Nasrallah: Hezbollah determinato a eliminare l’Isis

da al manar

Il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha annunciato l’inizio della guerra contro l’Isis, Daesh in arabo, nel Libano. «Siamo determinati a eliminare la presenza di takfirista sul confine libanese», ha assicurato.

Sayyed Nasrallah ha parlato a margine di un discorso tenuto oggi in una conferenza incentrata sulla ristrutturazione e la giurisprudenza intellettuale con l’Ayatollah Sayed Ali Khamenei, leader supremo della rivoluzione islamica in Iran.

Per Sayyed Nasrallah, il paese ha bisogno di un leader intellettuale come l’Ayatollah Sayed Ali Khamenei, noto per la sua competenza in tutti i campi, per far fronte alle sfide culturali che ci troviamo ad affrontare.

I punti principali del suo discorso:

In primo luogo, vorrei salutare i fratelli e le sorelle che partecipano alla conferenza. Durante questo discorso vorrei parlare sui diversi aspetti della personalità di Grande Ayatollah Sayed Ali Khamenei, e in pochi minuti informarvi sugli ultimi sviluppi nel Qalamoun (confine siro-libanese).

Durante gli ultimi giorni, abbiamo assistito a grandi successi nel Qalamoun. Posso dire che le cime delle montagne nella regione sono nelle mani dell’esercito siriano e dei combattenti della Resistenza islamica (Hezbollah).

La guerra è iniziata

La guerra contro Daesh in Qalamoun e la catena montuosa orientale (Libano) ha avuto inizio. Sono stati loro che hanno iniziato, ma siamo determinati a continuare la lotta fino a quando ci sarà l’annientamento della presenza takfirista cancerogena lungo i nostri confini, qualunque siano i sacrifici.

Ieri, centinaia di appartenenti all’Isis hanno attaccato diverse posizioni di Hezbollah nel Jurd Ras Baalbek. Hanno pensato che questo fronte sarebbe stato tranquillo e hanno voluto lanciare questo attacco improvviso per occupare le nostre basi e catturare posizioni critiche sul confine, contribuendo ad ampliare la loro presenza nella regione.

Il Mujahideen hanno combattuto con coraggio e con coraggio hanno respinto l’attacco, uccidendo decine di Daeshisti, mentre altri sono fuggiti senza riuscire a portare con loro i corpi dei loro amici lasciati sul campo di battaglia. La resistenza ha a sua volta offerto con orgoglio molti martiri in questa battaglia.

E poi, Aarsal, dove il Fronte Al-Nusra ha subito una grande perdita dai combattenti di Hezbollah. Alcuni media cercano invano di sollevare il morale della milizia Al-Nusra, che è stati sconfitta.

Annunciamo la nostra determinazione a respingere tutti i takfiri dai nostri confini e intorno ai nostri villaggi. E vi assicuro che il loro destino è rivolto alla sconfitta.

É una questione di tempo, non abbiamo fretta, lavoriamo serenamente per raggiungere tale obiettivo e lo scopo.

Chiunque ha la volontà e la fiducia di occuparsi di tali mujahideen, egli non aspira che alla vittoria finale, insha’Allah.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Filmmaker inglesi chiedono di bloccare il cine-festival israeliano

da hispantv

Più di 40 registi e artisti inglesi chiedono che le sale cinematografiche fermino le proiezioni dei film israeliani a causa delle politiche adottate dal regime usurpatore contro i territori palestinesi.

Come riporta il The Guardian, i registi britannici hanno fatto un appello, attraverso una lettera, nel quale si chiede alle catene dei cinema, in tutto il Regno Unito, di cessare le loro proiezioni per il festival del cinema israeliano che si apre questa settimana.

«Questi cinema ignorano l’invito del 2004 da parte della società civile palestinese in merito alle sanzioni contro (il regime) Israele fino a quando non rispetta il diritto internazionale e finisca di allontanare illegalmente i palestinesi, la discriminazione nei loro confronti e l’occupazione delle loro terre», si legge nella lettera firmata da più di quaranta artisti e registi.

Il Festival del Cinema e della Televisione di Londra e Israele si aprirà con una serata di gala presso sala Bafta, domani. Le proiezioni sono in programma anche in altri sale, tra le quali Curzon Soho e Odeon Swiss Cottage, a Londra, secondo quanto riporta The Guardian.

Nella lettera si sostiene, inoltre, che poiché i film sono finanziati dal regime israeliano, attraverso la sua ambasciata a Londra, i cinema sono tacitamente compiacenti, politicamente, di questo regime.

«Questi cinema diventano complici silenziosi della violenza inflitta alla popolazione palestinese», si legge ancora nella lettera, aggiungendo che «questa collaborazione e cooperazione è inaccettabile. È assodato, comunque, che consapevolmente il regime di Tel Aviv ha fatto una violenta oppressione, sistematica e illegale sui palestinesi».

Infine, nella lettera, si precisa che l’intenzione non è di soffocare le voci dei singoli registi, ma di «rifiutare la partecipazione e il sostegno finanziario del regime israeliano».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Israele: Vice Presidente Knesset accusato di narcotraffico

da al manar

Il vice Presidente della Knesset, il parlamento israeliano, Oren Hazan, oggi si trova a dover affrontare le accuse di sfruttamento della prostituzione e traffico di droga. La notizia è stata diffusa da un canale televisivo privato israeliano.

«Ho informato il parlamentare Oren Hazan che per il momento non posso forse permettergli di condurre le sessioni plenarie, nella speranza che riesca a essere libero da ogni sospetto», ha detto ai giornalisti il ​​presidente del parlamento Yuli Edelstein.

«Data l’atmosfera pubblica corrente è impossibile per motivi etici, non penali, fargli dirigere la discussione», ha aggiunto Edelstein.

Hazan era il direttore di un casinò in Bulgaria e secondo il rapporto inserito, tra le sue funzioni c’erano quelle di fornire prostitute ai clienti facoltosi, una pratica comune in quei luoghi, e le sostanze stupefacenti.

Entrambi i parlamentari sono membri della coalizione Likud, del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha vinto le elezioni lo scorso marzo per un soffio dopo una feroce campagna elettorale che si è basata sull’opposizione alla creazione di uno Stato palestinese indipendente.

Da parte sua, Hazan ha negato le accuse e ha minacciato di citare in giudizio l’amministrazione di Canale 2; il suo medico personale ha spiegato ai giornalisti che Hazan soffre di una malattia, non specificando quale, che gli impedisce l’utilizzo di sostanze stupefacenti illegali.

In Israele, le accuse di corruzione sono comuni, alla fine del mese scorso l’ex primo ministro israeliano, Ehud Olmert è stato condannato a otto mesi di carcere per reati di corruzione commessi quando era sindaco di Gerusalemme occupata, Al Quds.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(Video) González a Caracas per organizzare un nuovo colpo di stato?

da lantidiplomatico.it

Il presidente venezuelano Maduro ha annunciato che chiederà spiegazioni formali alla Colombia per la partenza dell’ex primo ministro spagnolo Felipe González da Caracas su un aereo della Air Force colombiano assegnato alla presidenza di quel paese. «Purtroppo sono rimasto sorpreso nell’apprendere che un aereo della Air Force colombiana assegnata alla Presidenza della Repubblica di Colombia è venuto a prenderlo». Lo riporta Telesur.
 
Il presidente del governo spagnolo è giunto a Caracas per sostenere l’opposizione dell’estrema destra del paese in vista delle prossime elezioni parlamentari. «E’ chiaro che esiste un asse anti-venezuelano: Madrid, Bogotà, Miami abbiamo abbastanza esempi di come questo asse si muove e il signor Felipe è uno dei coordinatori della campagna contro il Venezuela», ha proseguito Maduro, che ha anche sottolineato come non abbia lasciato un buon ricordo tra i suoi concittadini dopo i suoi anni di governo ed ha fallito nel suo tentativo di creare una nuova sommossa.
 
Il ministro degli Esteri del Venezuela, Delcy Rodriguez terrà un incontro con l’ambasciatore di Colombia in Venezuela per chiedere spiegazioni per quanto accaduto. Da parte sua, il governo colombiano ha dichiarato che il presidente Juan Manuel Santos ha autorizzato il trasferimento dell’ex presidente del governo spagnolo a Bogota da Caracas.
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Massacro di Palmyra: il reportage di Robert Fisk

da the independent

Il giornalista britannico Robert Fisk ha realizzato un reportage sugli abitanti di Tadmor, città siriana nel governatorato di Homs, nota con il nome di Palmyra, vittima nell’ultimo mese dell’invasione della milizia wahhabita takfirista Isis, Daesh in arabo.

È sorprendente che i media internazionali siano interessati solo ai monumenti. Fisk ha visitato la zona per raccogliere le testimonianze dei pochi che sono riusciti a sfuggire agli invasori, nella vicina città di Hayan, che si trova dalle parti dei giacimenti petroliferi e il gas del deserto siriano.

Il reporter racconta che dei 50 operai che lavoravano nello raffineria di petrolio e del gas Assad Sulieman, 25 sono stati uccisi, insieme ad almeno 400 civili – tra cui donne e bambini -. Essi stavano riposando e sono stati portati via dalle loro case. Sono stati semplicemente portati via e uccisi perché erano dipendenti governativi (settore pubblico).

Il direttore dello stabilimento ha rivelato che lui e i suoi collaboratori sono stati oggetto di minacce telefoniche da parte dei terroristi.

Egli è il fratello di un ingegnere petrolifero che Fisk ha incontrato a condizione di anonimato, ed è stato lui che ha raccolto le immagini dei corpi decapitati

Secondo Fisk, alcune foto sono troppo orribili per essere pubblicate, mostrano teste separate dai corpi contorti e il sangue che scorre a fiotti lungo la strada.

«Daesh ha costretto la gente a vedere i corpi nelle strade, rimossi dopo tre giorni. Si è dovuto attendere il loro permesso per raccogliere i corpi e seppellirli», ha detto l’ingegnere.

Inoltre, ha riferito che la sua famiglia gli ha parlato di due uomini Daesh che hanno ucciso tre infermieri, uno nella sua casa, un altro nella casa di suo zio, un terzo per la strada. «Forse perché avevano aiutato l’esercito [come infermieri]. Si diceva che erano stati decapitati, ma mio fratello ha detto che sono stati uccisi con una pallottola alla testa», ha aggiunto.

Si parla anche di persone che mettendosi in fuga frettolosamente sono rimaste uccise quando le loro auto sono passate sugli esplosivi piazzati dai terroristi nelle strade. Tra i morti, un generale siriano in pensione della famiglia al-Daas e sua moglie, un farmacista di 40 anni, e suo figlio di 12 anni. Secondo i rapporti successivi, sono avvenute esecuzioni anche nell’antico Teatro Romano, nel cuore dei resti dell’antica Palmyra.

Il giornalista britannico ha anche incontrato l’uomo che conosce meglio i pericoli della guerra in Siria, il generale Fouad.

Questo Ufficiale di carriera ha registrato la sua più grande vittoria sui ribelli in una montagna vicina, suo figlio è stato ucciso combattendo a Homs, ha confidato di aver sentito un “grande shock” quando Tadmor è caduta. Ha spiegato che i soldati che hanno combattuto molto tempo fa per difendere la città non si aspettavnoa un attacco di una tale forza. Secondo altri militari – non il generale – l’Isis in quel momento si è mosso su un ampio fronte di 75 km, che ha travolto l’esercito.

“Non andranno oltre,”, ha affermato Generale Fouad. «Li abbiamo spinti dietro quando hanno attaccato tre siti minerari lo scorso anno. I nostri soldati hanno preso e cercato alcuni nei loro covi nella montagna Shaer. Abbiamo trovato documenti sui nostri impianti di produzione, abbiamo trovato libri religiosi takfiri. E abbiamo trovato biancheria».

Fisk ha riferito di un problema che assilla il generale, così come quasi tutti gli ufficiali siriani che ha incontrato nel deserto e tutti i civili: «Gli americani che dicono di voler distruggere l’Isis sapevano bene, grazie ai loro satelliti, come migliaia di uomini armati si ammassavano per attaccare Palmyra. Perché non mettere in guardia i siriani? E anche se a Washington non piace Assad, perché non li hanno bombardati? Eppure erano un facile bersaglio per la forza aerea degli Stati Uniti nei giorni precedenti l’attacco a Palmyra. È una questione alla quale un giorno si dovrà dare una risposta».

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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