Impero o Repubblica: guerre imperiali ed epidemie domestiche

USA Ebola

di James Petras

Washington aumenta i suoi interventi militari all’estero, lanciando attacchi simultanei d’aria e di terra in Siria, Iraq e Afghanistan; moltiplicando attacchi con droni in Pakistan, Yemen e Somalia; addestrando, armando e finanziando mercenari proxy in Giordania, negli Stati del Golfo e in Iraq; e dispiegando battaglioni della Guardia Nazionale in Africa Occidentale, apparentemente per combattere l’epidemia dell’Ebola, nonostante manchino loro le più elementari capacità nel campo della salute pubblica.

A conti fatti, gli USA hanno speso, per le invasioni militari, $ 3.5 miliardi in 6 anni.

Allo stesso tempo, i servizi della sanità pubblica domestica USA sono peggiorati. A livello di stato e locale, come a Dallas, Texas, e a livello nazionale, i funzionari e le maggiori istituzioni dimostrano un’incapacità a individuare efficacemente e a gestire i casi di infezioni d’Ebola tra i cittadini in generale e in modo tempestivo. Un immigrato liberiano infetto non è stato diagnosticato correttamente, quando si è presentato al pronto soccorso di un grande ospedale di Dallas. Al contrario, ha ricevuto analisi radiografiche irrilevanti e inutili ed è stato mandato a casa con antibiotici orali. Quest’episodio ha confermato il diffuso sospetto che i dottori e le infermiere del Pronto Soccorso siano sotto pressione da parte dell’amministrazione per ordinare costosi esami CT e MRI sui pazienti, visti come un mezzo per far fare soldi all’ospedale e per coprire la loro incompetenza riguardo la storia basilare del paziente e la diagnosi diretta. Nonostante il paziente avesse informato gli operatori dell’ospedale del suo recente arrivo dalla Liberia, un focolaio di contagio dell’Ebola, il personale non ha indossato indumenti per la protezione basica come tute, guanti, cappucci e maschere e hanno permesso all’uomo febbricitante, vomitante, disperatamente malato, di contaminare ampie aree del pronto soccorso, della sala d’attesa e della suite MRI. La quarantena non è stata nemmeno considerata. 

Il direttore dell’ospedale di Dallas ha coperto l’incompetenza dell’organizzazione con una serie di accuse alle vittime: il paziente, il sistema dei computer, le infermie… Le indicazioni della Sanità Nazionale possono essere state inadeguate all’epoca, ma l’Ebola faceva chiaramente parte dell’allerta nazionale e il CDC aveva fornito indicazioni e dati basici. Tutti gli ospedali hanno comitati di controllo delle infezioni, protocolli per la risposta ai disastri e ricevono allerte statali e nazionali.

Mentre la crisi e il panico pubblico si allargavano, il Presidente Obama era impegnato in una massiccia campagna politica di fund-raising. Nel frattempo, il Vice Presidente Biden era preoccupato per l’espulsione del suo figlio ultra-quarantenne dalla Riserva della Marina per uso di cocaina. Il Segretario alla Difesa era indaffarato a scegliere obiettivi da bombardare in Siria e Iraq…

Il Gabinetto affrontava argomenti inerenti la ‘Sicurezza nazionale’ come l’ISIS, l’espansione degli interventi militari intorno al mondo, mentre il personale medico USA, i viaggiatori internazionali e i loro familiari, come anche i comuni cittadini americani, si sentivano più minacciati dall’infezione virale letale.

L’inadequatezza, in pratica il collasso, del sistema USA di sanità pubblica, nell’affrontare i primi casi di Ebola negli USA e la simultanea escalation dell’intervento militare in Siria e Iraq, esprime, a livello microcosmico, la rovina della repubblica USA, accompagnata dall’insorgere dell’Impero militare USA.

L’ospedale di Dallas, che ha mandato via la prima volta un immigrato liberiano disperatamente malato, era gestito come un’impresa a scopo di lucro, diretta da managers d’affari in cerca di alti profitti, refrattaria a procedure sanitarie basiche e ancora di più alla consulenza di operatori sanitari competenti ed esperti. Avevano fatto i loro investimenti maggiori in alta tecnologia e in un’attrezzatura da molti milioni di dollari, irrilevanti per la diagnosi e il trattamento di malattie tropicali e infettive. La pressione ad usare la tecnologia più cara inappropriatamente e a recuperare l’investimento della compagnia, ha prodotto un ritardo letale nella diagnosi e ha contagiato almeno una dozzina di operatori sanitari. Il direttore dell’ospedale della compagnia ha chiesto giustamente scusa per i propri ‘errori’. Ma le mancanze vanno molto al di là di “cattive decisioni”: le procedure e i protocolli sono costruiti sul modello pro-lucro, enfatizzando il bisogno di evidenziare un ‘ritorno’ salutare degli investimenti multi-milionari in dollari nel campo delle tecnologie avanzate. Vi è un forte contrasto tra i progressi nell’high tech relativi alla diagnostica per immagini e alla chirurgia in un ospedale americano moderno e l’ignoranza regressiva, socialmente arretrata, del contesto socio-medico, nel quale pazienti infettivi malati criticamente, si trovano inseriti. È come se si prevedesse che tali pazienti non entrino nel mondo tecno-medico, dove le procedure e i protocolli più altamente remunerativi sono disponibili solo per quelli… che possono pagare.

A un livello più profondo, l’intero sistema della sanità nazionale pubblica è sempre più dipendente dalla formulazione di regole e flussi di informazione, corrotti e distorti dalla ‘domanda dei mercati’ e da priorità politiche fortemente indirizzate verso l’espansione dello stato di polizia all’interno e del militarismo all’estero. Queste priorità politiche, a loro volta, sono influenzate dal massiccio spostamento di risorse, mirato a sostenere le politiche di guerra permanente del regime di Obama e del Congresso USA.

La proliferazione ed escalation degli interventi militari domina l’agenda reale dell’Amministrazione Obama. Secondo l’Assistente Segretario di Stato per gli Affari dell’Europa Orientale, Victoria Nuland, sei miliardi di dollari dei contribuenti sono stati spesi per sovvertire il governo eletto dell’Ucraina – $ 6 miliardi dirottati dai settori interni degli USA, come la salute pubblica e l’addestramento per i disastri naturali. Nel frattempo, centinaia di ospedali sono stati chiusi nelle maggior parte delle più grandi città USA e nelle cliniche rurali, abbandonate per mancanza di personale. L’intero sistema sanitario, nella sua attuale forma economica ‘pro-lucro’ è sprovvisto di una gestione competente ed efficace. D’altro canto, l’esercito USA è visto come la soluzione ai problemi del mondo (sempre più anche interni), mentre le radici sociali del conflitto e del disastro sono ignorate con disprezzo.

La militarizzazione delle menti dei nostri leaders politici ha portato alle decisioni più grottesche: di fronte all’epidemia di Ebola nell’Africa Occidentale, il regime di Obama ha inviato 2000 Guardie Nazionali in Africa. Si tratta di soldati che mancano delle più elementari conoscenze, abilità, capacità e formazione, per affrontare le complessità di un’importante crisi di salute pubblica in una parte del mondo devastata e lacerata dalla guerra. Bisogna ricordare come Washington facesse pressione sulle Nazioni Unite, per inviare ‘Peace-keepers’ ad Haiti dopo il terremoto – soldati ONU dal Nepal, che non hanno portato la pace ma un’epidemia di colera, la quale ha ucciso ulteriori decine di migliaia di civili haitiani. La questione immediata, riguardante le truppe USA della Guardia Nazionale nell’Africa Occidentale, non è se possono costruire cliniche rurali o gestire campi di Africani in quarantena: la preoccupazione reale è se questi ‘aiuti sanitari’ pesantemente armati possono impedire l’espandersi dell’infezione e il contagio dell’Ebola a casa propria. Questa preoccupazione ha adesso portato il Pentagono a imporre una quarantena forzata sui propri soldati, che ritornano dall’Africa Occidentale – una reazione riflessa motivata più dal ricatto del terrore che dalla scienza.

Al contrario, Cuba ha inviato centinaia di operatori sanitari altamente qualificati, che formano équipes con comprovata esperienza nell’affrontare crisi di sanità pubblica ai tropici e in ogni altro luogo. Le équipes cubane includono epidemiologi capaci, che sviluppano programmi locali efficaci, basati sul tempo reale, sulla raccolta dati sul campo e la ricognizione delle risorse disponibili. Le enormi differenze tra le risposte cubane e quelle USA alla crisi dell’Ebola riflette il profondo contrasto tra i loro sistemi sociali e sanitari: Cuba ha un sistema sanitario nazionale libero e caratterizzato da solide strutture di sanità pubblica e di difesa civile, che usano procedure rigorose ed efficaci linee operative per mettere in piedi cliniche e campi adeguati alle condizioni obiettive. Essi enfatizzano il contesto sociale della malattia e non sono maniaci dell’attrezzatura medica high tech e di irrilevanti tests, inutili per le sfide presenti. Il loro budget non è tagliato sulla necessità di promuovere guerre imperiali: per i Cubani, la salute e il welfare sono un’integrale priorità politica.

In netto contrasto con ciò, ‘il sistema della sanità’ negli USA è diventato un grande affare, mentre le metafisiche militari dominano le menti e le strategie dell’élite politica ed economica. Il deterioramento dei servizi basilari della sanità in generale e del settore della salute pubblica in particolare non è solo la conseguenza di un fallimento della dirigenza, ma riflette la crisi economica ricorrente e dilagante. Sotto l’etichetta ‘Guerra al Terrorismo’, con il ricatto della paura per le armi biologiche, in particolare i minacciati attacchi all’antrace, decine di miliardi di denaro pubblico, sono stati dirottati dalla sanità pubblica a livello nazionale e statale e il sistema corrotto e mutilato non si è mai ripreso.

La crisi economica, che attanaglia gli USA, l’Unione Europea (UE) e altri, è chiaramente espressa dalla stagnazione dell’economia USA. L’élite legata alle corporazioni, che forma la classe dominante, è incapace di sostenere la crescita senza i sussidi massicci del Tesoro USA ($4.5 milioni di miliardi di dollari, secondo il Financial Times, 10/14/14). Gli USA hanno esperito un’estrema volatilità del mercato delle azioni, insieme all’impoverimento della loro classe lavoratrice e alla diminuzione della loro classe media. Marcate ineguaglianze sociali sono visibili dappertutto, specialmente nell’accesso a una sanità decente ed efficace. Nell’UE, l’economia della Germania sta sprofondando dallo zero alla crescita negativa, mentre la Francia, l’Italia e l’Olanda sono in profonda recessione. La Grecia, la Spagna e il Portogallo sono in depressione prolungata, oppressi da debiti impagabili e incapaci di sfuggire alla spirale sociale e economica verso il basso, a causa dei programmi di austerità imposti da Bruxelles.

Le politiche di guerra di Washington, la concentrazione delle risorse statali sul finanziamento delle invasioni militari e sui sussidi al settore finanziario grossolanamente gonfiato, rispondono del fatale deterioramento dei servizi sanitari e di welfare negli USA. Sempre più persone avvertono la sofferenza, e sempre di più si sentono alienate dall’élite presidenziale e del Congresso – come anche dai loro funzionari locali eletti, corrotti e incompetenti.

Per salvaguardare il potere dell’élite militare-finanziaria, i governanti politici hanno fatto ricorso a una serie di “Horror Shows” – orchestrando spettacoli di vasta propaganda, mirati a incutere paura e disprezzo per i ‘nemici esterni’ nel pubblico americano, allo scopo di assicurarsi la loro sottomissione e obbedienza alle politiche da stato di polizia.

Recentemente, c’è stato lo sporco shock mediatico dei terroristi musulmani dell’‘ISIS’, che decapitavano due prigionieri americani. L’‘orrore’ è stato manipolato per giustificare il ritorno su larga scala dell’esercito USA in Iraq e la guerra d’aria contro la Siria – politiche grandemente osteggiate dalla cittadinanza USA stanca della guerra.

Subito a ruota dopo le atrocità ʻdella decapitazione’, è arrivato lo spettacolo di una spaventosa epidemia africana di “Ebola”, che si diffondeva negli USA e minacciava gli Americani di una morte brutalmente dolorosa… Ciò è stato usato per giustificare l’invio da parte di Obama di migliaia di soldati della Guardia Nazionale USA in Africa Occidentale, per agire come “operatori sanitari”.

Il collasso totale dei sistemi della sanità pubblica in tutta l’Africa segue a decadi di guerre civili, promosse dalle politiche militari degli USA e dell’UE, allo scopo di saccheggiare le economie dell’ Africa e le sue ricche risorse naturali – allo stesso tempo in cui si trafficano le armi e i mercenari occidentali. Militarizzare i problemi dell’Africa e creare milioni di sfollati ha naturalmente portato alle epidemie – oggi l’Ebola, ieri la malaria e altre malattie infettive e miserie domani.

L’immensamente complessa e catastrofica crisi della sanità in Africa Occidentale è la forte contrapartita di anni di propaganda occidentale, inneggiante alla massiccia crescita degli investimenti stranieri nei settori estrattivi dell’Africa – in particolare, l’energia e il minerario. La stampa d’affari (Financial Times, Economist, Wall Street Journal…) ha forgiato l’immagine dell’“Africa; il gigante dormiente che si sveglia”, descrivendo l’insorgenza di ricche enclaves minerarie, sostenute da investimenti stranieri su larga scala, che creavano vaste fortune private straniere e locali, mentre ignoravano l’ambiente di massiccia povertà, le cliniche di sanità pubblica a pezzi, le scuole inesistenti e le condizioni di vita devastanti, come anche le masse di rifugiati perseguitate dai signori della guerra e in fuga dai combattimenti su territori straricchi di minerali. Ciò ha creato la ‘tempesta perfetta’ per l’emergenza e la diffusione dell’epidemia – l’Ebola.

In Africa, sotto i dettami dell’FMI e delle corporazioni occidentali, interi budgets e programmi di aiuti stranieri sono stati indirizzati a finanziare le infrastrutture (strade, trasporto, porti, etc.) per l’imperialismo estrattivo – mentre virtualmente nulla, in termini di politica pubblica, è stato o è allocato per la medicina di base e preventiva della sanità pubblica. I programmi ‘focalizzati’ della ‘Gates Foundation’ e di altri sono serviti a dirottare gli operatori sanitari africani e le risorse verso le ʻONGSʼ, piuttosto che verso le priorità nazionali e incoraggiato la fuga di dottori e infermiere africani verso l’Occidente.

I recenti casi di Ebola negli USA mettono in luce il deterioramento dei sistemi nazionale e locale della pubblica sanità – il risultato della deregolamentazione, della privatizzazione e della corporatizzazione della medicina. L’‘ethos del profitto’ permea i servizi medici negli USA. I tagli sulla medicina preventiva, la separazione del trattamento medico dal contesto sociale della malattia, come anche la mancanza di rendiconto e trasparenza di fronte alle diagnosi sbagliate e al trattamento inappropriato o incompetente sono le conseguenze di fallimenti più ampi nella politica pubblica. Ciò spiega anche l’emergenza e la virulenta diffusione di infezioni batteriche multi-resistenti dentro gli ospedali e, all’esterno, nelle comunità. La preferenza per una tecno-medicina cara e redditizia (propagandata come trattamento sanitario ‘personalizzato’) rispetto a una medicina di competente ‘hands on’, basata sulla scienza, fondata sulla comprensione di sociali condizioni obiettive, ha alimentato la crisi e diffuso una confusione di massa tra il pubblico.

Quando il governo si impegna in guerre all’estero di lungo termine e larga scala, quando il Tesoro alloca migliaia di milioni di dollari pubblici a Wall Street per gran parte della decade, quando il governo si assicura la sottomissione (“il consenso”) attraverso scenari d’orrore che sostituiscono il rendiconto pubblico con la paura e il disprezzo, noi, il pubblico USA paghiamo un esoso prezzo in termini di salute pubblica, sotto il dominio di un’élite autocratica.

La recente risposta da ‘stato di polizia’ a un’infermiera americana, Kaci Hickox, mette in luce la corrotta arroganza dei politici e opinion leaders USA, a lungo abituati a esercitare il controllo attraverso il ricatto della paura e la criminalizzazione del dissenso. Il fatto che l’infermiera ‘Kaci’ fosse arrivata all’Aeroporto Internazionale ‘Liberty’ in perfetta salute, con alle spalle mesi di eroico lavoro nell’Africa Occidentale, dove aveva messo in piedi cliniche e ospedali per aiutare ad arginare la crisi dell’Ebola all’origine, non ha dissuaso il prepotente governatore del New Jersey dal confinarla, come un animale, in una gabbia di plastica trasparente nel parcheggio di un ospedale di Newark. La sua riuscita lotta per la libertà contro questo confinamento arbitrario ha portato a denunciare il Governatore Cristie e il suo scagnozzo, il Governatore di New York Cuomo, come ignoranti bulli abbaianti, intenzionati a fare di lei ‘un esempio’. La vittoria della scienza e dei diritti civili sul brutale ricatto del terrore, ottenuta dall’infermiera Kaci Hickox, potrà essere temporanea – dal momento che la tendenza è stata a lungo di militarizzare le crisi ed erodere i diritti dei cittadini.

Il pubblico americano sta cominciando a comprendere la relazione tra questa politica di ricatto del terrore, scappatoia dei miliardari e del militarismo rampante e l’erosione quotidiana del loro standard di vita, salute, sicurezza e diritti civili. Ci vorrà più di un’infermiera ‘Kaci’ per invertire la china, ma un’ostinata e competente infermiera ha stabilito un esempio glorioso.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Marco Nieli]

México: Caravana 43×43 exige renuncia del Procurador de México

por Aporrea

México, noviembre 9 – Cientos de mexicanos exigieron la renuncia del Procurador General de la República (PGR), Jesús Murillo Karam, durante la caravana denominada 43×43, la cual inició el pasado lunes y que llegó este domingo al Zócalo de Ciudad de México (capital), informó el corresponsal de teleSUR en ese país, Eduardo Martínez.

Tras cuatro horas de marcha, el movimiento 43×43 ingresó al Zócalo capitalino al grito de: “Fue el Estado”. Durante el recorrido que partió del estado Guerrero (sur) numerosas personas se sumaron a la caravana y al menos 85 instituciones civiles encabezadas por el Consejo Estatal de Organizaciones de la Ciudad de México (CEO-CDMX) participaron en la marcha.

El movimiento 43×43 realizó un mitin en Zócalo, el cual concluyó con la exigencia de una transformación de las instituciones: “El Estado actual ya no le sirve a la sociedad” y “Fuera Peña” fueron algunas de las exclamaciones escuchadas.

José Alcaraz, del movimiento 43×43 dijo que se apuesta por la paz, pero luchará contra la impunidad y la corrupción.

Se conoció que el movimiento hará un documento con los desaparecidos, cuyo registro se realizó durante la marcha desde Iguala (Guerrero) hasta Ciudad de México. También buscarán vías para un referendo revocatorio en México.

El pasado viernes el procurador general de República de México, Jesús Murillo, anunció la detención de tres integrantes de la banda criminal Guerreros Unidos, quienes confesaron que habrían asesinado a los 43 estudiantes de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa desaparecidos desde el pasado 26 de septiembre.

Familiares de los estudiantes desaparecidos cuestionaron las declaraciones del procurador y criticaron la gira que el presidente de México, Enrique Peña Nieto, emprendió hacia China y Australia, a la que catalogaron como irresponsable.

Oliver Stone: «Gli Statunitensi sono vittime della loro mentalità limitata»

da rt

Il noto regista, Oliver Stone, nel suo ultimo film mette in evidenza il lato più oscuro della storia americana, affermando che la ragione per la quale la società USA non si evolve, è dovuta alla sua “mentalità limitata.”
Stone ha parlato della realtà della società statunitense nel corso di un’intervista con il sito web del quotidiano Rossiiskaya Gazeta, alla vigilia della prima visione sul canale televisivo russo del documentario, “The Untold Story of Us“, che in 10 capitoli analizza gran parte della macchina esplosiva utilizzata da Washington per dominare il mondo.

«Ho iniziato questo progetto nel 2008, quando George W. Bush ha terminato i suoi sette anni come presidente. E tutto quello che ha attraversato il mio paese, dall’11 settembre 2001, è stato un incubo per me, personalmente. Molte persone nel paese hanno avuto la sensazione che qualcosa non andava nella nostra politica», spiega Stone.

Il regista evidenzia che in ciascuno dei 10 episodi, della durata di un’ora è stato realizzato come un «un piccolo film con il suo dramma in cui l’azione si svolge, aumenta la tensione, e infine, il risultato apre la strada alla puntata successiva».

«Scherzi a parte, questa serie di documentari aiuta finalmente a capire il modello di governo degli USA. Per quanto riguarda la serie, penso che la puntata con più seguito su YouTube sia la terza, ‘”La bomba” nella quale si parlerà delle motivazioni per le quali gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica sul Giappone. Un’altra è la 10, su Bush e Obama. Si intitola “l’età del terrorismo. 2001-2013”. Proponiamo di capire perché gli Statunitensi sono delusi da Obama, che nel 2008 ha ricevuto un mandato popolare per le riforme, ma non l’ ha usato».

Gli Stati Uniti fermi ai tempi della guerra fredda

Il regista sottolinea che «il film si concentra sul perché non si cambia, sul perché si commettano gli stessi errori». Ricordando che egli stesso è un veterano della guerra del Vietnam, Stone riflette su l’insistenza del suo paese nell’avviare le guerre in tutto il mondo.

«Allora perché ancora una volta gli Stati Uniti sono di nuovo in guerra? In Iraq, Afghanistan. Col passare del tempo mi sono reso conto che siamo il prodotto della nostra mente, che è molto limitata», ha ribadito.

«Molti dei miei coetanei, quelli della mia generazione non si sono evoluti, sono rimasti fermi al 1950 e continuano a vivere la realtà della guerra fredda».

Data l’inevitabile raffica di critiche da parte dei suoi detrattori, il regista assicura che tutte le vicende narrate nel documentario sono state esaminate attentamente e si basano su documenti reali. «Prendiamo sul serio questo lavoro», ha concluso il regista.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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