1° Maggio 2015, il Saluto del Pc Siriano Unito

da an-nour.com

Dichiarazione del Partito Comunista siriano unito in occasione del Primo Maggio, Festa Internazionale dei Lavoratori.

Gloria alla classe operaia siriana per il sacrificio e la costruzione di una progressiva e democratica Siria ostile ad ogni forma di sfruttamento di classe.

Oggi 1 maggio i lavoratori di tutto il mondo stanno per esprimere il loro apprezzamento ai martiri della rivolta operaia di Chicago, scoppiata nel 1886 e per ciascuno dei caduti nei campi della lotta contro le varie forme di sfruttamento e colonialismo, per la libertà, la dignità e la giustizia sociale e la pace nel mondo, e per confermare la determinazione dei lavoratori, del popolo e le forze Progressive nazionali nel continuare a lavorare e lottare per un futuro migliore dove si annulla ogni forma di dominio coloniale e l’aggressività delle guerre imperialiste sotto la bandiera della lotta con i maestri della classe operaia mondiale, Karl Marx e Friedrich Angeles:

 Proletari di tutto il mondo unitevi!

La Classe operaia siriana ha svolto un doppio ruolo storico, dal momento che ha condotto una campagna per migliorare i salari e la riduzione dell’orario di lavoro, la sicurezza sociale e la sanità, e difendere i suoi diritti attraverso la sua alleanza con i contadini e il resto dei proletari.

La classe operaia siriana ha sempre associato la sua lotta con la lotta nazionale e la difesa della patria di fronte all’imperialismo e al sionismo, ed ha contribuito con entusiasmo nella costruzione di base e delle infrastrutture economiche degli edifici in Siria, e ha costituito la base per un’economia nazionale indipendente.

Cari compagni

La Siria torna oggi torna ad essere, oggi,l’avanguardia del movimento di liberazione arabo e internazionale, mentre affronta l’invasione terrorista voluta dagli Stati Uniti e dall’entità sionista e dei loro partner europei e del Golfo e dai neo-ottomani per rovesciare lo stato siriano ostile ai loro piani, e tutte le conquiste del lavoro siriano in decenni, e le conquiste dei lavoratori per cui hanno lottato a lungo .Questa guerra ha inflitto al nostro popolo ed ai nostri lavoratori grandi disastri umanitari, hanno portato alla distruzione infrastrutture sociali ed economiche e minato gran parte di ciò che abbiamo realizzato con il sudore dei nostri lavoratori e gli sforzi del nostro personale e dei sacrifici del nostro popolo. La resistenza di fronte al terrorismo, ci porta a serrare i ranghi e restare uniti il doppio della fatica e il lavoro per guarire la ferita sanguinante della nazione e per riaffermare la correlazione tra lotta di classe e lotta nazionale.

Cari compagni

Il Partito Comunista Siriano unito è il partito della classe operaia e di tutti i proletari, è orgoglioso della lotta dei comunisti siriani che da più di novanta anni combatte  per gli interessi dei lavoratori siriani, saluta i lavoratori siriani e stringe le oro mani, e apprezza il loro ruolo di fronte alle molteplici forme di aggressione affrontate dal nostro Paese, e sta vicino alla nostra classe operaia, al fine di realizzare le loro legittime richieste: un salario equo, e una generale previdenza sociale,  lavoro e casa per tutti e per mantenere i loro diritti acquisiti, e la lotta contro la corruzione e contro l’ aumento dei prezzi, e promette il proseguimento della lotta a fianco della Federazione generale dei sindacati, al fine di:

  1. Identificare una chiara identità per l’economia nazionale e riuscire a raggiungere uno sviluppo economico e sociale globale equilibrato dove non c’è posto per le politiche neoliberiste o un’economia di libero mercato.

  2. mantenere il settore pubblico come simbolo di sovranità nazionale che si è rivelata essere un supporto per la Siria e l’immunità, soprattutto nei momenti difficili, e il processo per un Futuro migliore e lavorare sullo sviluppo e liberandolo dai risvolti negativi subiti.

    3.  lavorare per essere un progetto di ricostruzione e un progetto nazionale.

  1. La difesa dei lavoratori e dei loro diritti, in particolare, i lavoratori del settore privato, ci sia un ambiente legislativo a sostegno dell’autorità del potere giudiziario e stabilisca i controlli per i licenziamenti arbitrari, garantisca il diritto di contenzioso, tuteli e libertà e i diritti sindacali conservati organizzazione costituzionalmente indipendente, incluso il diritto di manifestazione pacifica in difesa dei loro diritti.

  2. Risolvere  la situazione dei lavoratori martiri, feriti, dei rapiti e di quelli licenziati dal servizio, al fine di garantire che non ci sia nessun spostamento delle loro famiglie e che mantengano i loro diritti acquisiti.

Noi del Partito comunista siriano unito affermiamo che stiamo con la classe operaia e il movimento sindacale unito, sotto la guida della Federazione Generale dei Sindacati, per organizzare le esigenze della classe operaia, rinnovando le nostre richieste di colpire con il pugno di ferro i commercianti che sfruttano le sofferenze delle masse popolari, approfittando dei bisogni della propria patria  per accumulare ricchezze. Un fatto altrettanto grave così come il terrorismo che uccide il nostro popolo e distrugge la nostra patria.

Gloria alla classe operaia siriana che ha sacrificato in passato ed ancora oggi si  sacrifica per una Siria patriottica, democratica, progressista anti -imperialista ed anti sionista contro tutte le forme di sfruttamento di classe. Un saluto alla resistenza del popolo siriano di fronte al terrorismo

Un saluto ai martiri della patria e della classe operaia.

Viva il primo maggio!

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Laila Mousa]

Stato Spagnolo: pagato per vincolare Chávez-PODEMOS

da actualidad.rt.com

«Mi hanno proposto un assegno di quattro cifre”, afferma Santiago Donaire, fotocronista spagnolo, «Mi avrebbero dato molti soldi se avessi trovato prove che avrebbero vincolato Chávez e PODEMOS»

 27apr2015.- «Perché tutto deve essere bianco o nero?» si domanda un fotocronista spagnolo che, da ormai tre anni, lavora a Caracas, mentre interpreta l’approccio con il quale si vuole presentare il Venezuela nei mass-media spagnoli.

«Quando in Spagna si parla del Venezuela, tutto deve essere bianco o nero», ha affermato Santiago Donaire. Ha raccontato che il suo lavoro per alcuni mezzi spagnoli ed europei consiste in «una costante battaglia per non accettare di dire quello che ti ordinano, ma di raccontare quello che realmente sta accadendo».

Il fotocronista ha aggiunto che in mezzo a questa battaglia ha ricevuto delle proposte che mettevano in dubbio l’etica e la professionalità di alcuni mass-media spagnoli. «Mi hanno offerto moltissimo denaro per elaborare dei reportage mezzo assemblati o mezzo manipolati al fine di stabilire una relazione diretta tra il governo venezuelano e PODEMOS, a partire da prove che non esistono», ha evidenziato Donaire.

«Mi hanno proposto un assegno di quattro cifre, dicendomi che se avessi trovato – “frugato”, sono state le parole testuali -, un documento che dimostra il finanziamento illegale di PODEMOS da parte del governo del Venezuela, mi avrebbero pagato profumatamente. È una mancanza di etica l’infantilismo di chi pensa che esista un documento nel quale si affermi: «Io, Hugo Chávez, verso questa cifra a PODEMOS».

Nello stesso tempo Doanire ha raccontato che la crisi economica è stata la causa che l’ha spinto a uscire dal suo paese. Vista la situazione attuale, considera che per lui e i suoi colleghi, lavorare in Spagna è diventato un obiettivo impossibile. «Non è una conclusione pessimista ma realista», commenta.

Per quanto concerne la situazione del Venezuela, afferma che richiede un’analisi più approfondita e non si può «giudicare allegramente una realtà lontana 8.000 chilometri». Nel frattempo ha aggiunto che evita di parteggiare su alcuni dei parametri con i quali si osserva il Venezuela. «Perché tutto deve essere bianco o nero?», si domanda.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione da Vincenzo Paglione]

Celac: l’Agenda 2020 al centro del dibattito in Ecuador

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I ministri degli Esteri dei 33 paesi membri discuteranno i cinque temi al centro dell’agenda regionale

I ministri degli Esteri della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) si incontreranno il prossimo martedì a Quito, la capitale dell’Ecuador, per discutere i temi della cosiddetta Agenda per il 2020.

Il ministero degli Esteri ecuadoriano ha precisato che i ministri degli Esteri dei 33 paesi che compongono l’organismo analizzeranno il documento all’ordine del giorno del blocco regionale fino al 2020.

Il testo in discussione includerà le cinque aree di lavoro proposte dai presidenti pro-tempore dell’organismo per il 2014 e il 2015. I presidenti di Costa Rica ed Ecuador.

Gli obiettivi vertono su temi come: Riduzione della Povertà e della Disuguaglianza; Educazione, scienza, tecnologia e innovazione; Ambiente e cambiamenti climatici; Infrastrutture e connettività; Finanziamenti per lo sviluppo.

I ministri degli Esteri discuteranno anche riguardo le relazioni intercorrenti tra la CELAC e nazioni come la Russia, l’India, la Turchia e il Giappone, tra le altre; valuteranno inoltre i rapporti con l’Unione Europea, con la quale è in programma un vertice che si terrà nei giorni 10 e 11 di giugno a Bruxelles, in Belgio.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Siria: aleviti vittime del terrorismo

da hispantv

La stampa mondiale ha riferito che il progresso della gruppi takfiri in Siria ha provocato l’uccisione di centinaia di membri delle minoranze religiose, fra le quali quella degli aleviti.

Almeno 35 siriani di etnia turkmena e di fede Alevita, sono stati uccisi in questi giorni da parte dei membri del gruppo terroristico di Al-Nusra, che fa parte di Al-Qaeda. Questo è ciò che un gruppo di giovani turchi ha denunciato, tentando di riportare all’attenzione del mondo quello che credono sia una nuova tragedia che si sta consumando in Siria.

Le uccisioni sono avvenute pochi giorni fa, a Istebrak, un piccolo paese alevita-turkmeno nella provincia siriana di Idlib, vicino al confine turco. Data la politica del governo turco che appoggia i gruppi armati che cercano di rovesciare il governo del presidente siriano Bashar al-Assad, questi manifestanti accusano Ankara di essere dietro questo nuovo massacro.

Inoltre, il culto degli aleviti non è riconosciuto dal governo turco. Date la presenza del gruppo terroristico Isis, (Daesh in arabo) in Turchia, gli aleviti turchi temono di essere le prossime vittime.

Gli aleviti hanno subito vari massacri  nel corso dei secoli per mano di coloro che li definivano “infedeli”. Il più recente è avvenuto venti anni fa.

Il gruppo terroristico Daesh, e altre organizzazioni takfire, come un rullo compressore, stanno distruggendo tutte le minoranze religiose e culturali nel Medio Oriente. Il grande pericolo è che in pochi anni, non ci sarà nessuna traccia di quella ricchezza culturale e religiosa che un tempo caratterizzava la regione.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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Il drone, ovvero il ritorno di Enrico VIII

A drone designed and constructed by Concepcion University and the Chilean army is seen during a flight test at Concepcion citydi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

L’uccisione nel gennaio scorso dell’ostaggio italiano Giovanni Lo Porto in seguito un attacco di un drone statunitense al confine tra Afghanistan e Pakistan ha reso ancora una volta evidente che il rapporto tra Roma e Washington è quello che intercorre tra il centro dell’Impero (un poco ammaccato e in discussione) e una colonia periferica, abituata da qualche lustro all’assoluta obbedienza e subito pronta a sollevare dalle responsabilità l’imperatore: «è colpa dei terroristi che li hanno usati come scudi umani», ha subito precisato il ministro Pinotti.

Non un minimo accenno è stato fatto per mettere in discussione – condannare sarebbe troppo! – la pratica omicida e illegale delle uccisioni mirate tramite invio di droni. Mirate sino ad un certo punto, visto che la morte dell’ostaggio italiano – e con lui di quello statunitense – dimostra che ogni attacco può causare l’uccisione di innocenti. Secondo uno studio della sorosiana Open Society Foundation sono circa 2.000 le persone uccise in Pakistan dai droni Usa e tra queste molte sono civili.

Nel 2013, in occasione della presentazione di un rapporto di Amnesty International sull’argomento, il ricercatore pakistano Mustafa Qadri ha dichiarato che «Grazie alla segretezza che avvolge il programma sui droni, l’amministrazione Usa ha licenza di uccidere senza controllo giudiziario e in violazione degli standard basilari sui diritti umani. È giunto il momento che gli Usa rendano noto il programma e chiamino a rispondere i responsabili delle violazioni dei diritti umani». Le azioni esaminate dal rapporto – 45 nel periodo compreso tra il gennaio 2012 e l’agosto 2013 nel solo Nord Waziristan – hanno lasciato sul terreno numerosi innocenti, per nulla collegati ad azioni o progetti terroristici. Basta un esempio: nel luglio del 2012  – si legge – «18 braccianti, tra cui un ragazzo di 14 anni, sono stati uccisi in un attacco multiplo contro un povero villaggio situato nei pressi della frontiera con l’Afghanistan. Stavano per cenare, al termine di una dura giornata di lavoro».

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Venezuela sin hambre y sin analfabetos

por Luis Britto García

1

El capitalismo invierte en negocios, el socialismo en la gente.  La inversión social con respecto al PIB era de 11,3% en 1998, y casi se duplica elevándose al 19,2% en 2013. Dicha inversión social con respecto al Ingreso Nacional era del 37,2% en 1988, y para 2013 asciende al 60,7%. El gobierno  ataca la pobreza coyuntural y estructural mediante el Sistema Nacional de Misiones y Grandes Misiones, establecido en agosto de 2013 para  satisfacer necesidades de empleo, salud, educación, vivienda y mejoramiento del hábitat con el apoyo de organizaciones del Poder Popular

2

Para 1998 el 21% de la población padecía de subnutrición. Entre 1999 y 2001, cuatro millones de personas sufrían de hambre en el país. Para 2014 la subnutrición disminuye  19 puntos, y sólo aqueja al 3,37% de la población, superando ampliamente la Meta del Milenio de 5%. El 95,4% de los Venezolanos comen 3 y más veces al día. Más de 4 millones de niños y niñas consumen dos comidas y una merienda en las escuelas Bolivarianas. 900 mil personas reciben al menos una comida  diaria en 6.000 casas de alimentación. Según la Encuesta Nacional de Consumo de Alimentos, los venezolanos están consumiendo en promedio 2.285 Kcal diarias. En 2014 se ajustó el Ticket de alimentación a la Unidad Tributaria máxima, es decir de 0,50 U.T a 0,75 U.T, por día laboral. De acuerdo con la Organización de las Naciones Unidas para la Alimentación y la Agricultura (FAO), en Venezuela 4.717.372 personas han dejado de padecer hambre. Estos resultados han sido autenticados por la FAO, y sin embargo un diario de circulación nacional miente el 23 de abril de 2015 en primera plana que  “80 de cada cien venezolanos no pueden comer completo”. Por el contrario, la mejora alimenticia determina que un 37% de los venezolanos presenten sobrepeso.

3

En la Venezuela actual la tasa de alfabetización es de 98,8%  para ciudadanos entre 15 y 24 años, lo cual significa la erradicación del analfabetismo, reconocida por la UNESCO. Durante los años escolares 1990-91 a 1999-00 la tasa neta de escolaridad se ubicó en alrededor del 87%. Sólo 70 de cien niños culminaban la educación primaria. Pero la matrícula en primaria para el período escolar 2011-12 se eleva significativamente hasta  92,20%.  Para el período escolar 2005-06 al 2010-12 , 85% de los alumnos  culminaron la educación primaria en el tiempo reglamentario. Al considerar los que culminan este nivel educativo en siete u ocho años, esta proporción se incrementa hasta llegar a 97 de cada 100 niños y niñas. 

4

Entre 1998 y 2014, la política educativa presentó los siguientes resultados:
Aumento de la Matrícula de Educación Inicial de 43% (737.967 personas) al 77% (1.605.391 personas). Aumento de la Matrícula de Educación Primaria de 86% (3.261.343) a 93% (3.473.886). Aumento de la Matrícula de Educación Media de 48% (400.794) a 76% (1.620.583). La Educación Universitaria se incrementó de 862.862 estudiantes el año 2000, a 2.629.312  en 2013. Casi uno de cada diez venezolanos cursa educación superior. En líneas generales, estas cifras indican que uno de cada tres venezolanos está estudiando.

5

La asistencia escolar de personas entre los 3 y 16 años, pasó de 84,4% en 1997/1998 a 91.3% para 2013/2014. Los años de escolaridad promedio de la población de 25 años y más aumentaron de 7,35 años en 1998 a 9,57 en el 2014. En el mismo período, Venezuela creó 16 nuevas universidades de acceso gratuito, entre ellas una de las Artes y otra de la Seguridad.

6

Mejoras educativas mejoran los hábitos culturales. Según encuesta del Centro Nacional del Libro en 2012, el 82% de los venezolanos lee cualquier tipo de materiales;  50,2% de ellos libros, que ahora son abundantes y accesibles, lo cual nos convierte en el tercer país lector de América Latina. En Venezuela funcionan unos 29.000 planteles educativos en las diversas ramas de la educación, en su mayoría públicos y gratuitos. El gobierno ha repartido unos tres millones y medio de Canaimitas, computadoras con los programas educativos incorporados, e instaló wi fi gratuito en todos los planteles públicos. Se levanta una generación cada vez más informada e informatizada, mejor preparada para las pruebas del sabotaje interno y la agresión imperial.

Indagine sui legami tra il ‘Plan Garra’ di Polar e la Black Water statunitense

PLan-Garra-de-Polar-y-Black-Waterda Correo del Orinoco

Diosdado Cabello: «Si tratta dell’impresa terrorista Black Water, che utilizza mercenari al servizio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per condurre operazioni in Siria, Libia, Afghanistan e Iraq, soprattutto per destabilizzare i governi, sostenere invasioni e proteggere gli interessi petroliferi yankee

Le forze di sicurezza dello Stato indagano sui legami che intercorrono tra il cosiddetto ‘Plan Garra’ della venezuelana Polar e una compagnia militare privata statunitense chiamata Black Water, secondo quanto denunciato dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello.

«Un’impresa di stampo terroristico – ha spiegato Cabello – che utilizza mercenari al servizio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per condurre operazioni in Siria, Libia, Afghanistan e Iraq, soprattutto per destabilizzare i governi, sostenere invasioni e proteggere gli interessi petroliferi statunitensi».

Durante il programma Con el Mazo Dando, trasmesso da Venezolana de Televisión, il deputato ha inoltre sottolineato l’inquietante somiglianza tra il logo del ‘Plan Garra’ e quello della Black Water, attualmente conosciuta come Academic.

«Questo è parte della guerra economica. Dietro il ‘Plan Garra’ vi è la volontà di condurre operazioni violente di Guerra Non Convenzionale – ha denunciato Cabello – volte ad attaccare il settore economico produttivo nazionale».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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