(VIDEO e FOTO) La Dichiarazione di Roma con il Venezuela bolivariano


10390994_835029876520695_3856055452145540827_n«Unida con lazos que el cielo formó, la América toda existe en Nación, y si el despotismo levanta la voz seguid el ejemplo que Caracas dio»

di Ciro Brescia

Dopo il Manifesto per una Rete di Solidarietà con il ‘Proceso Bolivariano’ di Villamaina (Av) del settembre 2012 e dopo il Primo Incontro Bolivariano in Italia delle Reti ed Organizzazioni Sociali a Paestum (Sa) del settembre del 2013, la solidarietà internazionalista continua con i migranti provenienti dai quattro angoli del mondo, italiani e non, che si sono ritrovati, domenica 29 giugno 2014, presso il Centro Sociale SCUP (Sport e Cultura Popolare) a Roma in occasione del Primo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela.

Tristo è il discepolo che non avanza il maestro, questo è uno dei primi messaggi che si leggono sugli striscioni presenti nello spazio recuperato dall’attivismo popolare, citazione di Leonardo Da Vinci. 

Dallo Sri Lanka alla Colombia, dall’Honduras alle Filippine, dall’Iran all’Ecuador, dagli USA al Portogallo, dal Perù all’Argentina, dalla Palestina a Cuba fino ai Paesi Baschi, più di cento tra attivisti sociali e militanti di diverse organizzazioni popolari si sono dati appuntamento ed incontrati per esprimere non solo la propria solidarietà con il Venezuela bolivariano ma anche per contribuire a connettere le mille battaglie e lotte sociali in Italia, con la coscienza mariateguista che i processi di trasformazione di un paese non possono essere né calco né copia, ma creazione eroica dei popoli che organizzati determinano il proprio destino e costruiscono il proprio futuro. 

Il Venezuela bolivariano come esempio di ‘facilitatore’ e connettore di un altro mondo possibile; una resistenza fonte di ispirazione per i popoli del mondo.

L’evento inizialmente previsto presso il Lucernario Occupato dell’Università “La Sapienza”, è stato spostato a pochi giorni dalla sua realizzazione causa le minacce di sgombero contro gli studenti dell’ateneo romano; studenti ai quali non è mancata tutta la solidarietà del caso.

Gli spazi dello SCUP, così come i suoi animatori, si sono dimostrati in qualsiasi caso all’altezza della situazione e l’evento si è dimostrato essere totalmente in linea con le attività sociali lì praticate; cultura e sport popolare come chiavi di volta imprescindibili per l’attivismo popolare.

L’Ambasciatore Julián Isaías Rodríguez non ha fatto mancare il suo affetto e il suo saluto all’iniziativa delle Reti Sociali, con un articolato intervento descrittivo dell’attualità venezuelana e dell’importanza mondiale della sua difesa.

Dalle 9 del mattino fino alle 19 della sera i presenti si sono confrontati e misurati sulla responsabilità di organizzare e coordinare i lavori a breve, medio e lungo termine per la costruzione della solidarietà bolivariana, in due tavoli di lavoro, organizzazione (tavolo 1) e comunicazione (tavolo 2). 

L’evento si è concluso con la DICHIARAZIONE DI ROMA che di qui seguito riportiamo:

 

Documento finale del Primo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

 

Noi, compagne, compagni, associazioni, organizzazioni e collettivi che sostengono la Rivoluzione Bolivariana, riuniti a Roma il 29 giugno 2014 per dar vita al “Primo incontro italiano di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana”:

 

1) Respingiamo categoricamente la permanente aggressione imperialista degli U.S.A. e dei suoi alleati, con la complicità delle oligarchie nazionali, perpetrata ai danni del popolo venezuelano e del Governo Bolivariano.

 

2) Denunciamo la cospirazione mediatica internazionale che occulta e mistifica la verità sul Venezuela, e nega il diritto all’informazione dei popoli del mondo, vittime della guerra di IV° generazione. Un meccanismo che prevede l’utilizzo criminale dei mezzi di comunicazione di massa: per costruire consenso intorno alle politiche impopolari, denigrare i processi di emancipazione dei popoli, destabilizzare e delegittimare i governi sovranamente eletti.

 

3) Denunciamo l’incessante pressione politica, economica e sociale da parte di settori privati del Venezuela che, anche con la complicità di governi stranieri, intraprendono azioni violente, sabotaggi, serrate. Atti criminali che alimentano l’insicurezza e generano carenza di beni di prima necessità, ostacolando il percorso di crescita economica e benessere sociale che il popolo venezuelano sta costruendo.

 

4) Riconosciamo il ruolo internazionale del Venezuela che promuove la pace e il dialogo tra i popoli, condanna interventi armati e guerre come soluzioni dei conflitti tra paesi e si colloca in prima fila nella costruzione di organismi internazionali che favoriscano l’integrazione regionale, la complementarietà, la solidarietà tra i popoli.

 

5) Evidenziamo gli importanti risultati raggiunti dal Governo Bolivariano nel perseguire le mete del millennio stabilite dall’ONU nella conquista dei diritti sociali, nel generale miglioramento della qualità di vita della popolazione venezuelana: a partire dalle questioni fondamentali relative al lavoro, alla casa, all’educazione, alla sanità…

 

6) Appoggiamo il Governo Bolivariano del Venezuela e la gestione del legittimo Presidente Nicolás Maduro che, seguendo le orme del Comandante Hugo Chávez, dirige il processo rivoluzionario verso la costruzione del Socialismo del XXI secolo.

 

7) Sosteniamo la gestione dell’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia che con dedizione e impegno si oppone alle menzogne dell’industria mediatica.

 

8) Ci riconosciamo in un ambito nazionale, condiviso, unitario, includente, antifascista, antirazzista, antimperialista ed antisessista, costituendo una Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana: per sviluppare, promuovere e valorizzare iniziative efficaci di sostegno al popolo venezuelano e alle istituzioni che lo rappresentano.

 

9) Condividiamo gli strumenti per la Battaglia delle Idee e ci dotiamo di nuove, originali e creative soluzioni per opporci all’aggressione mediatica di cui è oggetto il Venezuela e di cui tutti siamo bersaglio.

 

10) Promuoviamo iniziative sociali, culturali e politiche a breve, medio e lungo termine, campagne permanenti e ogni attività utile alla difesa della Rivoluzione Bolivariana, che è patrimonio di tutti.

 

Augurandoci un anno ricco di iniziative e successi accogliamo la candidatura di Napoli per ospitare il Secondo incontro italiano di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana nel 2015.

 

Per la costruzione della Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

Qui il video dell’evento di LiberaTV e di seguito le foto e le organizzazioni che hanno aderito e partecipato all’evento.

Siamo tutti discepoli del Comandante Hugo Chávez e come Leonardo da Vinci, anche lui ha dedicato la sua vita affinché i suoi discepoli raccolgano la sua bandiera e la inalberino avanzando. Per questo continuiamo nella nostra lotta.

Primo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

Domenica 29 giugno 2014
Dalle 09:00 alle 18:00 ore
Centro Sociale SCUP
Via Nola 5 – Roma

Albassociazione/AlianzaPaís-Italia/Amig@s MST-Italia/ANROS/Areaglobale/Associazione di Amicizia Italia-Cuba (Roma-Ravenna-Parma)/Associazione Italia-Nicaragua (Circolo Leonel Rugama)/Associazione LiberaRete/Associazione Nazionale Nuova Colombia/P-CARC/Casa dei Popoli/Casa del Popolo di Torpignattara/Centro Sociale Spartaco/Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino/Centro Sociale La Talpa e l’orologio-Imperia/Centro Studi Antonio Gramsci/CESTES centro studi USB/CIRCinternazionale/Circolo Bolivariano “Alessio Martelli”/Circolo Bolivariano “Hugo Chávez”/Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” -Napoli/Associazione dei Giuristi Democratici/CORTOCIRCUITO/CSPAAAL/Fronte della Gioventù Comunista/J-PSUV-Italia/Marx XXI/MAS-Bolivia en Roma/Militant/Partito Comunista(Italia)/PDCI/Piattaforma Comunista/Rete dei Comunisti/Rete in Difesa dell’Umanità/Rete No War/Rifondazione Comunista/SuramericAlba/(n)PCI

International Migrants Alliance/Lega Immigrati albanesi “Iliaria”/Misil (movimento integrazione sviluppo italo latinoamericano/Associazione “I Blu”/Fronte di liberazione del popolo.JVP (Sri Lanka)/Associazione Umangat-Migrante/Comitato Immigrati in Italia/Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Contropiano/Il Manifesto/Le Monde Diplomatique/LiberaTV/Radio Città Aperta/Rivista Nuestra America/Web Sibia-Liria

Associazione Sportiva Quartograd

Associazione di Amicizia San Marino-Cuba/Asociación Civil Canción Bolivariana/Asociación Euskadi-Cuba/Associazione Galego-Bolivariana Hugo Chávez/Comando Electoral Hugo Chávez–España/Coordinadora Estatal Solidaridad con Cuba-España/COSAL-Asturias/CUBADEBATE/ Guachirongo 98,5FM/Iniciativa Comunista-España/Movimiento América Libre y Socialista para Europa/Círculo Bolivariano “La Puebla” de Euskal Herria/Peña del Aljibe/Plataforma Bolivariana de Madrid/Plataforma Comunicacional Somos Sin Banderas/RESOLVER-Red de Solidaridad con Venezuela Revolucionaria-Suecia
___

10505059_835037559853260_6698760573313267469_o

10272480_835038606519822_4194609369440862701_o

10373127_835030426520640_4937250983435492707_o

10382039_835033216520361_3993533765804479705_o

10401432_10203991029885632_570991601357782775_n

10498474_835038539853162_9185027355300967737_o

10505261_835053046518378_1592574508545013202_o

10466985_835053069851709_4514291153002994776_o

10380469_835044343185915_3036661419201159442_o

10460887_835045083185841_564972440011836671_o

10403782_835038209853195_8110524238680812377_o

10443362_835030413187308_6523713429424867096_n
10450163_1585925411633877_802014601708177058_n

10463855_835038829853133_3953799911253433524_o

10494906_835052463185103_9045080038519480075_o

10271247_835041566519526_4996712295653660877_o

10333303_835045119852504_6920166912172978932_o

10348783_835038669853149_4375589843247550001_o

10359020_835033676520315_4405507298235899595_o

10373127_835030426520640_4937250983435492707_o

10443132_835041276519555_6635028642356499386_o

10460886_835040496519633_449100019673323956_o

10464169_10202387782757691_8723394522931355098_n

10465522_835038899853126_7297328825752864329_o

10494910_835052359851780_4515678461108198730_o  

Papa Francesco scomunica i mafiosi e i torturatori

con il bracciale del VenezuelaEntrambe le questioni vanno nella direzione di rendere il progetto di rinnovamento della Chiesa Cattolica sempre più incisivo – con lo scopo di guadagnarsi un maggiore sostegno e non soccombere sotto gli attacchi dei “lupi della Curia”.

di Achille Lollo*

Roma (Italia)- Quest’anno, papa Francesco ha dovuto affrontare, per due volte, la reazione dei “lupi della Curia”, cioè, di quei cardinali e vescovi che lo giudicano “troppo frate francescano, eccessivamente influenzato dalle tematiche della Teologia della Liberazione”. Di fatto, i vaticanisti (cioè, gli analisti specializzati nella storia del Vaticano) suppongono che, in questo momento, sia in corso un poderoso confronto di idee nel Vaticano, tra quello che potremmo definire, da un lato, il partito del mantenimento dello status quo e, dall’altro, le istanze di un rinnovamento universale – il che per gli ecclesiastici moderati odora a rivoluzione.
Di fatto, ancora è presto per parlare di rivoluzione nella Chiesa Cattolica. Tuttavia, è un fatto che, dopo i cambiamenti radicali promossi da Giovanni 23mo, nel decennio del 1970, soltanto adesso con Francesco la Chiesa comincia a essere più comunitaria e conseguentemente, passa a ridiscutere il ruolo e le funzioni dello Stato del Vaticano. Dibattito questo che ha provocato una messa in discussione più aperta sulla necessità della Chiesa di condannare chiaramente la pratica della pedofilia e, dall’altro lato, riformulare il modus vivendi delle strutture finanziarie del Vaticano, per evitare che diventino filiali del “dio Denaro”

Un nuovo IOR?

La riformulazione dello IOR (Istituto per le Opere Religiose), che Francesco ha insistito a imporre alla Curia Vaticana, per dare una nuova prospettiva “cristiana” alle potenzialità finanziarie della banca del Vaticano è stata la prima grande battaglia che il papa ha affrontato per affermare il suo potere decisionale. Di fatto, in Italia, lo IOR è conosciuto non soltanto per essere la banca del Vaticano, ma anche per essersi fatto coinvolgere in torbide transazioni con le banche legate al sistema di speculazione/corruzione e al lavaggio dei profitti del narco-traffico. Tanto che, negli anni novanta, il suo presidente, l’arcivescovo Paul Casimir Marcinkus, si è salvato dalla prigione grazie al passaporto diplomatico e per essersi rifugiato nel ristretto territorio del Vaticano dove vige il principio dell’ inviolabilità da parte delle autorità italiane.

Una storia sporca e negativa per la Chiesa Cattolica, che è cominciata il 21 agosto del 1967, quando Marcinkus ha aderito alla loggia massonica P2 di Licio Gelli – lo stesso che negli anni settanta realizzò molte operazioni politiche e finanziarie con il governo golpista dell’Argentina, attraverso l’intermediazione del generale Massera.

Bisogna dire che la scoperta del processo di degrado delle strutture dello IOR ha avuto luogo quasi per caso. Mentre i giudici italiani conducevano indagini sul mondo della corruzione politica, dovettero indagare, anche, sull’assassinio del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi, del consulente finanziario del Vaticano Michele Sindona (intimamente legato alla mafia siciliana e alla Cosa Nostra statunitense) e del giornalista Mino Pecorelli; nel corso di queste indagini, furono scoperti documenti che collegavano 121 dignitari ecclesiastici alla loggia massonica P2.

Tra di loro, Jean-Marie Villot (cardinale Segretario di Stato), Agostino Casaroli (responsabile del ministero delle Relazioni Esteriori del Vaticano), Pasquale Macchi (segretario del papa Paolo VI), Ugo Poletti (vicario generale di Roma), Virgilio Levi (direttore associato del giornale del Vaticano L’Osservatore Romano), Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana) e Donato De Bonis (massimo dirigente dello IOR).

Secondo la rivista L’Espresso, l’arcivescovo Marcinkus, nel 1971 – grazie all’intermediazione di David Matthew Kennedy, allora banchiere della Continental Illinois National Bank e, in seguito, ministro del Tesoro durante il governo Nixon – fondò con Roberto Calvi nella capitale delle Bahamas la Cisalpina Overseas Nassau Bank – che dopo divenne Banco Ambrosiano Overseas. Una banca offshore che, con la guida di Michele Sindona, si specializzò nel riciclaggio dei profitti del narco-traffico e di altre attività della mafia.

È chiaro che questa colata di fango provocata da Marcinkus rischiava di mettere in crisi la legittimità dello Stato del Vaticano, così il nuovo papa Giovanni Paolo II ha protetto Marcinkus, mentre i servizi segreti italiani e la CIA manipolavano e dirottavano ogni tipo di responsabilità sui tre “defunti” (Calvi, Sindona e Pecorelli), finché il Tribunale di Roma ha “assolto” Marcinkus – che è morto “in silenzio” nel 2006.

Secondo i “vaticanisti”, la soluzione adottata da Giovanni Paolo II e anche da Benedetto XVI di passare sotto silenzio le attività occulte dello IOR ha moltiplicato nella Chiesa Cattolica la necessità di ripulire “davvero” lo Stato del Vaticano. Ed è stato per questo che Jorge Mario Bergoglio è stato eletto 266º papa della Chiesa Cattolica e capo dello Stato del Vaticano.

Scomunicare i mafiosi

I critici del papato sottolineano che la maggior parte dei dignitari ecclesiastici ha sempre difeso i potenti e, poche volte, hanno avuto il coraggio di condannare pubblicamente fatti e comportamenti che andavano contro lo spirito e la dottrina cristiana. Per esempio, Pio XII, pur avendo informazioni dettagliate sui campi di concentramento dove i nazisti sistematizzarono il massacro degli Ebrei, degli zingari, degli omosessuali e dei prigionieri politici, praticamente, non denunciò mai Hitler e lo Stato nazista e rimase in silenzio anche quando il dittatore fascista italiano, Mussolini, introdusse le leggi razziali.

Di fatto, Pio XII è stato il papa che, durante la Guerra Civile spagnola scomunicò gli anarchici e i comunisti, e che in seguito, il 16 aprile 1939, celebrò alla Radio Vaticana il golpista Francisco Franco per la “vittoria contro i nemici di Gesù Cristo”.

In Italia, la Chiesa Cattolica è stata accusata di chiudere gli occhi di fronte ai crimini della mafia e di tacere quando i mafiosi si impossessavano delle istituzioni. Uomini che, dopo aver commesso assassinii, sequestri, aggressioni ed estorsioni, entravano tranquillamente nelle chiese, partecipavano ai riti e alle omelie, trasformandosi in padrini di santi e, persino benefattori di chiese.
Un contesto che soltanto alla fine dei novanta ha cominciato a venire a galla, quando, con la fine del potere politico della Democrazia Cristiana, divenne chiaro che, nel Sud dell’Italia, la mafia indirizzava fisicamente le competizioni elettorali a favore dei candidati locali della DC, mentre i vicari e i vescovi legittimavano questa operazione allo scopo di “combattere i comunisti, agenti di Lucifero”.

Questo cordone ombelicale è stato tagliato definitivamente da Francesco, il giorno 21 giugno, quando, in occasione della visita all’istituto penitenziario della città di Cassano, in Calabria, davanti a 200 mila persone si è indignato contro le mafie, pronunciando la seguente condanna: “Questo male deve essere combattuto ed eliminato. Coloro che nelle loro vite seguono questo cammino del male, come i mafiosi, non sono in comunione con Dio, sono scomunicati” – riaffermando durante la messa che “la ‘Ndrangheta, la mafia calabrese, non è nulla più che il culto del male e il disprezzo del bene comune.”

Non c’è dubbio che, adesso, papa Francesco ha un altro nemico, oltre ai “lupi della Curia”. Un nemico che contestualmente – secondo alcune indiscrezioni dei carabinieri – può attentare contro la vita di questo papa, dal momento che la scomunica permette alle popolazioni di rifiutare “il rispetto” che le mafie ancora esigono, soprattutto dagli strati più poveri e umili. Di fatto, in termini politici, la scomunica della Mafia è di un’ importanza estrema, perché permette, soprattutto ai vicari e ai vescovi di mantenere un comportamento di tipo nuovo, liberando la Chiesa Cattolica degli innumerevoli compromessi con i candidati dei partiti dell’area del potere, con i gruppi oligarchici, nella loro grande maggioranza legati ai clan mafiosi.

Contro la tortura

Il giorno 26 giugno, le Nazioni Unite ricordano e celebrano le vittime della tortura. Per questo, Francesco, che sa che cosa significa vivere in un regime dittatoriale che usa la tortura per liquidare l’opposizione, ha deciso di aprire il dibattito senza dover aspettare il giorno 26.

Così, il giorno 22, durante la cerimonia dell’Angelus, davanti a 100 mila persone che riempivano la piazza della cattedrale di San Pietro, a Roma, il papa ha affermato: “Torturare le persone è un peccato mortale, è un peccato molto grave. Il giorno delle Nazioni Unite a favore delle vittime della tortura che cade il prossimo 26 non rimane limitato alla denuncia. La Chiesa deve agire, invece di rimanere in cima al muro a guardare. I cristiani devono impegnarsi a collaborare per abolire la tortura e appoggiare le vittime e i loro familiari”.

Una dichiarazione che colpisce il vergognoso comportamento di settori della Chiesa Cattolica che, soprattutto in Argentina, in Cile, in Uruguay, in Bolivia e in Brasile appoggiarono i regimi dittatoriali, sebbene fossero a conoscenza del fatto che gli agenti della repressione praticavano la tortura, uccidendo e facendo poi sparire i corpi delle loro vittime.

Una tale omelia da parte di Francesco non intende mettere in discussione soltanto il passato. Essa interessa anche i civilizzati centri penitenziari e le polizie europee, degli Stati Uniti, di Israele, della Russia, del Brasile, del Messico, dell’Africa del Sud e di tanti altri paesi, dove molti giovani muoiono al momento della cattura o durante gli interrogatori, vittime di una indiscriminata pratica della tortura.

In questo contesto, non possiamo dimenticare che anche i regimi penitenziari ossessivi per “terroristi come quelli di Guantánamo, di Imrali, in Turquia o di Karameh, in Israele, sono uno strumento di tortura che in molti casi provocano la spersonalizzazione dei prigionieri e addirittura la disarticolazione delle funzioni cerebrali, alimentando così la sindrome del suicidio o della follia”.
Praticamente, Jorge Mario Bergoglio, più conosciuto come papa Francesco, nell’Angelus del giorno 22, ha chiesto a tutti i cristiani di puntare il dito non solo contro i “Videla” e i “Pinochet” di ieri. Ha chiesto anche di non rimanere in silenzio quando nei comizi elettorali qualcuno dovesse dire che la tortura è un crimine contro l’umanità e, dopo, nel ritornare al proprio ministero, dovesse giustificare l’uso della tortura per far ottenere ai poliziotti una confessione facile.

* giornalista italiano, corrispondente di Brasil de Fato in Italia e curatore del programma TV “Quadrante Informativo”

[Trad. dal portoghese per ALBAinformazione a cura di Marco Nieli e Iane de Abreu]

(VIDEO) Migranti italiani in Ungheria solidali con il Venezuela bolivariano

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: