(FOTO) 1°Congresso ANROS Italia: passo avanti di una lunga marcia

di Ciro Brescia

Tra il 6 e 7 dicembre 2014, si sono inerpicati sul monte Liberatore (casualità o causalità?) che affaccia sul golfo di Salerno, soci ed amici dell’Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali (ANROS Italia) in occasione del Primo Congresso associativo. 

Nonostante la pioggia battente ed il freddo pungente si sono ritrovati ai luoghi convenuti di incontro, oltre ai locali e i volontari della croce rossa, compagne e compagni provenienti dalla Toscana, dalla Puglia, dal Lazio, dalle altre province della Campania, così come dalla Turchia, dall’Olanda, dall’Ecuador, e ovviamente, dal Venezuela.

Le condizioni atmosferiche avverse non hanno consentito alla colonna dei partecipanti di arrivare, come inizialmente previsto, alla “Grotta del diavolo” e ci si è dirottati verso la più raggiungibile vetta del monte  San Liberatore e relativo antico eremoA fare gli onori di casa, il coordinatore nazionale ANROS Italia, Emilio Lambiase.

L’ANROS nasce originariamente in Venezuela ed esattamente in questi giorni ricorrono:

il 2° anniversario dell’ultimo discorso pubblico dell’Eterno Comandante Chávez, il discorso della Unidad, Unidad, Unidad! (8 dicembre 2012, nonché, dichiarata dal Presidente Maduro, giornata dell’amore e della fedeltà al leader della Rivoluzione Bolivariana Hugo Chávez);

il 14° anniversario (13 dicembre del 2000) dalla sua fondazione dell’ANROS in Venezuela, come ricorda il massimo responsabile Germán Ferrer nell’intervista in questo link: Anros nació gracias al comandante Chávez, con lo scopo di facilitare la tessitura delle Reti ed Organizzazioni Sociali, favorendo la formazione culturale e popolare, indispensabile per la costruzione di un autentico protagonismo democratico e partecipativo che sta alla base del processo venezuelano; 

il 15° anniversario della nascita della Costituzione Bolivariana del Venezuela (il 15 dicembre 1999), che vede tra i suoi protagonisti l’attuale Ambasciatore venezuelano in Italia, l’avvocato e costituzionalista Julián Isaías Rodríguez Díaz, primo vicepresidente della Assemblea Nazionale Costituente (1999) nonché primo vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Che senso ha allora in Italia l’ANROS?

Di certo si pone lo stesso obiettivo di facilitare la connessione, la relazione, la tessitura delle reti sociali territoriali (a questo obiettivo si subordinano funzionalmente le reti virtuali) stimolando a che se ne creino di nuove. Oltre, ovviamente, ad agevolare la conoscenza:

a) dei processi di integrazione latinoamericani fondati sulla complementarietà e la solidarietà tra i popoli, in primis l’ALBA, così come degli altri organismi regionali come UNASUR, MERCOSUR, PETROCARIBE e CELAC;

b) del proceso bolivariano in Venezuela fondato sulla costruzione del Poder Popular attraverso il protagonismo democratico e partecipativo.    

L’ANROS quindi si fonda sulla logica della tessitura della Rete di Reti nazionali quanto internazionali, e agisce nell’ambito del potere popolare costituente, la legittimità popolare, ed in questo campo offre il suo contributo.

Ciò che ci insegna il movimento bolivariano latinoamericano è che ogni processo ha le sue peculiarità, come evidenziava a suo tempo, colui che è considerato il Gramsci latinoamericano, il peruviano José Carlos Mariátegui, i processi di trasformazione politico-sociale, i modelli democratici, le rivoluzioni, non si importano, né si esportano, sono piuttosto il frutto della creazione eroica dei popoli e non possono essere né calco, né copia; da questo insegnamento fondamentale dobbiamo partire ogni qual volta guardiamo con interesse ai processi degli altri popoli e paesi che in qualche modo e in qualche misura possono esserci di ispirazione e che possono attivare e stimolare la creatività, la creazione eroica popolare di ogni paese. 

Tale è il contributo che vuole dare ANROS Italia alla causa dei popoli; la prospettiva di un autentico socialismo, che metta da parte una volta per tutte le contraddizioni intrinseche al sistema capitalista ogni giorno sempre più distruttivo ed alienante; non può continuare ad essere concepito come un discorso “esotico” che va bene per i paesi al di là dell’oceano e comunque lontani migliaia di chilometri, deve tornare imprescindibilmente, di attualità anche alle nostre latitudini, in un paese, europeo, occidentale, a capitalismo avanzato, imperialista. Lo consideriamo il modo migliore per dimostrare la nostra solidarietà ed aiutare i popoli latinoamericani, africani e ad asiatici a avanzare verso un nuovo ed autentico sistema democratico, che spezzi il dominio imperialista nei loro paesi. In Italia, per certi versi, il tutto è più ostico, ma al contempo abbiamo altre risorse e potenzialità che altrove non sono di facile costruzione e reperibilità. Riuscire a concepire massivamente la complementarietà tra questi due mondi,”confronti non isterici tra mondi diversi”, direbbe il nostro Emilio Lambiase, non può non essere elencato tra i nostri obiettivi.

Tali sono state le premesse, in sintesi, che hanno portato gli organizzatori del congresso ANROS (i soci fondatori, Emilio Lambiase, Indira Pineda Daudinot, Alvaro José Uzcátegui e lo scrivente, Ciro Brescia) sul sentiero dell’eremo del San Libertador.

Da sottolineare che nel suo intervento Emilio Lambiase ha ricordato l’impegno del sindaco di Cava de’ Tirreni, il costituzionalista Marco Galdi, nella realizzazione della “Casa dei popoli”, luogo di incontro e di confronto nella quale i paesi dell’ALBA potranno essere tra i protagonisti.

Emilio ha inoltre ricordato come in America latina stiano nascendo Università dei popoli indigeni, come in Messico, nello Yucatan è attiva l’unica università esistente di cultura Maya che tramanda la lingua e le tradizioni con gli attori principali che provengono dalla Selva, esempio che può essere ben ripreso dal Venezuela bolivariano, anche alla luce delle parole del filosofo statunitense Noam Chomsky: I Paesi più avanzati stanno conducendo il mondo al disastro, mentre i popoli che sono considerati primitivi stanno trattando di salvare il pianeta intero. Salvo che i paesi ricchi non apprendono dagli indigeni, siamo condannati tutti alla distruzione.

Un passo di una lunga marcia, senza alcun dubbio, lungo la quale si sono aggiunti i contributi di:

Geraldina Colotti, responsabile de Le Monde Diplomatique per l’Italia e giornalista de Il Manifesto, la quale nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di appoggiare la campagna di sostegno a Il Manifesto alla quale ANROS aderisce; è indubbio che se oggi possiamo leggere sulla stampa italiana, qualche notizia in relazione all’America latina, e principalmente al Venezuela bolivariano, che sia fuori dal coro neoliberista, è proprio grazie a Il Manifesto. Geraldina parte dalla sconfitta subita dal movimento rivoluzionario degli anni ’70/’80 in Italia, per evidenziare che questo non significa pentirsi, non significa negare la propria storia, non significa rinunciare ai propri compiti ed alzare bandiera bianca, ma proprio all’opposto. Evidenzia inoltre, come oggi l’amicizia e la solidarietà tra i popoli si eserciti qui in Italia stringendosi strettamente con le organizzazioni dei lavoratori immigrati che sono proprio coloro che subiscono lo sfruttamento più vivo e brutale;

Marinella Correggia, eco-attivista contro le guerre, scrittrice e giornalista, collaboratrice, tra le diverse pubblicazioni e siti web come sibialiria.org, anche de Il Manifesto, probabilmente la prima in Italia a scrivere su l’ALBA-TCP, come alternativa possibile, nuovo mondo a cui guardare ed esempio da emulare, L’ALBA dell’AvvenireMarinella ha evidenziato l’importanza della cooperazione Sud-Sud (cooperazione “AAA”, America latina, Africa, Asia) e di quanto oggi sia importante l’allargamento dell’influenza dell’ALBA in paesi come il Burkina Faso, il paese degli uomini integri, anche alla luce degli sconvolgimenti in atto nel paese con la rimozione, finalmente, dal potere dell’assassino di Thomas Sankara, Compaoré. Alla luce di ciò considera importante lavorare in Italia con la comunità burkinabé.

Federica Zaccagnini, ideatrice della Scuola di Formazione Continua del Ministero degli Esteri dell’Ecuador, che vede il periodico coinvolgimento di centinaia di giovani, attivisti sociali e militanti politici provenienti dai cinque continenti, è attualmente asesora presso l’Ambasciata ecuatoriana in Italia, ed ha facilitato e contribuito alla tessitura della Red de Amigos de la Revolución Ciudadana a livello internazionale, ha ritenuto importante contribuire al congresso dell’ANROS Italia per stimolare la coordinazione, la cooperazione e l’intreccio delle diverse reti di solidarietà a sostengo dei processi di integrazione che si vedono oggi protagonisti in America latina e che possono di certo essere di ispirazione per i popoli europei.

Altri contributi e saluti sono pervenuti al congresso e sono stati raccolti, insieme all’intervento di apertura di Emilio Lambiase, nel seguente link: 1°Congresso ANROS-Italia 6 e 7dic2014/ Le Parole e i Fatti

Durante l’incontro sono stati proposti ed unanimemente approvati dai presenti tre appelli che si riportano nei seguenti link:

1°Congresso ANROS-Italia 6 e 7dic2014/ Appello “Mano sucia de Chevron”
1°Congresso ANROS-Italia 6 e 7dic2014/ Appello 5 eroi cubani
1°Congresso ANROS-Italia 6 e 7dic2014/ Appello per la Palestina

Su una precedente proposta di Indira Pineda Daudinot, si è proposto l’allargamento al direttivo dell’ANROS Italia alle tre compagne summenzionate: Geraldina, Marinella e Federica, proposta che è stata unanimemente accettata con il plauso dall’assemblea dei presenti, ribadendo Emilio Lambiase alla direzione dell’ANROS Italia.  

Sono stati proposti per i prossimo incontri e congressi ANROS due successivi luoghi:

a Marzabotto, Monte Sole (BO), luogo storico della guerra partigiana di Resistenza, su proposta di Emilio Lambiase;

a Torri in Sabina (RI), all’insegna dell’ecologismo e dell’economia sostenibile, su proposta di Marinella Correggia.

Un ringraziamento particolare va:

a Lupino e a tutti i Cavesi, che ci hanno accolto con il loro calore e i loro prodotti tipici, il loro fuoco ha a tutti riscaldato mente e cuore;

ai volontari della Croce Rossa che ci hanno accompagnati;

ai giovani venuti da lontano che ci hanno raggiunto inerpicandosi sotto una pioggia incessante;

all’attivista pro-Palestina Fiorangela Altamura per le foto inviateci, nonché per l’imprescindibile appoggio ed il sostegno logistico;

a Melina Santoriello per il sostegno alimentare e gli “struffoli della mamma”;

Alvaro José Uzcátegui e il suo cuatro nonché per la sua insuperata e strabiliante prestidigitazione;

a tutte  e tutti coloro che ci hanno aiutato in questa impresa.

Al nuovo Direttivo gli auguri di buon lavoro da parte dell’Assemblea.

Napoli, 12dic2014

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1 Commento

  1. A Caserta i lavoratori dell’USB con il Venezuela bolivariano |

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