Cuba ribadisce il suo appoggio alla Palestina e alla Siria

da prensa latina

Cuba ha ribadito all’Onu, ieri, nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza, il suo sostegno agli sforzi palestinesi per porre fine all’occupazione israeliana, per diventare un membro a tutti gli effetti come Stato indipendente e sovrano dell’organizzazione mondiale.
«Inequivocabilmente ribadiamo la solidarietà dell’isola con il popolo palestinese, e il notro fermo e risoluto appoggio a tutte le azioni volte a promuovere il riconoscimento dello Stato, sulla base dei confini precedenti al 1967 e con capitale Gerusalemme Est», ha dichiarato l’ambasciatore supplente di Cuba all’ONU, Oscar Leon.
Il diplomatico ha parlato a una riunione del Consiglio di Sicurezza per discutere la situazione in Medio Oriente, durante la quale la maggior parte degli oratori hanno espresso l’urgenza della soluzione dei due stati, uno palestinese e un israeliano, coesistenti in pace.
León ha riferito al corpo dei 15 membri che il popolo arabo è sotto occupazione quasi cinque decenni e soffre gli omicidi, la distruzione dei suoi beni e la compromissione dei suoi diritti inalienabili, come l’auto-determinazione.
In questo contesto, ha definito inaccettabili le dichiarazioni del primo ministro neo rieletto di Israele, Benjamin Netanyahu, che ha ipotizzato la creazione di uno stato palestinese sotto il suo controllo.
Secondo Leon, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe respingere categoricamente gli attacchi di Tel Aviv e adottare senza ulteriore indugio una risoluzione per chiedere la fine dell’occupazione, il blocco imposto alla Striscia di Gaza e la colonizzazione di territori con la costruzione di insediamenti.
Per quanto riguarda il conflitto in Siria, Cuba ha difeso il diritto del popolo siriano a scegliere il suo destino, senza interferenze straniere.
Egli ha anche auspicato una soluzione politica alla crisi, che è giunta il mese scorso al suo quinto anno, caratterizzato dall’ aggressività di estremisti e mercenari che vogliono rovesciare il legittimo governo di Damasco.
A questo proposito, Leon ha accusato coloro che “alimentano il conflitto dall’esterno” per le migliaia di vittime civili accumulate durante la guerra.
«Ribadiamo la nostra preoccupazione per la perdita di vite innocenti e condanniamo ogni atto di violenza in atto in questo paese contro i civili, ma la presunta tutela della vita umana e la lotta contro il terrorismo non possono servire come pretesto per un intervento straniero», ha affermato.
Secondo il diplomatico cubano, le Nazioni Unite dovrebbero favorire un immediato cessate il fuoco per spianare la strada ai negoziati di pace e sostenere gli sforzi degli Stati come la Russia per fermare le ostilità e raggiungere una soluzione condivisa tra i siriani.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

 

Ecosocialismo in Venezuela: dal ventre della Madre Terra

Venezuela's President and presidential candidate Hugo Chavez speaks in the rain during his closing campaign rally in Caracasda Correo del Orinoco

La recente creazione del Ministero per l’Ecosocialismo e le Acque ribadisce la volontà della nostra Repubblica Bolivariana del Venezuela di mettere in pratica l’Ecosocialismo come un principio irrinunciabile, in accordo con il nostro modello politico di inclusione sociale

Ogni anno, il 22 di aprile si celebra la Giornata della Terra, un’iniziativa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il Governo Rivoluzionario del Venezuela, attraverso il 5° Obiettivo del Plan de la Patria – parte essenziale dell’eredità del Comandante Eterno Hugo Rafael Chávez Frías – concentra il suo interesse nel contribuire alla conservazione della vita sul pianeta e alla salvezza della specie umana. A tal fine è necessario costruire e promuovere il modello economico produttivo eco-socialista, basato sul rapporto armonico tra l’uomo e la natura, che garantisce l’uso e la gestione razionale, ottimale e sostenibile delle risorse naturali, nel rispetto dei processi e dei cicli natura.

La salvaguardia delle nostre risorse idriche, la protezione dei bacini idrici, il rispetto per Madre Natura, l’equilibrio dei suoi ecosistemi, sono tutti obblighi fondamentali per la creazione di una nuova cittadinanza socialista – una nuova etica socio-produttiva – che affonda le sue radici negli insegnamenti dei nostri popoli ancestrali. Solo così possiamo superare il modello predatorio capitalista che ha posto l’umanità di fronte a limiti insostenibili.

La nostra visione ecosocialista trascende gli ambiti nazionali, perciò l’Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América – Tratado de Comercio de los Pueblos (ALBA-TCP) e la Comunidad de Estados Latinoamericanos y del Caribe (CELAC) dovrebbero garantire la tutela degli interessi regionali di fronte alle nuove forme di dominio e dipendenza che possono emergere dall’imposizione egemonica dei paesi sviluppati nella gestione delle risorse naturali.

Vediamo la questione ambientale come parte integrante della sovranità: la gestione ambientale del nostro territorio, e delle aree ecologiche di interesse comune che condividiamo con i paesi vicini, dev’essere esercitata in accordo al diritto internazionale. E così tanti altri aspetti di un tema tanto delicato da cui dipende la sopravvivenza dei nostri popoli, legata alla cura del fragile equilibrio dei nostri ecosistemi e la biodiversità che li caratterizza.

La recente creazione del Ministero del Potere Popolare per l’Ecosocialismo e le Acque ribadisce la volontà della nostra Repubblica Bolivariana del Venezuela di mettere in pratica l’Ecosocialismo come un principio irrinunciabile, in accordo con il nostro modello politico di inclusione sociale, che ha rivendicato il diritto della classe operaia e contadina, ad assumere il suo ruolo partecipativo fondamentale.

Tra gli elementi che la nostra patria ha integrato per la necessaria creazione di una cultura rivoluzionaria, troviamo il salvataggio dei valori ancestrali dei nostri popoli; il rapporto di venerazione per la Madre Terra; il culto rispettoso dei cicli naturali; l’adorazione delle acque; il rispetto per tutte le specie viventi con cui condividiamo l’esistenza; l’amore per le piante: guaritrici dei nostri disturbi.

L’Ecosocialismo in Venezuela è l’eredità di Hugo Chávez, uomo di origine contadina, il cui messaggio ci ha sempre portato la voce profonda della Madre Terra.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Maduro: «La Spagna dietro il colpo di stato sventato in Venezuela»

maduro1da lantidiplomatico.it

Il presidente del Venezuela Maduro ha denunciato in modo chiaro che il tentato colpo di stato sventato recentemente da Caracas sarebbe stato finanziato dal governo della Spagna. Lo ha riferito in un’intervista a Telesur.
 
Maduro ha dichiarato che il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy promuove azioni di destabilizzazione contro il popolo venezuelano. “Rajoy vuole coprire i problemi interni della Spagna, parlando male delle conquiste della Rivoluzione bolivariana”, ha detto il capo dello Stato, citato da Telesur.
 
Il presidente del Venezuela ha anche ribadito che non permetterà ad alcun governo al mondo di minacciare la stabilità dei venezuelani. “E’ inconcepibile che sia proprio l’attuale governo spagnolo che ci critica, quando Rajoy è parte di un gruppo di corrotti che attaccano il Venezuela“, in riferimento ad i casi di corruzione di alcuni membri del partito Rajoy.
 
La scorsa settimana, il governo del Venezuela ha avviato un riesame “globale” dei rapporti con la Spagna, secondo quanto ha annunciato il ministro degli Esteri del Venezuela Delcy Rodríguez, dopo l’incontro presso la sede del Ministero degli Esteri a Caracas con l’ambasciatore spagnolo, Antonio Perez Hernández y Torra.

Paramilitari colombiani hanno regalato armi agli agenti della Dea

resizeda lantidiplomatico.it

L’Agenzia Antidroga ha rivelato che gli agenti in Colombia hanno accettato fucili AK-47 regalati dai paramilitari

Un rapporto dell’Amministrazione per il controllo della droga (DEA il suo acronimo in inglese) presentato al Congresso degli Stati Uniti, ha rivelato dettagli sul comportamento dei funzionari dell’agenzia durante il lavoro svolto in Colombia.
 
La relazione, presentata nel corso di un’audizione davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti, ha svelato che membri di organizzazioni paramilitari colombiane hanno donato agli agenti della DEA fucili AK-47. Uno di questi è stato occultato e introdotto all’interno dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Bogotà.
 
L’audizione è stata convocata dopo che lo scorso 27 marzo l’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Giustizia (OIG) ha presentato una relazione riguardante delle denunce per comportamenti sessuali inadeguati rilevati in alcune agenzie statunitensi, tra cui figurano la DEA e l’FBI. 
 
In questa relazione, l’OIG sostiene che gli agenti dell’Amministrazione per il Controllo delle Droghe hanno utilizzato le proprie case o locali comunque affittati dal governo per «orge con donne a pagamento». Inoltre, in varie occasioni, hanno preso parte a grandi feste con prostitute, pagate dai narcotrafficanti. 
 
Il rapporto denuncia il fatto che, nonostante l’enorme rischio per la sicurezza derivante da questi comportamenti, la DEA ha sanzionato gli agenti con una sospensione di sole due settimane. 
 
Il senatore statunitense, Elijah Cummings, ha affermato che «ciò che questo nuovo rapporto dimostra è che non si trattava di uno o due casi isolati, ma sono decine i casi in cui gli agenti hanno ingaggiato prostitute che sono poi state portate in case e uffici presi in affitto dal nostro governo».
 
Inoltre, Cummings ha spiegato che il rapporto ha riscontrato come gli ‘incidenti’ non sarebbero limitati al periodo circoscritto tra il 2005 e il 2008, come inizialmente ipotizzato, in quanto vi sono alcune denunce risalenti all’anno 2001.

Massud Islami: «Cuba manterrà stretti legami con l’Iran»

da al manar

Nel corso di un incontro con Massud Islami, direttore generale per il Nord e Centro America del ministero degli Esteri iraniano,Vladimir Gonzalez, ambasciatore cubano a Teheran, commentando i risultati del VII vertice delle Americhe, a Panama, ha assicurato che la politica estera della Rivoluzione cubana resta invariata, in particolare, per quanto riguarda gli stretti legami che la uniscono con l’Iran.

Dal suo canto, l’Iran si è congratulato con Cuba per la sua posizione nell’ambito dei negoziati con gli Stati Uniti e ha elogiato la rivoluzione nel paese caraibico che continua ad essere un simbolo della resistenza per molte nazioni del mondo.

Come si legge nel comunicato stampa, Islami ha salutato le autorità cubane per i risultati ottenuti finora nel processo dei colloqui con il governo degli Stati Uniti, e ha sottolineato che per l’Iran sono materia di particolare interesse e di studio.

Il diplomatico iraniano ha aggiunto che l’attenzione ai negoziati tra L’Avana e Washington si basano sul fatto che «molti paesi in tutto il mondo sperano che Cuba rimanga un simbolo della resistenza»

Gonzalez ha, quindi, ha aggiornato l’Iran sui negoziati tra il suo paese e gli Stati Uniti dopo l’annuncio del ripristino dei rapporti diplomatici dello scorso dicembre.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Siria: «Se l’Arabia Saudita ci attacca la puniremo come merita»

da al manar

Un alterco tra il rappresentante della Siria e dell’Arabia Saudita, ha segnato la sessione speciale dell’Assemblea Generale, a New York, nella notte tra Martedì a Mercoledì.

«La Siria taglierà la mano dell’Arabia Saudita, se prova ad avvicinarsi», ha avvertito il rappresentante permanente della Siria all’ONU, Bashar al-Jaafari in risposta al suo omologo saudita, Abdullah al-Mouallemi che aveva appena proposto l’invio di forze comuni arabe-islamiche per preservare la sicurezza in Siria.

«Se l’Arabia Saudita ci annuncia cosa può fare, gli taglieremo la mano. La puniremo come merita», ha aggiunto. Secondo Jaafari le forze arabe congiunte farebbero meglio a visitare l’Arabia Saudita per proteggere la popolazione della regione Katif dalla repressione.

Durante il suo discorso, Jaafari ha attribuito l’aumento del terrorismo e dell’estremismo al ruolo distruttivo rappresentato da alcuni governi, guidati dall’Arabia Saudita. «Hanno voluto imporre l’interpretazione della religione islamica dei loro patrocinatori, dei loro finanziatori  e dei loro fornitori di terroristi secondo una pratica wahhabita che non ha nulla a che fare con l’umanesimo, che fa rivivere la schiavitù, la lapidazione, e le decapitazioni», ha lamentato.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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