Critica ad un buffo e sterile antimperialismo

di Javier Biardeau R.

da www.rebelion.org

13.03.2015.- Ho la certezza che i nostri sempre più smarriti intellettuali neoliberali non lo crederanno; tuttavia lo dico lo stesso: Washington ha avuto e avrà l’interesse di patrocinare, stimolare e organizzare un colpo di Stato in qualsiasi paese dell’America latina e Caraibi, specialmente in Venezuela.

Quella che Washington persegue in America latina è la sua destabilizzazione e divisione, a prescindere degli ordinamenti costituzionali, e tanto meno quelli che derivano da processi costituenti come nel caso del Venezuela, l’Ecuador e la Bolivia.

Gli Stati Uniti (seguendo la dottrina Monroe) si stanno sforzando in modo insolito con lo scopo di schiacciare qualsiasi segno di riforma e ammonire qualsiasi intento rivoluzionario nel continente. Quello che Washington chiede è che i paesi latinoamericani si assoggettino ai suoi criteri di “civiltà e buon senso”, che non denuncino al principale consumatore di droga, che non accusino l’assassinio di afroamericani nelle strade, né rimproverino i centri di reclusione illegali in Europa, o il campo yankee di Guantánamo, oppure che non contestino come imprigionano, torturano e fanno sparire gli avversari politici in tutto il mondo; o peggio ancora che non impongano dittature che ignorano le elezioni in maniera così volgare e irriverente.

Ma i nostri intellettuali neoliberali hanno il loro l’opuscolo che, a quanto pare, hanno imparato alla perfezione durante gli anni di addottrinamento trascorsi nelle accademie. Manuali da perfetti idioti neoliberali che si sono inseriti nei luoghi più impensati, come i think tank. Si sono ripartiti nella rete delle borse di studio e delle università vincolate con il complesso militare-industriale, allora rifugio dell’estrema destra e della socialdemocrazia che stava cambiando i suoi complessi d’inferiorità con le borse di studio e la stima intellettuale.

Lì, molti dei nostri ex governanti si allenavano per la loro missione da statisti benpensanti, addestrandosi adeguatamente per i compiti che riguardavano l’ordine pubblico e contro i “nemici interni” che circoscrivevano le dottrine sulla sicurezza nazionale. Dove non si puniva l’arresto, la tortura la scomparsa. Dove s’inalberavano effigi ai padri fondatori della democrazia e alla Costituzione americana, mentre gli USA avanzavano verso il loro inesorabile percorso del “Destino manifesto”. Gloria Dio, in Dio, noi crediamo!

L’opuscolo degli ex governanti indicava che il castro-comunismo era e sarà il nemico e, per tanto, rappresentava una congiura minacciosa. Ma insisto: sono convinto che Washington la pensa ancora così, nonostante affermi che è finita la Guerra fredda.

Washington vuole imporre i suoi criteri di civiltà e di buone maniere democratiche; ma “i comunisti intontiti che oggi distruggono il Venezuela e il Continente” non finiscono di convincersi che l’unica alternativa sono gli anacronistici dogmi del neoliberalismo e in un modo o nell’altro dovranno impararlo.

Washington li vuole abbattere se non imparano l’alternativa e a coloro che l’hanno già fatto, promette protezione eterna. Anche nel momento in cui dubitassero di sé stessi, poiché i nostri governanti spesso sono i più accaniti nemici di loro stessi, soprattutto quando aspirano a credere nella “idea fallace” della “sovranità popolare”.

Per quanto concerne il caso venezuelano, la MUD ha dei dubbi se rendere esplicito il suo doppio gioco di fronte alle trame di colpo di Stato. Non riesco a spiegarmi perché il cosiddetto “regime” reclama alla MUD di assumersi il ruolo di opposizione “democratica” nel caso in cui perdesse il sostegno da parte di Washington, poiché la strategia dei due schieramenti (il bastone e la carota) è quella che insegna ai popoli sottosviluppati del continente a sottomettersi all’interno di certe regole fondamentali di “civismo” presente nei “manuali di democrazia consentita” del Dipartimento di Stato.

Cosicché Washington non se la sentirà di consegnare certificati di buona condotta ai membri della MUD se questi decidono di svincolarsi dalle agende golpiste o occulte. D’altro canto un’opposizione che ha assunto il ruolo di apparire morbida, deve accettare che la medaglia per il valore e il diploma di ammissione per i servizi elargiti a Washington se li portano via i più audaci sul fatto di destabilizzazione e di cospirazione. Non ci sono premi per i timorati.

L’opuscolo ordina l’abbattimento del regime mediante la protesta a oltranza come asse di una controrivoluzione che si rispetti. Un cambio attraverso l’impiego di meccanismi elettorali, pacifici e costituzionali solo esiste nelle menti ammansite di una opposizione democratica. Di conseguenza non esiste nessuna possibilità di fare appello al dialogo, di “ragionare”, di “essere sensati”, di “dialoghiamo in buona fede”, di “fare elezioni oneste”, di “consentire l’alternabilità democratica”; o meglio di “consentire di incassare i nostri trionfi”.

Washington esige ai capi politici dell’opposizione democratica di capire che gli appelli fatti in nome della sinderesi equivalgono a una resa nei confronti della congiura castro-comunista. Come avrebbe detto Shakespeare: è il dilemma tra essere o non essere.

Di modo che eccoci qui, nel bel mezzo delle maggiori turbolenze. Come recita il vecchio proverbio: “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”

Il governo nordamericano è riuscito a imporre il confronto tanto bramato mediante una minaccia inusuale e straordinaria e tutto indica che non sarà per niente divertente. Barack Obama si è trasformato in una sorta di “Hulk, l’uomo incredibile” nei confronti della situazione politica venezuelana. Ma i nostri intellettuali venezuelani di destra sono del parere che un tale ordine esecutivo non implica in nessun caso alcuna minaccia alla sovranità nazionale; nemmeno che le recenti sanzioni siano il preludio di un embargo economico o di un attacco militare contro il Venezuela. Tutte queste esagerazioni formano parte dell’opuscolo “castro comunista”.

Qualche volta si fatica a capire i nostri intellettuali di destra; criticano le denunce di “ingerenza” nei nostri affari interni da parte di altri soggetti. Ma non esiste al mondo un regime politico, come quello americano, che si cacci nei problemi degli altri, al punto che il suo presidente considera la sovranità esclusivamente in termini globali; vale a dire, che vada al di là da ogni nozione di frontiera. Difatti, si tratta di un’ambizione senza frontiere.

La refrattarietà all’autocritica da parte dei nostri paladini intellettuali di destra continua a essere sorprendente. Sono realmente incapaci di vedere la trave nel proprio occhio, nonostante i loro scatti d’ira quando osservano la pagliuzza negli occhi altrui. Soprattutto se avvertono un che di sentimentalismo di sinistra. Stranezze delle proiezioni freudiane.

Impegnato a recitare il ruolo obsoleto delle modernizzazioni neoliberali, di apprendisti stregoni che giocano al fine della storia, il governo nordamericano pretende piegare le braccia, incanalare e promuovere a costo di affondare i paesi disobbedienti a uno stato di degrado e di prostrazione veramente drammatica.

Gli Stati Uniti hanno una lunga esperienza per intimorire chi pretende cavalcare la tigre del sogno rivoluzionario. E sa come abbatterlo. Da Arbenz ad Allende, passando per Zelaya e altri colpi istituzionali, come quello che si cercò di consumare in Venezuela nel 2002. I tentativi non cessano. Non importano i danni che possano provocare e ancora meno se sono collaterali. Accrescere l’entusiasmo degli intellettuali di destra e spingerli a una condotta servile e buffa forma parte della sterilizzazione del pensiero critico. E da questa sterilizzazione del pensiero sono sorti gli idioti neoliberali latinoamericani.

Immagino che le cancellerie dei paesi europei alleati al neoliberismo serreranno le file intorno a Obama, offrendo solidarietà in cambio di denaro e chiuderanno un occhio di fronte allo smantellamento di qualsiasi indizio che faccia capo alla giustizia sociale, alla libertà reale per la maggioranza della popolazione e la democrazia partecipativa nel continente e, in modo speciale, in Venezuela. Bisogna istruire Maduro, fargli vedere che è impossibile continuare con qualsiasi seduzione per mantenere l’eredità di Chávez. In questa maniera, trascorrerà intere giornate senza poter dormire, insieme ai suoi circoli politici e militari, riesaminando le cose. La strategia è di farli arrendere. Tutto indica che Washington ha deciso di tratteggiare i suoi classici limiti all’interno della sua lunga traiettoria d’intolleranza di fronte a qualsiasi sfida verso la sua egemonia in tutto il mondo.

In effetti, sembra che stia per iniziare un nuovo gioco.

[Trad. dal castigliano per ALBAInformazione di Vincenzo Paglione]

 

(VIDEO) Assad: «Nessun cambiamento con il terrorismo»

da sana.sy

Il presidente Bashar al-Assad ha sottolineato che «ogni controversia deve cessare con il dialogo e una soluzione politica tra le varie parti, e questo è ciò che si sta facendo in Siria nel corso degli ultimi due anni»

In un’intervista con la rete statunitense (CBS News il presidente ), ha dichiarato che «il dialogo è una cosa buona, ma dovrebbe essere sviluppato senza la violazione della sovranità siriana, in particolare, per quanto riguarda la lotta contro il terrorismo».

Il presidente ha invitato i media e gli occidentali a non affrontare la questione delle vittime e dei rifugiati a causa della guerra come “semplici numeri”, ma come una tragedia che ha colpito tutte le famiglie siriane.

Per quanto riguarda la comparsa dell’organizzazione terroristica Isis nel corso degli eventi in corso in Siria, al-Assad ha affermato che lo «Stato islamico non è apparso all’improvviso è impossibile per un’organizzazione terroristica che abbia tutti questi fondi e risorse umane senza un aiuto esterno».

In risposta ad una domanda sulla recente dichiarazione di Kerry sul dialogo con il governo siriano, al-Assad ha ribadito che «sono mere dichiarazioni, ma non hanno ancora nulla di concreto ancora, perché non sono emersi  nuovi fatti in relazione alla linea politica degli Stati Uniti sulla situazione in Siria».

Riguardo al dialogo, il presidente ha precisato che «il dialogo è positivo e la Siria sarà sempre aperta a questa possibilità con tutte le parti, compresi gli Stati Uniti, ma questo dialogo deve essere basato sul rispetto reciproco e senza violazione della sovranità siriana».

A proposito dei contatti in corso tra il governo siriano e l’amministrazione degli Stati Uniti, il presidente al-Assad ha spiegato che non ci sono contatti diretti, ribadendo che «ogni dialogo è una buona cosa, soprattutto quando si tratta della lotta contro il terrorismo» evidenziando che trovare un modo per sconfiggere il terrorismo è una questione importante per la Siria in questo momento.

Inoltre, Assad ha evidenziato che qualsiasi passaggio sulla politica interna della Siria deve essere sottoposto dalla volontà del popolo siriano e non a chiunque altro, notando che Damasco, su questo aspetto, non discuterà con gli americani, o con qualsiasi altra parte. «Tutto questo ha a che fare con il nostro sistema politico, le nostre leggi e la nostra Costituzione», ha puntualizzato.

A questo proposito, ha aggiunto che «la Siria potrebbe cooperare con gli Stati Uniti per quanto riguarda la lotta contro il terrorismo, a condizione che facciano la pressione sui paesi come la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar e alcuni stati europei, che sostengono i terroristi politicamente, finanziariamente e militarmente».

Sulla soluzione del conflitto, il presidente Assad ha sostenuto che “il governo siriano sta lavorando su due punti: il primo si basa sulla creazione di un dialogo interno su tutte le questioni, compreso il sistema politico, il secondo è quello di avere contatti diretti con i gruppi armati, come è stato fatto nel corso degli ultimi due anni,  attraverso la concessione dell’ amnistia per chi abbandona la lotta armata e vuol tornare alla vita normale»-

Su questo aspetto, al-Assad ha aggiunto che «alcuni appartenenti a queste bande armate sono terroristi, mentre altri sono stati coinvolti nella guerra per motivi diversi. Per noi, chiunque porti un’ arma e cerca di distruggere le infrastrutture, attaccando persone innocenti o viola la legge in Siria, appartiene ai gruppi armati».

Rispondendo a una domanda sul futuro politico della Siria, al-Assad ha sostenuti che “nessun partito al di fuori del paese ha a che fare con il futuro politico della Siria, o per quanto riguarda il presidente o la costituzione. Non discuteremo mai su tali questioni con nessuno al di fuori della Siria. Si tratta di una questione siriana e quando il popolo siriano vuole cambiare il presidente lo realizza attraverso un processo politico e costituzionale. I presidenti e non si cambiano attraverso il terrorismo o le interferenze straniere».

Per quanto riguarda la politica dell’Occidente in merito alla situazione in Siria, secondo Assad «la nascita dell’organizzazione terroristica dello Stato Islamico ha portato l’Occidente cambiare le sue politiche, ma questo non vuol dire che ha cambiato il suo approccio al conflitto in Siria o l’Iraq.

L’Occidente non ha imparato bene la lezione, e di conseguenza non è in grado di cambiare nulla sul corso degli eventi perché fin dall’inizio l’approccio occidentale si è basata su un cambio semplicemente sul rovesciamento del governo perché rispondeva ai suoi interessi. I governi occidentali continuano a muoversi in questa direzione; per questo motivo, ancora nulla di sostanziale è cambiato»-

Riguardo agli attacchi della coalizione contro le posizioni dell’Isis all’interno della Siria, il presidente ha detto che, in generale, «l’Isis ha fatto progressi dall’inizio degli attacchi, e gli USA cercano di camuffare la realtà sostendendo che le cose sono migliorate e che l’Isis è stato sconfitto, ma in realtà ciò che accade è l’opposto»

Il presidente ha anche sottolineato che «l’Isis continua a reclutare persone e, secondo alcune stime, sono 1.000 ogni mese, in Siria e in Iraq, si sta espandendo in Libia e molte altre organizzazioni legate ad al-Qaeda hanno dichiarato la loro fedeltà al Daesh; questa è la realtà».

Per quanto riguarda le accuse contro l’esercito siriano sull’uso di armi non convenzionali, il presidente Bashar al-Assad ha replicato: «le accuse riguardanti l’uso di gas cloro sono parte di una campagna di propaganda dannosa contro la Siria. Il gas di cloro non è usato esclusivamente dagli eserciti, ma può essere acquistato ovunque».

Sul “barili esplosivi”, al-Assad specificato che «la Siria da decenni ha a che fare con  l’industria militare avanzata, e non necessita di produrre bombe rudimentali e dannose; hanno usato questo termine solo per demonizzare l’esercito siriano».

Infine. Al-Assad ha ribadito: «chiunque usa una pistola e uccide persone, distrugge la proprietà pubblica, è un terrorista», concludendo che l’opposizione armata è terrorismo, in conformità con la definizione della parola “terrorismo” nel mondo.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

__

L’Integrazione Mediterranea: Utopia o Realtà?

Locandina Mediterraneodi Centro d’Informazione, Ricerca e Cultura Internazionale​

Di fronte alla realtà attuale che vede sempre più addensarsi sull’area mediterranea una pesantissima atmosfera caratterizzata da esodi forzati, drammatici naufragi, sopraffazioni, violenze e conflitti di ogni genere, parlare di INTEGRAZIONE MEDITERRANEA potrebbe quasi sembrare una stravagante provocazione…

Eppure noi riteniamo che non sia così.

Se vogliamo continuare a credere e a lavorare per una integrazione dei popoli del Mediterraneo non è certo per una visione nostalgica o romantica del Mediterraneo antico, che finisce per mitizzare l’età dell’oro greco-romana o quella della gloriosa espansione della civiltà arabo-islamica, ma è perché riteniamo che ci sia una formidabile originalità potenziale in un processo di integrazione mediterranea che riesca a mettere in valore un patrimonio storico, politico, sociale e culturale che oggi rischia di essere cancellato, sopraffatto dalla strategia egemonica nordamericana – con il suo pensiero totalizzante – che minaccia non solo la convivenza fra i popoli mediterranei, ma più in generale la pace internazionale.

Lavorare per l’integrazione mediterranea si può dunque intendere come il tentativo di resistere e contrastare, facendo leva su alcuni punti che in seguito degli incontri del 26, 27 e 28 marzo metteremo in evidenza, il fondamentalismo a guida statunitense – aggressivo e bellicista – che si propone di recidere ogni rapporto fra le due rive del Mediterraneo, subordinando tutta l’Europa allo spazio atlantico e sottoponendo il mondo arabo-islamico ad una crescente pressione politica, economica, sociale e militare.

Il fondamentalismo del sistema imperialista è, essenzialmente, il fondamentalismo del mercato, del consumo, del profitto, sostenuto con la forza del potere militare e in dispregio del diritto internazionale.

L’integrazione che noi immaginiamo non significa omologazione culturale o monoteismo del mercato, ma al contrario ricchezza di diversità, valorizzando la cultura “dei molti Dei”, delle molte lingue e delle molte civiltà, del ‘mare fra le terre’ estraneo alla dimensione oppressiva, omologante, cosmopolita e ‘pacificatrice’ delle potenze imperialiste.

Il primo degli elementi concreti su cui fare leva per ridare vita a una identità comune dei popoli del Mediterraneo è quello della storia, la storia autentica dei suoi popoli, al fine di ricostruire la memoria collettiva delle sue culture, che si sono incontrate e scontrate, senza che mai nessuna riuscisse definitivamente a distruggere e sopraffare le altre.

Attraverso un’analisi storica accurata è possibile ricostruire l’evoluzione delle relazioni intercorse fra sponda Nord e Sud, in particolare fra l’Europa ed il Mondo Arabo e comprendere i tratti essenziali del substrato che ha prodotto, per capire se, ed in che misura, siano ancora presenti e si possano sviluppare all’interno di quella nuova identità mediterranea che vogliamo costruire.

Un altro elemento da valorizzare sono tutte quelle continue interazioni e scambi reciproci che hanno plasmato la storia delle sue rive, unendole in un profondo legame rintracciabile nelle molteplici influenze avvenute fra le sue aree nei più diversi ambiti, da quello artistico e scientifico a quello filosofico a quello dell’organizzazione politica e sociale.

Per poter parlare concretamente di integrazione dei popoli del Mediterraneo bisogna individuare ed affrontare costantemente le questioni concrete che in questo momento si oppongono a questo magnifico sogno:

· L’incancrenirsi della questione palestinese
· L’aggressione imperialista alla Siria
· La questione Turca
· Il “caso” Grecia
· Il divario permanente e crescente tra i paesi del nord e quelli del sud del Mediterraneo.

La sola risposta che siamo concretamente in grado di dare di fronte a questo quadro funesto è moltiplicare e sviluppare le occasioni di incontro e di confronto come questa al fine di creare una rete e un intreccio di relazioni capace di rendere il Mediterraneo non più un mare oscuro e amaro, dove scorrazzano le armate imperialiste seminando conflitti e guerre, dove naufragano e muoiono le speranze dei migranti africani, medio-orientali, asiatici… ma un mare che unisce: che unisce i popoli della sponda Sud con quelle della sponda Nord. Un mare pacifico nel mezzo del quale anche l’Italia riacquista il suo storico e splendido carattere di ‘ponte’ certo e sicuro e non più quello di “portaerei” minacciosa del comando centrale delle operazioni guerrafondaie contro tutti quei vicini che, per molteplici ragioni, rifiutano il dominio e la coercizione delle potenze economiche, politiche e militari.

Le agitatrici del golpismo venezuelano con la destra argentina

da Resumen Latinoamericano

Le agitatrici del golpismo venezuelano si sono riunite con il fior fiore della destra parlamentare argentina

Si sono incontrate anche con Mauricio Macri in un Forum per sindaci e s’incontreranno con il candidato Sergio Massa

28/03/2015.- Le mogli degli oppositori venezuelani imprigionati, il sindaco di Caracas Antonio Ledezma e Leopoldo López, hanno reclamato l’appoggio dell’America latina nell’atto di essere ricevute questo venerdì [scorso n.d.t.] dall’opposizione nel Congresso dell’Argentina. Nell’incontro hanno partecipato anche i deputati della destra argentina Patricia Bullrich, Christian Gribaudo e Roberto Pradines, rispettivamente presidenti delle Commissioni di Legislazione Penale, di Affari Municipali e del Mercosur, con Cornelia Schmidt Liermann, Carlos Brown (FE) e Alberto Asseff (FR) e Soledad Carrizo (UCR).

“Vogliamo che i paesi dell’America latina si scuotano, è giunto il momento che si risveglino, che si sollevino e chiedano la libertà dei nostri sessantadue prigionieri politici”, ha reclamato Lilian Tintori, sposa di López, tra gli applausi dei deputati.

Tintori e Mitzy Capriles de Ledezma sono state accolte in una riunione convocata all’unisono dalle commissioni sulla Legislazione Penale, del Mercosur e degli Affari Municipali, tutte e tre presiedute dai legislatori del blocco di Propuesta Republicana (PRO, di destra).

I deputati del PRO, insieme ai legislatori dei principali partiti dell’opposizione argentina, hanno denunciato “il deterioramento democratico” che sta avvenendo in Venezuela.

Entrambe le donne sono andate a Buenos Aires dietro invito del Primo Foro Latinoamericano di Sindaci C40 sul mutamento climatico, inaugurato questo giovedì dall’intendente della capitale, Mauricio Macri, candidato governativo per le elezioni di ottobre.

La presenza delle venezuelane è stata invece ripudiata dalle organizzazioni sociali e politiche di sinistra e schierate con il governo di Cristina Kirchner, attraverso una manifestazione sotto l’insegna “No al golpe en Venezuela” di fronte all’Usina dell’Arte, dove si è svolto l’incontro dei sindaci.

 

Davanti ai deputati, Mitzy Capriles de Ledezma ha affermato che l’accusa contro suo marito è stata “inventata dalla mentalità di certa gente che non accetta la dissidenza”.

La deputata nazionale, Soledad Carrizo (UCR –  Córdoba), che ha partecipato all’incontro, ha manifestato la sua “solidarietà con la vostra lotta, la quale ci colma d’insegnamenti”. E si è dispiaciuta dell’assenza dei rappresentanti del governo venezuelano “per condurre la lotta per la democrazia, la libertà d’espressione e i diritti umani”.

“Questo ricevimento ha avuto come obiettivo quello di manifestare la nostra solidarietà di fronte alle gravissime violazioni dei Diritti Umani in Venezuela, allo stesso tempo abbiamo reso pubblica la nostra rimostranza al governo nazionale affinché assuma la difesa dei diritti politici e si batta per i prigionieri politici”, ha aggiunto Soledad Carrizo.

Gli anfitrioni hanno manifestato il loro “beneplacito” perché la difesa degli oppositori venezuelani “sarà assunta dall’ex capo del governo spagnolo, Felipe González, e dall’ex presidente del Brasile, Fernando Enrique Cardozo”.

 

“Divulgheremo un documento che faremo giungere alle organizzazioni internazionali come l’UNASUR, l’OEA e la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH)”, ha comunicato il deputato Christian Gribaudo (PRO).

Il sindaco di Caracas è stato imprigionato il 19 febbraio scorso per delitti di cospirazione e minaccia di omicidio al capo dello Stato venezuelano. Attualmente si trova nel carcere di Ramo Verde, a circa 30 Km da Caracas, con Leopoldo López, consegnatosi il 18 febbraio 2014, poiché era preoccupato che i suoi stessi compagni di partito, capeggiati da Ledezma, lo assassinassero.

López, leader del partito di estrema destra Voluntad Popular, è accusato d’incitamento alla violenza durante le proteste di massa avvenute agli inizi del 2014 contro il governo di Nicolás Maduro, le quali lasciarono un saldo di quarantatré morti.

L’internazionale golpista è in marcia

 

Mitzy Capriles e Lilian Tintori sono state ricevute questo mercoledì dall’ex presidente peruviano, Alan García, a Lima. Da martedì 24 marzo si sono susseguiti una serie d’incontri con alcuni leader politici peruviani, come l’oppositrice Keiko Fujimori e con i rappresentanti del governo di Ollanta Humala. Massa ha dichiarato che altri ex presidenti della regione  come Ricardo Lagos (Cile) e Fernando Henrique Cardozo (Brasile) vogliono avallare l’iniziativa. “La democrazia è una sola. Non esistono qualità democratiche secondo il livello di amicizia o meno con un paese o con il governo di turno”, ha concluso il leader del Frente Renovador.

Lettera inviata da Massa a Felipe González

Al Sig. Presidente del Consiglio del Governo di Spagna

Amico Dr. Felipe González Márquez

S / D

Gentile Signore,

 

Mediante la presente voglio confermarle dall’Argentina la mia fraterna adesione  alla sua decisione di aver accettato la difesa giuridica dei detenuti politici venezuelani, Leopoldo López e Antonio Ledezma, richiesta dai loro rispettivi famigliari.

Il compito assunto risponde a una saggia e coraggiosa presa di posizione. Dà valore a ciò che è veramente politico, ovvero di farsi carico dell’oppressione esercitata da parte di un governo contro coloro che, con o senza ragione, la pensano diversamente e si esprimono in quanto dirigenti che professano la rappresentanza popolare.

Sono falliti l’OSA, il Parlamento Europeo e soprattutto l’UNASUR, figura centrale nella difesa della democrazia in Sudamerica fino a poco tempo fa. Oggi quest’ultimo è paralizzato da problemi interni che comportano una carica ideologica assurda, la quale sostiene che per consolidare la stabilità di un governo popolare e presunto progressista, si deve ammettere la violazione delle libertà e l’assenza di giustizia. E distogliere lo sguardo quando il SEBIN si porta via gli oppositori con la violenza.

Il suo gesto forse consentirà di aprire il dialogo, sollecitare le coscienze assopite, inquietare quei venezuelani che in buona fede sono sostenitori del governo. Altrimenti appellarsi ai governi latinoamericani per un’azione più ferma contro l’attuale repressione nel paese. La democrazia e la libertà in queste terre sono state conquistate con sangue e sacrifici, come nella sua Spagna. Non possono degradarsi. Abbiamo imparato a riconoscere la loro priorità sopra le intenzioni di chi attenta contro di esse, qualunque siano le motivazioni. Non pretendiamo svalorizzare nessun governo per la sua ideologia, sempre e quando i suoi valori e il suo raggio d’azione siano democratici nella forma e nel contenuto.

Fra qualche giorno riceverò i familiari dei detenuti che lei difende. Da questo momento starò attento alle sue disposizioni per poterlo aiutare in ciò che posso, senz’altro scopo che per la difesa summenzionata.

 La saluto attentamente, Sergio Massa.

 [Trad. dal castigliano per ALBAInformazione di Vincenzo Paglione]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Planetasperger

sindrome de asperger u otros WordPress.com weblog

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: