José Martí: Con tutti e per il bene di tutti

da josemarti.cu

CONVOCAZIONE DELLA SECONDA CONFERENZA INTERNAZIONALE “CON TUTTI E PER IL BENE DI TUTTI” IN OCCASIONE DEL 163 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI JOSE MARTI


dal 25 al 28 gennaio 2016

Il programma mondiale di attività in omaggio a José Martí, nel 160 anniversario della sua nascita, ha aperto enormi possibilità per il contatto e lo scambio di opinioni tra personalità della accademia, della scienza, dell’arte, della cultura, della politica e dei movimenti sociali e religiosi, che condividono preoccupazioni comuni davanti all’aggravarsi della crisi globale, che pone in pericolo il futuro della nostra specie, e che condividono una speranza nel miglioramento umano e nella utilità della virtù per affrontare e vanificare tale minaccia.

Con questo proposito, di dialogo per l’azione, la UNESCO appoggia il Proyecto José Martí de Solidaridad Internacional, per il quale, con la presente, Convoca la II Conferenza Internazionale “Con tutti e per il bene di tutti”, che si celebrerà nel Palacio de Convenciones de la Habana. Cuba, dal 25 al 28 gennaio del 2016. Questo convegno (la II Conferenza Internazionale Con tutti e per il bene di tutti) vorrà stimolare ed orientare il più ampio dibattito di idee tra persone di buona volontà di tutto il mondo e porre il pensiero martiano, radicalmente etico in tutte la sue espressioni, al servizio del dialogo, per la formazione di intendimenti intorno alla necessità di politiche orientate a obiettivi come i seguenti:

• Sradicare la povertà e favorire la inclusione sociale di fronte alla prassi inumana della esclusione e della segregazione per razza, sesso, religione e qualsiasi altra forma di discriminazione.

• Potenziare la capacità dell’ educazione e della cultura per la formazione di esseri umani in grado di realizzarsi come individui nella propria relazione solidale con i propri simili.

• Promuovere l’equilibrio e i rapporti delle società entro se stesse e con gli ecosistemi, dai quali dipende l’esistenza della nostra specie.

• Affermare l’importanza etica del principio dell’unità davanti alla tendenza alla divisione e al contrasto, che la incertezza, propria di una situazione di crisi, genera. In considerazione di quanto precede, la II Conferenza Internazionale “Con tutti e per il bene di tutti”, riunirà uomini e donne della diverse correnti di pensiero, istituzioni e paesi, con studiosi e interessati alla vita e all’opera di José Martí, che condividono un comune interesse nel contribuire alla creazione di opzioni per il futuro orientate al maggior bene dell’ Umanità, fondate precisamente sui valori etici di solidarietà e di pace, che si vedono negati a causa delle sviluppo della crisi, che colpisce noi tutti.

Con il suo concorso, la Conferenza abborderà i problemi, che genera il progetto di modernizzazione globalizzante in decomposizione; e le opzioni per trasformare e migliorare il mondo in ambiti come i seguenti:

2 La dimensione culturale e morale in campi come:

• I rischi e le speranze che offrono lo sviluppo tecnologico e scientifico, specialmente le nuove tecnologie della informazione.

• L’accesso all’educazione e alla cultura per l’esercizio dei diritti umani basilari nell’ambito del secolo XXI.

• Le migrazioni e il dialogo culturale, come temi che esigono di essere abbordati in profondità e non superficialmente.

• Il quadro etico di riferimento davanti alla crisi, a partire dei migliori apporti del pensiero latinoamericano, da Simón Bolívar e José Martí fino ai più rilevanti pensatori del secolo xx e fino ai nostri giorni.

La dimensione sociale in campi come:

• Il deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori di campagna e di città, in tutte le regioni del pianeta.

• Il compito e le sfide dei nuovi movimenti sociali, che emergano dalla crisi.

• La lotta contro tutte la forme di discriminazione: di genere, razza, credo etc, e condizioni sociali, che legittimano la diseguaglianza e criminalizzano la lotta per la giustizia sociale.

• Il ruolo delle organizzazioni femminili nella trasformazione sociale. Il diritto della donna nella società.

• Il movimento sindacale ed il suo compito nella lotta per un mondo migliore, nelle nuove condizioni create dalla crisi economica globale.

• Il compito della gioventù, degli studenti e delle loro organizzazioni, il loro inserimento nei processi di cambiamento.

• Le organizzazioni religiose, l’ecumenismo, il loro apporto alla pace ed al mondo terreno che anelano gli esseri umani di buona volontà.

• Le popolazioni indigene e le minoranze etniche: la necessità di politiche di inclusione e rispetto, contro la esclusione e l’emarginazione.

• Il consumo di stupefacenti e il narcotraffico: cause, conseguenze e lotta a questo flagello generalizzato.

La dimensione ambientale in campi come:

• La generalizzazione dei conflitti socio-ambientali derivanti dalla trasformazione del patrimonio naturale in capitale naturale, mediante l’appropriazione delle risorse indispensabili per la vita dei settori più poveri della città e della campagna.

• La distruzione incessante di ecosistemi vitali per l’esistenza della nostra specie.

• La necessità di creare un ambiente diverso, mediante la costruzione di società differenti.

3 La dimensione politica in campi come:

• La promozione della democrazia partecipativa come mezzo per la creazione di società nuove, con tutti e per il bene di tutti

• La lotta per il diritto all’organizzazione, alla comunicazione di massa et alla libera espressione di aspirazioni e proposte da parte dei settori maggioritari delle nostre società.

• La necessità di affrontare il terrorismo in tutte le sue forme, in particolare quelle tendenti a impedire la partecipazione di tutti nella discussione e soluzione dei problemi di tutti.

• La giustizia come valore universale di pace. Rispettare e valorizzare il diritto internazionale concepito in funzione degli interessi di tutti popoli del mondo e non al servizio dei più potenti.

La dimensione economica in campi come:

• La lotta contro la intenzione di trasferire ai lavoratori di campagna e di città i costi della crisi generata dalle attività speculative del capitale finanziario.

• La necessità di immaginare e costruire economie nuove, basate su rapporti armoniosi degli esseri umani tra loro stessi e con il loro ambiente naturale, che abbiamo come proposito quello di permetterci di essere prosperi per essere buoni.

• La promozione della integrazione dei popoli e dei loro stati, per la creazione di economie regionali solidali, vincolate tra loro da legami di mutuo beneficio, che garantiscano la prosperità comune.

• Integrazione e solidarietà in America Latina e Caribe: CELAC, ALBA, UNASUR, CARICOM, MERCOSUR come assi di una nuova America. Possibilità e pericoli che le circondano. Ciascuno di questi campi e linee tematiche, come si vede, può e deve essere oggetto di molteplici iniziative puntuali di sviluppo. Tutte queste saranno le benvenute. I lavori della Conferenza si svolgeranno in sede plenaria e di commissioni, a prevedono inoltre la tenuta di un Foro Giovanile, un Simposio UNESCO per una Cultura della Natura, un gruppo di studio su Eroi e Pensatori di Nuestra America e una Tavola Rotonda in Difesa dell’Umanità.

La II Conferenza Internazionale Con Todos y para el Bien de Todos, che si effettuerà in occasione di un nuovo anniversario della nascita dell’Apostolo della indipendenza di Cuba, includerà anche una Tavola Rotonda dedicata alla discussione della vigenza attuale di importanti opera del pensiero di José Martí, quali il saggio Nuestra América e i discorsi Con Todos y por el bien de todos e Los Pinos Nuevos. Le lingue di lavoro sono: spagnolo, inglese e portoghese. Le modalità di partecipazione sono come partecipante e come relatore.

4 Il risultato dei dibattiti, nonché i diversi rapporti ed interventi saranno raccolti in memorie digitali, che una volta editi , si faranno pervenire – con l’aiuto delle Commissioni Nazionali della UNESCO – a università, biblioteche, organizzazioni non governative, ministeri di educazione, associazioni di scrittori e artisti dei differenti paesi.

-A tal fine si prega che i partecipanti in qualità di relatori trasmettano al Comitato Organizzatore i loro rapporti per via elettronica. La II Conferenza Internazionale “Con Todos y para el Bien de Todos” si propone di contribuire alla formazione di opinioni e azioni che permettano di affrontare i molteplici e complessi problemi del secolo XXI Invitiamo tutti gli intellettuali progressisti del mondo, gli educatori, artisti, scrittori e giornalisti, tutti i combattenti sociali, i dirigenti sindacali di partiti politici, di organizzazioni giovanili, femminili, coltivatrici, indigene e professionali e le organizzazioni non governative, mosse da principi di giustizia ed equità, le università e altri istituti di educazione scientifica, religiose e culturali; i governi composti da persone di buona volontà a diffondere e frequentare questo appuntamento, che si fissa alla luce del pensiero di José Martí.

Quote di iscrizione:

Delegati 120,00 CUC Studenti 70,00 CUC (presentare documento di studente) Accompagnatori 50,00 CUC A fini dell’elaborazione e inclusione nel Programma i partecipanti in qualità di Relatori devono comunicare al Comitato Organizzatore il tema del proprio rapporto prima del 30 novembre 2015, con il titolo del rapporto, i dati dell’autore ed un riassunto di non altre 100 parole in formato “Arial 12”, specificando l mezzo audiovisivo eventualmente richiesto per la sua esposizione.

– Non si assicura che i riassunti che siano esclusi dal Comitato Organizzatore, in data posteriore alla predetta, figurino pubblicati nel Programma dell’evento.

Per ulteriori informazioni e contatti con il Comitato Organizzatore dell’evento, gli interessati possono comunicare direttamente, usando gli indirizzi elettronici: hpardo@cubarte.cult.cu; jmarti@cubarte.cult.cu; e scjmarti@enet.cu ; ed anche per telefax: ( +53.7) 8339818 e/o ( + 53.7) 8364756; per telefono: (+ 53.7)8382233/ 8382297/ 8382298; o rivolgendosi direttamente alla sede del Comitato Organizzatore, in Calle Calzada No 803, entre 2 y 4, Vedado, La Habana Cuba, Codice Postale 10400. Può consultarsi altresì la pagina web: http://www.porelbiendetodos.com Ugualmente sarà a disposizione degli interessati la Lic. Mireya Mesa Tamargo, Organizzatrice Professionale del Congresso, casella postale 16046, La Habana, Cuba, telefoni: (+53.7) 2086176/ 2026011 al/ 19, est. 1512, e al numero di telefax (+53.7) 2028382; e per e-mail: mireya@palco.cu

Rouhani: «Inaccettabili interferenze negli affari interni del Venezuela»

foto-IranInjerenciaVzlada Prensa Bolivariana

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha ricevuto a Teheran il Ministro degli Esteri venezuelano Delcy Rodriguez

L’Iran è un paese amico e alleato strategico per il Venezuela, ha affermato il ministro degli Esteri del paese sudamericano, Delcy Rodríguez, ricevuta dal Presidente Hassan Rouhani, che ha qualificato come inaccettabili le ingerenze negli affari interni di Caracas.

Poco prima di concludere una breve visita ufficiale, il ministro degli Esteri venezuelano ha incontrato Rouhani e definito di centrale importanza il rafforzamento delle relazioni e l’incremento della cooperazione tra i due paesi membri del Movimento dei Paesi Non Allineati.

Rodriguez ha assicurato che il governo guidato dal Presidente Nicolás Maduro sarà sempre dalla parte della nazione e delle autorità iraniane per promuovere i legami politici, economici e commerciali.

Mentre Rouhani ha evidenziato la fine dell’era in cui le grandi potenze potevano interferire negli affari interni delle altre nazioni: «L’ingerenza di alcune potenze negli affari interni di Stati indipendenti come il Venezuela, è assolutamente inaccettabile».Venezuela-Delcy-Rodriguez-Teheran-EFE_NACIMA20150420_0103_6

Il Capo di Stato iraniano ha espresso il suo apprezzamento riguardo la politica estera di Caracas, in particolare verso Teheran e in campo economico, chiedendo al contempo che venga sviluppata in modo tale che apporti benefici a entrambi i paesi.

Inoltre, Rouhani ha manifestato l’interesse del paese persiano a espandere i legami con la nazione sudamericana e appronfondire – ha rimarcato – la cooperazione, in particolare nel settore degli idrocarburi dove i due paesi hanno un notevole peso a livello internazionale.

Il presidente ha infine elogiato il lavoro del Venezuela rivolto alla ricerca di una maggiore equità nel mercato mondiale e ribadito che l’Iran «spera sinceramente» che gli sforzi compiuti in questa direzione conducano al risultato desiderato.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Napoli 10mag2015: 70° anniversario del Giorno della Vittoria

da Концерт к 70 -летию Дня Победы

Il Consolato Onorario della Federazione Russa a Napoli, “Associazione Aiuto agli ex-cittadini dell’Unione Sovietica in Italia” organizzano il Concerto dedicato al Giorno della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Vi invitiamo a festeggiare la domenica il 10 maggio 2015 il 70º Anniversario del Giorno della Vittoria (Giorno della Vittoria dell’armata dell’USSR e del popolo sovietico sulla Germania nazista – il 9 maggio 1945). In occasione dell’anniversario della vittoria, in memoria di coloro che hanno combattuto e sacrificato le loro vite per la Patria, sarà organizzato il Concerto di canti Sovietici della Seconda guerra mondiale, inoltre si svolgerà una mostra di manufatti artigianali.

Il Concerto è stato organizzato con la partecipazione delle seguenti associazioni: Associazione “Russkoe pole”, Associazione “BELLARUS”, Associazione culturale “Unità” dei provenienti di paesi di ex USSR, Associazione “Slavyane”

___

Почетное Консульство РФ в Неаполе, “Ассоциация Помощи бывшим гражданам СССР в Италии” организуют Концерт к 70-ти летию Дня Победы и приглашают Вас в воскресенье 10 мая 2015 на празднование 70 летия Дня Победы (День Победы советской армии и советского народа над фашистской Германией ― 9 мая 1945 года). По случаю годовщины Победы, дня памяти о тех, кто героически сражался и умер за Родину, пройдет Концерт военных песен прошлых лет и выставка декоративно-прикладного исскуства.

Концерт пройдет при участии следующих ассоциаций: “Русское поле”,”BELLARUS”, Культурная ассоциация “Унита” выходцев из бывшего СССР, “Славяне”. 

Armi all’Ucraina, Putin avverte Israele

da al manar

Il presidente russo Vladimir Putin ha messo in guardia Israele contro la vendita di armi pesanti all’ Ucraina e ha osservato che tale azione sarebbe “controproducente” per gli sforzi internazionali per mantenere il cessate il fuoco nella guerra.

I dettagli sulla potenziale vendita di armi israeliane all’ Ucraina scarseggiano e si concentrano sui rapporti pubblicati all’inizio della scorsa settimana che indicano che Israele sta minacciando la Russia con la vendita di tali apparecchiature a Kiev in rappresaglia alla fornitura di missili anti-aerei S-300 all’Iran. Prima di allora, ci sono stati molti indizi riguardo al fatto che l’Ucraina ha cercato di acquistare armi da Israele e certamente il governo di Kiev, praticamente in bancarotta, non è in una buona posizione per acquisire qualsiasi cosa.

«Penso che sia controproducente se fossero armi letali, perché questo causerebbe un ulteriore escalation del conflitto e delle perdite umane, ma il risultato sarebbe lo stesso», ha dichiarato Putin.

Le osservazioni di Putin evidenziano le crescenti tensioni tra Mosca e Tel Aviv in relazione al commercio di armi. Israele già criticato la decisione della Russia, che ha annunciato, la scorsa settimana, di sbloccare la consegna dei missili S-300 all’Iran.

Secondo il sito web israeliano Debka, la Russia ha lasciato intendere che potrebbe rispondere all’invio di armi all’ Ucraina con un altro, immediato, di S-300 alla Siria.

Il sito aggiunge che gli Stati Uniti, Israele (e Giordania) armano i sedicenti “ribelli” nel sud della Siria lavorano insieme anche per fornire armi all’esercito ucraino contro i ribelli delle autoproclamate repubbliche popolari e indipendenti di Lugansk e Donetsk.

Nel mese aprile, migliaia di consiglieri militari dagli Stati Uniti, Canada, Francia, Regno Unito e Germania sono stati inviati in Ucraina per addestrare l’esercito ucraino. Nei prossimi giorni arriveranno 290 ufficiali e soldati della 173esima Brigata Aviotrasportata dell’esercito USA in Ucraina.

Putin ha avvertito Washington che se fornisce armi per l’offensiva provocherà una risposta da parte delle Russia danneggiando gli interessi statunitensi in Europa e altrove.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Arens: Israele non può affrontare la potenza missilistica di Hezbollah

da al manar

L’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Arens, ha spiegato che l’arma nucleare iraniana non è l’unico pericolo che può minacciare l’entità sionista, in quanto l’aumento della potenza missilistica di Hezbollah pone un pericolo maggiore.

«Anche se l’arma nucleare iraniana influenzerà la situazione geo-strategica in Medio Oriente, la possibilità di un suo utilizzo è. Tuttavia, è più probabile che Hezbollah lanci i suoi razzi pesanti in Israele», ha affermato Arenz citato nel suo articolo pubblicato dal giornale israeliano Haaretz.

Egli ha aggiunto che «Israele non è in grado di scoraggiare gli attacchi missilistici di Hezbollah e che tutte le pretese sioniste in questo senso sono prive di forza».

Arens ha sottolineato che tutti gli israeliani devono preoccuparsi di come la potenza missilistica Hezbollah sia aumentata, notando che l’esercito sionista non è riuscito a evitare che il partito rafforzasse il suo arsenale.

L’ex ministro della Difesa sionista ha affermato che Hezbollah possiede ora più di 100 mila razzi, tra cui quelli pesanti e quelli da individuare.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(FOTO)Pc siriano ricorda il compagno Hani, ucciso dai terroristi

di Francesco Guadagni

Il 12 marzo scorso, una banda di terroristi ha ucciso il compagno del Comitato centrale del Partito comunista siriano, Muhanna  Jabara, conosciuto come Hani, originario del Golan.

Il compagno Hani era nato nel 1966, a 40 giorni dall’odioso omicidio, il PC siriano lo ha ricordato, ieri, in una cerimonia a Damasco.

Durante la commemorazione i compagni del Pc siriano hanno sottolineato come Hani sia sempre stato un compagno combattivo che ha sempre creduto nella vittoria della Siria contro il terrorismo.

Il Pc siriano, così come nel giorno dell’assasinio di Hani,  ha ribadito che continuerà la sua lotta in difesa della Patria dall’aggressione imperialista, in onore di tutti i martiri del terrorismo.

 

 

 

 

 

 

La Rete Caracas ChiAma ospite dei centri sociali napoletani

napo2di Geraldina Colotti per CaracasChiAma

Qualcosa si sta muovendo anche in Italia. La rivoluzione socialista bolivariana non è più una faccenda da addetti ai lavori, magari da guardare di sbieco. Qualcosa si sta muovendo: almeno in certe aree dei movimenti e della sinistra di alternativa, che iniziano a cogliere il vento nuovo proveniente dall’America latina. Certo, il disastro prodotto dalla fine del grande Novecento è di proporzioni immani. L’assenza di un pensiero forte in grado di guidare la ripresa del conflitto in una prospettiva di trasformazione radicale è pesante. La presenza di vecchi e nuovi pompieri, pronti a soffocare qualche promettente fiammella, resta ingombrante. L’incapacità di unificare strati sociali e soggetti frammentati è palese. Altrettanto evidente è l’incapacità di contrastare l’egemonia dei vincitori attingendo alla fucina del socialismo e ai suoi strumenti. Dall’Europa non c’è da aspettarsi una sponda forte in tempi brevi: non nel senso di un progetto antagonista al capitalismo come quello che ha sparigliato le carte del sistema negli anni ’70. Quel mondo non c’è più. Oltre a pompieri, poliziotti, complici o rifarditi, resta solo qualche ex rivoluzionario attempato a predicare al deserto di memoria e di pratiche incisive.

Eppure, qualcosa si sta muovendo.

Vogliamo partire da tre fatti non certo giganteschi, ma significanti.

In primo luogo, il convegno sull’Alba come modello per l’Europa. Un incontro organizzato dal movimento 5 Stelle in collaborazione con alcune realtà della sinistra di alternativa che, a differenza dei 5S, guardano al tema in una prospettiva marxista e lo considerano uno strumento di contrasto alla crisi sistemica del capitalismo. Un convegno che ha lasciato tracce, benché sia stato silenziato dai grandi media e abbia registrato la totale assenza di quelle aree della sinistra moderata che siedono sui banchi del parlamento e che si dicono critiche rispetto al partito di governo (il Partito democratico)

napo1Vorremmo poi segnalare il secondo incontro di Caracas ChiAma, la rete di sostegno alla rivoluzione socialista bolivariana, che si è tenuto a Napoli. Tre giorni di dibattito e conferenze, articolati intorno a tavoli tematici sui nodi del conflitto: dal lavoro, alla questione di genere, al potere e alla rappresentanza, a un nuovo internazionalismo. Punti e suggestioni che provengono dal “laboratorio” venezuelano in cui si sperimenta un felice incontro tra “vecchio” e “nuovo” e una dialettica feconda tra i vari filoni di pensiero che hanno attraversato la storia del Novecento. Grande partecipazione e anche la possibilità di constatare che il “modello bolivariano” è fonte di ispirazione fra alcuni sindaci più vicini alla democrazia partecipativa, com’è quello di Napoli, Luigi de Magistris.

L’iniziativa è stata organizzata e promossa da tre centri sociali occupati e autogestiti, che hanno dialogato, a partire da pratiche diverse, proprio raccogliendo lo stimolo proveniente dal Venezuela. All’ex Asilo Filangieri hanno parlato soprattutto le rappresentanze diplomatiche e istituzionali, spiegando il lungo cammino percorso dal Venezuela chavista. Alla Mensa occupata si sono articolati i tavoli tematici, introdotti da un’efficace relazione dell’ambasciatore. All’ex Opg occupato – un antico manicomio criminale poi chiuso e dismesso – si è svolta la giornata conclusiva. Non venivano forse considerati pazzi Bolivar e poi Chavez? Non sono forse considerati pazzi tutti i precursori, i rivoluzionari, che sfidano le armi del sistema e le sue convenzioni?

La terza iniziativa è stata ralizzata domenica 19, giornata mondiale della solidarietà al Venezuela. In tanti si sono dati appuntamento a Montesacro, davanti al monumento di Bolivar, dov’è avvenuto lo storico giuramento del Libertador. Nel 2005, venendo in visita in Italia, Chavez vi ha tenuto un indimenticabile discorso e ha incontrato le organizzazioni popolari. Domenica, tutti gli interventi hanno evidenziato l’importanza del modello bolivariano per la ripresa del socialismo: un’alternativa all’oppressione e alla barbarie, non solo in America latina, ma in tutti gli angoli del pianeta. Un incontro partecipato e non rituale, anche frutto di una “diplomazia dal basso” poco convenzionale praticata dalle rappresentanze del Venezuela.

EncuentroCaracasChiamaQualcosa si muove anche in Italia, dicevamo. Ma in quale direzione? Cosa ci serve del laboratorio chavista e bolivariano? Il Venezuela è “una minaccia inusuale e straordinaria”, ha detto Obama spiegando il decreto che rende esecutive le sanzioni contro il governo Maduro. Un’affermazione ridicola, certo, come ha sottolineato la presidente argentina Cristina Kirchner durante il VII vertice delle Americhe a Panama. Il discorso della borghesia, però, riflette in modo capovolto la verità del socialismo e le sue ragioni. L’esempio del Venezuela è senz’altro una minaccia per gli interessi del capitalismo. Una minaccia “inusuale”, certo: perché Chavez è andato al potere scompaginando il teatrino asfittico dei giochi istituzionali. Perché quelli che non avevano mai contato niente hanno improvvisamente conquistato il centro della scena. Perché dal socialismo demonizzato è nata una nuova leva di rivoluzionari, meno dogmatici ma più incisivi. Una minaccia straordinaria, ha ragione Obama: perché in soli 15 anni, nel solco di Cuba e dei suoi grandi ideali, ha riconfigurato un continente e ha proiettato la sua aura benefica fino al centro del capitalismo. Una minaccia straordinaria perché, coniugando in modo originale le urne e la piazza, l’autodifesa dei quartieri e l’unione civico-militare ha prodotto una nuova alchimia tra conflitto e consenso che si alimenta della prospettiva rivoluzionaria e la alimenta. La partita che sta giocando il Venezuela è quella di demolire l’impalcatura del vecchio stato borghese, facendogli crescere all’interno un nuovo seme: quello delle comuni, dell’autogestione, di una nuova dialettica tra mutualismo e centralizzazione.

Una dinamica estranea a una sinistra che ha fatto mercato della storia, del conflitto e di quella “anomalia” che ne faceva un unicum potenzialmente gravido di nuove prospettive. Una “sinistra” che vota l’appello contro il Venezuela, promosso dal peggio delle destre latinoamericane, ma considera una minaccia l’esistenza del presidente operaio, Nicolas Maduro.

Eppure, qualcosa si muove. Anche nel cuore decomposto di questa vecchia Europa.

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