Anche la CIA tortura la lingua

di Robert Fisk – jornada.unam.mx

Articolo apparso sul quotidiano americano The Independent e tradotto allo spagnolo da Jorge Anaya per La Jornada, Messico, lunedì 22 dicembre 2014. 

Dio sia lodato per l’esistenza di Noam Chomsky. Non tanto per i suoi distruttivi interventi sulla nostra ipocrisia politica, bensì per la sua linguistica. Molto prima che lo conoscessi, ai tempi dell’Università, quando mi davo da fare nel corso di linguistica, il lavoro di Chomsky mi aveva allertato sull’uso pernicioso del linguaggio. Per questa ragione condanno immediatamente la vile semantica del Pentagono e della CIA. Non solo la vecchia frase lupesca “danno collaterale”, ma anche tutto il linguaggio concernente la tortura. O, come affermano i giovani che torturano in nostro nome, “tecniche ottimizzate d’interrogazione”.

Osserviamo il fatto un po’ più da vicino.

“Ottimizzare” è una parola che implica il portare a un risultato che possa essere considerato il migliore possibile. Suggerisce qualcosa di migliore, più informato, addirittura dai costi contenuti. Ad esempio, “medicina ottimizzata” presumibilmente implicherebbe una forma più semplificata per migliorare la nostra salute. Allo stesso modo le “scuole ottimizzate” suggerisiscono una educazione più efficace per un bambino.

“Interrogazione”, questa parola per lo meno rende l’idea di cosa si nasconde dietro tutto questo. Fare delle domande per ottenere –o non ottenere- una risposta. Ma il termine “tecnica” supera tutte le altre. Una “tecnica” suggerisce una abilità, non è così? Di regola, secondo quanto indica il dizionario, nel lavoro artistico.

Così dunque le persone abilitate alle interrogazioni posseggono delle abilità speciali, il che implica allenamento, erudizione, applicazione, prodotto dell’intelletto. Il che mi fa supporre che in qualche senso la tortura tratta di ciò. Questa non è solo la forma in cui io normalmente descriverei il processo di fustigare le persone contro una parete, affogarle al punto di ammazzarle o imbottirle di sterco via ano.

Ma se ciò diventa troppo schematico, i giovani della stampa americana l’hanno reso ancora più familiare. Tutto il processo delle “tecniche di ottimizzazione delle interrogazioni” ora ha preso il nome di EIT (dalle sigle inglesi enhanced interrogation techniques) come WMD (sigle inglesi che designano le armi di distruzione di massa) – un’altra menzogna nel nostro vocabolario politico-; tutto questo lavoro sporco è racchiuso in un acronimo formato da sole tre lettere.

E dopo veniamo a sapere che tutto ciò forma parte di un programma. Qualcosa di attentamente studiato, voi capite, un progetto, una interpretazione, regolare, approvata, persino teatrale. Il mio affidabile College Dictionary –pubblicato dalla Random House nel 1947- definisce programma (in inglese) come un intrattenimento che fa riferimento a pedine o numeri, che è quello che io immagino quando gli sfasati della CIA se la spassavano mentre lavoravano le loro vittime. Togliti gli abiti, mettigli uno straccio sulla faccia, versa l’acqua; oh, non troppe bollicine per favore. Ah, va bene, schiantalo nuovamente contro la parete. Un programma, proprio così.

Dick Lato Scuro Cheney utilizzò la parola “programma” quando condannò il rapporto sulla tortura della CIA. Tuttavia risulta strano che la descrizione che fece del documento come “pieno di merda” avesse un effetto laterale non intenzionale del processo che celebra. Perché spesso quelli che sono torturati orinano e defecano e, secondo quanto abbiamo appreso da coloro che hanno subito tali “progammi”, gli agenti della CIA erano soliti lasciare le vittime ferme e infangate di questi escrementi.

Cheney certamente vuole farci credere che quei poveri uomini hanno rilasciato informazione importante alle vili creature che li torturavano. Questo è precisamente quello che gli inquisitori medievali scoprivano quando accusavano di stregoneria a degli innocenti: quasi tutte le vittime, uomini e donne, riconoscevano di aver volato per aria.

Forse è stato quello che Khaled Sheikh Mohamed, dopo essere stato sottoposto a tortura con l’acqua (waterboarding) per 183 volte, rispose ai suoi torturatori della CIA: potevo volare per aria come un drone umano terrorista. Suppongo che quello è il tipo d’informazione vitale che Cheney assicura che le vittime hanno rilasciato alla CIA.

Indubbiamente è toccato al direttore dal viso gotico della CIA, John Brenman, forse percependo il fiato sul collo da parte di alcuni avvocati di diritti umani, dover affermare che alcune delle tecniche –sì, è proprio quella la parola- non erano state autorizzate e da considerare abominevoli. E in questa maniera ha avuto modo di somministrare con destrezza una nuova versione dei crimini della CIA. L’AIT – l’abominevole tortura – dev’essere ripudiata da tutti ma, a quanto sembra, non la vecchia e rispettabile EIT. Come disse Cheney, “la tortura è stato qualcosa che abbiamo saputo molto bene guardarci”. Faccio notare le parole “molto bene guardarci”. E rabbrividisco.

Il buono di Brennan ha riconosciuto: “siamo rimasti disorientati quando abbiamo dovuto chiamare a rapporto alcuni (sic) ufficiali”. Ma è perfettamente chiaro che i torturatori –o ufficiali- non saranno chaiamti a rapporto.

Ma nemmeno Brenman. E neanche Nick Cheney. Non voglio nemmeno menzionare i regimi arabi ai quali la CIA ha spedito le vittime che avrebbero sofferto un trattamento ancora più vile di quello che l’agenzia poteva offrire nelle proprie prigioni segrete.

Un povero cristo, Maher Arar, era un cittadino canadese, fu catturato dalla CIA nell’aeroporto John F. Kennedy a New York e spedito in Siria prima della guerra civile per ricevere un pò di AIT –no EIT, ricordatevelo- dietro esplicita richiesta degli americani. Rinchiuso in una buca poco più grande di una bara, la sua prima esperienza dell’AIT è stata quella di essere fustigato con cavi elettrici.

In questa maniera Cheney e i suoi ragazzi e ragazze esercitarono il loro sadismo mediante intermediari… compreso lo Stato, le cui tecniche d’interrogazione scandalizzano l’Occidente che invoca di abbatere il regime sirio (insieme a Isis e Jabhat al-Nusrah) a favore dei moderati appena armati che, presumibilmente, praticano solo la EIT e non la AIT.

Ma stando a quanto mi ha riferito il mio collega Rami Khouri, tra i 54 paesi del programma di esecuzione della CIA figurano l’Algeria, l’Egitto, l’Iran, l’Iraq, la Giordania, il Marocco, l’Arabia Saudita, la Siria, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. La Libia di Ghedafi si può aggiungere a questa lista. Difatti, persino la polizia segreta italiana ha aiutato la CIA a sequestrare l’iman nelle strade di Milano e spedirlo a Il Cairo per ricevere un pò di AIT dalle mani degli uomini di Mubarak. Il che con molta probabilità spiega perché il mondo arabo e musulmano non ha pronunciato parola dopo la pubblicazione della relazione del Senato americano –compresa nella sua forma altamente censurata-, la settimana scorsa.

Il giornalista egizio Mohamed Hassanein è stato il primo a descrivere la forma in cui la CIA ha fatto girare il filmato di una donna iraniana mentre era torturata dalla polizia segreta dello sha, affinché le altre nazioni imparassero il metodo per far parlare le prigioniere di sesso femminile. Come è ovvio con la nuova e migliorata CIA non è più a stessa cosa, i suoi agenti hanno distrutto le loro video cassette prima che il Senato potesse acquisirle. Ma questa volta bisognerebbe studiare la natura subordinata dei regimi arabi, perché hanno torturato anche in nome del Regno Unito. Come Khouri ha domandato la settimana scorsa: Saremmo capaci di parlare delle nostre collusioni criminali e imperiali con tanta larghezza come gli Stati Uniti fanno con le loro, e saremmo capaci di rimediare? Non scomodatevi ad aspettare una risposta.

Le dispute sono proibite, solo le conversazioni sono consentite. Tornando al tema di Chomsky e a quello delle parole, prima di partire dal Canada verso Beirut ho acquistato un magnifico giubotto invernale. Come era ovvio made in China. Ma la garanzia m’informava che offriva una alta resistenza all’acqua e una buona traspirazione. Queste parole formano parte di quella orribile espressione che attualmente i governi e le aziende usano per riferirsi a un dibattito. Ci dicono che sono in discussione con qualcuno: vale a dire hanno una conversazione riguardo a un tema. Viene voglia di applicare l’AIT al colpevole.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Vincenzo Paglione]

Lascia un commento

Spam e commenti che non apportano alcuna informazione utile non sono ammessi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Planetasperger

sindrome de asperger u otros WordPress.com weblog

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: