Siria, i terroristi si congratulano con Israele per il giorno della Nakba

da hispantv

Il gruppo terroristico Ahrar Siria, ieri, si è congratulato con il regime israeliano per il 67° anniversario dell’occupazione sionista delle terre palestinesi.

Secondo il quotidiano israeliano Maariv, Musa Ahmad al-Nabhan, un alto funzionario dell’ufficio politico del gruppo terrorista ha inviato un messaggio a nome dell’organizzazione, nel quale si congratula con le autorità israeliane per i 67 anni di mantenimento dell’occupazione dei territori palestinesi. Il 23 aprile è considerato il giorno dell’indipendenza del regime Israele.

Nella sua lettera ha anche espresso la speranza che il prossimo anno questa giornata si celebri presso l’ambasciata israeliana a Damasco.

Si noti che, secondo il calendario ebraico, gli israeliani considerano 23 aprile come il giorno della creazione del regime israeliano, mentre, per il calendario gregoriano, è il 15 maggio, giorno della fondazione di questo regime, tuttavia, i palestinesi lo conoscono come la Giornata della Nakba (la catastrofe).

Nel messaggio del gruppo terrorista citato da Maariv, si legge: « A nome mio e per conto del movimento Ahrar Souriyya, mi congratulo con Israele e il suo rispettabile popolo per commemorare il 67° anno di indipendenza, nella speranza che si celebrerà questa importante occasione l’anno prossimo nel parco di l’ambasciata israeliana a Damasco, dopo aver lasciato dall’asse del male guidato dall’Iran e dai suoi adepti nella regione, con il regime nazista di Assad alla sua testa che ha portato in Siria e milizie terroristiche per mettere in cattiva luce la rivoluzione siriana al mondo libero ed impedire così di portarle solidarietà, che minaccia la sicurezza e la stabilità nella regione e in tutto il mondo».

Questo contatto dell’opposizione siriana con il nemico sionista non è il primo del suo genere. Durante le ultime elezioni israeliane, questo gruppo è stato tra i primi a congratularsi con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Compreso Abu Adnan, Presidente dell’Unione dei Rivoluzionari siriani de l’Avenir.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Iraq, armi israeliane in mano all’Isis

da al manar

La rete televisiva Al Mayadeen ha annunciato la scoperta di armi di fabbricazione israeliana nei bastioni dell’organizzazione takfira Isis nella provincia di Anbar, ad ovest dell’Iraq.

Le Forze di difesa popolare hanno scoperto in una postazione dell’Isis a Al Karama armi israeliane, ha riportato il canale libanese.

In precedenza, l’esercito iracheno e le forze tribali hanno scoperto e sequestrato armi di fabbricazione israeliana est di Ramadi, capoluogo della provincia Anbar.

Di tanto in tanto, i politici iracheni denunciano e la collaborazione israeliana degli Stati Uniti con i terroristi a livello di servizi di intelligence e di sicurezza.

«Gli Stati Uniti hanno lanciato numerose volte le spedizioni di armi ai terroristi dell’Isis, ma dal Pentagono sostengono che queste armi sono state consegnate “per errore” nelle mani del gruppo terroristico», ha affermato una fonte politica irachena ad Al Mayadeen.

250 terroristi uccisi

Un alto funzionario iracheno ha annunciato che l’esercito e le forze popolari irachene stanno riguadagnando il controllo della provincia al Anbar, attualmente in mano ai terroristi.

A questo proposito, le forze speciali irachene hanno concentrato l’artiglieria e distribuito centinaia di soldati nella città di Karmah ed anche ad Anbar, ha dichiarato il capo del Comando Operativo di Baghdad, il tenente generale, Abdul Amir al Shammari.

Ha, inoltre, sottolineato che le sue forze stanno facendo progressi. «Abbiamo ucciso più di 250 terroristi nei giorni scorsi», ha riferito.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Cuba: La Russia fornirà alle FAR armi moderne

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RIA NOVOSTI / Vadim Savitskii

da Russia Today

Il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha evidenziato che la Russia considera Cuba un alleato affidabile ed è disposta a sviluppare attivamente la cooperazione militare e tecnica

«Siamo pronti a continuare a lavorare con le Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba, equipaggiandole con attrezzature e armi moderne», ha dichiarato il Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, a margine della riunione sostenuta con il Vicepresidente del Governo cubano, Ricardo Cabrisas, secondo quanto riferisce l’agenzia Ria Novosti.

Il ministro russo ha inoltre affermato che la cooperazione russo-cubana ha ricevuto un forte impulso durante l’ultima visita del Presidente russo, Vladimir Putin, la scorsa estate a L’Avana. «Tutte le decisioni che sono state prese in occasione della visita – ha spiegato – vengono monitorate e attuate nel nostro paese».

«Abbiamo una ricca esperienza nella formazione del personale cubano in diverse istituzioni educative. Speriamo di continuare questa tradizione ed espandere la nostra cooperazione nel campo della formazione», ha concluso Shoigu.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Eduardo sigue por allí

por Luis Britto García

Dicto una conferencia en la Academia de Medios de Comunicación de la Universidad de Bratislava y me interrumpen los medios con la noticia de la partida de Eduardo.

Exagerados como siempre, ignoran que mientras nuestra Historia sea un cumulo de olvidos estará Galeano presente en cada llamarada de las Memorias del Fuego.

Eduardo revive en el fracaso de todos esos muchachos que sueñan ser futbolistas o beisbolistas y que de tanto perder las esperanzas terminan en ídolos.

Allá va Galeano en las academias de los autodidactas, en las galeras del ejercicio ilegal de la profesión, en las muchedumbres de quienes jamás tuvieron un título, ni siquiera de manejar.

En tanto el bloqueo perdure extendiéndose más allá de la pesadilla del medio siglo, allí estará Eduardo en la desvencijada oficina habanera de Prensa Latina arrojando con su honda los guijarros de la verdad que derriban  mentiras gigantes.

No es difícil reencontrar a Galeano en la cola de los exiliados a quienes nunca renuevan la visa, en la fila de los deportados, en el tumulto de los expatriados que mueren de nostalgia.

A Eduardo se lo ve después de medianoche en las imprentas de las publicaciones críticas que van a ser clausuradas y de las revistas que las juntas golpistas no dejaran sobrevivir.

No busquen a Galeano en las rumbosas exequias. A lo mejor anda de nuevo metido en la selva venezolana con los buscadores de oro, tratando de encontrar el paludismo fulminante que en una ocasión casi se lo lleva.

Galeano estará allí mientras los presidentes del Imperio asistan a las cumbres con temor de que algún Hugo Rafael les regale un libro de Eduardo.

Mientras las torrenciales venas abiertas de América Latina sigan sangrando dividendos para las transnacionales y miserias para los nacionales, habrá siempre un Eduardo que intente suturarlas.

Galeano perdura cada vez que a fuerza de tachaduras se simplifica un párrafo y gracias a una laboriosa paciencia se logra que una frase parezca espontánea. 

Eduardo flota en la tristeza de las ciudades puerto que exportan riquezas e importan Cartas de Intención y modas culturales.

Galeano anda en la ruta de los Nadies, en el sendero de los Ningunos, en el calendario  de los Nuncas, en el catastro de los Nadas.

Eduardo madruga para chapotear en el mar de Macuto antes de tomar el autobús que lo amanece en Caracas o el tranvía que lo deja en Machu Picchu.

Cuál vía de América no se habrá hecho Nuestra gracias a Galeano, que injusticia no habrá denunciado, que Judas no habrá quemado con el resplandor de la palabra.

En cual línea de escritor que asume el compromiso no quedara algo de la mirada celeste de Eduardo.

De cual escrutinio sobre América Latina y el Caribe podrán proclamarse ausentes las cavilaciones de Galeano.

No desecha el peregrino ningún sendero, ni descarta Eduardo las vías del cuento, de la novela, del reportaje, de la Historia, de la poesía,  del ensayo, para tejer la red infinita que abarque la dimensión continental de sus pasiones.

No permite Galeano que la gravedad y la densidad de esas pasiones lo alejen del capricho del futbol, recordatorio de que la vida es juego, de que la trivialidad de la patada no excluye la gracia del cabezazo ni la plenitud del gol.

Nació Eduardo con un defecto congénito que no le permite voltear hacia el pasado sino para vislumbrar el futuro ni aislarse más que para sentir la compañía de la innumerable humanidad.

Una nefasta tarde de martes llueve y caigo en un pesado sopor. Despierto y en el correo electrónico Eduardo que nunca duerme me envía un abrazo solidario porque se entera antes que yo de que Hugo Rafael ya no nos acompaña.

Galeano sigue con nosotros mientras deseemos la Utopía. Cada quien es tan imperecedero como el proyecto que asume. La patria de Eduardo y de todos los latinoamericanos y caribeños es el futuro: allí nos encontramos y nos reencontraremos, por los signos de los signos, en el titánico símbolo que por fin nos exprese y nos una.

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