Venezuela, una comuna socialista: l’autogoverno del buen vivir

di Geraldina Colotti – il manifesto

11.nov2014.- Venezuela. Parla Anibal Montilla, dirigente del Frente Nacional Comunal Simon Bolivar

«La nostra sfida, adesso, è costruire uno stato comu­nale basato sull’autogoverno», dice il vene­zue­lano Ani­bal Mon­tilla, diri­gente dell’organizzazione Cor­riente revo­lu­cio­na­ria Boli­var e Zamora (Crbz) e del Frente nacio­nal comu­nal Simon Boli­var (Fncsb). Mon­tilla ha accet­tato di rispon­dere alle domande del mani­fe­sto durante l’Incontro mon­diale dei movi­menti popo­lari, che si è svolto a Roma per volontà di papa Fran­ce­sco, e in cui il diri­gente socia­li­sta ha illu­strato i ter­mini del «labo­ra­to­rio bolivariano».

La Cor­riente revo­lu­cio­na­ria è un’organizzazione «che si arti­cola in vari set­tori, da quello con­ta­dino a quello ope­raio, dal set­tore for­ma­tivo a quello dell’informazione, dalle fab­bri­che recu­pe­rate alle pic­cole unità pro­dut­tive». Uno dei suoi punti di forza è quello di accom­pa­gnare il per­corso giu­ri­dico e poli­tico delle comu­nas: circa 300, su com­ples­sive 885 già regi­strate. Un lavoro di tes­si­tura dal basso che «implica l’assunzione piena di respon­sa­bi­lità per donne e uomini pro­ve­nienti da tutti i set­tori popo­lari», che orga­niz­zano la vita in comune gestendo lavoro e risorse a par­tire dalle pro­prie capa­cità e necessità.

Cos’è esat­ta­mente una comuna e come si forma?

Si comin­cia con una riu­nione di tutti i por­ta­voce dei con­si­gli comu­nali, che si chiama riu­nione di ini­zia­tiva. Vale pre­ci­sare che i Con­si­gli comu­nali, rego­lati per legge, sono istanze di par­te­ci­pa­zione, arti­co­la­zione e inte­gra­zione tra le diverse orga­niz­za­zioni comu­ni­ta­rie, gruppi sociali e sin­goli cit­ta­dini e cit­ta­dine, che con­sen­tono al popolo orga­niz­zato di eser­ci­tare diret­ta­mente la gestione delle poli­ti­che pub­bli­che e i pro­getti orien­tati alle neces­sità e alle aspi­ra­zioni delle comu­nità per la costru­zione di una società di equità e giu­sti­zia sociale. Oggi ne esi­stono quasi 32.000.

Dun­que, i por­ta­voce spie­gano per­ché e con quale ragione poli­tica s’intende fare una comuna. Poi ripor­tano la deci­sione in ogni con­si­glio comu­nale. Quindi viene con­vo­cata l’assemblea comu­nale boli­va­riana in cui si elegge una com­mis­sione pro­mo­trice che verrà regi­strata e cer­ti­fi­cata dal mini­stero com­pen­tente: quello delle Comu­nas, ora diretto da Elias Jaua, che eroga risorse attra­verso i suoi diversi isti­tuti. Dopo la regi­stra­zione, la com­mis­sione ha tempo due mesi per fare un’indagine ter­ri­to­riale, redi­gere una carta dei prin­cipi fon­da­tivi della comuna e orga­niz­zare un referendum.

La nostra orga­niz­za­zione accom­pa­gna i cit­ta­dini in tutto que­sto per­corso di auto­go­verno, orga­nizza corsi di for­ma­zione poli­tica per i sin­goli comi­tati nella gestione finan­zia­ria, giu­ri­dica, poli­tica. Finora, l’unità pri­ma­ria dello Stato, in Vene­zuela è il muni­ci­pio, ora si sta appro­vando una legge dell’ordinamento ter­ri­to­riale in cui l’unità pri­ma­ria sarà la comuna. E que­sto può dar fasti­dio a chi, anche nel pro­ceso boli­va­riano, teme di per­dere i pri­vi­legi del suo potere poli­tico: per­ché noi par­liamo di por­ta­voce e di cari­che a rota­zione, non di ruoli poli­tici ina­mo­vi­bili. Siamo però con­sa­pe­voli che non si pos­sono distrug­gere le impal­ca­ture prima di aver costruito fon­da­menta solide.

Ma una cosa è certa: migliaia di poteri con­sa­pe­voli e auto­ge­stiti sono più solidi di un unico potere cen­tra­liz­zato che può essere rove­sciato. Aveva ragione Hugo Cha­vez nel dire: comuna o nada. E noi abbiamo un qua­dro isti­tu­zio­nale che ci con­sente di con­so­li­dare il socia­li­smo a par­tire dall’autogoverno dei ter­ri­tori in cui si situa il vero potere popolare.

Qual è il rap­porto della vostra orga­niz­za­zione con lo stato?

Appog­giamo e soste­niamo il pro­ceso boli­va­riano, abbiamo anche un rap­pre­sen­tante in par­la­mento, eletto nel Par­tito socia­li­sta unito, ma diciamo la nostra in com­pleta auto­no­mia. Quando Jaua era mini­stro dell’Agricoltura abbiamo occu­pato 19 agen­zie gover­na­tive per farci sen­tire. Il nostro lavoro si svolge lungo 5 linee tra­sver­sali: la prima nei con­si­gli comu­nali: con l’organizzazione della Rete dei pro­dut­tori liberi e asso­ciati che ha eli­mi­nato gli inter­me­diari tra i pic­coli pro­dut­tori e i con­su­ma­tori, nelle misio­nes, con le mili­zie popo­lari, per­ché con­di­vi­diamo l’impiego di ogni forma di lotta per difen­dere il socialismo.

La seconda riguarda la for­ma­zione di qua­dri per con­ver­tire ognuno in mol­ti­pli­ca­tore di coscienza. La terza si situa nella comu­ni­ca­zione, abbiamo un gior­nale e una radio comu­ni­ta­ria in cui tutti appren­dono ad ana­liz­zare e a tra­smet­tere una noti­zia, una pagina web. La quarta linea agi­sce nell’economico-produttivo, soprat­tutto nelle zone rurali, nelle imprese di pro­du­zione sociale, ma anche nelle fab­bri­che recu­pe­rate e auto­ge­stite. Lo stato ci mette le risorse ma sta a noi pro­porre pro­getti e lavo­rare per la sovra­nità alimentare.

Come Fronte con­ta­dino, ulti­ma­mente abbiamo rice­vuto un finan­zia­mento di oltre 2 milioni di dol­lari per un pro­getto di alle­va­mento eco-sostenibile. Abbiamo depo­ten­ziato il mono­po­lio della grande distri­bu­zione dando valore alla pic­cola pro­du­zione. Quello che la destra non può sop­por­tare è che il popolo prenda in mano la pro­pria vita, senza dele­ghe in bianco.

Quale fase sta attra­ver­sando il Vene­zuela bolivariano?

L’ultimo con­gresso del Psuv è stato di alto livello, attra­ver­sato da un vivace dibat­tito soprat­tutto sulla costi­tu­zione del nuovo stato comu­nale. Il 23 novem­bre si eleg­gono i rap­pre­sen­tanti dei cir­coli del buen vivir, ci stiamo pre­pa­rando a una dura bat­ta­glia con la destra. L’altro giorno guar­davo un’enorme piscina che prima faceva parte di un grande lati­fondo espro­priato. Ora è a dispo­si­zione di tutti e in un’ala della villa si svol­gono corsi di for­ma­zione gra­tuita, gio­chi per i bam­bini. Se la bor­ghe­sia riprende il potere non saranno rose e fiori: loro rivo­gliono gli anti­chi pri­vi­legi, noi il buen vivir e il bene comune.

Ma la crisi eco­no­mica, l’alta inflazione?

In 15 anni, abbiamo fatto incre­di­bili passi in avanti, a tutti i livelli, ma non siamo nel socia­li­smo pieno, lo stiamo costruendo. E siamo ancora intrisi dei modelli di con­sumo della società alie­nata che ci impone di spen­dere per il super­fluo facen­doci cre­dere che sia essen­ziale. Per la stampa inter­na­zio­nale, in Vene­zuela c’è scar­sità di cibo, ci sono i black out. E certo la rete elet­trica non fun­ziona come dovrebbe: prima di tutto per­ché i con­sumi sono note­vol­mente aumen­tati, adesso anche nelle cam­pa­gne più sper­dute dove prima non ave­vano né da man­giare, né la luce elet­trica, ora c’è il fri­go­ri­fero, il tele­vi­sore e il cel­lu­lare. Ma c’è anche un pro­blema di assenza di ini­zia­tiva e respon­sa­bi­lità dei lavo­ra­tori in certi set­tori che sono molto ben pagati. I pro­blemi eco­no­mici ven­gono soprat­tutto indotti dalla destra per desta­bi­liz­zare. Con­si­dera che noi abbiamo 2.800 km di fron­tiera con la Colom­bia, il valore del peso com­pa­rato col boli­var è mag­giore e i nostri pro­dotti ven­gono ven­duti a bas­sis­simo costo nelle catene di distri­bu­zione del governo, e se ne vanno spesso nel con­trab­bando oltre­fron­tiera: in pic­colo, dovuto alle con­di­zioni dif­fi­cili che vivono i colom­biani, in grande, al traf­fico gestito su grande scala a fini di pro­fitto e destabilizzanti.

Da noi, una bot­ti­glietta di acqua mine­rale costa 10 boli­var, per fare il pieno di ben­zina della mia camio­netta, pago 5 boli­var per tutti i 55 litri. Un affare attraente per le mafie di con­fine: il 40% dei nostri pro­dotti se ne va oltre­fron­tiera. E poi c’è la spe­cu­la­zione. Dal primo novem­bre, è in vigore la legge per il con­trollo del prezzo giu­sto, che tutti devono esporre al pub­blico. La destra prima genera vio­lenza e poi accusa il governo di essere la causa dei pro­blemi. Suc­cede come durante il governo Allende: le grandi imprese tol­gono i pro­dotti dal mer­cato per pro­vo­care lo scon­tento e desta­bi­liz­zare i governi legit­timi con l’appoggio dei grandi media.
Mi ricordo che durante il governo di Her­rera Cam­pins, un social­cri­stiano, dall’82 è scom­parso per tre anni il latte in pol­vere e l’olio, la gente ha impa­rato a frig­gere col burro e si è arran­giata in altri modi, ma non è suc­cesso niente. La destra ha la memo­ria corta quando le con­viene. Durante le pro­te­ste vio­lente dello scorso feb­braio, se aves­simo voluto assu­mere lo scon­tro vio­lento fino in fondo, ci sareb­bero stati molti morti, invece ci siamo limi­tati a difenderci.

Análisis de Entorno Situacional Político (12nov2014)

Da Nestorepor Néstor Francia

Miércoles 12 de noviembre de 2014

– La Fiscalía en acción

– Derechos Humanos e imperialismo

– Un concepto relativo

– Burguesía, derechos individuales y derechos colectivos

– La paradoja imperial

– La campaña contra la Revolución y los Derechos Humanos

– La vuelta a la tortilla de los guarimberos

– Una lucha patriótica

– Señalamiento del Ministerio Público

– Víctimas de las guarimbas y canalla mediática

– Obligados a proyectar esas víctimas

La Fiscalía General de la República de Venezuela participó en dos actividades internacionales realizadas el 6 y 7 de noviembre, una de ellas en Uruguay, donde se celebró la XXII Asamblea General Ordinaria de la Asociación Iberoamericana de Ministerios Públicos. Allí estuvo presente la Fiscal Luisa Ortega Díaz. Paralelamente, en Suiza, un equipo del Ministerio Público encabezado por la directora de Protección de Derechos Fundamentales, María Mercedes Berthé, participó ante el Comité contra la Tortura de la Organización de las Naciones Unidas.

El tema de los Derechos Humanos es uno de los más manidos por parte de las diversas agencias e instrumentos civiles que ha montado el imperialismo para justificar sus agresiones, condenar países y gobiernos, e impulsar a organizaciones políticas y “ONG’s” que sirven a sus designios por doquier.

Más de una vez hemos expresado nuestra opinión de que los Derechos Humanos son un concepto relativo, que fue instaurado en el mundo por la Revolución Francesa, a través de la Declaración de los Derechos del Hombre y del Ciudadano aprobada por la Asamblea Nacional Constituyente francesa el 26 de agosto de 1789. Es decir, es una creación de la emergente burguesía de entonces coherente con su programa libertario enfrentado a los intereses de la nobleza y los señores feudales. Al ser un producto de la burguesía e interpretar su concepción del mundo, rápidamente los llamados Derechos Humanos privilegiaron los derechos individuales sobre los derechos colectivos. Esta concepción se mantiene hasta hoy, aunque las persistentes luchas humanas han venido poco a poco cambiando el concepto y hoy han cobrado bastante importancia los derechos colectivos, como los derechos a la salud, a la educación y a la alimentación de los pueblos.

Sin embargo, el imperialismo, en su difusión mediática, se refiere menos a esos derechos colectivos fundamentales que a aquellos derechos que, en sus manipulaciones y su oferta de “democracia y libertad”, convienen más a sus intereses, como el derecho a la vida, a la integridad física de las personas, a la libertad de pensamiento y expresión, y otros derechos democráticos. Por supuesto, dentro de la terrible paradoja de que precisamente es el Imperio el más consecuente violador de esos derechos: bombardeos y otros ataques armados indiscriminados, genocidio, torturas, cárceles clandestinas, cartelización de medios de comunicación, persecución permanente contra los que se le rebelan, bajo pretextos como la lucha contra el terrorismo o contra Estados “forajidos” o al menos “incómodos”.

Dentro de la intensa campaña internacional contra la Revolución Bolivariana, el tema de los Derechos Humanos es uno de los más utilizados por los enemigos de nuestra Patria. A lo interno, los lacayos del Imperio lo tienen entre sus favoritos, utilizando el mismo tipo de expedientes que usan sus amos. Un claro ejemplo de ello es la tergiversación adelantada en torno a la guarimbas de principios de este año, cuando las huestes fascistas violaron de mil maneras los derechos de los venezolanos, provocando muerte, dolor y destrucción, y luego sus dirigentes han tratado de voltear la tortilla acusando a nuestro Gobierno de violar los derechos humanos en aquella ocasión.

Lo mismo dicen cuando se refieren al encarcelamiento del criminal reincidente Leopoldo López y de los alcaldes terroristas presos que participaron activamente en las guarimbas.

Por todo ello es tan importante la presencia de la representación venezolana en este tipo de foros, pues luchar a brazo partido contra las matrices que intentan criminalizar a nuestra Revolución es un deber patriótico, ya que uno de los principalesobjetivos de esas campañas difamatorias, acaso el más relevante de todos, es preparar el escenario para una probable intervención foránea generalizada en Venezuela, en cualquier modalidad, en algún momento futuro.

En ese sentido, es correcto el señalamiento hecho por nuestro Ministerio Público, en el comunicado emitido sobre ambas reuniones mencionadas: “Rechazamos, además, la campaña de descrédito contra el Estado venezolano por parte de algunas organizaciones no gubernamentales que han tenido y tienen las puertas abiertas en el Ministerio Público para presentar sus denuncias, pese a que cuando las hemos recibido y les solicitamos datos concretos de casos, no los muestran… En consecuencia, instamos a un ejercicio responsable y realmente comprometido con las víctimas de violaciones de los derechos humanos, tal y como lo hemos demostrado con hechos desde que asumimos la dirección del Ministerio Público”. Así es que se gobierna.

Vinculado a este tema, la Defensora del Pueblo, Gabriela del Mar Ramírez, se preguntó: “¿Recibirán los relatos de los sobrevivientes de las víctimas de las guarimbas la misma atención de los medios a nivel internacional?”. La pregunta es pertinente y la respuesta es obvia: no lo harán, ya que las acciones de la canalla mediática internacional no son casuales, responden a una estrategia detalladamente diseñada y experimentada. Somos nosotros, los revolucionarios, quienes estamos obligados a proyectar con fuerza el mensaje de las víctimas de las guarimbas de febrero y marzo pasados.

(VIDEO) Documentos Congreso ANROS 2014 “Com.te Hugo Chávez”

afiche congreso 01 215x332por anros.net.ve

El Congreso ANROS 2014 “Comandante Hugo Chávez” que se inició con el Encuentro Internacional de Movimientos Sociales el día 09 de octubre y que culminó con una extraodinario debate los días 10, 11 y 12 de octubre del 2014 ha sido todo un éxito para las organizaciones sociales de base, al haber generado mediante el debate fraterno los documentos fundamentales: Principios, Programa y Estatutos.

A continuación les presentamos los enlaces de descaga de los documentos mas la declaración de Encuentro Internacional de Movimientos Sociales:

Principios

Programa

Estatutos

Declaración Final de Encuentro Internacional de Movimientos Sociales

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Educazione: Cuba leader mondiale negli investimenti

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Unesco: Cuba possiede il maggiore sviluppo educativo dell’America Latina

Secondo il ranking degli incentivi e degli investimenti sull’educazione stilato dalla Banca Mondiale (BM) per il periodo compreso tra il 2009 e il 2013, Cuba, la Bolivia e il Venezuela figurano tra i 10 paesi che in tutto il mondo hanno maggiormente investito in educazione.

 

La posizione di Cuba è riconosciuta a livello mondiale per i suoi alti indici d'attuazione degli obiettivi fissati nel piano “Educación Para Todos” rispetto a quanto fatto nei paesi sviluppati

La posizione di Cuba è riconosciuta a livello mondiale per i suoi alti indici d’attuazione degli obiettivi fissati nel piano “Educación Para Todos” rispetto a quanto fatto nei paesi sviluppati

Il Venezuela territorio libero dall’analfabetismo 

Cuba, Timor Est, Danimarca, Ghana, Islanda, Nuova Zelanda, Thailandia, Venezuela, Kyrgyzstan, Bolivia, Costa Rica e Argentina sono tra i paesi che effettuano i maggiori investimenti sull’istruzione in base al loro Prodotto Interno Lordo (PIL), secondo le cifre rese note dalla Banca Mondiale.

 

Lo studio, che ha analizzato il periodo 2009-2013, ha decretato Cuba come paese leader a livello mondiale nella percentuale di Prodotto Interno Lordo (PIL) destinato all’educazione. Una cifra che è stata pari al 13,1% nel 2009 e al 12,8% nel 2010.

Il 28 ottobre di nove anni fa l'Unesco dichiarò il Venezuela “Territorio libero dall'Analfabetismo”. Questo è il frutto della Misión Robinson, programma sociale lanciato dal leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez, per saldare il debito storico ereditato in materia d'istruzione

Il 28 ottobre di nove anni fa l’Unesco dichiarò il Venezuela “Territorio libero dall’Analfabetismo”. Questo è il frutto della Misión Robinson, programma sociale lanciato dal leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez, per saldare il debito storico ereditato in materia d’istruzione

La Bolivia nel ranking dei paesi che maggiormente investono in educazione

In seconda posizione vi è la Repubblica Democratica di Timor Est (Sud-Est asiatico), che ha investito l’11,3% nel 2009, il 10,5% nel 2010 e il 9,4% nel 2011.

 

In ordine, seguono i restanti paesi: la Danimarca con l’8,7%, il Ghana con l’8,1%, l’Islanda e la Thailandia con il 7,6%, la Nuova Zelanda 7,4%; Cipro 7.3%, Venezuela e Bolivia con il 6,9%, il 6.8% per la Finlandia così come il Kirghizistan; infine Belize con il 6.6%.

Il Ministro boliviano della Pubblica Istruzione, Roberto Aguilar, ha spiegato che l'investimento nell'istruzione della prima infanzia è aumentato del 319%, del105% nell'istruzione primaria e del 306% nell'educazione secondaria, rispetto agli importi investiti nel 2006

Il Ministro boliviano della Pubblica Istruzione, Roberto Aguilar, ha spiegato che l’investimento nell’istruzione della prima infanzia è aumentato del 319%, del 105% nell’istruzione primaria e del 306% nell’educazione secondaria, rispetto agli importi investiti nel 2006

In America Latina spiccano Cuba, Venezuela e Bolivia, e a seguire Argentina e Costa Rica con una percentuale del 6,3 del PIL; poi la Giamaica con il 6.1%, il Brasile con il 5,8%, il Messico con il 5.2%; il Cile al 4.5%; l’Uruguay investe il 5,3%, mentre il Paraguay il 4,8%.

 

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) FARC-EP y Encuentro Ecuménico por la Paz

por Delegación de Paz FARC-EP

“Las cosas viejas han pasado;
he aquí todas son hechas nuevas”
2da. de Corintios 5,17

Desde La Habana, Cuba, ejemplo de solidaridad y unidad, faro libertario de Nuestra América va nuestro saludo para quienes participan del Encuentro Ecuménico por la Paz. La distancia no mengua nuestra identidad con los propósitos enunciados por ustedes, por tanto reiteramos nuestra voluntad y compromiso con la solución política y pacífica del conflicto social y armado que asola nuestra patria y así sentar las bases para la construcción de una Colombia nueva.

En la búsqueda incesante de condiciones de vida digna, producto de su trabajo, para las mayorías y en el espíritu de la convocatoria decimos con Helder Cámara, uno de los obispos rojos “Cuando sueñas solo, sólo es un sueño; cuando sueñas con otros, es el comienzo de la realidad”, es esa realidad, donde todos y todas, hombro a hombro, al enlazar manos y tejer esfuerzos construiremos una ética para la paz y pasaremos a una paz con ética. Y agregamos, a riesgo de redundar, con justicia social, democracia plena, dignidad y soberanía…

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(VIDEO) Así bailan jóvenes palestinos en su llegada a Venezuela

por contrapunto al día

Becados palestinos manifiestan alegría en la Rampa 4 del Aeropuerto Internacional Simón Bolívar de Maiquetía a su llegada a territorio criollo. Disfruta aquí los pasos de baile.
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Lenny Bottai: «dobbiamo imparare dall’esempio di Chávez»

di Francesco Fustaneo – contropiano.org

Lenny Bottai è uno dei più forti pugili professionisti italiani in circolazione: nel suo palmares annovera titoli come quello di campione internazionale IBO 2009, campione italiano 2010, campione internazionale IBF 2011, campione del mediterraneo WBC 2012 e campione intercontinentale IBF 2014

A 37 anni suonati e con alle spalle una carriera coronata di successi non è tardata ad arrivare la ciliegina sulla torta: l’ International Boxing Federation gli ha infatti offerto la possibilità di disputare a dicembre negli States la semifinale per il titolo mondiale dei superwelter. Lenny si batterà a Las Vegas contro il texano Jermall Charlo (19 vittorie di cui 15 per ko, 24 anni) e il vincitore del match potrà successivamente affrontare il campione Cornelius “K9″ Bundrage, 41 anni, di Detroit.

Incontriamo Lenny in un pomeriggio di fine ottobre a Palermo: è nel capoluogo siciliano per presiedere uno stage di boxe indetto dalla locale Palestra Popolare Antifa e promosso del CoNaSP (Coordinamento Nazionale per lo Sport Popolare). Osservarlo anche solo allenare e impartire consigli ad un nutrito gruppo di giovani pugili nei locali occupati del centro sociale Ex Carcere di via San Basilio, mette i brividi: fisico temprato da anni di sedute di allenamento, tatuaggi sgargianti, sguardo vitreo ed un carattere goliardico e fiero tipico della sua città natale, la laboriosa e rossa Livorno.

Come i ganci che sferra sul ring non meno salde sono le sue idee politiche maturate anche grazie alla vicinanza in età giovanile agli ambienti antagonisti livornesi: idee coerenti con le azioni e i comportamenti che in connubio con la militanza tra le fila della tifoseria da stadio livornese e i traguardi sportivi raggiunti ne hanno fatto uno degli idoli della curva Nord, la tifoseria più a sinistra d’Italia.

 – Lenny che valenza assume la tua partecipazione ad uno stage di boxe organizzato nel profondo sud d’Italia in dei locali occupati dai giovani di una Palestra Popolare?

Un significato immenso. L’accessibilità allo sport è una “chiacchiera” che a tutti gli enti ufficiali piace paventare, ma la realtà dice ben altro. Quello che significa, cioè, che una realtà sensibile a certe tematiche sviluppi un momento di crescita e confronto collettivo di qualità, parlando di sport, e lo renda accessibile a molti ragazzi, è qualcosa di veramente importante. E’ “fare, è “dare risposte” è “creare”.

 

  Facciamo un balzo indietro nel tempo : cosa ti ha spinto a praticare la boxe e quale è stata invece la molla che ti ha fatto appassionare alla politica?

Alla boxe mi sono avvicinato a 14-15 anni; ho iniziato con la kick boxing, perché la palestra era vicino casa e non avevo il motorino. Poi appunto sono passato alla boxe e me ne sono innamorato. Ovviamente, ritengo tutti gli sport da combattimento fantastici ed ognuno ha una propria inclinazione verso l’uno o verso l’altro. Penso che quando la senti dentro capisci.
In merito alla passione politica è stato semplice: sono livornese, quindi per tradizione cittadina ho una precisa inclinazione, poi con le prime lotte a scuola è scoccata la scintilla. Fu proprio grazia ad una manifestazione studentesca che entrai nell’allora prima gestione del Csoa Godzilla; dopo la mia formazione è avvenuta anche e soprattutto nel patrimonio familiare bibliografico. Qualcuno fa delle idee politiche slogan, bandiere e simboli, ma sono le idee, le grandi idee dell’800 e del ‘900 a fare il tutto. Altrimenti è una cosa simile al tifo calcistico. Che non è male, ma è diversa.

 

Le dichiarazioni rilasciate nel corso delle tue interviste, quella chiave inglese e il  martello tatuati nel petto che tanto richiamano  la falce e martello di “comunista” memoria  sono più eloquenti di una tessera di partito: la tua fede politica è evidente,  ma realmente pensi che il comunismo sia un’ideale a cui la società odierna debba ancora tendere?

Anzitutto non sono una chiave ed un martello, ma un calibro ed un martello: è un simbolo sovietico e al di la del richiamo puramente storico, era accompagnato a tutti i reparti tecnici. Simboleggia appunto che la forza necessita dell’ accuratezza e della precisione. E’ un concetto non solo fisico ma anche ideologico. Al di la di questo, sovrasta una scena di guerra della difesa di Stalingrado e quindi è anche una commemorazione verso chi ci ha salvato da quell’esistenza che se si fosse affermata non ci avrebbe permesso di fare neanche questa intervista. Ritornando alla tua domanda ritengo che Marx sia assai più attuale del capitalismo che oggi impera. Ed in ogni caso, per me il comunismo è essenzialmente strutturare una società sui diritti, le necessità e gli interessi della collettività che debbono sempre e comunque essere anteposti a quelli individuali. Poi, le applicazioni, sono altra cosa. Il passato è passato, serve un futuro. Le pippe mentali immense che avvinghiano revisionisti ed anti-revisionisti, forse, hanno impallato abbastanza le evoluzioni dei vari movimenti nostrani.

 

Boxe e impegno politico:  binomio possibile? 

Mah… senti, un pugile, un atleta, è anche uomo, quindi se si abbandona all’invito di pensare solo allo sport, ridicolizza la sua esistenza. E’ ovvio e deve essere chiaro, in palestra si fa lo sport. La militanza poi si fa dove si vuole e dove si ritiene più opportuno. I due aspetti non si debbono mai limitare. Poi le scelte riguardano l’uomo, non l’atleta, ma si ricordi che l’atleta è un uomo, quindi la sua cultura incide. Il problema è che spesso l’appartenenza politica, non è frutto di cultura ma di scelte di comodo, oppure peggio ancora, di superficialità. E’ ovvio, avere idee chiare limita alcune possibilità nella vita, quindi anche nello sport. Io ne ho di chiare. Non l’ho mai nascosto (anche volendo… eheheh) ma quando sono in palestra, sul ring o all’angolo, sono pugile o allenatore. Quando faccio i corsi, sono formatore. Spero di essere giudicato bene o male per quello. Perché non so se mi infastidirebbe più essere disprezzato in questa funzione per le mie idee, oppure essere sopravvalutato o “mitizzato” per le stesse. Lo sport non è mezzo di propaganda, ma lo sportivo non è un ebete che deve non avere respiro ideologico.

 

Se dovessi indicare due esempi: il pugile e l’uomo di sinistra che più ti hanno ispirato.

Questa domanda mi mette in difficoltà, perché di pugili che mi hanno ispirato e che ammiro ce ne sono tantissimi. Di uomini “di sinistra”, per capirsi anche se il termine è troppo Renziano… anche. Poi citando alcuni dei secondi rischierei un putiferio. Diciamo per stare tranquilli che un grande esempio recente dal quale dovremmo apprendere tantissimo è stato Hugo Chávez: ha attualizzato ed adattato tantissimo le idee che ritengo fondamentali. Pugilisticamente sono sempre stato legato alla figura di Sonny Liston, perché al di la della bravura e forse falsità mediatica di Alì, Liston era il nero tra i due. E’ per questo ha subito razzismo due volte. La prima dal suo stato, la seconda dal suddetto, che non ha mai perso occasione di sottolineare che il “brutto orso” era il “nero cattivo”. Al di la di questo, la sua storia è incredibile, a poco più di vent’anni si è infilato i primi guanti in carcere. Poi è diventato Sonny Liston.

 

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Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

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