Stati Uniti: 26 mila crimini razziali ogni anno

nuevayork-arresto1da Correo del Orinoco

Molto alto, inoltre, il numero dei gruppi che istigano all’odio negli Stati Uniti: ben 784 al 2013

Oltre 26 mila sono i crimini che negli Stati Uniti vengono commessi ogni anno, motivati da razzismo e xenofobia o che costituiscono attacchi contro minoranze ideologiche o etniche, ha denunciato l’avvocato Richard Cohen, direttore del South Poverty Law Center.

In un’analisi realizzata per il quotidiano Washington Post, Cohen ha ricordato che secondo l’ultimo rapporto dell’FBI nel 2013 questi crimini furono 5.928 nell’intero paese, e solo 51 in South Carolina, lo stato a cui appartiene Charleston, dove è stato perpetrato il massacro.

Le stime sono basate su «segnalazioni volontarie delle agenzie di sicurezza» distribuite in tutto il paese.

I numeri forniti dall’ufficio statistico della Segreteria di Giustizia, anche per il 2013, sono molto diversi, visto che circa 256 mila persone muoiono ogni anno per crimini motivati dall’odio.

In assenza di un obbligo di denuncia per questi crimini, ha sottolineato Cohen, «molte agenzie rifiutano di collaborare. Il Mississippi, per esempio, ha riferito di soli quattro crimini nel 2013, mentre l’Alabama sei».

Proprio in questi due stati del sud sono attivi gruppi suprematisti e il tristemente noto Ku Klux Klan.

Inoltre, secondo l’Ufficio di Statistica, almeno un quarto delle vittime di questi attacchi non li denuncia, in particolare gli immigrati clandestini che temono il rimpatrio.

I membri della comunità omosessuale sono spesso il bersaglio di questi attacchi, e in molti casi non vogliono rivelare la loro identità sessuale.

Molto alto, inoltre, è il numero dei gruppi che istigano all’odio negli Stati Uniti: ben 784 al 2013 contro i 457 del 1999.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Roma 21giu2015: la mano sporca della Chevron

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Paramilitarismo in Venezuela: cronaca di una peste annunciata

di Luis Britto García – Resumen Latinoamericano

16giu015

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Il 5 giugno 2015 il presidente Nicolás Maduro ha dichiarato: “Attiverò piani per andare, catturare e sradicare tutte le cellule paramilitari che sono state seminate in Venezuela. Ho bisogno dell’appoggio della comunità colombiana che si trova in Venezuela, per ripulire il Venezuela dalla peste paramilitare”. Lo dice in tempo. La peste ha già assassinato duecento persone tra dirigenti agrari, sindacali e figure dell’alta politica. Estorce, impone pedaggi e acquista importanti ditte nei territori che si trovano lungo la frontiera. Inoltre amministra un contrabbando estrattivo che danneggia il paese.

2

Un nuovo fenomeno contrassegna la realtà strategica del mondo. Zetas, Aztecas, Mexicles, Negros, Polones, Gatilleros, Caballeros Templarios e Narco Juniors in Messico, Kaibiles guatemaltechi, Maras centroamericani, Posses giamaicani, Paracos colombiani, Talebani, Al Qaeda e Daesh del Medio Oriente e una piaga di eserciti privati organizzati come cartelli, mafie e associazioni criminali che risiedono negli Stati costituiti, si alleano con essi, usurpano le loro funzioni e sono in procinto di distruggerli.

3

Come sorge un esercito privato che sfida e qualche volta supera quello pubblico? Così come i paesi egemonici mercificano l’educazione e la sicurezza sociale, privatizzano anche la repressione. L’esercito degli Stati Uniti non fa più uso delle reclute, ma dispone di mercenari contrattati nei loro ambienti marginali: afroamericani, ispanici, immigrati illegali. Con un altro giro di vite grandi appaltatori transnazionali, come Blackwater, sin dal 1996 gestiscono l’offerta e la domanda della carne da cannone. E con un ulteriore giro di vite i paesi egemonici finanziano, addestrano e armano le corporazioni del sicariato per distruggere altri paesi, ma senza assumerne le responsabilità: Al Qaeda, Daesh, le Autodifese Unite della Colombia.

4

Ciò segna la differenza fondamentale che esiste con le organizzazioni armate rivoluzionarie come il Movimento 26 luglio, le FALN, le FARC, il MLN, Sendero Luminoso, il MSLN, il FMLN, che insorgono tra mille difficoltà, talvolta contro lo Stato e contro i gruppi economici che lo gestiscono. Al contrario le organizzazioni paramilitari agiscono in stretta collaborazione con lo Stato o con le forze economiche che lo dominano. In Colombia funzionano con la protezione, l’appoggio e il finanziamento del governo, il quale viene infiltrato con la parapolitica; quella dell’oligarchia latifondista i cui latifondi proteggono e ampliano con la violenza e il narcotraffico, il quale serve da braccio armato. Con il trascorrere del tempo, nei luoghi in cui la presenza dello Stato è debole, si crea uno Stato parallelo, scelto da nessuno, che fa commercio di medicinali, riscuote le imposte, rilascia ed esegue le sentenze di morte e infine si fonde con l’autorità visibile dei politici e delle corporazioni in una inestricabile simbiosi.

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L’ascesa da una eterna lotta tra bande armate fino al monopolio della violenza legittima da parte dello Stato, segnò il passaggio dal feudalesimo all’Età Moderna. L’odierna abdicazione del monopolio della violenza da parte di alcuni Stati a beneficio delle bande di sbirri segna la postmoderna dissoluzione della sovranità sommersa nel caos. La postmodernità neoliberale predicò la Fine del Politico e il Ridimensionamento dello Stato: tra le innumerevoli funzioni che sono state trasferite al mercato c’è anche quella dell’amministrazione della violenza organizzata. La natura politica ha paura del vuoto. Ovunque lo Stato tenda a indebolirsi o a svanire appaiono i gruppi armati disposti a usurpare le sue funzioni per il proprio tornaconto. Il paramilitarismo è la dichiarazione esplicita da parte degli Stati e delle corporazioni di non essere più in grado di mantenere l’ordine all’interno dei parametri della legalità che loro stessi sbandierano. In altre parole sono una truffa. Davanti al caos omicida, al semplice cittadino non resta altra risorsa che quella di armarsi e combattere. La popolazione delle Autodefensas de Michoacán fanno proprio questo, il che a lungo andare dovranno fare i cittadini di tutto il mondo.

6

Una buona parte dei 5.600.000 colombiani che sono immigrati in Venezuela lo hanno fatto per fuggire da un sistema che pensava di servirsi dei paramilitari e invece finì con il servirli. Speriamo di poter sanare questa peste che da anni stiamo denunciando prima che altrettanti venezuelani debbano fuggire dal proprio paese.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Vincenzo Paglione]

Siria: I media israeliani confermano le relazioni tra Israele e Al Qaeda

da al manar 

I circoli militari e i media israeliani hanno confermato che la cooperazione tra l’entità sionista e il Fronte al Nusra, rappresentante di Al Qaeda in Siria, sta crescendo sul Golan.

Il canale 1o della Tv Israeliana ha riferito che l’esercito di occupazione israeliano ha chiesto al Fronte al Nusra di fermare gli attacchi contro la cittadina drusa di Hadar, sostenendo che il gruppo terrorista aveva risposto favorevolmente alla richiesta israeliana.

Nel frattempo, i media israeliani hanno giustificato l’attacco terroristico contro Hadar, sostenendo che la città meridionale siriana sostiene il governo di Bashar al Assad e rappresenta un punto di partenza per gli attacchi della resistenza contro le forze di occupazione israeliane negli altopiani del Golan.

«I drusi di Hadar sostengono Bashar al Assad, e questo è un fatto ben noto. Così, il Fronte al Nusra vuole fare i conti con loro», ha dichiarato l’esperto israeliano Hazi Simantov al Canale 10 israeliano.

Nel frattempo, Oregon Heller, un altro esperto militare israeliano, ha messo in guardia contro gli appelli di aiuto dei drusi per difendersi dai terroristi di Al Nusra: «Dobbiamo metterci in guardia contro gli appelli dei drusi … come se Al Qaeda dovesse commettere un genocidio contro di loro. Sostengono Assad e non amano gli israeliani», ha spiegato Heller, sottolineando che i responsabili diHezbollah e la Siria in questi luoghi sono venuti a offrire supporto ed a reclutare residenti per combattere contro Israele.

Nel frattempo, l’esperto di Medio Oriente Eyal Zisser, ha confermato l’esistenza di contatti tra l’entità sionista e il Fronte Nusra al fine di “organizzare le relazioni alla frontiera.”

Zisser ha accusato, inoltre, i residenti drusi di Hadar di organizzare attacchi contro l’entità sionista.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Putin ha confermato il sostegno della Russia alla Siria e ad Assad

da al manar

Il presidente russo Vladimir Putin ha confermato ancora una volta la propria disponibilità a sostenere la Siria e il presidente siriano Bashar al Assad per cooperare in materia di riforme politiche nel paese.

Putin ha messo in guardia contro il ripetersi dello scenario che si è verificato in Iraq e Libia anche in Siria. Il presidente russo lo ha ribadito, ieri, in un discorso in occasione del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

«Siamo pronti a lavorare con il presidente Bashar al Assad per spianare la strada per le riforme politiche e al fine di dare a tutti gli abitanti della Siria gli strumenti di potere e porre fine al confronto militare. Ma questo non può essere raggiunto attraverso alcuna interferenza esterna».

«Siamo preoccupati circa la possibilità che la Siria prendere lo stesso percorso dell’Iraq e della Libia», ha affermato, aggiungendo: «Non vogliamo che la Siria finisca in questa situazione. Pertanto, sosteniamo il presidente Assad e il suo governo».

Putin ha sottolineato che il popolo siriano è l’unico che può decidere il suo destino. «Abbiamo incoraggiato il presidente Assad a cooperare in modo costruttivo con l’opposizione siriana in favore di riforme politiche».

Infine, Putin ha anche ricordato che l’ONU ha recentemente discusso la possibilità di cooperazione con il presidente Assad per combattere l’Isis e altri gruppi terroristici nella regione.

[trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Mugabe: «CPI non è benvenuta in Africa»

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«La Corte Penale Internazionale non è benvenuta in Africa», ha dichiarato Robert Mugabe, in un discorso tenuto in occasione di un vertice dell’Unione Africana in Sudafrica.

La critiche di Mugabe arrivano dopo che un tribunale sudafricano ha vietato l’uscita del presidente del Sudan Al-Bashir dal paese – dove si era recato per partecipare al vertice – su richiesta della Corte Penale Internazionale.

La CPI ha emesso due mandati di cattura contro al-Bashir, nel 2009 e nel 2010, per il conflitto nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale. Il primo è relazionato a crimini di guerra e crimini contro l’umanità, mentre il secondo all’accusa di genocidio.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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