Wikileaks: Ban Ki-moon ha collaborato segretamente con Israele

da Hispan.tv

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha collaborato segretamente con il regime israeliano “allo scopo di minare” le indagini che accusavano l’entità sionista di nove attacchi contro strutture dell’Onu a Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009. Lo ha rivelato il sito Wikileaks.

In una lettera, Ban chiese al Consiglio di indagine delle Nazioni Unite di non fare asserzioni giuridiche, dal momento che il regime di Tel Aviv, “continua a lavorare” con l’agenzia.

La relazione indica che l’esercito israeliano giocava un ruolo diretto in sette dei nove attacchi su edifici dell’Onu nell’enclave costiera palestinese. Inoltre, accusava il regime israeliano di violare l’immunità delle Nazioni Unite.

«Le forze israeliane non hanno preso precauzioni sufficienti per adempiere alle loro responsabilità di proteggere la proprietà delle Nazioni Unite dove, oltre il personale, ospitava anche civili palestinesi», recita il testo.

Inoltre, Wikileaks ha rivelato che il consigliere di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Susan Rice, ha parlato tre volte il 4 maggio 2009 alla più alta carica delle Nazioni Unite, per mostrare la sua «preoccupazione circa la portata della relazione della commissione d’inchiesta sugli incidenti presso le sedi delle Nazioni Unite nel dicembre 2008 e gennaio 2009».

A quel tempo, il consiglio elaborò undici osservazioni da presentare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), in cui si esortava a indagare su nove eventi «ulteriormente e sugli incidenti non correlati con l’Onu che colpirono i civili, nell’ambito di un’indagine imparziale».

Secondo i dati forniti da Wikileaks, nella conversazione telefonica, il funzionario americano chiese a Ban che questa raccomandazione non fosse inclusa nella sintesi della relazione.

All’epoca, il funzionario delle Nazioni Unite affermò che «il suo staff stava lavorando con una delegazione israeliana nel testo della lettera».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Il genocidio a Gaza: 1.822 morti, 9.370 feriti e 450 mila evacuati

Gaza

di Achille Lollo da Roma (ITALIA)

da Brasil De Fato-597 – dal 7 al 13 di agosto 2014 – Internazionali – Gaza, pag.16 PULIZIA ETNICA — Prima che la Striscia di Gaza sia consegnata all’ONU e ai corrotti imprenditori palestinesi legati all’ANP per la ricostruzione di quel territorio, lo stesso dovrà essere “ripulito, fisicamente e strutturalmente” da tutti i militanti di Hamas e degli altri gruppi islamici. Per questo, il massacro deve continuare non solo fino all’ultimo tunnel, ma, soprattutto, fino all’ultimo combattente palestinese.

Il giorno 3 agosto, dopo quasi un mese di guerra, il bilancio dell’operazione “Protective Edge” è drammatico. Dei 1.822 civili assassinati dai piloti degli F-16 e degli F-15, dall’artiglieria dei carri armati, dei cannoni di lunga gittata e dei lancia-razzi, 398 erano bambini.

L’ultima vittima di questa evidente pulizia etnica è una bambina di otto anni, Aseel Muhammad al-Bakri, che è morta quando un pilota di F-16 ha mirato con un razzo la sua casa nel campo di rifugiati di al-Shaiti, nei dintorni della Città di Gaza.

Di sicuro questo pilota già ha brindato con i suoi ufficiali alla “grande impresa guerriera” che ha realizzato il giorno 3 agosto contro quel campo di rifugiati palestinesi. I suoi familiari e amici sionisti devono essere ansiosi di socializzare il coraggio di questo eroe della Forza Aerea Israeliana.

Alla fine, come disse la famosa primea ministra sionista, Golda Meier, nella decade dei ‘60: “I Palestinesi sono come scarafaggi, che devono solo essere schiacciati”. Passati 50 anni, sembra che questa facezia sia diventata parola d’ordine in Israele, non solo per gli estremisti della destra sionista, ma per l’86% degli israeliani che hanno manifestato il loro appoggio al governo di Benjamin Netanyahu, per aver attacato Gaza con una vera operazione di guerra (Operation Protective Edge) volta al definitivo annientamento di Hamas.

La lobby sionista

In tutti i paesi europei e negli USA, la lobby sionista è riuscita a convincere i governi e, soprattutto, i direttori di giornali, riviste e delle TVs della tesi che l’esistenza dello Stato di Israele era pericolosamente minacciata dalle brigate di Hamas, motivo per il quale Israele doveva attaccare Gaza per garantirsi il diritto alla difesa. Parole che subito sono state riprese compulsivamente, anche dal presidente degli USA, Barack Obama, nel momento in cui il Congresso autorizzava la fornitura di più bombe, razzi e proiettili di tutti i tipi allo Tzahal (l’esercito di Israele) per un valore di 228 milioni di dollari. Non dimenticando che nel mese di febbraio passato il governo sionista ha ricevuto dagli USA il tradizionale cheque di 1,6 miliardi di dollari per il mantenimento delle forze armate israeliane. Una “donazione imperiale” che il governo sionista riceve dal 1948.

Così, durante i primi giorni dell’invasione sionista, quando nelle strade della Città di Gaza c’erano un centinaio di palestinesi morti, le principali televisioni e giornali del “Primo Mondo” hanno prodotto uno show mediatico, mostrando il volo irregolare dei razzi Qassam che i membri delle Brigate Ezzedim riuscivano a lanciare da Gaza verso il territorio israeliano.

Lo show è stato tanto bene articolato che la corrispondente della CNN e in seguito, anche quella della RAI-2, sembrava che stessero piangendo, mentre annunciavano che un razzo Qassam stava sorvolando il territorio israeliano. In questa maniera, milioni di europei e statunitensi hanno creduto ciecamente che i cittadini di Israele stavam subendo un massacro da parte degli uomini di Hamas con i citati razzi Qassam.

Dire che questo è stato una favola è poco, giacché dei 1200 razzi Qassam che gli uomini delle Brigate Ezzedim sono riusciti a lanciare contro il territorio di Israele, appena dieci hanno provocato la morte di tre israeliani e il danneggiamento di circa 30 case, mentre altri 50 hanno preso di mira strade dell’interno, provocando appena fosse.

Razzi artigianali che continuano a essere presentati come il massimo della tecnologia militare. Razzi che, fino a oggi, non hanno mai preso di mira una caserma, un deposito di munizioni dell’esercito, una centrale elettrica o un ospedale. Dal momento che i lobbisti sionisti e i media non dicono che i citati razzi non posseggono un sistema di navigazione elettronica, cioè, sono lanciati e cadono quando termina la forza di propulsione.

D’altro canto, i modernissimi F-15 e F-16 statunitensi, i razzi Patriot e tutto l’armamento di ultima generazione che lo Tzahal ha lanciato contro la Striscia di Gaza, movimentando per l’occasione 86 mila riservisti, sarebbe il contrappunto strategico per “garantire il diritto alla difesa di Israele”.

 

Genocidio

 

In questo contesto, fino al giorno 3 agosto, l’attacco dell’esercito sionista ha provocato la morte di 1.822 civili, dei quali 398 erano bambini, il ferimento di 9.370 palestinesi, dei quali 2.744 erano bambini e la distruzione del 50% delle case, delle scuole, degli ospedali e di tutta l’infra-struttura socio-economica, al punto che gli abitanti di Gaza hanno l’energia elettrica solo per due ore al giorno e l’acqua corre soltanto in alcune strade, visto che gli “eroici piloti di Israele” hanno bombardato l’unica centrale di trattamento dell’acqua e quasi tutteo le stazioni e sotto-stazioni di energia elettrica.

Una situazione tragica e drammatica che non impressiona minimamente la maggioranza della società israeliana, vittima di un continuo lavaggio cerebrale, realizzato “ad hoc” da parte dei media e, soprattutto, da parte dei politici sionisti. Conseguentemente, questa maggioranza appoggia e sostiene ciecamente questa guerra che già puzza di genocidio e di pulizia etnica, tale e quale a come successo in Ruanda e anche come i nazisti hanno fatto in Europa a partire dal 1939.

Un genocidio che è stato invocato pubblicamente dalla deputata Ayelet Shaked del partito sionista “Casa Ebrea”, che nella sua pagina Facebook ha scritto: “Dietro ogni terrorista ci sono uomini e donne che hanno aiutato nella formazione di ogni terrorista. Sono tutti nemici combattenti e il loro sangue dovrà ricadere sulle loro teste. Questo si riferisce anche alle madri dei martiri che hanno mandato i loro figli all’Inferno. Anche loro dovrebbero seguire il destino dei loro figli, sarebbe la cosa più giusta. Dal momento che dovrebbero andare all’Inferno fisicamente anche le case dove sono stati cresciuti questi serpenti”.

Questa è istigazione al genocidio, alla pulizia etnica, al massacro dei palestinesi in nome di Dio, visto che si cita l’Inferno e si desidera la distruzione delle loro case e delle loro proprietà che, dal 1948, continuano a essere espropriate per essere consegnate ai “coraggiosi” coloni sionisti.

Forse che l’ex-presidente israeliano, premio Nobel per la Pace, Shimon Peres, è rimasto scandalizzato dalle parole della deputata Ayelet Shaked?

Nessuno ha parlato, nessuno l’ha censurata, nessuno ha chiesto scusa per la violenza politica di questa deputata sionista. Un silenzio che negli Stati Uniti è stato ancora più severo, giacché le eccellenze della Freedom House o della Human Rights non si sono espresse contro questo manifesto a favore del genocidio palestinese che l’esercito dello Stato di Israele sta realizzando con “grande professionalismo”.

Gaza come Timor?

I responsabili della “grande politica mondiale” hanno proferito alcune parole di condanna contro l’ esercito di Israele soltanto quando l’opinione pubblica dei loro paesi è rimasta impressionata di fronte alle foto di bambini fatte a pezzi dalle bombe e praticamente assassinati in coincidenza dei ripetuti bombardamenti contro le scuole e i rifugi dell’ONU.

La verità è che tutti i presidenti e primi ministri dei paesi della NATO giustificano il genocidio praticato dall’esercito sionista nella Striscia di Gaza a causa della storica alleanza strategica con lo Stato di Israele, che nel Medio Oriente rappresenta gli interessi geo-strategici dell’Occidente.

Per questo, l’attacco distruttore contro la Striscia di Gaza si rende compatibile con la logica geo-strategica degli USA e dei paesi della NATO, visto che Hamas è l’unico soggetto politico che rigetta l’equazione del potere imperiale – una logica che ha determinato la necessaria sconfitta politica e, soprattutto, militare di Hamas, per poi rendere possibile la desmilitarizzazione completa della resistenza palestinese e la fine delle rivendicazioni nazionaliste e rivoluzionarie della cosiddetta “questione palestinese”.

In questo contesto, lo Stato di Israele sta facendo, di fatto, il lavoro sporco. Eppure, dopo di aver terminato il genocidio a Gaza, l’Occidente affiderà all’ONU il compito di riorganizzare “pacificamente” i palestinesi, come è stato fatto a Timor Est.

A questo proposito, è utile ricordare che l’esercito dell’Indonesia – anch’esso finanziato e monitorato dagli USA – ha realizzato a Timor Est un massacro di quasi 500 mila timorensi dal 1975 al 2001.

Sembra una semplice casualità, eppure lunedì (giorno 4), il ministro degli Affari Esteri di Israele, Avigdor Lieberman, ha dichiarato che “Israele appoggerebbe il mandato dell’ONU nella Striscia di Gaza, per poi restituire questo territorio ad Abu Mazem,e agli uomini dell’ANP”.

Lo stesso giorno, anche il ministro degli Affari Esteri della Francia, Laurent Fabious, e lo stesso presidente francese, François Hollande, come anche il primo ministro della Gran Bretagna, David Cameron, hanno cominciato a parlare di “soluzione timorense”.

Il problema di questa nuova favola è che prima di consegnare la Striscia di Gaza ai commissari dell’ ONU e ai corrotti impresari palestinesi legati all’ANP per la ricostruzione di quel territorio, lo stesso dovrà essere “ripulito, fisicamente e strutturalmente” da tutti i militanti di Hamas e degli altri gruppi islamici. Per questo, il massacro deve continuare non solo fino all’ultimo tunnel, ma, soprattutto, fino all’ ultimo combattente palestinese.

 

Achille Lollo è un giornalista italiano, corrispondente di Brasil de Fato in Italia e curatore del programma TV “Quadrante Informativo”.

[Trad. dal portoghese per ALBAinformazione di Marco Nieli]

¡Basta ya de llamar guerra al genocidio!

gazapor REDH

La Red En Defensa de la Humanidad (REDH), ante los trágicos sucesos que está viviendo el hermano pueblo palestino en Gaza, cumple con su deber de manifestar lo siguiente:

Declaramos nuestra adhesión a las palabras del compañero Evo Morales, fundador de la Red En Defensa de la Humanidad y Presidente del Estado Plurinacional de Bolivia, por las que se declara a Israel como Estado terrorista.

Manifestamos nuestra absoluta repulsa al genocidio que sufre el pueblo palestino a manos de un Estado fundado sobre el despojo y la ocupación colonial de los territorios palestinos.

Reconocemos y expresamos nuestra solidaridad con la heroica lucha del pueblo palestino y de sus organizaciones de resistencia, especialmente en Gaza, contra el intento de Israel de exterminarlo y arrebatarle los jirones que quedan de lo que fue su patria.

Condenamos el rol imperialista de Estados Unidos que alimenta y apoya política, financiera y militarmente a Israel ante la insólita inacción del Consejo de Seguridad de la ONU, cuyas resoluciones sobre la cuestión Palestina son violadas sistemática e impunemente por Washington. Unos Estados Unidos que muestran la hipocresía y el cinismo con el que han venido actuando a lo largo de su historia, amenazando con sanciones e intervenciones a pueblos de América Latina, África y Eurasia que defienden su soberanía al mismo tiempo que respalda la acción de Israel.

Denunciamos la complicidad con estos hechos, por omisión en algunos casos, de los gobiernos de la Unión Europea, así como la subordinación incondicional de los oligopolios mediáticos a los dictados de Washington. ¡Basta ya de llamar guerra al genocidio perpetrado por uno de los ejércitos mejor armados del mundo contra un pueblo cuyos recursos defensivos son infinitamente inferiores en número y calidad!

Animamos a sumarse a la campaña por el Boicot, las Desinversiones y las Sanciones al Estado terrorista de Israel, siendo hora de la solidaridad activa y creativa, más allá de comunicados de condena. Hemos fallado a las más de 1600 personas asesinadas en Palestina en las últimas semanas, así como a las más de 9000 heridas desde que comenzó la operación terrorista llamada hipócritamente “Margen Protector”.

Exigimos el fin del apartheid y el genocidio, así como de los muros y asentamientos ilegales. Demandamos a los gobiernos del mundo que exijan a Israel el cumplimiento de las resoluciones del Consejo de Seguridad de la ONU que lo obligan a retirarse de Gaza, Cisjordania y Jerusalén Oriental, retornar a las fronteras anteriores a la “Guerra de los Seis Días” (1967) y asegurar el retorno de los refugiados palestinos, tal cual fuera establecido por la Resolución del Consejo de Seguridad Nº 242 del 22 de noviembre de 1967, resolución incumplida hasta el día de hoy por el Estado de Israel.

Nos pronunciamos por una verdadera solución política del conflicto en Palestina sobre la base del diálogo, la negociación y la existencia de dos Estados con iguales derechos y fronteras delimitadas y reconocidas internacionalmente, solución que pasa por el inmediato levantamiento del bloqueo a Gaza y la liberación de todos los presos políticos palestinos. Saludamos la postura solidaria de los gobiernos del ALBA, Mercosur y otros gobiernos del Sur contra la bárbara conducta de Israel en Gaza.

Haciendo nuestras las palabras del revolucionario Nelson Mandela: “sabemos demasiado bien que nuestra libertad será incompleta sin la libertad de Palestina”, afirmamos que Israel ha perdido moral y políticamente esta batalla frente al valiente pueblo palestino y merece la condena creciente de los pueblos del mundo a un Estado “canalla” que viola la legalidad internacional. La indoblegable resistencia palestina tendrá su recompensa más temprano que tarde en la sonrisa de sus niñas y niños en una patria libre.

¡Contra el terrorismo israelí y el imperialismo estadounidense, en defensa del derecho de autodeterminación de Palestina y de todos los pueblos del mundo!

Adhesiones: endefensadepalestina@gmail.com

Firmas iniciales: Evo Morales, Bolivia; Adolfo Pérez Esquivel, Argentina; Pablo González Casanova, México; Eduardo Galeano, Uruguay; Roberto Fernández Retamar, Cuba; Federico Mayor Zaragoza, España; Silvio Rodríguez, Cuba; Alice Walker, Estados Unidos; Luis Arce Catacora, Bolivia; Gianni Vattimo, Italia; Gabriela Rivadeneira, Ecuador; Istvan Meszaros, Hungría/Reino Unido; Samir Amin, Egipto; Alfonso Sastre, País Vasco; Nardi Suxo, Bolivia; Enrique Dussel, México; Marta Harnecker, Chile; Carmen Bohorquez, Venezuela; Cesar Navarro, Bolivia; Miguel Barnet , Cuba; Franz Hinkelammert, Alemania; Héctor Arce Zaconeta, Bolivia; Piedad Cordoba, Colombia; Reverendo Raúl Suarez, Cuba; Martin Almada, Paraguay; Fernando Rendón, Colombia; Graziella Pogolloti, Cuba; Sacha Llorenti, Bolivia; Ana Esther Ceceña, México; Luis Britto, Venezuela; Rafael Cancel Miranda, Puerto Rico; Atilio Boron, Argentina; Theotonio Dos Santos, Brasil; Alfredo Rada, Bolivia; Piedad Cordoba, Colombia, Farruco Sesto, Venezuela; Ángel Guerra Cabrera, Cuba/Mexico; Juan Carlos Trujillo, Bolivia; Manuel Zelaya, Honduras; Hildebrando Pérez Grande, Perú; Patricia Villegas, Colombia/Venezuela; Maria Nela Prada, Bolivia; Stella Calloni, Argentina; Omar González, Cuba; Hugo Moldiz, Bolivia; Pascual Serrano, España; Raúl Pérez Torres, Ecuador; Obispo Raúl Vera, México; Joao Pedro Stedile, Brasil; Boaventura de Sousa Santos, Portugal; Rodrigo Álvarez Cambras, Cuba; Socorro Gomes, Brasil; Katu Arkonada, País Vasco/Bolivia;

Firmas:
Abdón Ubidia Ecuador
Adalberto Santana México
Adelaide Gonçalves Brasil
Ademar Olivera Uruguay
Adolfo Pérez Esquivel Argentina
Adriana Rossi Argentina
Adys Cupull Cuba
Aitana Alberti Cuba
Alba Carosio Venezuela
Alba Estela Maldonado Guatemala
Alberto Abreu Arcia Cuba
Alberto Acosta Cuba
Alberto Ferrari Argentina
Alberto Mass Argentina
Alberto Rabilotta Argentina/Canadá
Aldo M. Etchegoyen
Alejandra Ciriza Argentina
Alejandra Claros Borda Bolivia
Alejandra del Palacio México
Alejandro Dausa Bolivia
Alejandro Hamed Franco Uruguay
Alejandro Moreano Ecuador
Alejandro Zárate Bladés Bolivia
Alex Pausides Cuba
Alexis Adarfio Marin Venezuela
Alfonso Herrera Franyutti Mexico
Alfonso Sastre País Vasco
Alfredo Rada Bolivia
Alfredo Serrano Bolivia
Alfredo Vera Arrata Ecuador
Alfredo Viloria Pérez Venezuela
Alicia Castellanos México
Amelia Barreda Argentina
Américo Díaz Núñez Venezuela
Ana Bas Cortada Argentina
Ana Carolina Strongoli Argentina

Ana Cristina Abud Argentina
Ana Esther Ceceña México
Ana Leticia Vargas México
Ana María Aragonés México
Ana María Ramb Hughes Argentina
Ana Mariaa Vera Smith México
Ana Paula de Teresa México
Ana Ruiz España
Ana Zambrano Estados Unidos
Anahit Aharonian Uruguay
Andrea Fernández México
Andrea Trejo Márquez México
Andrea Vlahusic Argentina
Ángel Guerra Cabrera Cuba/México
Ángel I. Baños
Ángeles Maestro España
Angelo Baracca Italia
Anita Leocadia Prestes Brasil
Annamaria Testi Italia
Antonella Signorini Italia
Antonio Elías Uruguay
Antonio J. Martínez Fuentes Cuba
Antonio Preciado Ecuador
Araceli Cortes México
Ariana López Marth Cuba
Arlete Moysés Rodrigues Brasil
Armando Fernández Cuba
Arturo Corcuera Perú
Arturo Escobar Estados Unidos
Atilio Bonilla Perú
Atilio Borón Argentina
Augusto Plaza Bolivia
Aurelio Alonso Cuba
Beatriz Stolowicz México
Beilton Freire da Rocha Brasil
Bernard Duterme Bélgica
Betinho Duarte Brasil
Beto Almeida Brasil
Betty Tejada Soruco Bolivia
Boaventura de Sousa Santos Portugal
Boris Brito Bolivia
Bruno Portugués Perú
Camilo Valqui Cachi México
Carla Espósito Guevara
Carlin Shapiama Perú
Carlos Aznárez Argentina
Carlos Borroto Cuba
Carlos Cabal Mirabal Cuba
Carlos Chanove Bolivia
Carlos Fazio México
Carlos Fernández Liria España
Carlos Moya Ureta Chile
Carlos Zamora Cuba
Carmen Bohorquez Venezuela;
Carol Proner Brasil
Carolina Sánchez Cuba
Cecilia Todd Venezuela
Cesar Navarro Bolivia
Cesar Pedros Fernández Cuba
Christian Mirza Uruguay
Clara Algranati Argentina
Clara Ferri México
Clara Rivas España
Claudia Camba Argentina
Claudia Gómez Haro México
Claudia Iriarte Chile
Claudia Yarza Argentina
Clemencia Correa México
Colette Louise Wall México
Crisbeyle González Bolivia
Cruz Mejía México
Crysbeylee González Venezuela
Danny Rivera Puerto Rico
Darío Machado Rodríguez Cuba
Delfina Paredes Perú
Denis Merino Perú
Derlei Catarina De Luca Brasil
Domenico Losurdo Italia
Domenico Vasapollo Italia
Edgar Butron Bolivia
Edgar Llanos Bolivia
Edgard Sánchez México
Edgardo Lander Venezuela
Edmundo Cepeda México
Eduardo Arroyo Perú
Eduardo Galeano, Uruguay
Eduardo González Cuba
Eduardo Heras Cuba
Eduardo Neururer Argentina-España
Eduardo Paz Rada Bolivia
Eduardo Raúl Neururer Rabottini España
Elena Jiménez Cuba
Elisa Rando Argentina
Elma Beatriz Rosado Puerto Rico
Elza Neves Moraes Brasil
Emiliano Teran Mantovani Venezuela
Emilio Comas Paret Cuba
Emira Imaña Bolivia
Enrique Dussel México
Enrique González Ruiz México
Enrique Rajchenberg México
Enrique Ubieta Gómez Cuba
Epigmenio Ibarra México
Epitacio Paes Brasil
Eréndira Salazar México
Esteban Falcón
Esteban Silva Cuadra Chile
Estefanía Prado Bolivia
Estela Fernández Nadal Argentina
Eugenio Sánchez Aldana México
Eva Björklund Serbia
Eva Forest-Sastre País Vasco
Eva Golinger Venezuela
Evaliz Morales Alvarado Bolivia
Evo Morales Bolivia
Fabio Grobart Sunshine Cuba
Fanny Palacios Izquierdo Perú
Farruco Sesto Venezuela
Federico García Perú
Federico Mayor Zaragoza España
Feliciano Padilla Perú
Felipe de J. Pérez Cruz Cuba
Fernando Bossi Venezuela
Fernando Buen Abad Domínguez México
Fernando Martínez Heredia Cuba
Fernando Medina Venezuela
Fernando Mijangos País Vasco
Fernando Morais Brasil
Fernando Rendón Colombia
Fernando Rodríguez Bolivia
Flora Rocha Bolivia
Francesco Spinazzola Italia
Francisco García Bolivia
Francois Houtart Belgica
Frank Gaudichaud Francia
Franz Hinkelammert Alemania;
Franz Sandoval Bolivia
Fred Fuentes Australia
Freddy Salazar Sanjinés
Fredy Salazar Bolivia
Froilán González Cuba
Gabriel Coderch Díaz Cuba
Gabriel Pérez México
Gabriel Vargas Lozano México
Gabriela Rivadeneira Ecuador
Gabriela Sosa Martínez México
Gianni Vattimo Italia
Gilberto López y Rivas México
Gilda Girardi Venezuela
Gina Rey Cuba
Gladys M Quiroga Argentina
Gloria Sellera Uruguay
Gonzalo Perera Uruguay
Gorki Tapia Perú
Graciela Masetti Argentina
Graziella Pogolloti Cuba;
Griselda Ramos Suco Cuba/México
Guillermo Azzi Argentina
Guillermo Rodríguez Rivera Cuba
Guillermo Tineo Bolivia
Gustavo Codas Paraguay
Gustavo Espinoza Perú
Gustavo Rojas Perú
Gustavo Valcárcel Perú
Héctor Arce Zaconeta Bolivia
Héctor Bernardo Argentina
Héctor de la Cueva México
Héctor Fernando Aguilar Venezuela
Hector Udaeta Bolivia
Henrique Galarza España
Henry Morales López Guatemala
Hernando Calvo Ospina Colombia
Hildebrando Pérez Grande Perú
Homero Castro Guzmán México
Horacio E. Pérez López Cuba
Hugo Chinea Cabrera Cuba
Hugo Moldiz Bolivia
Humberto Zambrana Bolivia
Ilonka Vargas Ecuador
Inés Izaguirre Argentina
Inés Lucero Belgrano México
Iraida Vargas Venezuela
Irene León Ecuador
Iroel Sánchez Cuba
Isabel Monal Cuba
Isabel Sanginés Franco México
Isel Llerena del Castillo Cuba
Ismael Hamdouch Argentina
Istvan Meszaros Hungría/Reino Unido
Iván Padilla Bravo Venezuela
Jacques de Novion Brasil
James Cockcroft Canadá
Javier García Bolivia
Javier Lenz Bolivia
Javier Vargas Lozano México
Jessica Saravia Atristain Bolivia
Jesús Guanche Cuba
Jesús Ramírez Cuevas Mexico
Joan Tafalla España
Joaquín Arriola País Vasco
Joel Suárez Cuba
John Catalinotto Estados Unidos
John Saxe-Fernández México
Jonas Rojas Bolivia
Jorge Bustillos Bolivia
Jorge Castañeda Zavala Mexico
Jorge Wejebe Cuba
Jorge Fons Mexico
Jorge Fonseca España
Jorge Guichón Uruguay
Jorge Montemayor México
Jorge Orbe León Ecuador
Jorge Rachid Argentina
Jorge Veraza Urtuzuàstegui Mexico
Jorge Winter Argentina
Jorge Zabalza Uruguay
José Adeildo Ramos. Brasil
José Antonio Almazán González Mexico
José Antonio García Araujo Venezuela
José E. Díaz Uruguay
José Enrique González Ruiz Mexico
José Gandarilla Mexico
José García Bolivia
José Luis Rubén Silber Argentina
José Luis Silverio Peralta México
José Luis Tagliaferro Argentina
José María Barreiro España
José Pertierra Estados Unidos
José Regato Ecuador
José Steinsleger Argentina/México
Juan Antonio García Miranda Cuba
Juan Carlos Biani Argentina
Juan Carlos Calvimonte Bolivia
Juan Carlos Gómez Leyton Chile
Juan Carlos Medrano Bolivia
Juan Cristóbal Perú
Juan Diego García España
Juan Manuel Navarro Reina España
Juanita Conejero Cuba
Julio Benavides Perú
Julio C. Gambina Argentina
Julio Ferrer Argentina
Julio Manduley Panamá
Julio Muñoz Rubio México
Katiuska Blanco Cuba
Katiuska García Alonso Cuba
Katu Arkonada País Vasco/Bolivia
Laritza González Achón Cuba
Laura Encinas Bolivia
Lautaro Chanove Bolivia
León Moraria Venzuela
Leonel Nodal Álvarez Cuba
Lidia Fagale Argentina
Lilian Vega El Salvador
Liliam Álvarez Navarrete
Lino Morán Venezuela
Liseth Ortuño Bolivia
Lois Pérez Leira España
Lourdes Cervantes Cuba
Lourdes Garzón México
Luciano Andrés Valencia Argentina
Luciano Concheiro Bórquez Mexico
Luciano Vasapollo Italia
Lucio Triolo Italia
Lucrecia D’Agostino Argentina
Luis Arce Catacora Bolivia
Luis Arce Catacora, Bolivia
Luis Baudoin Olea Bolivia
Luis Britto García Venezuela
Luis Carlos Marrero Chasbar Cuba
Luis Edgar Páez Venezuela
Luis Ernesto Quesada Cuba
Luis Felipe Vázquez Vázquez Cuba
Luís H. Vignolo Uruguay
Luís H. Vignolo Uruguay
Luis Hernández Navarro México
Luis Morado Argentina
Luis Sexto Cuba
Luis Zorraquino Brasil
Magdalena Gómez México
Manolo Monereo España
Manuel Cabieses Donoso Chile
Marcelo Colussi Argentina/Guatemala
Marco A. Gandásegui Panamá
Marcos Roitman Rosenmann México
Mareelen Díaz Tenorio Cuba
Marga Herrera Aguirre
María Augusta Calle Ecuador
María Bolivia Rothe Bolivia
María del Pilar Muñiz López
María Esther Aguirre México
María Eugenia Pulido México
Maria Gabriella Italia
Maria Luisa Mendonça Brasil
María Martha González Bolivia
María Nela Prada Bolivia
Maria Nela Prada Tejada Bolivia
María Teresa Díaz Álvarez Cuba
Mariana Espinosa Obarrio Argentina
Mariela Flores Torres Argentina
Marilia Guimaraes Brasil
Marina Rossi Italia
Marina Taibo México
Mario Augusto Jakobskind Brasil
Mario Fiore Italia
Mario Jorge da Motta Bastos Brasil
Mario López Bolivia
Mario Sanoja Venezuela
Mario Saucedo Pérez México
Marta Harnecker Chile
Marta Speroni Argentina
Martin Almada Paraguay
Martin Schwander Suiza
Maurício Vieira Martins Brasil
Mauro Cristaldi Italia
Max Murillo Mendoza Bolivia
Mayra Godoy Guatemala
Mel Zelaya Honduras
Melissa Arria Venezuela
Mely González Aróstegui Cuba
Mercè Escayola Cabrejas España
Michael Lebowitz Canadá
Miguel Ángel Herrera C. Costa Rica
Miguel Angel Puigvert Valerio Argentina
Miguel Barnet Cuba;
Miguel Enrique Lagarde Cuba
Miguel Mejides Cuba
Miguel Urbano Rodríguez Portugal
Milagros Rivera Pérez Puerto Rico
Milton Pinheiro Brasil
Mirtha Isabel Tomas Argentina
Mónica Bruckman Brasil
Montserrat Ponsa Tarrés España
Morales Paco César Abraham Mexico
Nardi Suxo Bolivia
Nayar López Castellanos México
Nelson Aguilar Bolivia
Nestor Kohan Argentina
Nila Heredia Bolivia
Nils Castro Panamá
Norbert Froufe González España
Norberto Vilar Argentina
Norma Núñez Montoto Panamá
Obispo Raúl Vera México
Octavio Rodríguez Araújo México
Olmer Torrejón Alcoba Bolivia
Omar González Cuba
Omelio Esteban Borroto Leiseca Cuba
Óscar Adolfo Suárez Morales
Oscar Guerrero Bolivia
Oscar Kuperman Argentina
Oscar Oramas Oliva Cuba
Oscar Ugarteche México
Pablo González Casanova México
Pablo Guayasamín Ecuador
Pablo Kunich Venezuela
Pablo Navarrete Reino Unido
Paco Guardeño Sáez España
Paco Ignacio Taibo México
Paloma Saiz México
Paola Tiberi Italia
Pascual Serrano España
Patricia Rodas Honduras
Patricia Vaca Bolivia
Patricia Villegas Colombia/Venezuela
Patricio Montesinos España
Patxi Erdozain Beroiz País Vasco
Paul-Emile Dupret Bélgica
Paulino Núñez Venezuelal
Pavel Égüez Ecuador
Pedro de la Hoz Cuba
Pedro Gellert México
Pedro Hernández México
Pedro Marcel Oliva Estofan
Pedro Pablo Rodríguez Cuba
Percy Francisco Alvarado Godoy Guatemala/Cuba
Peter Rosset México
Piedad Córdoba Colombia
Piero Arria Venezuela
Pierre Mouterde Canadá
Pilar Roca Perú
Pocho Álvarez Ecuador
Porfirio Martínez México
Rafael Cancel Miranda Puerto Rico
Ramón Mier García México
Ramón Pedregal Casanova España
Rashid Sherif Túnez
Raúl Antonio Capote Cuba
Raúl García Linera Bolivia
Raúl Miranda Ocampo Mexico
Raúl Pérez Torres Ecuador
Raúl Zibechi Uruguay
Rebeca Peralta Mariñelarena México
Rene Peres Bolivia
Reverendo Raúl Suarez Cuba;
Reynaldo Naranjo Perú
Ricardo Acuña Gómez Reino Unido
Ricardo Bajo Bolivia
Ricardo Cohen Uruguay
Ricardo Flecha Hermosa Paraguay
Ricardo Gayol Rodríguez España
Ricardo Salgado
Rigoberto Lopéz Cuba
Rina Bertaccini Argentina
Rita Martufi Italia
Robert Austin Australia
Roberto Ávila Toledo Chile
Roberto Battiglia Italia
Roberto Burgos Colombia
Roberto Fernández Retamar Cuba
Roberto Leher Brasil
Roberto Núñez Cuba
Rodrigo Álvarez Cambras Cuba
Rodrigo Loyola Chile
Rogelio Rodríguez Coronel Cuba
Roger Olmedo Bolivia
Roque Aparecido da Silva Brasil
Rosa Cristina Báez Valdés Cuba
Rosa Miriam Elizalde Cuba
Rosario Arroyo Perú
Rosina Valcárcel Perú
Roy Chaderton Matos Venezuela
Ruth Cartaya Suecia-Venezuela
Sacha Llorenti Bolivia
Salim Lamrani Francia
Samir Amin Egipto
Santiago Alba Rico España
Sara Rosenberg Argentina/España
Sergio Argüello Guatemala
Sergio Arria Venezuela
Sergio Guerra Vilaboy Cuba
Sergio Serrano Soriano México
Silvia Tamez México
Silvio Rodríguez Cuba
Silvya de Alarcón Bolivia
Simona Yagenova Guatemala
Socorro Gomes Brasil
Sonia Quiroga Bolivia
Stella Calloni Argentina
Susana Molina Suárez Cuba
Susana Oviedo Rosales España
Susana Rodríguez Venezuela
Tania Jamardo Faillace Brasil
Tania Temoche Perú
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Telma Luzzani Argentina
Teófilo Gutiérrez Perú
Teresa Toca México
Thalía Muklan Fung Riverón Cuba
Thelvia Marín Mederos Cuba
Theotonio Dos Santos Brasil
Urda Alice Klueger Brasil
Veronika Engler Uruguay
Víctor García Calvo España
Víctor Hugo Parés Lores Cuba
Víctor Regalado El Salvador
Víctor Ríos España
Víctor Vacaflores Bolivia
Victoria Fernández Bolivia
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Virginia Gutiérrez Argentina
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Movimiento Mexicano de Solidaridad con Palestina, México
Movimiento Tzuk Kim-pop Guatemala
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Coordinadora de Solidaridad con Palestina, México
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