni di persone sfollate a causa del conflitto interno, più di 18 milioni di disoccupati, più di 9.000 mila prigionieri politici che, insieme a centinaia di migliaia di detenuti soffrono condizioni disumane di sovraffollamento e di maltrattamento. Il 52% della terra è nelle mani dell’1,15% di latifondisti, per menzionare solo alcune cifre. Tutto questo in un paese con più di 47 milioni di abitanti e che, nonostante il dolore e la tragedia continua a lottare con la speranza che in Colombia si costruisca un nuovo paese di pace per tutta la sua gente. Attualmente i movimenti sociali in Colombia sono protagonisti del particolare momento politico che vive il paese. Hanno fatto proposte concrete di cambiamenti strutturali necessari per la realizzazione della democrazia, della sovranità, dell’uguaglianza, per la giustizia sociale e per una vita degna del popolo colombiano. Lo scorso giugno si è tenuta una forte giornata di mobilitazione e di protesta in tutto il territorio colombiano, convocata dalla Cumbre Nacional Agraria, contadina, etnica e popolare, in cui confluiscono numerose organizzazioni sociali e movimenti popolari nei settori sociali del paese, come Congresso dei popoli, l’organizzazione indigena della Colombia (Onic), il Proceso de Comunidades Negras (Pcn), Marcha Patriotica, tra gli altri, più altri di carattere regionale. Questi movimenti sono scesi in piazza per chiedere al governo Santos di rispettare gli accordi realizzati con la Cumbre negli anni 2013 e 2014, frutto di scioperi nazionali, che non ha rispettato, offrendo come unica risposta la violenza. Inoltre, hanno proposto soluzioni strutturali contro il modello economico imposto da Santos per ottenere la fiducia degli investitori stranieri e aumentare l’estrattivismo, in cui si continua a svendere risorse naturali al grande capitale transnazionale. I movimenti sociali in Colombia stanno acquisendo una visione strategica nella lotta contro questo modello. Un modello che, come ha chiarito il presidente colombiano alle guerriglie, non è in discussione. Ma la Minga Nacional è contro questo modello di morte, miseria e oppressione e propone punti di negoziato anche più radicali di quelli avanzati dalle guerriglie. E si scontra con una politica repressiva, di guerra e di assassinii,anche mentre il governo dialoga con la guerriglia delle Farc e decide un cessate il fuoco bilaterale.

Molti leader popolari di Marchia Patriotica e del Congreso de los Pueblos sono stati uccisi. Quali garanzie chiedete perché non finisca in un massacro simile a quello subito dalla Union Patriotica negli anni ’80?

Come hanno riportato le organizzazioni per i diritti umani, solo per quanto riguarda quest’anno, sono circa 35 i leader sociali assassinati. Nello sciopero di giugno, sono stati assassinati 3 leader indigeni del Congreso de los Pueblos dalla polizia e dall’esercito colombiano. Lo scorso 12 luglio è stato ucciso dalla polizia un giovane manifestante durante lo sciopero dei trasportatori e dei camionisti nella regione di Boyacá. Minacce, persecuzioni, esecuzioni extragiudiziali, sono in aumento nonostante i colloqui di pace. Marcha Patriotica denuncia che da quando si è fondato il movimento, nel 2012, sono già oltre 105 i militanti assassinati. Per questo rivolgiamo un appello internazionale a denunciare lo Stato colombiano che non consente le garanzie per l’esercizio politico, la difesa dei diritti umani, il diritto sindacale, quello della libertà di espressione e associazione.

Quali ripercussioni avrà il ritorno delle forze conservatrici in America latina?

Dall’anno scorso, come Coordinamento Continentale dei movimenti sociali verso l’Alba, di cui facciamo parte come Congreso de los Pueblos e Marcha Patriotica insieme ad altre organizzazioni sociali in Colombia, abbiamo iniziato una campagna che si chiama “La pace in Colombia è la pace del continente”, per riunire e rendere visibili le azioni di solidarietà negli altri paesi fratelli del Latinoamerica, perché altri si aggiungano e appoggino questa causa. Un’azione importante nel momento in cui l’imperialismo nordamericano vuole tornare egemone nel nostro continente. Da qui, la destabilizzazione del Venezuela, il golpe istituzionale alla presidente Dilma in Brasile e i passati golpe in Honduras e Paraguay. Quest’avanzata dell’estrema destra in America Latina e nel mondo deve essere contrastata con la costruzione del potere popolare nelle strade e con un’unità molto forte che assuma dimensioni continentali.

Appello agli antifascisti: No alla messa al bando del PC Ucraino!

di CUA – Coordinamento Ucraina Antifascista 

APPELLO AGLI ANTIFASCISTI:
NO ALLA MESSA AL BANDO DELLE ORGANIZZAZIONI COMUNISTE UCRAINE! NO AL GOVERNO NAZIFASCISTA DI KIEV!

La corte di Kiev, lo scorso 17 dicembre, ha messo definitivamente al bando il Partito Comunista d’Ucraina (KPU) ed i suoi simboli, interdicendone l’attività politica, per “incitamento all’odio etnico” ed all’“usurpazione dei diritti umani e delle libertà”. Queste accuse demenziali non farebbero che sorridere, se non costituissero il tragico capovolgimento della realtà: da due anni esatti, infatti, sono le forze filoeuropeiste “rivoluzionarie”, attualmente al governo, a tenere sotto il tallone di ferro il popolo ucraino, affamandolo e privandolo dei diritti sociali dietro i diktat del Fmi, a perseguitare gli oppositori politici, i giornalisti, i russofoni e i semplici cittadini sospettati di essere “nemici della nazione”. Questo governo di oligarchi e nazisti riesce a governare soltanto alimentando l’odio antirusso e conducendo una guerra fratricida contro il popolo del Donbass.

Nonostante la stampa nostrana abbia fatto di tutto per far passare un golpe reazionario come “rivoluzione democratica dei giovani per la libertà”, la natura nazista dei “ribelli” di piazza Maidan non ha tardato a rivelarsi: abbiamo visto paramilitari col viso coperto abbattere le statue di Lenin, il partito Svoboda sfilare per le strade d’Ucraina con il ritratto del nazista Stepan Bandera, dirigenti del KPU perseguitati, roghi di libri, sedi di partito bruciate, linciaggi di piazza, sequestri di giornalisti, seviziati e poi uccisi. I pogrom di Odessa e Mariupol ed i bombardamenti col fosforo bianco sugli abitanti inermi di Slaviansk, Lugansk e Donetsk, sono stati il preludio dell’aggressione di Kiev che sinora ha mietuto più di 8000 vittime. Il popolo operaio e antifascista del Donbass resiste nuovamente alla peste bruna, resuscitata dall’imperialismo Usa e Ue, che ha giocato un ruolo determinante nella destabilizzazione dell’Ucraina, dando sostegno politico, finanziario e mediatico ai golpisti.

La messa al bando del Partito Comunista è dunque l’atto finale di una persecuzione politica. Autorizza la repressione di qualsiasi opposizione al governo di Kiev. Allontana sempre più dalla democrazia, dal rispetto dei diritti umani, dalla tolleranza e dalla libertà. Sinora la propaganda della stampa, organica agli interessi imperialisti, ha mostrato una realtà capovolta in cui i nazisti erano i ribelli democratici e le vittime delle persecuzioni i “burattini” nelle mani del “dittatore Putin”. Una certa sinistra italiana, condizionata da questa propaganda, dinnanzi alla repressione, alla guerra e ai crimini di un imperialismo che resuscita la canaglia nazista, è rimasta in silenzio perché “dall’altro lato c’è Putin”, perché in Donbass ci sarebbero delle fantomatiche formazioni fasciste. Ma adesso, dinnanzi alla definitiva messa al bando del KPU ad opera di forze naziste, non ci sono più scuse per non prendere posizione!

Il KPU è una forza democratica e garante della democrazia Ucraina, una forza progressista che rappresenta i lavoratori, una forza erede di quei partigiani che durante la grande guerra patriottica hanno respinto la quinta colonna banderista, quelle SS criminali e genocide assurte ad eroi nazionali dal governo di Kiev. Il KPU e le altre forze comuniste, costituiscono l’unica resistenza alla junta neonazista e all’aggressione imperialista.
In quanto comunisti, quindi progressisti, antifascisti e antimperialisti, riteniamo un pericoloso atto di repressione la messa al bando del KPU e dei nostri simboli. Riteniamo inaccettabile che le forze che si dicono progressiste rimangano in silenzio: non si può più stare a guardare, o antifascisti o con i fascisti di Kiev!

Solidarietà ai compagni di Ucraina e a tutte le forze progressiste perseguitate dal regime di Kiev! Solidarietà al popolo del Donbass, ai minatori, operai e antifascisti che resistono all’aggressione nazista! NO PASARAN!

Coordinamento Ucraina Antifascista
Comitato Catanese di Solidarietà con l’Ucraina Antifascista
Banda Bassotti
Banda POPolare dell’Emilia Rossa
Carovana Antifascista
Comitato Ucraina Antifascista Bologna
Comitato No Guerra No Nato Milano
Comitato Contro la Guerra Milano
Comitato Donbass Antinazista Roma
Noi Saremo Tutto
Fronte Popolare
Movimento Internazionale Antifascista
Libreria Aurora Spoleto
Collettivo Arditi del Popolo Civitavecchia
Culletivo s’Idea Libera
Area Globale
Fronte Antimperialista
Comitato Veronese di Solidarietà con l’Ucraina Antifascista
Collettivo Stella Rossa Nord Est
Collettivo Padovano di Solidarietà con l’Ucraina Antifascista
Assemblea Antifascista Bassano del Grappa
Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista – Palermo
Patria Socialista
Partito Comunista
Marx21.it
Partito della Rifondazione Comunista
Rete dei Comunisti
Partito Comunista (Svizzera)
Collettivo Comunista Veneto Orientale
La Casa Rossa
Scintilla Milano
Comitato Ucraina Antifascista Milano
P38 punk
Premio Goebbels per la Disinformazione
Manlio Dinucci, Comitato No Guerra No Nato

per aderire: ucrainantifascista@yandex.com

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: