40° del Plan Condor: globalizzazione e terrorismo di stato (2/2)

condor

di Alex Anfruns, Martin Almada

26nov2015.- Quando, durante la Sua prigionia sotto questa dittatura, ha sospettato che era stata organizzata una sistematica repressione che superava il Suo caso personale?

I primi sospetti mi sono venuti quando sono stato imprigionato al Commissariato n. 1, sede del nuovissimo Bureau Interpol nel maggio 1975 (sei mesi prima della costituzione dell’Operazione Condor il 25 novembre 1975, a Santiago del Cile). Un commissario ha condiviso la nostra cella, Mario Mancuello, accusato di non aver denunciato il figlio, uno studente presso l’Università di La Plata, in Argentina. Il fatto di essersi iscritto al centro universitario significava, per Stroessner, che aveva adottato l’ideologia comunista.

In Paraguay, un paese in cui, tra il 1954 e il 1989 ha regnato l’impunità totale, la tortura era praticata apertamente. Conoscevamo tutti i nostri carnefici, ma non sapevamo i loro veri nomi. Molti andavano a giocare a ping-pong e al bigliardino per recuperare lo stress.

Ogni giorno, le stesse domande angosciose mi assalivano. In primo luogo, come era davvero morta mia moglie, in quanto loro mi avevano detto che si era suicidata; e perché quelli che mi avevano brutalmente torturato erano soldati stranieri, argentini, brasiliani, boliviani, cileni, uruguaiani e, naturalmente, anche paraguaiani? Il Sabato, le visite dei carnefici ricominciavano. Il Commissario Mancuello li conosceva. Gli confidai che avevo sofferto la prima sessione di tortura per mano di un militare cileno e poi di un argentino, etc., e allora lui mi ha detto:

-Siamo presi nelle grinfie del Condor.

-Di che si tratta? È stata la mia domanda. È la bestia che vola?

-No, mi ha detto. Si tratta di un’associazione illegale che Pinochet e Contreras hanno creato con il nome di “Operazione Condor”, per commettere crimini impunemente nella regione. Per capire questa organizzazione, è necessario leggere la Rivista della Polizia del Paraguay, dove troverai informazioni sull’ Operazione Condor. Il colonnello cileno si chiama Lopez Jorge Oteiza, ha precisato. Appartiene ai Servizi Segreti dell’Aeronautica Militare del Cile e l’Argentino che ti ha torturato, è il Commissario Hector Garcia Rey, Capo della Polizia di Córdoba, Argentina.

Ho registrato nel mio “chip” mentale le preziose informazioni. Successivamente, punito, mi hanno mandato nella “tomba dei viventi”, vale a dire al commissariato n ° 3 dell’Alta Sicurezza, dove si trovavano tutti i membri del Partito Comunista del Paraguay.

Nella cella vicina, trovai un prigioniero politico argentino, l’avvocato Amilcar Latino Santucho, che mi raccontò che era stato arrestato insieme a un sociologo cileno, il leader del MIR, Jorge Fuentes Alarcon. Infine, nel settembre 1976, sono finito nel campo di concentramento Emboscada, dove la dottoressa paraguayana, figlia di genitori tedeschi, Gladys M. Sannemann, mmi disse: “Siamo vittime del Condor”.

 

Cosa ha permesso di sapere l’apertura degli Archivi del Terrore fino ad oggi?

Alla luce di questa scoperta storica, ci siamo resi conto che la società civile sudamericana è stata troppo fiduciosa nelle sue forze armate nazionali. Questi eserciti e queste forze di polizia non hanno ubbidito alla Costituzione, ma agli ordini di Washington. Il fatto che queste forze armate e di polizia sono state formate presso la Scuola delle Americhe, che si trova nella zona del Canale di Panama, il fatto che questa scuola è un centro nord-americano specializzato nella repressione della protesta e nell’insegnamento della tortura come un normale metodo di tutti i giorni, spiega il loro comportamento.

Queste forze sono state, in seguito, una componente chiave del terrorismo di stato, come veniva praticato nei nostri paesi latino-americani. Si sono rese colpevoli di lesa umanità e hanno commesso dei genocidi contro i popoli nativi di diversi territori del Sud America. Hanno realizzato l’Operazione Condor per sostenere l’attuazione di modelli economici neo-liberisti favorevoli alle multinazionali e generatori di carestie. E, per raggiungere i loro scopi, essi hanno fatto ricorso allo sterminio, alla tortura e all’esilio dei loro nemici civili e religiosi, soprattutto intellettuali e giovani dirigenti.

La conseguenza è stata che oggi sentiamo fortemente questa mancanza di leaders dalle forti convinzioni morali, per guidare la lotta contro le politiche di austerità imposte dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale. Abbiamo anche capito che noi non avevamo seguito nessuna scuola per essere torturati, mentre i nostri carnefici, loro, soprattutto con l’aiuto dell’USAID, hanno imparato le tecniche più sofisticate per attaccare le parti più sensibili del corpo. Abbiamo trovato i documenti che riguardano le tecniche di tortura su come mantenere in vita i torturati …

In seguito, sono stati messi in piedi dei processi giudiziari per individuare i responsabili di questi crimini?

Il 25 maggio 1989 ho denunciato Stroessner, i suoi complici e i suoi protettori per la morte di mia moglie, la mia detenzione e la tortura che ho sofferto. Fino ad oggi, la giustizia non si è pronunciata. Il giudice che istruisce il caso ha dichiarato che la tortura non è stata definita come un crimine nel codice penale della dittatura. Secondo fonti ufficiali, la maggior parte dei torturatori sono stati processati e condannati al massimo della pena, ma ciò riguarda gli ufficiali e i sottufficiali della Polizia, mentre l’Operazione Condor è stata un’operazione eminentemente militare. Il 3 febbraio del 1989, Stroessner è stato deposto dal potere e i militari e i civili che gli sono succeduti hanno perpatuato l’Impunità fino ad oggi.

 

Secondo Lei, qual è stato il ruolo degli Stati Uniti nell’Operazione Condor e nell’organizzazione del terrorismo di stato?

In sintesi, l’Operazione Condor ha funzionato su tre pilastri. In primo luogo, è stato Henry Kissinger, allora Segretario di Stato degli Stati Uniti, la mente intellettuale del male che ha devastato la regione ed è stato lui che ha fornito i mezzi finanziari e le armi più appropriate, presuntamente per salvare la civiltà cristiana occidentale dalle grinfie del comunismo ateo e apolide.

In pratica, si può dire che Kissinger ha sganciato una bomba atomica sul Cono Sud dell’America Latina, una bomba che ha fatto più di 100.000 morti tra il 1975 e il 1989, proprio come quello che è successo in Giappone durante la seconda guerra mondiale, quando il presidente Truman ordinò il bombardamento atomico contro le popolazioni civili innocenti di Hiroshima e Nagasaki, causando più di 100.000 morti.

Il secondo pilastro è stato Augusto Pinochet, Presidente de facto del Cile, che si era posto come compito quello di purificare l’apparato statale, la società civile e politica dai comunisti, ispirandosi al modello applicato dall’Interpol. E il terzo pilastro è stato Hugo Banzer, Presidente de facto della Bolivia, dal profilo basso, in quanto, nella divisione criminale del lavoro, è lui che si fece carico, soprattutto, della “pulizia” della Chiesa cattolica e della caccia ai religiosi impegnati nella Teologia della Liberazione. Metodologia, che è stata poi applicato all’intera regione.

Di recente, Papa Francesco L’ha ricevuta, su Sua richiesta, e Lei gli ha chiesto l’apertura degli Archivi Segreti del Vaticano. Perché gli archivi sono importanti?

In primo luogo, perché la Chiesa si apra alla società. Sappiamo, infatti, che questi archivi contengono molti documenti, denunce e informazioni, che sarebbero stati diretti da varie persone alle autorità vaticane. Si tratta di informazioni e richieste sulla tragica situazione vissuta dai nostri paesi in quegli anni terribili del terrorismo di stato. Avremmo anche delle informazioni sulle centinaia di cittadini/e paraguaiani arrestati e scomparsi in Argentina e in tutto il Cono Sud.

Con 85 chilometri di scaffali, si tratta di un universo di memoria abbastanza completo. Gli Archivi del Vaticano riflettono la vita della Chiesa e gli eventi del mondo degli ultimi ventuno secoli. Gli Archivi sono una delle maggiori fonti di conoscenza e tra le più sicure oggi giorno; sono di indubbia utilità nell’esigere giustizia. Quest’apertura li renderà disponibili alla consultazione dei ricercatori sociali e per tutte queste ragioni suggeriamo che l’UNESCO li dichiari “Memoria del Mondo”.

Abbiamo apprezzato l’impegno di Papa Francesco a favore dei diritti dell’uomo, quando ha dato, l’anno scorso, alla Corte della Provincia di La Rioja, Argentina, documenti vaticani concernenti l’ uccisione di Monsignor Enrique Angelelli e altri, che hanno portato alla condanna a vita dei militari genocidi dell’epoca, in cui era in vigore quel Patto Criminale esclusivamente militare. Il 30 settembre 2015, in Vaticano, ho salutato il Santo Padre Francesco con la convinzione che “non c’è nulla di nascosto che un giorno non sarà rivelato e nulla di segreto che un giorno non sarà scoperto” (Matteo, 27).

 

Lei ha detto che l’Operazione Condor era un aspetto del terrore inflitto dalle dittature e l’altro aspetto è stata l’applicazione, contemporaneamente, del modello economico neo-liberista. Questo è il decimo anniversario del NO all’ALCA. Secondo Lei, quali sono i pericoli dei trattati di libero scambio con gli Stati Uniti e della presenza di decine di basi militari in America Latina, nel XXIº secolo?

Sappiamo molto bene e per esperienza che il capitale straniero non viene a investire nel nostro paese per promuovere lo sviluppo, ma per sottometterci e per trasformarci in mera fabbrica dipendente. Così, l’Impero ci ha offerto l’invenzione dell’ALCA (Area di Libero Commercio delle Americhe), in cui, tra i paesi membri, non ci sarebbero associati, ma capi, soprattutto i padroni delle multinazionali.

Secondo Hector Vega, un importante intellettuale cileno, nel suo libro molto interessante: Integrazione economica e globalizzazione *, il 10 e 11 dicembre 1994, ha avuto luogo il Summit delle Americhe a Miami, con la presenza di 33 capi di Stato, dove è stata proposta la creazione di un mercato unico delle Americhe entro il 2005, mercato che si doveva estendere dall’Alaska alla Terra del Fuoco, Argentina.

La retorica integrazionista in materia di Diritti Umani, di democrazia e di difesa dell’ambiente, non era una preoccupazione centrale dell’ALCA, che contemplava solo gli aspetti commerciali e una nuova colonizzazione, un nuova era di conquista, attraverso il neo-liberismo selvaggio e criminale. Essa ci offre un mondo, in cui gli investitori speculano su tutto. Come ci avvertiva già Ignacio Ramonet: “Il controllo della finanza deve diventare un obiettivo di interesse civico di primo ordine, se vogliamo evitare che il mondo nel prossimo secolo diventi una giungla, dove i predatori impongono la loro legge.” **

Per l’attuazione del neo-liberismo, gli Stati Uniti hanno dovuto ricorrere a un energico intervento militare nel Cono Sud, che ha causato un riflusso del movimento operaio e ha portato a un’era di terrorismo di stato, alla distruzione degli spazi di partecipazione democratica, alla distruzione fisica degli attivisti e dei dirigenti dei movimenti sociali. L’Impero ha reso possibile un modello di democrazia limitata in Cile, Brasile, Paraguay.

Oggi, con il successo della destra alle elezioni in Argentina, a seguito di una feroce guerra mediatica, i progressi in materia di integrazione regionale sono in pericolo. Per garantire il controllo sul suo “cortile di casa”, l’Impero continua ad ospitare i militari nella sua School of the Americas e insegna loro tecniche di tortura; la scuola ha ora sede a Fort Benning, nello Stato della Georgia. Ci sono più di 100 basi militari che circondano il Brasile, l’Argentina, la Bolivia, etc. Il Cile non solo invia il suo esercito a seguire i corsi del Terrorismo di Stato, ma mette anche a disposizione una base militare a Concon, proprio nel cuore del paese.

Ecco perché è urgente globalizzare le lotte contro l’Impunità del Terrorismo di Stato. Il capitale predatore è diventato globale negli ultimi anni. Ora, è il nostro turno di globalizzare le nostre convinzioni a favore di una cittadinanza attiva, di una democrazia genuina adattata alle nostre realtà. Abbiamo bisogno soprattutto di vivere in solidarietà, per evitare che il moribondo ALCA risorga.

(Tradotto da Manuel Colinas per Investig’Action)

Fonte: Investig’Action

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Marco Nieli]

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