Venezuela: decretato aumento del 30% per salari e pensioni

presidente0205151da laiguana.tv

Con l’aumento del 30% al salario minimo decretato venerdì 1 maggio dal Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, la variazione di tale indice si attesta al 52% rispetto al dato registrato all’inizio di quest’anno.

Bisogna ricordare che il salario minimo è stato incrementato del 15% nello scorso mese di novembre, aumento entrato in vigore a dicembre, che ha portato i salari a quota 4.889,11 bolívares. Successivamente, nel mese di febbraio, si è stabilito un ulteriore aumento del 20%.

Dopo l’annuncio del presidente, il salario minimo mensile ricevuto dai lavoratori sarà di 7.421,6 bolívares, il che significa un aumento del 52% in appena un semestre.

L’incremento, come annunciato da Maduro, sarà scaglionato in due tranches: il 20% a partire dal 1 di maggio, e il restante 10% nel mese di luglio. Vale a dire, un salario di 6.746,97 bolívares a maggio, mentre nel mese di luglio la cifra sarà di 7.421,6 bolívares. A questi aumenti deve essere aggiunta la quota riguardante i buoni alimentari, che oscilla tra i 2.300 e i 3.375 bolívares.

La difesa della classe lavoratrice da parte del governo bolivariano, guidato da Nicolás Maduro, si traduce in cifre concrete.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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(Video) Sempre più dura la protesta degli ebrei etiopi in Israele

da al manar

Pesanti scontri sono scoppiati, giovedì scorso, nel centro di Gerusalemme occupata fra la polizia israeliana e circa 2.000 ebrei di origine etiope che ha dimostrato contro il razzismo della polizia, come ha riportato un reporter dell’AFP.

I manifestanti hanno percorso la principale arteria commerciale della città e si sono avvicinati alla residenza del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo aver bloccato una strada che partiva dal quartier generale della polizia.

La polizia si è schierata in massa per bloccare i manifestanti con l’aiuto dei cannoni ad acqua.

Le forze di sicurezza hanno anche sparato gas lacrimogeni, come ha indicato un portavoce della polizia, aggiungendo che tre poliziotti sono stati feriti dal lancio di pietre e bottiglie. Due manifestanti sono stati arrestati.

La radio pubblica ha riferito, nel frattempo, che 10 manifestanti sono stati leggermente feriti.

I manifestanti hanno voluto, con la loro protesta, mostrare gli incidenti che coinvolgono la polizia e i membri della comunità.

«Stop alla violenza della polizia contro gli ebrei neri», lo slogan dei dimostranti.

«A quanto pare, per le strade di Israele, dobbiamo essere bruciati, come a Baltimora, così qualcuno si sveglia finalmente. Il regime dell’ apartheid è tornato, questa volta nel XXI secolo in Israele», ha dichiarato Gadi Yevarkan, capo del Congresso per l’Uguaglianza degli etiopi ebrei.

Un video pubblicato sul web di recente mostra due poliziotti che picchiano un soldato di origine etiope, Damas Pakada, in uniforme militare a Holon, vicino Tel Aviv. Il video è stato ampiamente riportato nei siti web israeliani. Ciò ha portato alle accuse degli ebrei etiopi, i quali denunciano come la polizia israeliana ha diritto di picchiare un nero senza essere ritenuta responsabile.

Più di 120.000 ebrei di origine etiope vivono nella Palestina occupata.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

 

Siria: opposizione “moderata” made in USA si unisce ad Al-Qaeda

da hispantv

Con il pretesto di addestrare l’opposizione siriana armata, gli Stati Uniti hanno iniziato segretamente a sostenere le brigate che combattono con il gruppo terroristico di Al Qaeda contro il governo di Damasco.

Secondo un rapporto pubblicato, lo scorso 30 aprile, dalla rivista Newsweekdue di questi gruppi, quali la Divisione 13 e Fursan al-Haq, che di recente hanno guadagnato terreno nel nord della Siria, insieme all’autodeterminato “Esercito di Fatah”, hanno creato un’alleanza che comprende anche Al-Nusra (ramo di Al-Qaeda in Siria) come Ahrar al-Sham.

La relazione rileva, inoltre, che Abu Khaled al-Soury, uno dei fondatori di Ahrar al-Sham, combatté al fianco dell’ex leader di Al-Qaeda, Osama Bin Laden, e ha mantenuto stretti rapporti con l’attuale leader del gruppo terroristico, Ayman al Zawahiri.

Tuttavia, come hanno dimostrato alcuni membri di questi gruppi, la Divisione 13 e Fursan al-Haq non condividono una struttura di comando congiunto con gli altre formazioni  e ricevono, segretamente, il sostegno della CIA.

Nel frattempo, la relazione sottolinea la possibilità della comparsa di divergenze interne tra questi gruppi, se riprendono più regioni in Siria, e riconosce i fallimenti di alcuni dei gruppi terroristici sostenuti dagli Stati Uniti quando si tratta di combattere il Presidente siriano Bashar al-Assad.

A questo proposito, cita le dichiarazioni fatte da Mazin Qusum, comandante della Brigata Siham al-Haqq, che dalla città turca di Reyhanli cita il caso di Hazzam e, in particolare, di una brigata ribelle alla quale gli Stati Uniti hanno fornito armi anticarro, comunque, eliminata dal Fronte al-Nusra.

Nelle dichiarazioni di Abu Hamoud, un comandante della Divisione 13, si sottolinea che il coordinamento tra la Brigata e il Fronte Al-Nusra non può essere tradotto in una alleanza.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

America Latina, Cina e Stati Uniti

usa_cina_sudamericada marx21.it

La guerra propagandistica scatenata dagli Stati Uniti contro la Cina ha raggiunto livelli senza precedenti in America Latina. I nordamericani stanno usando ogni mezzo di cui dispongono a tale scopo, tra cui centinaia di canali televisivi, migliaia di emittenti radio e video che parlano della “minaccia cinese”. Giornalisti marionette sono regolarmente utilizzati per far circolare falsità abilmente preparate. Con grande enfasi gli “ecologisti” si dicono preoccupati per i piani di costruzione del Canale del Nicaragua e per il progetto comune Venezuela-Cina per l’estrazione dell’oro nel Parco Nazionale del Venezuela. Un rapido sguardo è sufficiente per individuare con precisione la fonte di queste valutazioni che circolano nell’emisfero occidentale dal Messico al Cile.
Il Canale del Nicaragua è un buon esempio del successo ottenuto da Pechino nell’attuazione della sua strategia latinoamericana. La nuova via d’acqua è realmente importante per il trasporto delle risorse minerali e del petrolio venezuelano dall’America Centrale e del Sud. Gli USA hanno lanciato una campagna per bloccare il progetto. L’impresario cinese, Wang Jing, che dirige il progetto Grande Canale Interoceanico del Nicaragua, è additato come un arrivista incompetente. Si stanno diffondendo voci che insinuano che il canale è condannato al fallimento in quanto mancante di uno studio sulla fattibilità economica. Nonostante ciò, la costruzione è iniziata nel dicembre scorso. Gli Stati Uniti hanno risposto lanciando l’operazione per sabotare il progetto. Gli esperti credono che le attività destinate a minare la costruzione della via acquatica si intensificheranno nel 2016, anno delle elezioni in Nicaragua. Washington è contro Daniel Ortega e i sandinisti. Possiamo essere sicuri al cento per cento che ci sarà un altro tentativo di rivoluzione colorata in America Latina.

Washington percepisce la crescente presenza cinese nella regione come una grande sfida geopolitica, una minaccia alla sua sicurezza nazionale. Il presidente Obama parla continuamente del presunto “eccezionalismo americano”, ma tutti i tentativi degli Stati Uniti di ridisegnare la mappa mondiale sono finiti nel sangue, nelle città devastate e nella distruzione di stati con culture millenarie. L’America Latina percepisce gli Stati Uniti come un impero, una forza ostile, egoista e amorale che può essere contrastata solo rafforzando il processo di integrazione regionale e lo sviluppo delle capacità militari. E’ per questo che l’America Latina promuove le relazioni con altri centri di potere nel mondo. Pechino valuta correttamente la situazione. L’America Latina si sta allontanando dagli Stati Uniti. Gli attuali politici cinesi sono pragmatici; conoscono bene il continente e specialmente le caratteristiche della situazione latinoamericana. Washington non potrebbe offrire nulla in cambio per bilanciare la promettente prospettiva di collaborazione con la Cina. Nel 2000-2013 l’interscambio commerciale tra America Latina e Cina ha aumentato il suo volume di 22 volte. Ciò ha trasformato la Cina nel principale partner commerciale di Brasile, Argentina, Venezuela e Perù. Nel 2014 l’interscambio commerciale con ognuno di questi paesi ha superato il commercio bilaterale con gli Stati Uniti. Le banche cinesi hanno aumentato i loro investimenti nella regione del 70% in un contesto di uscita del capitale statunitense. Non è un caso che molti stati latinoamericani considerino la Cina come un partner privilegiato. La Cina aderisce ai principi di uguaglianza e mutuo vantaggio con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo economico degli stati latinoamericani.

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(FOTO) Siria: 1 maggio 2015

di Francesco Guadagni

In Siria, le celebrazioni per la Giornata Internazionale dei lavoratori hanno avuto il loro epicentro ad Homs, città simbolo della voglia di rinascita dopo le distruzioni, i massacri inferti alla Siria dal marzo 2011, dalle bande terroriste finanziate, addestrate e armate da USA, NATO, Israele e Monarchie del Golfo.

Ieri, migliaia di lavoratori e lavoratrici, donne, studenti, esponenti dei partiti dei sindacate e delle istituzioni hanno attraversato le strade di Homs, passando per i luoghi dove i terroristi hanno seminato morte e distruzione e che ora, grazie alla volontà del popolo siriano, ritornano gradualmente verso la normalità.

I manifestanti hanno ribadito il loro appoggio al Presidente Bashar Al Assad e il sostegno all’esercito arabo siriano nella lotta al terrorismo.

Le celebrazioni del 1 Maggio in Siria proseguiranno con altre iniziative.

Un’ulteriore prova per ribadire la Fermezza e la Resistenza del popolo siriano di fronte all’attacco imperialista e sionista.

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