Israele ha incontrato l’opposizione armata in Siria per contrastare l’Iran

da hispantv

I rappresentanti del regime israeliano e l’opposizione armata in Siria si sono spesso incontrate, l’anno scorso, per discutere i modi per contrastare l’Iran e Hezbollah.

L’agenzia di stampa israeliana Walla ha riferito che tra il 2012 e 2014 le due parti si sono incontrate in diverse occasioni in un paese occidentale, ma la fonte non ha fornito ulteriori dettagli sul luogo.

Durante i colloqui, il regime di Tel Aviv è stato rappresentato da un alto funzionario. Durante gli incontri si è discusso, principalmente, dei nemici comuni delle due parti:  l’Iran e il Movimento della Resistenza Islamica in Libano (Hezbollah), ha aggiunto il sito israeliano.

Un altro funzionario israeliano ha informato in seguito che i colloqui non hanno raggiunto i risultati desiderati perché i gruppi armati in lotta contro il governo del presidente siriano Bashar al-Assad “non hanno potere reale sul terreno”.

Al fine di indebolire la resistenza nella regione e dividere i paesi che combattono il regime di Tel Aviv, a partire dall’inizio della crisi siriana, hanno fornito tutti i tipi di sostegno ai gruppi terroristici, in particolare il Fronte Al-Nusra, ramo di Al-Qaeda in Siria, che opera contro il governo di Damasco.

Il regime israeliano ha fornito servizi di logistica per Al-Nusra in violazione alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n 2170 relativa alla separazione delle forze alla lotta contro il terrorismo.

Nel mese di settembre 2014, il canale di notizie Vice News, ha trasmesso un video in cui si vede come i soldati israeliani danno assistenza medica ai terroristi feriti in Siria.

Il quotidiano israeliano Haaretz, nel mese di gennaio, ha confermato le notizie su un ampio sostegno del regime israeliano ai gruppi terroristici legati ad Al Qaeda sulle alture del Golan siriano occupato.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

L’Isis utilizza Facebook per vendere reperti antichi rubati in Siria e Iraq

da hispantv

Il gruppo terroristico Isis (Daesh in arabo) utilizza il social network Facebook per vendere oggetti di antiquariato di inestimabile valore saccheggiati in Siria e Iraq.

La rete televisiva statunitense Fox News ha riferito che Daesh offre su alcune pagine di Facebook una serie di monete antiche, tavolette di argilla, statue d’oro e manoscritti in ebraico e aramaico, tra i vari altri oggetti.

«Non è sempre possibile identificare i manufatti rubati, ma siamo in grado di agire e si può essere certi che saremo in grado rimuovere tali contenuti», afferma Matt Steinfeld, responsabile delle politiche sulla Privacy di Facebook.

Facebook sostiene di aver rimosso queste pagine immediatamente che, secondo gli esperti, ogni oggetto offerto proviene dal saccheggio dei siti archeologici siriani.

Il primo che ha riportato notizie della vendita di reperti archeologici su Facebook è stato il giornalista Zaid Benjamin, che ha segnato almeno cinque pagine di questa piattaforma sociale in cui sono stati esposti oggetti antichi, alcuni numeri di telefono ed e-mail, compresi i dati per contattare il venditore.

L’Isis cerca di vendere questi oggetti di valore tramite intermediari nelle reti sociali, perché i musei e le case d’asta di tutto il mondo sono stati avvertiti che questo commercio è illegale.

Nel frattempo, Sung-hee Kim, un portavoce della casa d’aste Christie, ha dichiarato che l’azienda è sempre in allerta per questo tipo di operazioni ed è pronta a cooperare strettamente con l’UNESCO e l’Interpol, per la cattura di questi venditori senza scrupoli.

Purtroppo, i terroristi hanno ottenuto quasi 100 milioni di dollari dalla vendita di manufatti antichi saccheggiati da oltre 4.500 siti archeologici in Siria e in Iraq, secondo una fonte dell’intelligence irachena.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

I comunisti libanesi si mobilitano contro il terrorismo

da al manar

I comunisti libanesi sono pronti a «far fronte a qualsiasi aggressione dei gruppi terroristici takfiri». Lo ha riportato il quotidiano libanese Al Akhbar.

Una settimana fa è stata pubblicata su vari social network una foto di un gruppo di giovani in uniforme che portano il simbolo del partito comunista libanese.

Un recente incontro di questa forza politica è stato dedicato alle questioni della sicurezza nazionale e della stabilità del Libano, ritenuto minacciato  sia da «l’aggressione di organizzazioni terroristiche in vaste aree del confine orientale del Libano da una parte, e sia dalle minacce di aggressione sionista sul territorio del sud.

«L’Ufficio politico ha annunciato che le organizzazioni del partito e della città e villaggi del nord della Bekaa e in alcune regioni del Sud hanno iniziato a mobilitarsi per combattere le organizzazioni terroristiche».

Da parte sua, il segretario generale del partito, Khalid Hadadi, ha dichiarato ad Al-Akhbar che ” come abbiamo preso le armi contro Israele,  faremo lo stesso contro i terroristi

Hadadi ha fatto appello ai comunisti «per proseguire i loro sforzi, aumentando il suo stato di allerta e di lavoro, al fine di garantire le migliori condizioni possibili per resistere all’aggressione delle organizzazioni terroristiche contro il nostro popolo e difendere il suolo della patria». Egli ha anche evidenziato che «il rischio posto dalle organizzazioni terroristiche in Libano è simile a quello dei sionisti».

Egli ha osservato, inoltre, che «il popolo della Bekaa continua a lavorare per evitare qualsiasi conflitto confessionale e continua a dare una lezione di patriottismo».

Hadadi ha spiegato che i comunisti discutono di «misure a sostegno del popolo e dell’esercito libanese», che comprenderebbero una “piena mobilitazione politica o addirittura militare” contro il pericolo rappresentato dai terroristi takfiri. Infine, Hadadi ha sottolineato l’importanza di offrire ai residenti le armi e l’addestramento necessario per la difesa contro i terroristi.

[Trad dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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