Sull’etica rivoluzionaria

Hugo Chavezdi Hugo Chávez Frías

Capitolo estratto dal libro dell’omonimo autore EL SOCIALISMO DEL SIGLO XXI, Ministerio del Poder Popular para la Comunicación y la Información, Colección Cuadernos para el debate, Caracas, Enero de 2011, pp. 39-48.

In sintesi quello che il comandante venezuelano vuole far notare a tutti noi in questo capitolo è che con la globalizzazione capitalistica i nazionalismi sono stati livellati alla logica scandita dalla necessità della produzione e del consumo. Di modo che l’unità del mondo perseguita dalla globalizzazione è un’unità culturale, sociale, di beni e di consumi; insomma è un’unità organizzata all’insegna dell’omologazione. Il suo internazionalismo creato con la violenza si oppone al socialismo che, invece, insegue la piena uguaglianza sul piano giuridico, sociale ed economico nel rispetto della propria cultura di appartenenza.

Vincenzo Paglione

 

«Consentitemi dirvi, con il rischio di apparire

ridicolo, che il vero rivoluzionario è guidato

da grandi sentimenti di amore.»

Ernesto Che Guevara

 

 

Abbattiamo i vizi della vecchia classe politica

Karl Marx lo disse: “La nuova società nasce contaminata…” .

Bisogna serbare coscienza di queste parole per attaccare così i vizi della vecchia classe politica che è ancora qui presente e che cercano di trovare il modo d’infiltrarsi; calcolo subalterno, interessi individuali o di gruppo, aspirazioni, ambizioni personali, interessi di alcuni settori capitalisti che cercano d’introdursi nei movimenti rivoluzionari per neutralizzarli o bloccarli.

Correnti anarchiche, vecchi vizi della sinistra e della destra… Faccio l’appello a sollevarci e d’impiegare tutta la determinazione individuale e collettiva di cui siamo capaci per frantumare questi vecchi vizi.

Spogliamoci anche di altre cose che non solo non ci servivano, ma che si presentano come una zavorra che ci impedisce decollare. Invito il collettivo ad essere vigile su qualsiasi di questi vizi che si vogliono insinuare e di polverizzarli, attaccarli frontalmente nel dibattito interno.

Esempio di veri rivoluzionari

Voi vi trovate all’interno di una società bombardata dai valori immorali del capitalismo. Lottate per la battaglia culturale quotidianamente, la battaglia dell’amore contro l’odio. Il capitalismo possiede i suoi valori – che sono negativi -, e il socialismo ha i suoi valori, che sono nobili.

Il capitalismo proietta l’individualismo e, per tanto, la divisione della società.

Noi socialisti dobbiamo essere i latori dell’amore, della vita del corpo collettivo, della mente collettiva, della solidarietà, dell’impegno e della coscienza del dovere sociale; e voi dovete essere ancora superiori a noi, mille volte migliori di noi, l’esempio dei veri socialisti rivoluzionari.

Ma ciò non rappresenta un compito per il futuro, è un compito per il presente. Voi dovete agire come affermò Cristo: moltiplicatevi. E aggiunse: “Andate e siate la luce del mondo e il sale della terra”. Il sale per evitare che il mondo si corrompa, per guarire ciò che è già corrotto; luce per illuminare con la propria luminosità, individuale e collettiva.

L’aspetto collettivo si deve collocare al di sopra dell’individuale. Tra di voi non devono esistere egoismo, ambizioni bastarde, ambizioni al lucro materiale, alla ricchezza, giacché vi porterà evidentemente e inevitabilmente alla corruzione. Spogliatevi di voi stessi. Siate come il Che, come Cristo, come Bolívar.

Valori umanisti e liberazione materiale

Affinché il socialismo si realizzi, sono necessarie molte cose. Voglio insistere su questo aspetto della coscienza del dovere sociale. La prima Rivoluzione si ha qui dentro, nello spirito. Il fatto è che tu sei un buon bambino perché ami e rispetti agli altri, perché senti di essere parte della comunità, di un gruppo di cui ti senti responsabile, portatore di amore perché sei un bambino premuroso.

Ricordiamo Cristo: “Ama il prossimo come ami te stesso”. Questa asserzione diventa fondamentale perché ci sia il socialismo. Nel capitalismo ci fanno odiare reciprocamente, perché? Perché ci sistema come se fossimo nella selva. Si salvi chi può! Dunque finiamo per odiarci l’un l’altro, in concorrenza per vedere chi sopravvive.

Il socialismo è amore; per questa ragione asserisco che il principale nutriente del progetto socialista bolivariano deve essere l’amore; è per questo motivo che l’amore bisogna nutrirlo in molte maniere.

L’amore per la natura, per la patria, per la bandiera, di te stesso, ma senza essere egoisti.

I veri valori socialisti

I valori socialisti per me sono uguali ai principi del vero cristianesimo: l’uguaglianza, l’amore verso il prossimo, il sacrificio del singolo, compreso anche quello verso gli altri.

Ciò diventa impossibile nel capitalismo. È per questa ragione penso che Cristo sia stato uno dei più grandi socialisti della storia.

Socialismo vs individualismo

La cultura dell’individualismo ha forti radici nel mondo, nei nostri popoli, nelle nostre terre.

La parola privato proviene da lì: “privare ad altri di”. La proprietà privata è quella che appartiene a qualcuno che priva un altro. Tu ne sei privo perché questo è mio. Il fondamento è l’egoismo, il quale ha penetrato in profondità nel metabolismo del corpo sociale.

Per questo motivo la battaglia non è sola contro un sindaco adeco o un aspirante adeco. Non è contro il candidato di un altro partito a prescindere dallo schieramento cui appartiene, sia esso un escuálido, un pitiyanqui, un salta-talanquera o altro. Quello non è il reale problema.

La battaglia è ideologica, è culturale; la battaglia è immensa, la sfida è infinita.

Il rinvigorimento morale della Rivoluzione

Abbiamo bisogno di una accelerazione rivoluzionaria. Abbiamo bisogno di una rivoluzione all’interno della rivoluzione, un rinvigorimento morale della rivoluzione; una battaglia alla quale tutti dobbiamo partecipare per combattere le deviazioni che ancora persistono; una battaglia a morte contro la corruzione che imperversa ovunque; una battaglia a morte contro lo spreco, la spesa superflua; una battaglia a morte contro l’inefficienza, contro il burocratismo; una battaglia per plasmare lo spirito del socialismo.

Dobbiamo essere ben consci di quello che vi sto per dire: quello che accadrà in Venezuela influirà in molteplici forme il resto dell’America Latina e nel mondo. Si potrebbe affermare che il destino dell’umanità può dipendere dalla Rivoluzione Bolivariana, senza peccare per questo di vanità, con semplicità questa è la verità.

L’imperialismo nordamericano si avvicina sempre più a quello che in una occasione affermò il compagno Mao Tse Tung: l’imperialismo, tigre di carta nella strategia, lo è anche nella tattica e noi siamo obbligati a diventare delle vere tigri di acciaio nella strategia e nella tattica.

Leadership morale e politica

Una leadership dedicata, vera, disinteressata, una leadership di transizione morale. La leadership morale possiede una grande forza! Nello specifico, morale e politica, perché ci sono degli individui che possiedono una leadership morale, ma si tengono in disparte, dediti alla scrittura. Costituiscono degli esempi, dei simboli.

Uno come Gandhi è il leader di cui abbiamo bisogno, leadership morale e politica, trascinatore di masse; Martin Luther King, una personalità impressionante; Mandela; Bolívar; Cristo.

Tutti dobbiamo essere dei leaders, agire come i leaders, comportarci come loro. Ecco perché si rende necessario favorire il processo mediante l’educazione civica che è generatrice di vera leadership. Il vero leader è un grande educatore civico, morale e politico, è un condottiero.

[Trad. dal castigliano per ALBAInformazione di Vincenzo Paglione]

Per Bahar Kimyongür finisce un incubo durato 15 anni

da 7sur7.be

L’attivista politico belga-turco Bahar Kimyongür ha dichiarato, venerdì scorso, all’agenzia Belga di essere stato informato giovedì notte che il suo nominativo è stato definitivamente rimosso dagli archivi dell’Interpol in data 22 agosto.

La Commissione dell’Interpol ha emesso questa direttiva nella sua ultima sessione di giugno. 

«Può darsi che ci siano residui di informazione che potrebbero giocare brutti scherzi, ma questa volta l’Interpol ha deciso di seppellire l’ascia di guerra», ha dichiarato Bahar Kimyongür. I suoi avvocati turchi hanno ottenuto un’audizione il 12 settembre davanti all’11esima Corte d’Assise Ankara per far valere il diritto di essere rappresentato a distanza per una revisione delle accuse contro di lui. Sua moglie Deniz Kimyongür ha ottenuto un non luogo a procedere il 16 luglio. Sulla base della propria relazione, le accuse turche relative ai suoi legami il gruppo politico DHKP-C, classificato come terrorista, si basa in gran parte sulla richiesta congiunta del ministro degli esteri turco Ismail Cem al Parlamento europeo il 28 novembre 2000.

Bahar Kimyongür è stato arrestato il 28 Aprile 2006 nei Paesi Bassi e rilasciato il 4 luglio dopo 68 giorni di carcere. Poi fu arrestato 17 giugno 2013 in Spagna e rilasciato su cauzione il 20 giugno L’Audiencia Nacional di Madrid ha rifiutato l’estradizione il 2 luglio. Il 21 novembre, è stato arrestato di nuovo in Italia. Il 21 febbraio Interpol ha bloccato temporaneamente la suasegnalazione e l’11 marzo, la Corte d’Appello di Brescia ha ordinato il suo rilascio.

Inoltre, Bahar Kimyongür è stato anche condannato a 4 anni di carcere il 28 febbraio 2006 dal giudice di merito a Bruges per l’adesione al DHKP-C, sulla base di una sua traduzione dal francese per una testata giornalistica.

Bahar è stato assolto in via definitiva il 23 dicembre 2009 dalla Corte d’appello di Bruxelles.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

A Cuba l’acqua si beve…

da cubainformazione.it

Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo e per i cubani è completamente gratuito. Si fonda sul principio per cui la salute è un diritto sociale inalienabile e tutti i Cubani hanno diritto all’assistenza sanitaria completa senza distinzioni. I servizi sono finanziati quasi interamente tramite risorse pubbliche. Il Ministero della Salute è l’organismo regolatore del sistema, concentra e distribuisce le risorse destinate ai servizi sanitari e opera a tutti i livelli.

Complessivamente l’assistenza si sviluppa attraverso una rete di circa 220 ospedali, 15 istituti di ricerca, 500 policlinici e una copertura diffusa in tutta l’isola di personale sanitario, per un totale di circa 600.000 lavoratori (9% della popolazione in età lavorativa), di cui circa 30.000 medici di famiglia. I medici sono passati da 5,2 medici ogni 1000 abitanti nel 1995 a circa 6,7 nel 2009; nello stesso periodo gli infermieri sono passati da 7 ogni 1000 abitanti a 9,5.

Prima della rivoluzione cubana del 1959, il sistema sanitario cubano era basato su ospedali gratuiti statali, cliniche mutualistiche e ambulatori privati; gli ospedali gratuiti erano presenti solo in un terzo dei municipi ed erano di scarsa qualità. Esisteva un solo ospedale universitario, un’unica scuola di medicina e le prestazioni erano erogate per la maggior parte privatamente da medici residenti per i 2/3 a L’Havana. Solo il 10-20% circa della popolazione rurale poteva fruire di una qualche forma di assistenza medica. L’aspettativa di vita era inferiore ai 60 anni. La mortalità infantile era del 70 per mille nati vivi e la mortalità materna era 120 per 100 mila nati vivi. L’analfabetismo arrivava nelle zone rurali al 40%; solo l’11,2% delle famiglie dei lavoratori agricoli beveva latte e solo il 2% mangiavano uova.

Dopo la rivoluzione la metà dei 6.000 medici al momento presenti sull’isola espatriò. A Cuba rimasero solo 16 professori di medicina. Il Ministero della Salute iniziò quindi un programma di nazionalizzazione e regionalizzazione dei servizi sanitari: furono realizzati 50 nuovi ospedali rurali e 160 policlinici in aree urbane, fu iniziato un programma di vaccinazione dei bambini e fu istruito nuovo personale. Vennero, inoltre, assunti 750 medici e studenti di medicina per trascorrere un periodo della loro carriera professionale nelle campagne, sulle montagne e nelle comunità costiere. L’obiettivo del servicio médico rural era quello di garantire “la prevenzione delle malattie e di rivitalizzare i servizi sanitari per i più bisognosi, perché poveri o in precarie condizioni di salute o perché residenti lontano dai centri urbani”.

Nel 1986 venne introdotto il Programma del Medico di Famiglia, che mise a disposizione dei pazienti un team costituito da medico e infermiera e garantì, a partire dai primi anni ‘90, l’assistenza primaria al 95% delle famiglie cubane direttamente nel proprio quartiere di residenza. Erano attive 21 scuole mediche in tutto il territorio nazionale. Il sistema sanitario cubano cominciò a essere preso dall’OMS, dall’Unicef e da altre agenzie internazionali come esempio per un servizio sanitario nei Paesi in via di sviluppo. Ottimi risultati sono stati ottenuti grazie a ripetute campagne vaccinali, grazie alle quali per alcune malattie non si verificano casi da diversi anni: Poliomielite, 1962; Tetano neonatale; 1972; Difterite, 1979; Meningoencefalite post-parotidite, 1989; Sindrome rosolia congenita, 1989; Morbillo, 1993; Pertosse, 1994; Rosolia e parotite, 1995; Febbre Gialla, 2005.

Molti tra i migliori medici cubani sono mandati dal governo a lavorare in altri paesi dell’America latina: con il programma Barrio Adentro, letteralmente “nel quartiere”, a partire dal 2002 il governo venezuelano vuole garantire cure mediche di base per tutti, anche per le fasce di popolazione più miserevoli, adottando il modello cubano. Cuba, nella fase iniziale di Barrio Adentro, ha inviato circa 18.000 medici in Venezuela; da parte sua il Venezuela invia forniture di petrolio. Nel 2008 i medici cubani che lavoravano in paesi esteri erano circa 37.000, sparsi in più di 70 paesi. I medici che decidono di lavorare all’estero ricevono compensi maggiorati.

Quando guadagna invece un medico cubano che rimane a Cuba? Tutti i medici sono dipendenti del governo e mediamente un medico di famiglia guadagna 20 dollari al mese e ha a disposizione benefit come la casa e generi di prima necessità. La sanità assorbe il 8.7% del PIL nazionale, ma se negli ultimi anni le risorse dedicate alla salute sono aumentate considerevolmente.

Cuba può vantare il tasso di mortalità infantile più basso del continente (che si attesta intorno al 26 per mille nati vivi, un risultato straordinario se si pensa che si sale su scala mondiale fino al 52 per mille), persino inferiore agli Stati Uniti, che continuano ad assediare il Paese confermando il criminale blocco economico più volte dichiarato illegale dalle Nazioni Unite.

Anche per quanto riguarda la ricerca medica e farmaceutica Cuba è all’avanguardia: a testimonianza dell’alto livello raggiunto vi è l’unico vaccino al mondo contro la malattia causata dal meningococco di tipo B e dal 1990 è nel programma nazionale di vaccinazione infantile a Cuba. I laboratori di ricerca a Cuba hanno anche prodotto vaccini e sieri contro la meningite A e C, la leptospirosi, la difterite, il tetano, la febbre tifoide e la pertosse. Nel maggio 2012 il direttore del Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología, Gerardo Guillén, ha reso pubblica la scoperta di un farmaco (HeBerprot) che permette di evitare l’amputazione degli arti inferiori nei pazienti diabetici. La ricerca a Cuba è in piena attività e sono stati fatti grandi passi avanti contro Aids ed il cancro; per esempio vengono sperimentati due farmaci: uno denominato Vidatox, studiato sulla base del veleno di uno scorpione, ed il secondo denominato CimaVax che dovrebbe combattere il cancro al polmone. Per quanto riguarda Aids entro il 2012 inizierà al fase di sperimentazione di una terapia innovativa.

L’Ozono (O3), derivato dell’Ossigeno (O2) è il più potente ossidante in natura ed il più efficace nel distruggere batteri, virus, funghi, pesticidi e metalli pesanti… è utile per diverse patologie ortopediche e vascolari, nella demenza senile, Sla e Sclerosi multipla. Indovinate un po’ quale paese è all’avanguardia nell’utilizzo dell’O3 a scopi medici? Indovinato! La patria dell’ozono terapia è Cuba. La ricerca medica nell’isola caraibica è cosi avanzata che i più ricchi e i più potenti del mondo – tra quelli che solitamente sostengono la tesi del fallimento del socialismo – vanno a curarsi lì. 

Isis preleva gli organi dei bambini iracheni ancora in vita

da hispan.tv

L’Isis sequestra i bambini iracheni e preleva i loro organi, nonostante siano ancora vivi. Lo ha denunciato, sabato scorso, al-Qaravi Fazel, membro dell’Alto Commissariato per i diritti umani in Iraq.

In un’intervista al quotidiano iracheno Al-Sabaah, ha spiegato che alcuni medici stranieri che hanno aderito al gruppo terroristico Isis, sequestrano i bambini, prelevano i loro organi e ne traggono profitto da questa attività criminale.

«Vendono questi organi umani sul mercato nero in Siria e in Turchia», ha raccontato al-Qaravi, aggiungendo che non ci sono documenti, filmati e fotografie a conferma.

A questo proposito, Al-Qaravi ha aggiunto « gli stessi terroristi e le famiglie dei bambini sequestrati», hanno confermato questi eventi ed è previsto che si terrà una sessione straordinaria del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra (Svizzera) per affrontare la questione.

Inoltre, Al-Qaravi ha portato alla luce nuovi dati agghiaccianti sulla situazione dei bambini iracheni. Più di 500 mila bambini sono lontani dalle loro famiglie a causa della violenza scatenata dai terroristi.

Oltre un migliaio di bambini, secondo Al-Qaravi, sono morti per mancanza di cibo e medicine.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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