Nuove prove degli aiuti USA all’Isis in Iraq e Siria

da al manar

Gli iracheni continuano a rilevare la collaborazione tra gli USA e l’Isis, Daesh in arabo, nelle regioni occupate da quest’ultimo in Iraq.

 Contrariamente a quanto si sostiene, ovvero che gli Stati Uniti combattano l’Isis, divengono dempre più forti le accuse in Iraq, sui legami tra statunitensi e questo gruppo.

 Secondo il sito informazioni Arabi Press, due fatti nuovi sono stati rivelati questa settimana dal capo delle forze di mobilitazione popolare che hanno nei loro ranghi con giovani volontari iracheni.

 Secondo Thamer al Khafayi, tre marines statunitensi sono stati paracadutati nella provincia di Babel e due elicotteri di origine sconosciuta sono atterrati in due zone della provincia di Diyala, in due momenti diversi.

Per quanto riguarda i paracadutisti, sono stati visti all’alba di mercoledì scorso mentre saltavano da un elicottero Apache nella regione di Al Obaidat, a nord Babel.

Per quanto riguarda il secondo evento, un elicottero Apache è stato visto di notte, tra Martedì a Mercoledì, atterrare vicino alla città di Al Safra, nel prolungamento di Al Azim, a nord di Diyala.

Poche ore dopo, il mercoledì mattina, un elicottero di origine sconosciuta è atterrato a sud della regione Bahraz, vicino Kanaan, a sud della provincia di Diyala, rimanendo sul posto circa 15 minuti prima di decollare nuovamente.

Molti funzionari locali sostengono di aver visto terra non velivolo non identificato sui bastioni a nord-est Diyala mentre forniva armi e attrezzature.

Queste azioni avvengono in contemporanea con l’avanzamento dell’esercito iracheno e delle milizie popolari in questi settori. Mercoledì scorso, il Ministero della Difesa iracheno ha affermato che sono state liberate due regioni situate tra le province di Diyala e Salahuddin, Albu Bakr e Albu Auwad.

Un parlamentare iracheno, Hamid al Zameli, ha dichiarato all’agenzia di stampa iraniana Fars che il governo di Baghdad riceve regolarmente segnalazioni dalle forze di sicurezza, in provincia di Anbar, sulla consegna di armi all’ Isis ed ha accusato gli Stati Uniti di voler provocare il caos in Iraq e di sostenerlo.

Molti altri parlamentari iracheni si lamentano di questa situazione.

«Abbiamo scoperto armi fabbricate negli Stati Uniti, nei paesi europei e in Israele nelle zone liberate dal controllo di Daesh nella regione di Al Baghdadi» ha scritto su un sito informazione Al Ahad, citando Tarmuz Khalaf, il capo del Consiglio provinciale di Al Anbar. Tarmuz ha anche aggiunto che le armi prodotte in Europa e in Israele sono stati scoperte a Ramadi.

 «Gli Stati Uniti lanciare armi per l’Isis con la scusa che non sanno dove sono le sue posizioni e si sforzano di distorcere la realtà con tali dichiarazioni», ha affermato.

Secondo Infowars, nel mese di dicembre, i media di stato iraniani hanno riferito che Air Force USA ha lanciato una seconda volta armi nelle zone occupate dall’Isis.

Nel mese di novembre, fonti dell’ intelligence irachena hanno spiegato  che gli Stati Uniti attivamente riforniscono con le armi l’Isis. «I servizi segreti iracheni hanno ripetuto più volte che aerei da guerra degli Stati Uniti hanno lanciato diverse spedizioni di armi ai terroristi per aiutarli a resistere all’assedio dell’esercito iracheno e alle forze di sicurezza popolare», si legge su un rapporto.

[Trad dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Roma 4mar2015: Chávez uomo di pace

Perché è stato arrestato il sindaco di Caracas?

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ANTONIO LEDEZMA

 – Il 19 febbraio 2015 la Procura Generale del Venezuela ha chiesto al Tribunale penale la misura di custodia cautelare per Antonio Ledezma, Sindaco di Caracas, per il suo coinvolgimento nel tentato colpo di stato contro il governo costituzionale e democratico della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

– Gli ufficiali detenuti in occasione del tentato golpe dello scorso febbraio lo indicano come punto di contatto tra alcuni funzionari dell’Ambasciata degli USA e altri militari che hanno partecipato al piano.

– Al tempo stesso, è stato segnalato dagli stessi ufficiali come ideatore del piano di bombardamenti che avrebbe dovuto colpire, da un aereo Tucano armato, il Palazzo del governo Nazionale, l’Assemblea Nazionale, il Consiglio Nazionale Elettorale, il canale televisivo Telesur e altre istituzioni rilevanti con sede nella città di Caracas.

– A questa indagine, aperta dalla Procura già nel primo trimestre 2014, si aggiungono gli indizi su di lui apportati da Lorent Saleh, indagato per i fatti violenti accaduti in Venezuela tra febbraio e aprile 2014, che causarono la morte di 43 persone.

– Va inoltre ricordato che Lorent Saleh è stato consegnato alla giustizia venezuelana dal governo colombiano affinché venisse giudicato per i medesimi fatti.

– A questo, la Procura venezuelana ha aggiunto la recente firma, da parte di Antonio Ledezma, di un manifesto che incita alla eversione e in cui si annuncia un governo di transizione. Il manifesto sarebbe stato firmato anche da Leopoldo López e María Corina Machado, entrambi imputati dalla Procura come responsabili dei fatti violenti finalizzati a destabilizzare il governo democratico. 

– Antonio Ledezma, al momento della detenzione, ricopriva l’incarico di Sindaco di Caracas.

– Ha partecipato attivamente al piano sovversivo chiamato “L’Uscita”, ideato da Leopoldo López e María Corina Machado, che prevedeva azioni di piazza violente e che ha provocato la morte di 43 venezuelani.

– Infine, è stato indicato come co-autore e co-organizzatore del piano ideato per assassinare Leopoldo López, con la volontà di attribuire tale crimine al governo venezuelano per causarne la caduta dello stesso.

 

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