Hollande ammette di aver armato i terroristi in Siria

da hispan.tv

In una rivelazione senza precedenti, il Presidente francese, François Hollande, ha ammesso di aver ordinato la fornitura di armi ai terroristi che combattono in Siria da metà marzo 2011, contro il governo di Bashar al-Asad.

Hollande, in un’intervista rilasciata, ieri, al quotidiano ‘Le Monde’, ha giustificato la consegna di armi, affermando che l’operazione era in conformità con gli “impegni europei”.

Inoltre, ha sostenuto  che i gruppi armati attivi in Siria, che considera “moderati” meritano il sostegno di Parigi per affrontare la minaccia del gruppo terroristico Isis.

Facendo riferimento all’Isis, Hollande ha dichiarato che non è un movimento terroristico come Al-Qaeda, ma uno «stato terrorista (…) un gruppo strutturato, che ha un finanziamento significativo e armi molto sofisticate» contro il quale si deve adottare una “strategia globale”.

All’inizio del conflitto in Siria elementi dell’Isis hanno ricevuto armi, sostegno finanziario e logistico di alcuni paesi regionali e occidentali guidati dagli Stati Uniti.

Ma, dopo essere stati minacciati dal gruppo terroristico, diversi funzionari occidentali adesso parlano di dover combattere i terroristi e dividerli in buoni e cattivi.

[Traduzione dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

 

Turchia: No alla lotta contro Daesh!

da al manar.com

Alla vigilia dell’adozione da parte del Consiglio di sicurezza della risoluzione Onu 2170 sulla lotta internazionale contro al-Daesh e Fronte Al  Nosra, il Washington Post ha pubblicato un’intervista con un certo Abu Youssef, un ufficiale della organizzazione terroristica Daesh nella regione di Iskenderun (Hatay) in Turchia.

Abou Youssef ha assicurato che i terroristi feriti Daesh sono curati in ospedali turchi e Ankara fornisce loro di tutti i servizi necessari.

Questo leader Daesh ha confermato ancora una volta l’entità del sostegno illimitato turco alle milizie terroristiche che combattono in Siria e in Iraq.

Politici curdi hanno già rivelato, con documenti e immagini a sostegno, che le autorità turche  supportano a tutti i livelli le organizzazioni armate in Siria. Mentre decine di indagini sono state pubblicate sulla stampa americana e turca su questo argomento.

E quando le condanna internazionali sugli abusi del Daesh piovevano da tutto il mondo, centinaia di persone, durante la celebrazione della preghiera di Eid al-Fitr, nella regione di Amrli, a Istanbul, hanno chiamato la jihad e la fedeltà al “Califfo” Abu Bakr Baghdadi.

Il fatto che 5000 turchi combattono nelle file dei Daesh non suscita timori nel governo turco. Uno studio recente ha dimostrato che 3 milioni di turchi supportano la richiesta di fornire una base per Daesh in Turchia!

Anche se le fonti di armi all’Isis-Daesh e al-Nosra sono al confine con la Giordania, i quantitativi di armi sono originari della Turchia, hanno confermato i rapporti occidentali.

Tornando al colloquio con Abu Youssef, un membro del popolo Partito Repubblicano, Mahmoud Tanal, ha presentato un’interrogazione contro il governo in parlamento, sulla veridicità dell’inchiesta pubblicata dal Washington Post con Abu Youssef.

Sono stati chiesti chiarimenti sulle circostanze che hanno permesso l’ingresso di questi leader Daesh nei territori turchi, e quindi, se il Ministero dell’Interno fosse a conoscenza di questa intervista e della cura dei feriti negli ospedali turchi. E quale sia, inoltre, la responsabilità del governo nel rapimento dei dipendenti del consolato turco a Mosul, all’ombra di informazioni su una presunta alleanza tra il governo e lo stato islamico.

Il governo turco conferma ogni giorno la portata del suo sostegno illimitato a Daesh e al-Nosra. Infatti, Ankara ha fatto una fuga in avanti attraverso l’uso di organizzazioni estremiste,  aprendo loro confini per indebolire il governo siriano e le autorità politiche turche in Iraq. Tutto questo si è verificato dopo il fallimento della politica turca in Siria, in Egitto e Arabia Saudita.

Ankara non sarà sconvolta nel vedere l’Iraq diviso in stati, in cui verrà stabilito lo stato del califfato con Mosul sua capitale. Lo stato di Daesh guidato da Baghdadi, si troverà costretto a trattare con la Turchia. Così, la Turchia avrà una zona dove imporrà il suo dominio e trarrà beneficio per il petrolio nella lotta contro l’Arabia Saudita e i paesi del Golfo.

Allo stesso modo, l’indipendenza del Kurdistan e le differenze tra Erbil e Baghdad saranno una buona opportunità per la Turchia per il transito del petrolio e del gas. Quello che sta accadendo,  è senza alcun rispetto per la sovranità e la Costituzione irachena.

Secondo il giornalista Sami Cohen del quotidiano turco Milliyet, la risoluzione delle Nazioni Unite sullo stato islamico in gran parte mette in imbarazzo la Turchia.

«La nuova alleanza internazionale contro Daesh, raccogliendo Stati Uniti, Francia, Iran e curdi, è molto simbolica. Ma la Turchia non ha aderito a questa alleanza, nonostante il pericolo Daesh. Con il pretesto di non esporre ad altri pericoli i propri diplomatici detenuti dal Daesh, la Turchia non farà parte di questa alleanza e non consentirà agli aerei americani di decollare dal proprio territorio per colpire lo stato islamico». Cosa che metterà in imbarazzo la Turchia nei confronti di Washington e di altri paesi, ha spiegato Cohen.

Ricordando che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato, di nuovo,  la sua opposizione a un attacco aereo contro Daesh quando il presidente Barack Obama ha parlato nei primi giorni dopo l’offensiva contro il Daesh in Iraq.

La rielezione degli stessi leader politici in Turchia consacrerà il sostegno irresponsabile turco al terrorismo? In tal caso, la Turchia farà parte del problema invece di aiutare a porre fine al conflitto.

[Traduzione dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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