Ingreso de Venezuela a la ONU “victoria de Chávez”

por Sandra Izarra*

El presidente de la República Bolivariana de Venezuela, Nicolás Maduro Moros, expresó este jueves que el ingreso de Venezuela al Consejo de Seguridad de la Organización de Naciones Unidas (ONU), “es una victoria de Hugo Chávez Frías”.

“Lo hemos dicho mil veces nuestro comandante Hugo Chávez reposicionó a Venezuela como un país de dignidad, esta es la victoria de Hugo Chávez Frías, siguen ganado batallas la Venezuela de (Simón) Bolívar de Chávez, la Venezuela  independiente, digna”, dijo el Mandatario Nacional.

Durante el Consejo de Ministros realizado en el Palacio de Miraflores, además aseveró que esta victoria constituye un récord mundial, porque el país obtuvo el apoyo de 181 naciones de las 182 que ejercieron el voto dentro de ese organismo internacional.

Aseguró que este resultado demuestra el apoyo, la confianza, la admiración y el amor que los países del mundo sienten por Venezuela. En ese sentido, destacó que con este hecho se reconoce la política internacional de independencia, de búsqueda de un mundo de paz sin hegemonías.

También resaltó que la política exterior de la tierra de Bolívar y Chávez “busca la construcción de un mundo pluripolar donde los pueblos del sur seamos respetados y tengamos derechos de transitar nuestro camino, nuestro único camino que es el desarrollo social, económico, la igualdad, la democracia, la paz, el respeto a nuestros pueblos esa es la voz de Venezuela que ha sido reconocida a pesar de las presiones, las persecuciones, los chantajes”.

El presidente Maduro manifestó su agradecimiento a todos los gobiernos del mundo por este respaldo expresado hoy en Naciones Unidas.

*Prensa Correo del Orinoco

 

(VIDEO) Venezuela ingresa al Consejo de Seguridad de la ONU

por Correo del Orinoco

La República Bolivariana de Venezuela ingresó este jueves al Consejo de Seguridad de la Organización de Naciones Unidas (ONU).

La candidatura venezolana fue amparada con 181 votos de los 182 presentes, un hecho que denota un amplio apoyo regional y un reconocimiento mundial al liderazgo de la nación suramericana.

En un rol de miembro no permanente, el Estado venezolano no tendrá poder de veto, sin embargo, participará en la toma de decisiones  del organismo por dos años.

La entrada de Venezuela al organismo es algo por lo que el país venía trabajando desde hace años. En 2006, el líder de la Revolución Bolivariana y entonces presidente, Hugo Chávez, ya había expresado la intención de ingresar al organismo con la intención de darle más equilibrio y de hacerlo más representativo en la construcción de un mundo multicéntrico y pluripolar.

Previo a Venezuela, también se anunció el ingreso de Angola (con 190 votos) y Malasia (187 votos).

El apoyo unánime a la candidatura de Venezuela para representar a la región en esa instancia clave se tomó en una reunión a puerta cerrada ocurrida el 23 de julio en la sede de la ONU.

Venezuela ha mantenido una actitud en favor de la paz, la solución política de los problemas mundiales, la unión e integración de los pueblos del mundo, así como un férreo compromiso con la protección del medio ambiente.

El Consejo de Seguridad se compone de cinco miembros permanentes (Estados Unidos, Rusia, China, Francia y Reino Unido), que tienen poder de veto, y de diez no permanentes, que son elegidos para dos años.

Junto al puesto que dejará libre Argentina, se votarán en octubre otros cuatro, de los que uno corresponde a África, otro a Asia-Pacífico y dos al grupo conocido como Europa Occidental y Otros.

Por esas dos plazas -que ahora ocupan Luxemburgo y Australia- compiten España, Nueva Zelanda y Turquía.

Venezuela ha formado parte del Consejo de Seguridad en cuatro periodos distintos desde su creación, el primero en los años 1962 y 1963 y el último entre 1992 y 1993.

Israele riconosce il suo appoggio ai terroristi in Siria

da al manar

In una lunga intervista a quotidiano Haaretz, il ministro della difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha parlato della situazione sul confine delle alture siriane del Golan, occupate da Israele dal 1967.

Yaalon ha cercato di presentare la situazione come instabile, ma ha aggiunto che, per la maggior parte, è sotto controllo dal punto israeliano.

Yaalon ha dichiarato che Israele sta apertamente sostenendo l’Esercito Siriano Libero (ESL) e altre fazioni “moderate” (usando lo stesso linguaggio dell’amministrazione Obama per riferirsi ai terroristi che sostiene con addestramento e armi), al fine di «tenere fuori di Al Qaeda dal confine».

Tuttavia, la verità è che è il Fronte al Nusra, l’organizzazione legata ad Al Qaida in Siria, controlla la maggior parte del territorio in questo momento.

In realtà, ci sono indicazioni che Israele sia disposto a lavorare con chiunque si opponga al governo del presidente siriano Bashar al Assad. Pochi mesi fa, l’ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Oren, ha affermato che l’Isis e Al Qaida sono preferibili al governo siriano perché non sono stati «sostenuti dall’Iran».

Ora, però, alcuni analisti temono la presenza in Israele di Al Qaeda sul suo confine. Questo è un problema per Damasco, ma potrebbe essere una più grande per Israele, che ha un paio di metri di distanza un gruppo aggressivo e imprevedibile. Si dice che questione di tempo, il Fronte Nusra punterà la sua attenzione su Israele.
Il gruppo ha recentemente attaccato le forze di interposizione delle Nazioni Unite situate in zona.

Inoltre, in un recente articolo pubblicato da Ehud Yaari per il Washington Institute, di tendenza filo-israeliana, osserva che Israele sostiene i “rivoluzionari siriani” per contenere ciò che egli chiama “gruppi islamici”.

Yaari osserva che alcuni gruppi armati siriani mantengono un contatto costante con le forze israeliane, compreso lo svolgimento di riunioni segrete. Si legge nel rapporto di un incontro che si è svolta nella città di Tiberiade, sul territorio dell’entità sionista. Questi incontri si sono concentrati sulla fornitura di armi israeliane a questi gruppi, soprattutto fucili, lanciagranate ecc.

Yaari ritiene che Israele sia pronta a «fornire assistenza militare ad una scala più ampia nei prossimi mesi» e si rammarica che, nonostante tale sostegno, questi gruppi non sono stati in grado di fermare il Fronte al Nusra, che è emersa come la forza ribelle dominante nel sud e al confine con l’entità sionista.

Tra l’altro, ha anche aggiunto che Israele potrebbe, in cooperazione con gli Stati Uniti e altri paesi, prendere in considerazione la conversione delle zone di confine con la Siria meridionale in una base di forze ribelli “moderate” sostenendo la creazione di una zona cuscinetto con il paese arabo, qualcosa che lo Stato siriano ha definito come una “chiara aggressione” e un “atto di guerra”.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Il FPLP combatte con gli eserciti di Siria e Libano contro Al Nosra

 da hispan.tv

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha creato una linea di difesa di 14 chilometri al confine tra Siria e Libano per proteggere le comunità libanesi contro le aggressioni del Fronte Al-Nusra, legato ad Al-Qaeda, che combattere in Siria contro il presidente Bashar al-Assad.

Il quotidiano libanese Al-Ajbariya nella sua edizione di oggi, ha dichiarato che i combattenti palestinesi osservano movimenti deglie elementi di Al-Nusra attivo nella zona sud-occidentale di Zabadani, situata nel Governatorato di Damasco.

Comandanti militari in Libano, che hanno visitato questa linea palestinese nelle alture del Golan Heights, confermano che richiede almeno un’ora e mezza a piede percorrere questa linea e osservare tutte le imboscate preparate nella grande area, riporta il giornale.

Attraverso dei binocoli è possibile monitorare l’ingresso possibile dei terroristi, dei loro veicoli di questo gruppo terroristico sul territorio libanese.

Secondo questa fonte, le forze del FPLP, insieme con i membri degli eserciti di Libano e Siria, sono attivamente coinvolti in scontri con gruppi terroristici in Siria, in particolare i membri di Al-Nusra.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Quando il Brasile era neoliberista

Aécio Neves, herederero político de Fernando Henrique Cardoso (Foto: Archivo)da brasildecide.telesurtv.net

Il modello neoliberista è stato applicato in Brasile dal governo di Fernando Collor de Melo nel 1990 ed è continuato durante i due mandati di Fernando Henrique Cardoso.

Cardoso giunse al potere promettendo:

  • Stabilità monetaria come prodotto della lotta all’inflazione.
  • Sviluppo economico attraverso investimenti esteri.
  • La creazione di nuovi posti di lavoro.
  • Redistribuzione del reddito.
  • L’accesso del paese al primo mondo.

Cardoso ha governato potendo contare sulla maggioranza assoluta nel Congresso, grazie a una coalizione tra il suo partito, il Partito della Social Democrazia Brasiliana (PSDB), e la destra tradizionale. Ottenuto il sostegno dell’imprenditoria nazionale e internazionale, ha governato con il beneplacito della stampa mainstream.

Le promesse non furono mantenute e le trasformazioni portarono il Brasile in tutt’altra direzione.

L’eredità del PSDB

Non vi fu crescita economica. Le politiche d’indebitamento verso il settore privato e gli organismi internazionali comportarono un notevole aumento del deficit pubblico.

Il modello neoliberista aumentò le importazioni e produsse un deficit nella bilancia commerciale incrementato dall’afflusso di capitali speculativi. Le esportazioni passarono da 35 a 52 miliardi di dollari nel periodo 1992-1997, mentre le importazioni triplicarono passando da 20,5 a 61,3 miliardi di dollari. La bilancia commerciale da un surplus di 15,2 miliardi di dollari passò a un deficit di 8,3 miliardi dollari.

Ebbe luogo un processo di finanziarizzazione dell’economia, dove il ruolo egemonico fu assunto dal capitale finanziario. I grandi beneficiari di quel periodo furono gli istituti bancari.

Gli investimenti pubblici in sanità e istruzione diminuirono drasticamente. Il fondo per l’istruzione si ridusse dal 20,3% nel 1995 all’8,9% nel 2000, in contrasto con il pagamento degli interessi sul debito che salirono dal 24,9% delle entrate al 55,1% nel 2000.

Cardoso indebolì la capacità di regolamentazione dello Stato colpendo i diritti dei lavoratori. Come risultato, vi fu l’applicazione di una politica di “flessibilità del lavoro”, che significò per i lavoratori  non avere contratti regolari, precarizzando il lavoro.

Il lavoro precario raggiunse il 55% nel 2000, mentre i rapporti di lavoro regolari erano solo il 45%.

Aumento della disoccupazione, economia informale e servizi pubblici deteriorati. Le politiche neoliberiste di Cardoso colpirono principalmente la classe media.

Nelle aree povere delle periferie urbane (40% della popolazione) si aggravò la crisi sociale, aumentò la povertà, l’esclusione sociale, la violenza, il traffico di droga. L’assenza dello stato, consentì il maggiore insediamento dei gruppi criminali.

Questo fu il paese ereditato da Luis Inácio Lula da Silva e dal Partito dei Lavoratori, quando assursero al potere.

Nel 2014 sono di nuovo questi i due modelli di sviluppo che si affrontano. Dilma erede di Lula e delle politiche di inclusione sociale del governo attuale contro Aécio Neves, erede di Fernando Henrique Cardoso, il suo mentore principale.

I principali punti del programma di governo di Aécio Neves sono:

  • Decentramento
  • Semplificazione della burocrazia statale. Efficienza del pubblico per risolvere i problemi della popolazione. Migliorare i servizi pubblici
  • Trasparenza nell’attuazione delle politiche pubbliche.
  • Partecipazione popolare.

Sul fronte economico il programma di governo include:

Promuovere l’integrazione del Brasile nel commercio internazionale con particolare attenzione verso l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Neves propone di definire una strategia di “integrazione competitiva delle società brasiliane nelle catene globali del valore”.

Alcune linee guida del suo programma contemplano:

Recupero della competività e stimolo all’inserimento del Brasile nel commercio internazionale.

Una riforma tributaria per facilitare il lavoro produttivo. Riduzione del carico fiscale sulle esportazioni.

Riprendere i negoziati sugli accordi commerciali e il sostegno agli investimenti esteri.

Concludere i negoziati con l’Unione Europea, blocco riconosciuto come il principale mercato per le esportazioni brasiliane.

Porre le basi per un accordo preferenziale con gli Stati Uniti

Rivalutare le priorità strategiche nei rapporti con la Cina.

Rivisitare politiche per l’integrazione regionale per – sotto la guida del Brasile – ristabilire il primato della liberalizzazione del commercio e l’approfondimento degli accordi vigenti nel Mercosur.

Recuperare gli obiettivi iniziali del blocco, considerato paralizzato e senza strategia, nonché rendere maggiormente flessibili le regole in modo da poter procedere nei negoziati con paesi terzi.

Temi come l’integrazione latinoamericana, l’UNASUR, il rafforzamento dei BRICS, non sono prioritari nell’agenda di Neves.

Il principale consigliere economico di Aécio Neves è Arminio Fraga, ex presidente della Banca Centrale durante la presidenza di Fernando Henrique Cardoso. Questo fattore elimina ogni dubbio circa la natura neoliberista della proposta di Neves.

In questo secondo turno elettorale Neves, candidato della destra brasiliana, può contare sul sostegno  dei media mainstream, del settore finanziario, dei settori più conservatori del mondo imprenditoriale brasiliano. La sua base sociale si concentra in gran parte nelle classi medio-alte urbane, delle regioni più ricche del Paese.

Domenica 26 ottobre il Brasile si troverà di fronte a un bivio: tornare alle pratiche neoliberiste dei tempi di Cardoso, oppure avanzare con il programma d’inclusione sociale dei governi di Dilma Rousseff e del PT.

 

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: