Napoli 10-12apr2015: II Incontro di Solidarietà “Caracas ChiAma”

Milano 9apr2015: Fronte Intercontinentale Antimperialista

Verso il II Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana 

Napoli – 10-11-12 Aprile 2015

caracaschiama.noblogs.org

Roma 8apr2015: Venezuela non è una minaccia ma una speranza!

Verso il II Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana! 

Napoli – 10-11-12 Aprile 2015

caracaschiama.noblogs.org

Il laboratorio bolivariano è un’impresa comune

di Geraldina Colotti – il manifesto

1apr2015.- Venezuela. Il governo espropria e consegna le chiavi a chi lavora. A luglio un convegno internazionale

Sulle pareti coperte di graf­fiti è rima­sta l’insegna della vec­chia fab­brica tes­sile, la Tocome, nata nel 1949. Il cuore della pro­du­zione, oggi pulsa però al ritmo di un pro­getto più ambi­zioso. La sin­tesi è rac­chiusa nel logo che lo annun­cia — Nucleo de desar­rollo endo­geno socia­li­sta Fran­ci­sco de Miranda – e nel col­let­tivo che lo rap­pre­senta, il Movi­miento social revo­lu­cio­na­rio de tra­ba­ja­do­res (Msrt). Una comu­nità auto-organizzata in un grande quar­tiere di Cara­cas, ai con­fini tra la zona di classe media e quella popo­lare del muni­ci­pio Sucre. Il quar­tiere è stato uno dei punti caldi delle pro­te­ste vio­lente con­tro il governo Maduro, e la fab­brica occu­pata si è tra­sfor­mata in una trin­cea di infor­ma­zione comu­ni­ta­ria e di resi­stenza. Non lon­tano dal metro Los Cor­ti­jos, die­tro una can­cel­lata cigo­lante c’è un ampio piaz­zale adi­bito a mer­cato. Tony Rodri­guez, coor­di­na­tore del nucleo endo­geno ci offre spre­mute di frutta e ci fa strada tra i ban­chetti di pro­dut­tori locali, rac­con­tan­doci la sto­ria dell’impresa recu­pe­rata. Una sto­ria uguale a tante altre nel con­te­sto di crisi della IV Repub­blica. La Tocome chiude, i pro­prie­tari lasciano a casa i lavo­ra­tori sull’onda del Cara­cazo, la rivolta con­tro la fame e il caro-vita scop­piata il 27 feb­braio del 1989.

Dieci anni dopo, con l’arrivo di Hugo Cha­vez al governo, le cose cam­biano, le prio­rità si capo­vol­gono: prima ven­gono gli ultimi. Si nazio­na­liz­zano le imprese, si tas­sano le mul­ti­na­zio­nali, si asse­gnano i ter­reni incolti espro­priati al grande lati­fondo. La nuova costi­tu­zione apre un qua­dro legale ine­dito che inco­rag­gia e sostiene l’autogestione. Dopo il golpe con­tro Cha­vez del 2002 e la ser­rata padro­nale del 2003, il mini­stero del Lavoro fa un cen­si­mento per capire quali imprese neces­si­tino di aiuto. Occorre rimet­tere in piedi l’economia, comin­ciare a ridi­men­sio­nare la sto­rica dipen­denza al petro­lio, incre­men­tare la pro­du­zione nazio­nale. Risulta che 1.149 fab­bri­che, in mag­gio­ranza tes­sili, hanno chiuso e 756 sono par­zial­mente ferme.

In base all’articolo 70 della Costi­tu­zione, che mette al cen­tro la demo­cra­zia par­te­ci­pa­tiva e «pro­ta­go­nica», affin­ché il popolo possa eser­ci­tarla in piena sovra­nità, sia nel campo eco­no­mico che in quello sociale, occorre pro­muo­vere «modelli di auto­ge­stione e coge­stione con asso­cia­zioni coo­pe­ra­tive, imprese comu­ni­ta­rie e altre forme asso­cia­tive». Nel modello di coge­stione figura a volte lo stato, che attua come finan­zia­tore e come azio­ni­sta diretto, soprat­tutto in caso di fab­bri­che abban­do­nate e recu­pe­rate. Il boom delle coo­pe­ra­tive e la sco­perta di un sistema di imbro­gli e subap­palti pro­voca però una prima rifles­sione. In un secondo momento, le imprese ven­gono recu­pe­rate pre­va­len­te­mente attra­verso la nazio­na­liz­za­zione, e in molte di que­ste si affida la gestione al con­trollo operaio.

Tony è un mili­tante poli­tico sem­pre in prima fila nei pro­getti di quar­tiere. Nel 2001 intral­cia «gli inte­ressi di certi set­tori pri­vati» e qual­cuno cerca di ucci­derlo. Gli spa­rano, soprav­vive e viene curato a Cuba. Torna con nuove idee sulla pro­du­zione comu­ni­ta­ria. «Nel 2003 – rac­conta al mani­fe­sto – abbiamo comin­ciato a discu­tere con un gruppo di abi­tanti del muni­ci­pio Sucre sulla base delle espe­rienze delle fab­bri­che recu­pe­rate in Argen­tina. Abbiamo fatto un sopral­luogo alla Tocom: 27 mila metri qua­dri all’abbandono e un edi­fi­cio su tre piani, senza più mac­chi­nari. Abbiamo deciso di occu­pare e di creare occa­sioni di lavoro e di cre­scita sociale. E sono ini­ziati i turni di lavoro volon­ta­rio per ripri­sti­nare luce, acqua e ser­vizi». Al pro­getto par­te­ci­pano «43 coo­pe­ra­tive ope­ranti nelle aree della car­pen­te­ria, della metal­lur­gia, della mec­ca­nica, del tes­sile, pic­cole imprese di mate­riale pub­bli­ci­ta­rio e litografico».

Allora, a diri­gere il muni­ci­pio metro­po­li­tano di Cara­cas c’è il cha­vi­sta Juan Bar­reto, teo­rico del muni­ci­pa­li­smo e delle comuni auto­ge­stite. Il 14 giu­gno del 2006, viene deciso l’esproprio dell’area e il 28 dicem­bre la comu­nità ini­zia il recu­pero degli spazi. «Con­tem­po­ra­nea­mente – spiega Rodri­guez – abbiamo indetto un cen­si­mento nei quar­tieri del muni­ci­pio, orga­niz­zato nume­rose assem­blee per illu­strare il pro­getto, abbiamo preso con­tatto con lacune isti­tu­zioni». Due anni dopo, le coo­pe­ra­tive, le pic­cole e medie imprese e le orga­niz­za­zioni comu­ni­ta­rie che ani­mano il cen­tro si dotano di un rego­la­mento com­po­sto da 21 arti­coli, uno dei quali sta­bi­li­sce che i suoi obiet­tivi di svi­luppo eco­no­mico e sociale devono coin­ci­dere con quelli sta­bi­liti dalle linee di pro­gramma del governo socia­li­sta: «favo­rire la cre­scita del poten­ziale umano e non il pro­fitto».
Attual­mente, «gra­zie alla rivo­lu­zione boli­va­riana qui lavo­rano circa 300 per­sone per un totale di 70 coo­pe­ra­tive auto­ge­stite, create nell’ambito della Mision Vuel­van Caras, rivolta a gio­vani e adulti disoc­cu­pati. Il 60% del totale è costi­tuito da lavo­ra­trici. Abbiamo un asilo, un dopo­scuola e un dispen­sa­rio gestito dai medici cubani. Tutto gra­tuito. Non si lavora più di sei ore al giorno e abbiamo una gestione in comune. Con quel che resta, creiamo qual­cosa di utile per la comunità».

Vene­pal, Inve­val, Inaf… Alla fine dell’anno scorso, il pre­si­dente Nico­las Maduro ha inca­ri­cato l’economista Juan Arias di cen­sire e orga­niz­zare tutte le fab­bri­che e le imprese che sono sotto il con­trollo dei lavo­ra­tori creando il Sistema de Empre­sas Ocu­pa­das, Recu­pe­ra­das, Nacio­na­li­za­das y Crea­das (Ornc). L’obiettivo è quello di cor­reg­gere le disfun­zioni, aumen­tare la pro­du­zione e il peso del lavoro auto­ge­stito all’interno del mer­cato pro­dut­tivo. Secondo Arias, le imprese recu­pe­rate potreb­bero arri­vare a 500: più di quante ne esi­stano in Argen­tina (oltre 300), in Bra­sile (69), in Uru­guay (una ven­tina) o in Mes­sico, dove i lavo­ra­tori rischiano la vita e incon­trano ben poco appog­gio. In altre parti, tutto dipende dal giu­dice e dalla sua inter­pre­ta­zione della legge.

In Vene­zuela, il governo occupa le fab­bri­che che il padrone vuole chiu­dere e le con­se­gna ai lavo­ra­tori, ma – tra buro­cra­zie, ine­spe­rienze e inadempienze-, il con­trollo ope­raio neces­sita di nuova linfa. Nono­stante i finan­zia­menti e l’impegno poli­tico isti­tu­zio­nale, i pro­blemi ci sono: nodi teo­rici di lungo corso che pre­ci­pi­tano nel «labo­ra­to­rio» boli­va­riano e pro­blemi dovuti al mer­cato in un paese che ne porta ancora impresso il forte segno. Il Frente Revo­lu­cio­na­rio de Empre­sas en Coge­stión y Ocu­pa­das (Fre­teco) ne ha discusso in un’assemblea ope­raia vivace e par­te­ci­pata. Temi e pro­po­ste saranno ripresi nel V incon­tro inter­na­zio­nale delle imprese auto­ge­stite che si svol­gerà in Vene­zuela a fine luglio.

Roma 5apr2015: in memoria degli eroi del JVP (Sri Lanka)

Continuiamo la loro lotta!

Care compagne e cari compagni!


44 anni fa, il 5 aprile del 1971, nel nostra paese, lo Sri Lanka, il governo represse nel sangue una grande rivolta popolare e giovanile.


In quel momento, era al potere, una coalizione sedicente di “sinistra”. I partiti che la sostenevano avevano promesso al popolo, una volta vinte le elezioni, una maggiore giustizia sociale, delle riforme radicali, l’impegno a far uscire il paese dal sottosviluppo neo-coloniale.


Queste grandi aspettative popolari vennero però ben presto deluse dalla coalizione di “sinistra”, dopo che quest’ultima giunse al potere. Per questo motivo, gli operai, i contadini e gli studenti diedero vita a delle iniziative di lotta al fine di rivendicare i loro diritti e difendere i loro interessi. Poiché i tradizionali partiti della sinistra, entrando al governo, si erano messi al servizio della borghesia, queste mobilitazioni popolari furono da subito guidate dal nostro Partito, il Fronte di Liberazione del Popolo, il J.V.P.(Janatha Vimutkti Peramuna).


Spaventato dalle proteste di piazza, il governo di “sinistra” scelse la via della repressione poliziesca. Il primo bersaglio della reazione governativa fu il nostro Partito, oggetto di una sistematica azione repressiva. Così, di fronte alla violenza dello stato, non restò al J.V.P. altra possibilità se non quella di rispondere colpo su colpo. La lotta armata di autodifesa ingaggiata dal J.V.P. sfociò, il 5 aprile del 1971, in una vera e propria insurrezione antigovernativa che raccolse il sostegno e la simpatia dei settori più poveri del paese e anzitutto della gioventù.


10mila compagni e simpatizzanti del J.V.P vennero massacrati dalle milizie paramilitari governative, altre migliaia furono arrestati, il Partito venne messo fuorilegge. I maggiori dirigenti, tra cui il nostro leader Rohana Wijeweera, vennero condannati all’ergastolo.


Ma la lotta dei lavoratori per la propria emancipazione e quella di tutto il popolo sri-lankese, per la liberazione dal capitalismo, dal sottosviluppo e dalla miseria, non può essere fermata in nessun caso. Oggi il J.V.P. è piu forte di ieri. Non è stato piegato dalla repressione e, sotto la bandiera rivoluzionaria di Marx e di Lenin, continua la battaglia per il socialismo, in Sri lanka e nel mondo.


A 44 anni di distanza noi invitiamo tutti i comunisti e gli antimperialisti a commemorare i martiri del JVP e tutti i proletari caduti in combattimento.


Siete caldamente invitati a partecipare alla commemorazione degli eroi dell’aprile del 1971, che si terrà

DOMENICA 05 APRILE 2015 ALLE ORE 16,00
Presso in Via Giolitti 231(Stazione Termini)-ROMA.

VIVA GLI EROI D’APRILE !
Con i piu` calorosi e fraterni saluti!
il comitato del J.V.P. in Italia

26 Marzo 2015
FRONTE DI LIBERAZIONE DEL POPOLO (JVP) – SRI LANKA Comitato in Italia
Via Giolitti 231,00185 – Roma. Fax; 06 62202704 E-mail: jvpsrilanka.italia@gmail.com http://www.facebook.com/JVPItalia

Modulo raccolta firme: il Venezuela bolivariano speranza per i popoli!

yofirmedi Nicolás Maduro Moros

Popolo del Venezuela, popoli fraterni del mondo, il Venezuela è stato ingiustamente aggredito.

Il passato 9 marzo, il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha sottoscritto un Decreto Esecutivo dichiarando la Patria di Bolívar una minaccia per la sicurezza nazionale statunitense.

Questo tipo di dichiarazioni, come dimostra la Storia, hanno avuto funeste conseguenze sul nostro continente e in tutto il pianeta.

Davanti a questa nuova aggressione, alziamo le bandiere della legalità internazionale, e sosteniamo la giustizia e l’unione dei nostri popoli.

Il Venezuela sa che non è solo. Il 14 marzo scorso, l’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) ha emesso un comunicato storico, che segna l’inizio della costruzione di una dottrina in rifiuto del tentativo unilaterale di applicare sanzioni o minacciare i paesi con l’uso della forza politica, finanziaria o militare.

Come Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ho inviato una lettera al popolo degli Stati Uniti e al Presidente Obama, esponendo le verità sul Venezuela, denunciando l’aggressione ed esigendo, in nome dell’immensa moralità del popolo di Bolívar, che venga derogato il Decreto presidenziale che minaccia la nostra patria.

Vi invito a sottoscrivere questa lettera in appoggio al comunicato dell’UNASUR che rifiuta il Decreto esecutivo di Barack Obama e ne esige l’abrogazione.

Siamo un popolo di pace e difenderemo la pace in piedi, con dignità e con giustizia.

La nostra vittoria sarà sempre la pace!
firmaMaduro

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