Sempre più forti i legami tra Israele e Al Nosra

da al manar

Tutto va per il meglio tra il nemico sionista e il Fronte Al-Nusra, il ramo di Al Qaeda in Siria.

Entrambe le parti sono una di fronte all’altra su entrambi i lati del Golan occupato. Risultato: la quiete.

 

Questa affinità Israele-al-Nosra non ha certamente nulla di nuovo.

Tutto è iniziato quando gli Israeliani hanno aperto i loro ospedali di fortuna al piccolo gruppo di terroristi takfiri feriti negli scontri con l’esercito siriano.

Questo idillio è poi proseguito quando gli Israeliani hanno anche concesso assistenza militare, bombardando le posizioni dell’esercito siriano. Questo ha permesso loro di consolidare la loro presenza in questa zona.

Da allora, questi rapporti, sono diventati privilegiati. E i media israeliani ne parlano apertamente.

Il giornale Time of Israel riporta che ad al-Nosra è stato commissionato da parte dell’entità sionista il controllo dell’identità delle vittime siriane per assicurarsi che non siano “terroristi” prima di essere trasferiti agli ospedali israeliani.

Oltre alle cure ospedaliere, gli Israeliani forniscono anche coperte, latte per neonati e medicine.

In cambio, il Nosra deve combattere l’esercito siriano e Hezbollah, riferisce il giornale israeliano.

Tuttavia, le stime dei servizi segreti israeliani temono soprattutto un rovesciamento della situazione della sicurezza e la rinascita delle forze governative siriane nella regione del Golan.

Motivo per cui l’esercito israeliano si sta preparando a combattere al confine con la Siria, dice il secondo canale della televisione israeliana.

«L’esercito è ben consapevole del fatto che la guerra in Siria potrebbe poi rivoltarsi contro Israele», afferma la Tv israeliana. E si parla di una manovra che è stata intrapresa per il combattimento vigili chiamata Ayt ed è responsabile per la raccolta di informazioni sul campo e sviluppare la banca dati dei bersagli da colpire. Nel corso di questo esercizio, che si è svolta domenica scorsa, tutte le unità e le squadre che lavorano nel Golan occupato hanno partecipato per simulare lo scenario di lotta contro l’esercito siriano e gli avversari.

Alcune di queste manovre sono state simulate da attività clandestine di unità israeliane fatte da posizioni situate dietro le linee nemiche. Realizzate per raccogliere informazioni, per preparare gli obiettivi da colpire, consentono all’esercito israeliano di avere prestazioni significative, per non parlare della raccolta attraverso strumenti elettro-ottici di immagini in territorio siriano.

Nel frattempo che si prepara questo confronto, il Fronte Al-Nusra rende questo lavoro.

«Dal momento che il Fronte Al-Nusra ha preso il controllo di questa regione di confine, la situazione è molto tranquilla e lo Stato islamico (Daesh) è ancora lontano, non vi è alcuna ipotesi concreta nell’esercito su un eventuale arrivo del Daesh al confine», rassicura la televisione israeliana.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Nápoles: Venezuela asiste a proyecto “Voces contra el Crímen”

Italia. 25 de noviembre de 2014 (Prensa Consulado General. Nápoles).

El Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, en la figura de la Cónsul General Amarilis Gutiérrez Graffe, asistió a la presentación del proyecto Voces contra el Crímen, iniciativa que el Instituto Interregional de las Naciones Unidas para la Investigación sobre el Crimen y la Justicia (UNICRI), ha desarrollado en cooperación con la Alcaldía de Nápoles.

El objetivo es darle voz a las víctimas a través de sus historias, recogidas en un volumen, y contribuir a una mayor comprensión de los fenómenos criminales y sus factores de vulnerabilidad.

Este proyecto ha constituido un espacio de intercambio entre víctimas y testimonios, entre las institusiones locales y nacionales, las organizaciones no-profit, escuelas, los barrios y diferentes experiencias locales.

El resultado principal es que dicha investigación ha permitido construir nuevas estrategias de lucha contra la criminalidad, a través de un modelo de inclusión ciudadana.

Venezuela, en los años de Revolución Bolivariana ha realizado importantes acciones en esta área, permitiendo la reinserción social y ofreciendo como alternativa proyectos sociales que ayuden a cambiar la conciencia social. De hecho, entre las acciones principales a realizar, están: Intervención coherente sobre los grupos de riesgo, trabajo de integración con las comunidades migrantes, reforzar el sistema escolástico, crear oportunidades de trabajo y sostener a las víctimas del crimen.

El proyecto Voces contra el Crímen, se perfila como una primera acción de intercambio de experiencia con la Alcaldía de Nápoles, en el ámbito de la lucha contra el crimen.

MHG/IPD/ipd

Napoli, 3/4 dicembre 2014: “Fra Popoli & Immagini”

Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

invita alla mostra fotografica e agli incontri-dibattito
“FRA POPOLI & IMMAGINI”

Complesso monumentale San Domenico Maggiore
Sala del Capitolo – Napoli

Mostra fotografica – dal 2 al 5 dicembre, ore 10-18

Il Consolato partecipa con le fotografie della mostra
“Nuestras Raíces” che ritraggono vita, usi, cultura
delle popolazioni indigene venezuelane

Interventi e dibattiti – 3 e 4 dicembre, ore 15-17

Giovedì 4 dicembre ore 15
interventi del console generale Amarilis Gutiérrez Graffe
e del console aggiunto Marnoglia Hernández Groeneveledt
su integrazione economica e diversità culturale.

****************

“Tra popoli e immagini” è un evento organizzato dal Comitato “Napoli città senza confini” nell’ambito del Forum delle Culture, patrocinato dal Ministero degli affari esteri. La mostra fotografica e gli interventi sono di grande interesse per i temi di riflessione. I relatori, provenienti da settori diversi – istituzioni governative, consolati, sindacati, ordini professionali, associazioni, scuola e università – discuteranno di conoscenza e interazione culturale, partecipazione economica, premesse culturali per la convivenza. Questi importanti contenuti, insieme con il messaggio di solidarietà, comprensione e relazione pacifica tra i popoli del mondo, e la presenza dei Paesi che partecipano e che sono rappresentati in questa iniziativa (Nicaragua, Benin, Indonesia, Polonia, Uzbekistan, tra gli altri), rendono la mostra e i dibattiti un’occasione d’incontro imperdibile per il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, che aderisce all’evento sia nella fase congressuale che nell’esposizione fotografica.

Si prega la massima partecipazione all’evento e diffusione del presente comunicato.

Info e contatti:

Sezione Cultura
Consolato Generale
Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli
convenap.cultura@gmail.com
081.5518159
__________________________________________________

El Consulado General de la República Bolivariana
de Venezuela en Nápoles

invita a la muestra fotográfica y a los debates

“ENTRE PUEBLOS E IMÁGENES”

Complejo monumental San Domenico Maggiore
Sala del Capitolo Nápoles

Muestra fotográfica – del 2 al 5 de diciembre, 10-18 horas

El Consulado participa con las fotografías de la muestra
Nuestras Raíces que representan vida, costumbres y cultura
de las poblaciones indígenas de Venezuela

Intervenciones y debates – 3 y 4 de diciembre, 15-17 horas

Jueves 4 de diciembre a las 15 p.m.
intervenciones del cónsul general Amarilis Gutiérrez Graffe
y del cónsul de segunda Marnoglia Hernández Groeneveledt
sobre integración económica y diversidad cultural.

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“Entre pueblos e imágenes” es un evento organizado por el Comité “Napoli città senza confini” en el marco del Forum de las Culturas, patrocinado por el Ministerio de relaciones exteriores. La muestra fotográfica y las intervenciones resultan de gran interés por los temas de reflexión. Los relatores, procedentes de distintos sectores – instituciones gubernamentales, consulados, sindicados, collegios profesionales, asociaciones, escuela y universidad – desarrollarán temas como el conocimiento y la interacción cultural, la participación económica, las premisas culturales para la convivencia. Estos importantes contenidos, junto con el mensaje de solidaridad, comprensión y relación pacífica entre los pueblos del mundo, y la presencia de los Países que participan y que están representados en esta iniciativa (Nicaragua, Benin, Indonesia, Polonia, Uzbekistan, entre otros), hacen de la muestra y de los debates una ocasión de encuentro imperdible para el Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, que abraza la iniciativa y participa tanto en la parte de congreso como en la de exposición.

Se ruega la máxima participación al evento y difusión del presente comunicado.

Info y contactos:

Sección Cultura
Consulado General
República Bolivariana de Venezuela en Nápoles
convenap.cultura@gmail.com
081.5518159

Análisis de Entorno Situacional Político (28nov2014)

Da Nestorepor Néstor Francia

Viernes 28 de noviembre de 2014

– El Cuerpo Nacional contra la Corrupción
– Un monstruo que no caerá rápido
– Una lucha contra el capitalismo
– La corrupción siempre ha ido de la mano del poder
– Chávez, crítico de la corrupción

– El mito del “Gobierno más corrupto de la Historia”
– La Cuarta República, reino de la corrupción

– Los “nuevos ricos”
– Güisqui con Pepsicola
– “En Venezuela se roba porque no hay razones para no robar”
– La “Robolución”
– La raíz de la enfermedad
– Poder, corrupción y contraloría social

El Presidente Maduro activó el martes el Cuerpo Nacional contra la Corrupción, organismo creado mediante Ley Habilitante. Maduro ha dicho que este será un organismo que desarrollará “operaciones secretas” anticorrupción y que realizará funciones en tres ámbitos: el educativo y cultural, a fin de promover valores y principios de transparencia; el institucional, para reducir el número de trámites y la corrupción de los intermediarios; y el policial o punitivo, que perseguirá y sancionará a quienes cometan delitos de corrupción. Igualmente anunció el Presidente la creación de la Policía Nacional Anticorrupción y recordó que también por Ley Habilitante se aprobó un decreto que protege la identidad de los funcionarios que investigan estos delitos.

Todo esto está muy bien, es un paso para enfrentar este odioso flagelo, pero no podemos hacernos ilusiones de que este monstruo caerá rápido, aunque las nuevas medidas seguramente harán sentir pronto algunos efectos. La razón de nuestro moderado optimismo (o pesimismo, según se vea el vaso medio lleno o medio vacío), la ha dado el mismo Presidente: “La lucha contra la corrupción es la lucha contra el capitalismo… la lucha contra el capitalismo tiene una raíz profunda en la lucha contra la corrupción”. Ese es el problema: se trata de un mal sistémico y cultural de muy vieja data, vinculado además al ejercicio del poder, lo cual dificulta aún más su liquidación.

La corrupción es un fenómeno que siempre ha ido de la mano del poder desde que la sociedad se dividió en clases, solo que ahora se le condena y antes se le tenía como natural. En la antigua China, las bodas imperiales solían durar semanas y se invertían en ellas toneladas de oro y plata, con una suntuosidad que contrastaba con el hambre extrema de los campesinos. Corrupción pura, pero nadie se atrevía a acusar de nada al Emperador. Esos actos corruptos estaban dentro de sus atribuciones y privilegios. Es a partir del siglo XX cuando se generaliza la idea de que la corrupción es un delito, aunque ya El Libertador Simón Bolívar había criticado el uso venal del poder. A partir de la llegada de Hugo Chávez por primera vez a la presidencia, la crítica de la corrupción se hizo permanente, sobre todo de parte del gran líder.

Sin embargo, la derecha comenzó a crear el mito de que este era el gobierno más corrupto de la historia. Falso de toda falsedad, las cotas de corrupción que se alcanzó en la Cuarta República son muy difíciles de igualar. En aquel reino oligarca, de los políticos surgió una nueva clase social, la de los “nuevos ricos”, casi todos funcionarios gubernamentales altos ymedios que se enriquecieron a la sombra del poder. Fue inclusive un fenómeno cultural, ya que en muchos casos se trataba de gente proveniente de estratos bajos de la sociedad, adecos con real, cultura pintoresca que se sintetizaba en leyendas como la de que esta fauna gustaba de beber güisqui con Pepsicola. Era tal el nivel de corrupción en la Cuarta República que un alto personero adeco, Gonzalo Barrios, acuñó la frase de que “En Venezuela se roba porque no hayra zones para no robar”.

Como efectos de la indecencia se construyeron palacetes dentro y fuera del país, se crearon nuevas urbanizaciones de clase media alta y se ampliaron otras, se conformaron costosas colecciones de arte (como la del adeco Morales Bello), se amasaron fortunas que en muchos casos buscaron refugio en bancos suizos y en otros paraísos fiscales. Pero la derecha trata de que esa ignominia se olvide y de que la Revolución sea estigmatizada como el régimen más corrupto que haya habido en esta tierra. Hasta le acuñaron un odioso mote: “Robolución”.

Ahora bien, es claro que en los gobiernos revolucionarios ha habido niveles de corrupción. Es una lacra de la cual habló también el presidente Maduro: “No hay patriota bolivariano que pueda llamarse tal si es un bandido o un corrupto, haga lo que haga, diga lo que diga”.

Sin duda, las medidas anunciadas por el Presidente son harto positivas y merecen el apoyo de los venezolanos de buena voluntad. Pero no son una panacea, aunque sí una buena medicina inicial. La raíz de la enfermedad, como dijimos, es sistémica. Hay un tema de conciencia que solo es posible resolver al largo plazo, por medio de la implantación de nuevos valores, sobre todo a través de la educación. Es menester trabajar por levantar, de entre los niños y las niñas de hoy, hombres que consideren que el verdadero éxito humano es ser hombres de bien, vivir para la solidaridad y el amor, tener conciencia de la prioridad del bien colectivo, y no la noción de éxito propia de la cultura deleznable de la sociedad decadente, que privilegia el tener sobre el ser.

Por otra parte, recordemos que la corrupción está vinculada al ejercicio burocrático del poder. Es otra condición para vencer la corrupción: el crecimiento sostenido de las formas de poder popular, la realización paulatina de la democracia participativa y protagónica, que permitiría el ejercicio de la contraloría social, que tiene todavía muy poca incidencia en el ámbito administrativo del Estado.

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