(VIDEO) Mussa Ibrahim. Una voce dalla Libia che resiste

di Leonor Massanet Arbona – lahaine.org

Dall’ultimo portavoce della Jamahiriyah libica un riassunto breve di quello che è successo in Libia, ma abbastanza chiaro per avere un’idea.

 Ero un’osservatrice straniera nel giugno 2011 a Tripoli, in Libia. Sono testimone di tante cose che sono avvenute che Mussa Ibrahim spiega e altre che non spiega. Sono stata testimone che c’erano giornalisti di media internazionali provenienti da tutto il mondo che non hanno informato di quanto stava accadendo. Erano testimoni diretti, fotografati, filmarono e visionarono quella realtà, ma non hanno mai pubblicato nulla.

 Ho assistito ogni giorno come gli aerei della NATO sono entrati in Libia, lanciando bombe sulle città. Non hanno ricevuto risposta libica e non so se si può immaginare che cosa significa la caduta di bombe su una città popolata da Tripoli, i morti, l’onda d’urto, la distruzione, … ogni giorno gli aerei iniziavano i bombardamenti su Tripoli all’alba e poi si ripetevano all’inizio della mattina. Impossibile per qualsiasi libico poter riposare più di quattro ore.

 Molte associazioni e gruppi internazionali sono venuti in Libia per essere diretti testimoni su ciò che stava accadendo, come l’associazione degli avvocati in testimoni del Mediterraneo. Dopo aver vissuto e assistito all’aggressione alla Libia,  non riesco più fidarmi dei media dei politici e dei governi che hanno sostenuto e nascosto qualcosa di così disumano, crudele, assurdo … RT e Telesur erano lì e hanno testimoniato tutto quella che c’era da riferire, per quanto ne so, hanno sempre detto la verità.

 Conferenza stampa 2014

 Parole di Mussa Ibrahim, ultimo portavoce della Jamahiriyah libica appartenente al Movimento nazionale del popolo libico che lavorar congiuntamente con il Consiglio di tutte le tribù libiche e le città cercando di risolvere la situazione libica dopo l’attacco della NATO e le sue conseguenze. Parla per 622 politici libici che si trovano in Libia e in esilio, rappresentano la Resistenza Verde. Difendono la riconciliazione di tutti i libici, lo sviluppo, i diritti umani.

 Noi apparteniamo a tutta la Libia e sosteniamo tutti i libici che non sostengono la NATO, non gli assassini fondamentalisti criminali, che stanno torturando, emarginando, cambiando le leggi per costringere i libici all’esilio.

 Cerchiamo il vostro supporto per farvi conoscere la nostra realtà. Nel 2011 sono stato responsabile per la comunicazione con i media internazionali, ho cercato di fare del mio meglio, ma i veri eroi sono quelli che hanno perso la vita sotto le bombe della Nato, nelle prigioni di Al qaeda. La sofferenza della Libia ha a da un avuto inizio con un attacco straniero dopo la risoluzione delle Nazioni Unite su cinque temi:

 

  1. Secondo i documenti ufficiali delle Nazioni Unite, 10.000 manifestanti sono stati uccisi a Bengasi nei primi giorni. Tuttavia, il Consiglio nazionale di transizione, testimone Abdul Jalil, ha ammesso pubblicamente e si possono anche ascoltare on-line le sue parole, dice hanno mentito. Sapevano che il governo libico della Jamahiriyah, aveva dato l’ordine di non intervenire nelle manifestazioni.

 

  1. Secondo i documenti ufficiali della NATO, i bombardamenti di Gheddafi avevano distrutto diverse aree di Tripoli come Suk al Juma, Fashlum, e altri. Oltre 1.000 giornalisti e osservatori internazionali hanno visitato e hanno visto con i loro occhi, potevano parlare con la gente e quindi controllare che non era vero, che queste zone erano completamente normali.

 

  1. Secondo i documenti ufficiali delle Nazioni Unite, più di 8.000 donne libiche erano state violentata dall’esercito libico le prime tre settimane del conflitto. Quando hanno cercato di dimostrarlo non si è presentato nemmeno una donna.

 

  1. Secondo i documenti ufficiali delle Nazioni Unite la Jamahiriyah libica aveva 35.000 mercenari africani. Non era vero e non avrebbero mai potuto dimostrare. Tuttavia è stato usato dalla Nato per uccidere migliaia e migliaia di libici neri e, ovviamente, una volta morti non poteva dichiarare nulla. La più terribile strage che si è tenuto nella città libica di Tawerga i cui cittadini che non sono stati uccisi, non gli è stato concesso di tornare a casa.

 

  1. Secondo i documenti ufficiali delle Nazioni Unite l’esercito libico della Jamahiriyah si muoveva verso Bengasi a placare con le armi le manifestazioni e radere al suolo la città. Secondo il documento ufficiale delle Nazioni Unite, la NATO doveva intervenire per fermare l’esercito e salvare la vita dei libici. Tuttavia la realtà è che il governo della Jamahiriyah aveva colloqui diretti con rappresentanti di Francia e Stati Uniti per dimostrare e promette che l’esercito libico non sarebbe entrato a Bengasi. Il governo della Jamahiriyah aveva ordinato all’esercito di non intervenire in alcun modo nelle manifestazioni qualsiasi cosa fosse successa. La Libia ha fatto l’errore di fidarsi della parola di Francia, Stati Uniti e l’Inghilterra che promisero che non sarebbero intervenute. La NATO ha mentito, è entrata in Libia e la prima cosa che fece fu di attaccare e uccidere l’esercito accampato fuori Bengasi.

 

La NATO intervenne sulla base di queste cinque bugie

 La Jamahiriyah Libia ha cercato di fare un “Fact Finding Mission” (una commissione per stabilire la verità dei fatti), così ha chiamato tutti i principali mezzi di comunicazione di tutto il mondo come la BBC, New York Times, RT, Telesur, … significa che il mondo poteva accertare i fatti, inoltre, furono invitati osservatori internazionali provenienti da tutto il mondo in modo da poter costatare la realtà.

 I Media Internazionali hanno detto che non potevano fare una ricerca sul campo (‘missione conoscitiva’) in quanto:

 

  1. Non avevano budget per farlo.

 

  1. Non avevano la stoffa giusta per dimostrarlo.

 

La Commissione dell’Unione africana ha cercato di creare un ‘Fact Finding Mission’, ma non gli è stato permesso.

 Tutti questi fatti sono stati ignorati dai media e dai politici internazionali.

 Ora sappiamo perché siamo stati attaccati: Per la posizione che occupava la Libia in Africa, sostenendo l’Unione africana, lavorando per il mercato comune africano, che lavora per l’Unione araba, sostenendo gli oppressi…

 Tutto questo ha causato l’attacco occidentale alla Libia perché non vogliono un Africa indipendente.

 In questo momento i problemi più grande di libici sono:

 

  1. Gli esuli: secondo il governo tunisino ci sono 1,5 milioni di rifugiati libici in Tunisia, il governo egiziano ha 1,25 milioni di rifugiati libici, oltre a tutti i rifugiati libici in Algeria, Niger, e molti altri paesi.

 Tuttavia, secondo le nostre stime ci sono circa due milioni di rifugiati libici all’estero. Ricordiamo che la Libia aveva una popolazione di sei milioni di persone, il che significa che il 30% dei libici sono stati costretti ad abbandonare il proprio paese e stanno soffrendo.

 

  1. Controllo della Libia da parte degli estremisti come Al qaeda, in quanto, hanno i soldi, hanno armi e sostegno straniero e migliaia di mercenari. In questo momento i peggiori terroristi del mondo sono in Libia.

Il terrorista più importante è Abdul Hakim Bilhaj che è stato in Somalia, Iraq, Afghanistan, è stato in prigione a Guantánamo e Libia. Nel settembre del 2011, quando la NATO è entrata a Tripoli BilHaj è stato nominato responsabile della sicurezza a Tripoli. È stato pagato dall’Occidente per il suo lavoro scolto con le loro aziende ed è diventato un milionario. Lo hanno ripulito ed è ora ricevuto dai governi occidentali. Oltre a Abdul Hakim Bilhaj, c’è l’ elite del terrorismo in Libia.

3.  Ci sono 35.000 prigionieri politici, in carceri illegali e sconosciute. Essi sono stati torturati, maltrattati, violando tutti i diritti umani. Ci sono anche intere famiglie bloccate. Ogni settimana escono corpi senza vita di questi prigionieri, alcuni sono sepolti direttamente e altri sono tornati alle famiglie.

 

  1. Balcanizzazione della Libia: Stanno cercando di dividere la Libia in tre parti. I fondamentalisti non vogliono una Libia forte, vogliono paesi piccoli e deboli per operare meglio.

I Libici piangono non solo per la Libia, ma cercano soluzioni per non essere “colonizzati”, ci affidiamo a un dialogo in cui includiamo tutti i libici tranne fondamentalisti e mercenari della NATO.

Il dialogo continua, lavoriamo duro per questo. Sarebbe molto più facile se non ci fosse per l’intervento occidentale.

La maggior parte dei libici sognano questi ultimi 42 anni di Jamahiriyah Libia. Questo non è per dire che tutto era perfetto, ci sono stati molti problemi, ma noi i libici li possiamo risolvere e stavamo lavorando per risolverli.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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