Napoli 9-10-11sett2016: Costruiamo il Potere Popolare!

JE SO’ PAZZO FESTIVAL
9-10-11 SETTEMBRE 2016
COSTRUIAMO IL POTERE POPOLARE!

Abbiamo avuto un’idea un po’ pazza: metter su un bel festival nel weekend del 9-11 settembre, per concederci un ultimo momento di vacanza e iniziare alla grande un nuovo anno di lotta. Pensiamo a una tre giorni di dibattiti, workshop, cene, mostre, stand, teatro e concerti, in cui vengano all’Ex OPG persone da tutta Napoli e da tutta l’Italia, persone di diverse età, percorsi e storie, accomunate però dalla voglia di cambiare questo paese e costruire, dal basso, qualcosa di serio, di incisivo, che possa da subito ottenere dei risultati tangibili…

Un fine settimana in cui vecchi militanti e giovani inquieti, studenti, lavoratori e disoccupati, centri sociali, associazioni e comitati territoriali da tutto il paese, si ritroveranno, fuori da ogni ritualità, per:

– conoscersi e divertirsi, perché la politica è anche gioia, costruzione, è stare assieme;
– confrontarsi sulle rispettive esperienze, raccontandosi lotte e attività, mettendo in comune i propri saperi e facendo circolare pratiche efficaci;
– dibattere di politica, sia organizzandoci per le scadenze che ci aspettano, come il referendum sulla costituzione, sia condividendo una visione più generale e di lungo periodo, una strategia complessiva per “abolire lo stato di cose presenti”.

La comunità che ogni giorno vive l’Ex OPG sarà lieta di ospitarvi e di farvi conoscere Napoli, la città, il suo cibo, la sua musica, ma soprattutto i tentativi che si stanno facendo qui per uscire da questa crisi che ci sta massacrando. Tentativi che abbiamo raccolto sotto il nome di “potere popolare”, ovvero quell’insieme di pratiche e di interventi che mirano, attraverso la partecipazione dal basso e l’autorganizzazione della maggioranza, a migliorare da subito le condizioni di vita dei cittadini, a imporre i loro bisogni alle amministrazioni.

Il “potere popolare” ci sembra infatti essere la chiave per superare l’impasse in cui questa crisi economica ha relegato la sinistra e i movimenti, incapaci di incidere sul complesso della società, da un lato per ideologia o puro antagonismo senza progetto, da un altro lato per un’attitudine riformista, per la distanza dai problemi reali, per la voglia di conservare le piccole rendite di posizione e non sporcarsi le mani… Si sta invece facendo avanti una nuova generazione che è interessata a un cambiamento senza compromessi, ma che per produrlo sa che bisogna innanzitutto uscire dalle “nicchie” e radicarsi fra le masse, partire dal lavoro quotidiano sui territori, mobilitando persone anche molto lontane dalla politica su questioni che le riguardano da vicino, mostrando come, se si organizzano, possono effettivamente essere efficaci, controllando le amministrazioni ma anche ciò che fanno i poteri privati, cercando di inserire da subito in ogni istituzione, ente, azienda, elementi di resistenza e persino di offensiva contro il regime liberista.

In fondo non si tratta di inventare chissà che, si tratta di recuperare la parte migliore della nostra tradizione pratica e teorica, di sincronizzarsi con le domande e le soluzioni che le classi popolari hanno già elaborato in questi anni, di imparare dalle esperienze positive che si sono date dal Venezuela al Kurdistan passando per la Spagna, la Grecia, e la Turchia…

Siamo convinti che in tutta Italia ci sia chi, con lucidità e umiltà, ma anche con entusiasmo e speranza, sta facendo questo tipo di riflessioni. Perché le condizioni oggettive per produrre un cambiamento reale ci sono tutte, perché c’è una forte domanda sociale di sinistra, e persino una memoria di quando i conflitti e la politica facevano fare passi in avanti, serve “solo” riuscire a federare le tante persone che lottano, i tanti piccoli gruppi, comitati, associazioni, bande, in un vero e proprio esercito, che ci consenta di superare barriere e pregiudizi, di ragionare intorno a un programma condiviso, di mettere fine alle politiche di austerità, ai tagli, alla chiusura di scuole, ospedali e servizi, allo sfruttamento e all’isolamento, alla depressione, alla rabbia, a tutti i danni che queste cose producono.

Noi siamo insoddisfatti di quello che c’è, di partiti e sindacati, ma anche delle ritualità e delle autoreferenzialità del “movimento”, pensiamo che così non si riesca a parlare e coinvolgere gli sfruttati e gli oppressi. Pensiamo che il compito della nostra generazione sia quello di osare e avere il coraggio di ricostruire qualcosa di grande, di nazionale, di credibile, che sappia far sentire ovunque la voce degli esclusi, che sappia dare un orizzonte, un sogno concreto, a un popolo che ogni giorno di più scivola nella povertà, nella depressione, nella barbarie.

Noi crediamo davvero che si possa vincere. Però per farlo dobbiamo iniziare a costruire le condizioni per questa vittoria, a darci un po’ di programmazione, a elaborare una tattica e una strategia. Perché non possiamo perdere altre occasioni, perché se non ci muoviamo noi si muoverà qualcun altro e farà molto peggio.

Per tutti questi motivi speriamo davvero di vedervi. Anche perché sappiamo che sarà un momento bello e forse pure un po’ storico. D’altronde, quale luogo migliore di un manicomio per sognare e fare cose da pazzi?

PROGRAMMA DELLE GIORNATE [in continuo aggiornamento]

VENERDÌ 9 SETTEMBRE 2016

Ore 16 – Visite guidate dell’Ex OPG, con psichiatri, “gruppo memoria” e mostra interattiva. Un piccolo viaggio per comprendere cosa erano gli OPG, cos’è la malattia mentale e come viene trattata, perché non può darsi un reale cambiamento senza una presa in carico dei problemi cognitivi, affettivi, relazionali, senza la comprensione dell’impatto del capitalismo e dell’autorità sulla psiche delle persone.

Ore 17:00 – Assemblea: “La posta in palio del referendum costituzionale. Lotte sociali, scontri istituzionali e futuro della democrazia”.
È evidente come in autunno il Governo vada a giocarsi una battaglia importante, fondamentale per la sua stessa sopravvivenza. Renzi, che è il nome della saldatura avvenuta fra i diversi gruppi della borghesia italiana, sa che con la crisi economica i tempi sono diventati più veloci e la società più instabile. Punta quindi a una riforma degli assetti istituzionali – legge elettorale e Costituzione – che possa garantire alla borghesia il massimo della governabilità, e soprattutto impedisca agli oppressi di produrre una propria rappresentanza o di contare qualcosa in sede decisionale. Capire bene la natura di questo progetto reazionario e gli strumenti attraverso i quali si vuole realizzare, portare le classi popolari a combattere questa battaglia, legandola ai loro bisogni e alle lotte già aperte, non attestarsi alla difesa della Costituzione ma saper utilizzare questo scontro per rilanciare l’istanza democratica nel suo carattere più sovversivo: questa è la sfida che ci attende.

Ore 20:00 – Cena Sociale.

Ore 21:00 – Vi raccontiamo Napoli attraverso il cinema. Proiezioni e frammenti di film sulla Napoli dagli anni ’80 ai giorni nostri, a cura di “Imaginaria – sentieri e visioni su Napoli”.

Ore 22:30 – Concerto.

SABATO 10 SETTEMBRE 2016

Ore 10:30 – Quattro workshop in contemporanea: confronti orizzontali pensati per scambiarsi pratiche e imparare l’uno dall’altro, per riuscire a intervenire sempre meglio sul contesto sociale.

TAVOLO 1. “Ripartiamo dal lavoro: lotte, sindacato, autonomia di classe”.
Senza intervento reale sul mondo del lavoro non può darsi nessun progetto politico di massa. Abbiamo quindi pensato un tavolo per discutere – insieme a sindacalisti, camere del lavoro autorganizzate, comitati autoconvocati e coordinamenti di lavoratori – di come riuscire a portare avanti oggi le lotte nel mondo del lavoro, di come costruire legami di solidarietà, di come superare la frammentazione sindacale e la rassegnazione. Un tavolo che però vuole essere molto concreto, nella convinzione che per coinvolgere i lavoratori non servano grandi proclami ma piccole vittorie concrete che incidano sulla loro vita di ogni giorno. Ci porremo quindi queste domande: quali sono le esperienze che abbiamo maturato nella lotta? Come ci mettiamo in connessione e dare visibilità ai risultati ottenuti? Come spingere le istituzioni pubbliche a fare il bene dei lavoratori? Quali strumenti i vari coordinamenti hanno utilizzato, per normare gli appalti o rifiutare i voucher? Come impattano le ultime riforme sulle donne? Come controllare il privato e dare visibilità a quello che succede dentro fabbriche, cantieri e aziende?

TAVOLO 2. “Dal mutualismo all’intervento politico”.
Doposcuola, palestre popolari, ambulatori, teatri, squadre di calcio: sono tante le attività sociali che ogni giorno centri sociali e associazioni svolgono, quasi sempre a titolo gratuito, per costruire rapporti con il territorio, per entrare in contatto con le masse, per diffondere i semi di una nuova coscienza. Come far sì che queste esperienze non si limitino all’assistenzialismo? Come far sì che non diventino delle semplici “pezze” per rattoppare gli strappi di questa società, o peggio un “parcheggio” per qualche compagno, ma facciano anzi aumentare la lotta? Come si passa dal mutualismo, oggi necessario per venire subito incontro ai bisogni e mettere le persone in relazione fra di loro, a un consapevole intervento politico di massa, che crei lotte riproducibili? Come coinvolgere al massimo le donne e le madri di famiglia, spesso molto presenti nell’attività sociale? Queste sono alcune delle domande fondamentali per far sì che la grande forza sociale che i compagni hanno in Italia, possa diventare tema di agitazione, di rivendicazione, di coinvolgimento popolare a partire dai bisogni.

TAVOLO 3. “Migranti, comunità e pratiche antirazziste”.
La questione dell’immigrazione è ormai al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo. È forse la questione che più di tutte consente alla destra di affermarsi e di crescere, di forgiare nuove aggressive identità, che portano fino a barbari assassinii… Ci sembra quindi necessario che ogni antifascista, ogni realtà di sinistra, assuma questo tema come imprescindibile. Ma non per declinarlo in maniera rituale o “buonista”: dobbiamo invece capire come possiamo sviluppare meccanismi di solidarietà fra gli sfruttati di ogni colore e di ogni genere, come possiamo controllare lo sperpero di fondi pubblici che dovrebbero essere destinati all’accoglienza e invece vanno ad arricchire i privati, come possiamo efficacemente contrastare la propaganda e le pratiche del razzismo istituzionale e del fascismo di strada. E ancora: come possiamo ispezionare i centri di controllo e ristrutturare le nostre istituzioni, sin dal basso delle municipalità, alla luce della presenza degli immigrati e soprattutto delle donne immigrate, come far funzionare sportelli e scuole di italiano come centri di educazione a una nuova cittadinanza, fondata sulla lotta per i diritti e su un orizzonte dove al centro ci sia l’essere sociale dell’uomo e della donna…

TAVOLO 4. “Scuola, università, formazione e cultura: fondamentale terreno di lotta”.
Non si può fare nessuna lotta efficace senza un immaginario, una visione, la capacità di essere critici, di smontare l’ideologia. La scuola, l’università, il mondo della formazione, della ricerca e della cultura sono quindi un fondamentale terreno di lotta per riuscire a rifiutare la visione del mondo dominante. Ma non solo: sono anche luoghi dove si sfrutta (pensiamo soprattutto ai docenti precari che lavorano in scuole private, o all’alternanza scuola/lavoro negli istituti tecnici), dove si disciplina (gli studenti agli insegnanti, gli insegnanti ai presidi etc), dove si impone una terribile selezione di classe che sta impedendo ai proletari di questo paese di arrivare ai livelli più alti di istruzione. Come possiamo intervenire su questi problemi? Come possiamo controllare dal basso i presidi manager, i programmi scolastici, il caro libri? Come possiamo costruire reti di supporto e di solidarietà? Come possiamo lottare nella scuola e nell’università ormai distrutti da venti anni di controriforme?

Ore 16 – Visite guidate dell’Ex OPG, con psichiatri, “gruppo memoria” e mostra interattiva.

Ore 17:00 – Assemblea plenaria: “Esperienze di potere popolare in Italia, in Europa e nel mondo. Teorie, forme e pratiche del socialismo del ventunesimo secolo”.
Ci pare che, pur se attraverso mille contraddizioni e difficoltà, dalla caduta del muro di Berlino a oggi stia emergendo una nuova maniera di intendere la lotta per il comunismo. Una maniera certamente meno centralizzata e burocratizzata, meno legata intorno all’idea esclusiva della presa di potere politico, più internazionalista non solo ideologicamente ma praticamente, e in cui i temi del femminismo e dell’ecologia siano centrali. Negli ultimi anni, nel tentativo di reagire alla crisi, stiamo vedendo come una nuova ondata di socialismo stia attraversando paesi e popoli anche molto diversi fra loro, accumunati però dal tentativo di cambiare da subito le cose, da un certo pragmatismo di fondo, dalla capacità di mobilitare ampi strati di popolazione per costruire le condizioni di un vero autogoverno dei territori. Dal Venezuela al Kurdistan, passando per la Spagna, la Grecia, e la Turchia, abbiamo assistito all’emergere di movimenti che cercano di federare, organizzare, ricomporre la Sinistra per renderla capace allo stesso tempo sia di stare nei territori e nelle lotte che di pesare sul piano istituzionale, per rendere impossibile il “normale” funzionamento dell’apparato liberista a tutti i livelli. Dare voce a queste esperienze, dal macro della realtà globale al micro dell’esperienza napoletana, ci sembra allora necessario per imparare da quello che tanti compagni hanno fatto, e cercare di adattarlo e replicarlo anche sui nostri territori e sul nostro paese.

Ore 20:00 – Cena Sociale. Il ricavato andrà a sostenere le spese legali dei NO TAV per i processi in atto.

Ore 21:00 – Spettacolo teatrale: “L’ABC della guerra”, di Bertolt Brecht. Uno spettacolo di reading, musica e videomapping per non dimenticare la nostra storia, e cosa hanno rappresentato la guerra e il fascismo che ancora oggi, in diverse forme, attraversano la nostra quotidianità.

Ore 22:30 – Concerto.

DOMENICA 11 SETTEBRE 2016

Ore 9:30 – Colazione sociale.

Ore 10: 30 Assemblea plenaria: “Potere popolare e organizzazione politica”.
Dopo due giorni di assemblee, confronti individuali e tavoli di lavoro, vorremmo dare voce ai singoli e alle realtà che da tutta Italia vogliono portare un contributo sul tema del potere popolare, e dei modi in cui poterlo affermare. Proveremo quindi a riassumere un minimo il dibattito che si è sviluppato sui vari tavoli, al fine di delineare sempre meglio, a partire dall’esperienza concreta, quest’idea-forza del “potere popolare”, e lasceremo la parola a chiunque abbia contributi per costruire forme di organizzazione politica all’altezza di questi tempi, che mettano al centro l’inchiesta e la conoscenza diretta dei nostri soggetti, la teoria, perché abbiamo bisogno di sapere che fare, in che direzione andare, qualche cambiamento produrre, la comunicazione, che deve essere comprensibile ed efficace…
Nessuna pretesa di fare sintesi o di mettere “cappelli” ormai improponibili, ma di certo l’idea di avanzare collettivamente verso la presa di coscienza di quanto sia necessaria una qualche forma di organizzazione, che sia un programma condiviso, una rete di media in grado di proporre una visione alternativa, la socializzazione di prassi e linguaggi in cui le classi popolari di questo paese si possano riconoscere, il sentimento di una nuova unità e dell’appartenenza allo stesso lato della barricata.

Ore 13:30 – Pranzo sociale e saluti.

INFO PRATICHE

Quando? Da venerdì 9 a domenica 11 settembre.

Dove? A Napoli, Ex OPG “Je so’ pazzo”, Via Imbriani 218.
Per chi arriva in macchina: uscita Capodimonte, girare a destra e continuare lungo Via Santa Teresa degli Scalzi quindi all’incrocio salire a destra su Via Salvator Rosa, fino all’incrocio con Via Imbriani.
Per chi arriva in treno o in bus: da Piazza Garibaldi prendere la metro linea 1 e scendere a Materdei.

Servizi. Nella struttura sono disponibili bagni, docce, un asilo, un bar a prezzi popolari, una sala studio con accesso wi-fi libero e molto altro! Troverete stand informativi e mostre fotografiche.

Quando e dove si mangia? Le cene, il pranzo e la colazione si terranno tutte nel primo cortile. Tutti i piatti saranno preparati con ingredienti genuini, che andranno a sostenere le produzioni locali, avranno prezzi popolari e saranno pensati anche per vegetariani.

Quanto si paga? Poco o nulla! Per il cibo, così come per le serate musicali, sarà richiesta una piccola sottoscrizione per coprire le spese (il sabato la cena sarà dedicata a sostenere i NO TAV alle prese con molti processi). Ovviamente ogni altro tipo di donazione per finanziare il progetto è ben accetta! Potrete anche comprare magliette, spillette e gadget che ci permetteranno di continuare l’opera di riqualificazione dei luoghi.

Cosa puoi fare tu? La tre giorni è aperta a chiunque voglia confrontarsi e costruire percorsi di lotta, quindi puoi far girare la notizia, invitare chi vuoi, scrivere articoli, mandarci contributi, metterti a disposizione per i turni di pulizia, di bar o di cucina… Insomma: senti pure tuo questo festival! Per farci preparare al meglio l’organizzazione, comunicaci quanto prima la tua partecipazione o in quanti verranno del tuo collettivo o associazione. È quasi superfluo dirlo, ma ricordiamo che lo spazio è autogestito e che siamo per una società senza servi né padroni: cerca quindi di non sporcare, di dare una mano a pulire e a lasciare i luoghi in ottimo stato etc.

Cerca soprattutto di rispettare il quartiere che ci ospita, quindi di non fare rumore di sera tardi, di non parcheggiare auto e motorini in maniera selvaggia etc.

Evita assolutamente di portare cani! Cerca invece di portare i tuoi materiali, opuscoli, video, di modo che l’incontro sia ancora più proficuo!

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1 Commento

  1. francesco maremare

     /  luglio 19, 2016

    buon lavoro compagni la cooperativa maremare farà deliziare i compagni ospiti .con polpi cozze e tant altro che il mare ci darà Hasta siempre

    Mi piace

    Rispondi

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