Appello ai volontari internazionali: stop all’impunità di Israele!

Appello ai volontari internazionali: stop all’impunità di Israele!

È tempo di andare a Gaza per proteggere gli agricoltori durante il raccolto.

Unisciti alla Campagna congiunta dello UAWC e di UNADIKUM.

Primavera a Gaza : lotta contro l’impunità di Israele per il futuro raccolto.

Un carro armato corre lungo una tranquilla valle di olivi, una piccola casa si affaccia sulla campagna. Improvvisamente, il veicolo militare blindato si ferma, prende di mira la casa e la bombarda con un potente carico esplosivo.

La parete frontale della casa esplode in mille pezzi che mostrano l’interno delle stanze devastate dalle schegge. Hala è morta, il suo corpo fragile, di appena tre anni, si trova ancora raggomitolato intorno alla ciotola da dove stava tranquillamente mangiando la sua merenda, seduta nel piccolo giardino di famiglia.

A Gaza era 24 dicembre 2013. Il resto del mondo stava celebrando la vigilia di Natale.

Il terribile meccanismo che porta a questo tipo di crimini ha un nome: impunità.

E può essere facilmente sintetizzata: qualunque siano gli omicidi, qualunque sia la distruzione, qualunque sia la sofferenza che le Forze di Occupazione Israeliana impongono ai palestinesi, avrà come unica risposta un cipiglio delle numerose, complesse e potenti organizzazioni internazionali auto-nominatesi per esercitare il diritto di emanare e far rispettare la cosiddetta “regola del diritto internazionale”.

Tra queste organizzazioni occupa una posizione di rilievo il sistema delle Nazioni Unite, ma anche le potenze economiche, alle quali è stata concessa una certa legittimità di parlare in nome dell’umanità, e cioè il governo degli Stati Uniti e gli organi dell’Unione Europea.

È una situazione impossibile da comprendere quella che porta a tale inerzia da parte della comunità internazionale?

No.

Da circa cento anni ad oggi il movimento sionista ha dichiarato che si sarebbe stabilito nel territorio della Palestina storica – e si è sforzato in questo compito, utilizzando tutti i mezzi possibili, compreso il terrorismo e gli attacchi di massa contro la popolazione civile.

Ignorando sprezzantemente le numerose “risoluzioni” delle Nazioni Unite (senza il minimo tentativo di rispettarle) che affermavano i diritti inalienabili del popolo Palestinese, i successivi responsabili delle decisioni israeliani hanno calpestato la popolazione locale, incrementato la colonizzazione delle terre, gli omicidi, lo spostamento e la segregazione di persone su base razziale, mentre si accumulano le dichiarazioni che rendono esplicita la loro certezza di essere sopra le leggi umane universali e la loro lunga volontà di sradicare i Palestinesi dalla loro terra.

I Comitati degli Agricoltori (UAWC) nella Striscia di Gaza e l’Associazione UNADIKUM lanciano un appello congiunto ai volontari internazionali per dirigersi a Gaza per proteggere gli agricoltori mentre questi sono impegnati nella stagione del raccolto tra aprile e luglio. C’è bisogno urgentemente di volontari che proteggano con la loro presenza gli agricoltori durante il lavoro, interponendosi pacificamente tra i soldati israeliani che pattugliano lungo il recinto e di modesti contadini disarmati che cercano unicamente di raccogliere alimenti per sopravvivere. La semplice presenza di volontari internazionali rende difficile all’esercito israeliano il suo abituale e criminale compito di uccidere e ferire impunemente questi lavoratori della terra.

Inoltre sono necessari volontari per informare sulla drammatica situazione della quale saranno testimoni, rompendo così le montagne di menzogne mediatiche e politiche che si sforzeranno di coprire i crimini di lesa umanità commessi dalle forze israeliane di occupazione.

«Abbiamo attaccato un obiettivo terrorista», dichiarò l’esercito occupante dopo il bombardamento del carro armato contro l’umile casa di Hala, la bambina di tre anni assassinata durante l’attacco. Dopo, i portavoce israeliani ritrattarono e ci provarono con un’altra menzogna: «iniziativa individuale» dichiararono cinicamente dopo che le immagini della casa distrutta della famiglia della piccola Hala cominciò ad essere diffuso nella web. L’abusato termine di “terrorismo” di cui blatera tutto l’esercito invasore quando si scontra con la resistenza di un popolo è una scusa futile per avallare crimini di guerra. Gli agricoltori di Gaza rispondono: Venite, condividetele nostre vite, informate i vostri paesi!

Il Comitato di Agricoltori di Gaza e le Brigate Unadikum ti convocano:
Per la piccola Hala è già troppo tardi, ma per le sue sorelle e i suoi fratelli di tutta la striscia di Gaza, per i loro padri e le loro madri che lavorano senza riposo le loro terre sotto la mortale minaccia delle armi, agire ora è possibile, necessario, vitale. 
Qualsiasi sia la quantità di tempo che puoi concedere al popolo di Gaza, se è possibile dedicare due settimane, mettiti in contatto con Unadikum e unisciti a noi.

Sito Web Unadikum: www.asociacionunadikum.org
Indirizzo mail Unadikum Italia: unadikumitalia@gmail.com

Appello per la verità sul Venezuela

Ai mezzi di infomazione italiani

Maduro con bandieraNelle ultime settimane stiamo assistendo ad una martellante campagna mediatica sulla situazione in Venezuela.

Un coro quasi unanime sta dipingendo un governo legittimo ed un progetto politico, quello bolivariano, che ha vinto 14 elezioni consecutive come una feroce dittatura che reprime il proprio popolo.

Al contempo una opposizione violenta che in passato ha già utilizzato gli stessi metodi per tentare un golpe con l’appoggio degli USA viene corteggiata e rappresentata come la vittima della situazione.

Siamo al capovolgimento della realtà.

Queste campagne di disinformazione e di falsificazione di ciò che sta accadendo in Venezuela, partono dai media statunitensi e dal governo di Washington, che da sempre ha tentato con ogni mezzo di sbarazzarsi del progetto politico bolivariano e socialista. Chávez ieri e Maduro oggi hanno infatti reso libero il Venezuela dalla influenza USA e ne hanno fatto uno dei cardini fondamentali del processo d’integrazione politica ed economica del continente latinoamericano come dimostra l’enorme successo compiuto nel II vertice CELAC celebratosi questo gennaio a La Habana.

Le accuse del Presidente Maduro agli USA di essere parte attiva nella destabilizzazione del paese e nel finanziamento di gruppi eversivi in azione non trovano però spazio sui media internazionali.

Grande risalto trova invece una opposizione violenta quasi che sia legittimo cambiare con le armi ciò che è stato deciso nelle urne in processi elettorali che sono stati sempre ritenuti legittimi e corretti da osservatori internazionali assolutamente imparziali come l’ex presidente degli Stati Uniti Carter.

Purtroppo però anche nel nostro paese questa campagna di denigrazione e falsificazione verso il processo rivoluzionario Bolivariano ha coinvolto la quasi totalità della grande informazione oramai priva di qualsiasi indipendenza dai gruppi di pressione internazionali.

Negli anni abbiamo visto come le guerre di aggressione prima vengono combattute sui media e poi con le armi. Accogliere sulle testate, sui blog, sui siti, sulle bacheche dei social network la campagna di disinformazione in atto significa divenire complici di un progetto di attacco alla democrazia venezuelana.

Ci rivolgiamo quindi alla stampa, ai media, a tutti i mezzi di informazione italiani perché diano almeno eguale spazio alle posizioni del Governo legittimo del Presidente Maduro, alle forze socialiste e bolivariane che lo sostengono, ai milioni di venezuelani che hanno votato in grande maggioranza per questo progetto politico e sociale ed alle posizioni di una opposizione che pratica la violenza di piazza, che si fa appoggiare da potenze straniere e da multinazionali interessate a rimettere le mani sulle risorse del Venezuela, che è già stata smascherata nel suo intento golpista.

Chiediamo a voi operatori dell’informazione di essere portatori di verità e non strumento di violenza e prevaricazione. Raccontare i successi sociali del Venezuela bolivariano nella lotta alla povertà, all’analfabetismo, alle malattie; raccontare la partecipazione politica e la voglia di riscatto di milioni di persone che erano escluse dalla vita pubblica prima di Chávez; raccontare la dignità di un paese che ha riacquisito la sovranità sulle proprie risorse e ha ripreso in mano il proprio futuro, servirebbe a far capire meglio cosa vuole il governo e cosa vuole l’opposizione, da dove viene la crisi economica generata dalle multinazionali, cosa e chi sono coloro che impugnano le armi per le vie di Caracas.

In attesa che la stampa e l’informazione faccia la sua parte spetta a noi progressisti, a noi donne e uomini di sinistra, a noi che vogliamo davvero poterci dire democratici attivarci subito per respingere questa campagna di disinformazione e mobilitarci in appoggio e a sostegno del legittimo governo Bolivariano.

 

Verità per il Venezuela bolivariano
Una petizione ai mezzi di informazione italiani 
Firmiamo, Diffondiamo, Condividiamo!

Per aderire collegatevi al sito: change.org/it/

venezuela@liberarete.org

25 verità sulle manifestazioni in Venezuela

Immagine

Come nel 2002, l’opposizione ‘radicale’, incapace di arrivare al potere attraverso le urne, moltiplica le azioni con l’obiettivo di rompere l’ordine costituzionale.

Telesur – di Salim Lamrani*

1. Nicolas Maduro, legittimo presidente del Venezuela dall’aprile del 2013, affronta una poderosa opposizione, sostenuta dagli Stati Uniti, che mira a riconquistare il potere perduto nel 1998.

2. Sconfitta alle elezioni presidenziali di aprile 2013 con un margine del 1,59%, l’opposizione rifiutò di riconoscere i risultati elettorali, nonostante fossero stati avallati dalle più importanti istituzioni internazionali, dall’Unione Europea all’Organizzazione degli Stati Americani, passando per il Carter Center, ed espresse tutta la sua rabbia in atti violenti che costarono la vita a undici militanti chavisti.

3. Tuttavia, il margine debole che separava il candidato dell’opposizione Henrique Capriles dal vincitore Nicolás Maduro, galvanizzò la destra, motivata dalla prospettiva di riconquistare il potere. Così, fece delle elezioni comunali del dicembre 2013, un obiettivo strategico.

4. Contro ogni previsione, le elezioni municipali si trasformarono in un plebiscito a favore del potere chavista, che vinse nel 76% dei comuni (256) contro il 23% (76) per la MUD, coalizione che raggruppava tutta l’opposizione.

5. Demoralizzata da questa grave battuta d’arresto, vedendo la prospettiva della conquista del potere per via democratica allontanarsi un’altra volta – le prossime elezioni legislative sono previste a dicembre del 2015 – l’opposizione ha deciso di riprodurre il medesimo schema dell’aprile 2002, che sfociò in un colpo di Stato mediatico-militare contro il presidente Hugo Chávez.

6. Da gennaio 2014, l’ala più estrema dell’opposizione ha deciso di agire. Leopoldo López, leader del partito Voluntad Popular, che ha partecipato al colpo di Stato dell’aprile 2002, ha lanciato un appello all’insurrezione il 2 gennaio 2014:  «Vogliamo lanciare un appello ai venezuelani. Chiamiamo il popolo venezuelano a dire ‘adesso basta’. […] Con un obiettivo da raggiungere: ‘la salida’. Qual è il modo per uscire da questo disastro?».

7. Il 2 febbraio 2014, durante una manifestazione, Leopoldo López ha accusato il governo di essere responsabile di tutti i mali: «Le carenze di cui soffriamo hanno un colpevole. Questo colpevole è il potere nazionale».

8. Il 2 febbraio 2014, Antonio Ledezma, esponente dell’opposizione e sindaco della capitale Caracas, ha anche lui lanciato un appello al cambiamento: «Questo regime, che oggi compie quindici anni, continua a promuovere lo scontro continuo. Oggi comincia l’unità nelle strade di tutto il Venezuela».

9. María Corina Machado, deputato per l’opposizione, ha lanciato un appello per porre fine alla «tirannia»: «Il popolo del Venezuela ha una risposta: ‘Ribellione, ribellione’. Ci sono alcuni che dicono che dovremmo aspettare le elezioni in pochi anni. Possono aspettare quanti non riescono a reperire alimenti per i propri figli? Possono aspettare i dipendenti pubblici, i contadini, i commercianti, privati del loro diritto al lavoro e alla proprietà? Il Venezuela non può aspettare».

10. Il 6 febbraio 2014, dopo una manifestazione dell’opposizione, un gruppo composto da un centinaio di studenti incappucciati ha attaccato la residenza del governatore dello Stato di Táchira, ferendo una dozzina di poliziotti.

11. La stessa settimana, diverse manifestazioni dell’opposizione si verificano in diversi stati e tutte degenerano in violenza.

12. Il 12 febbraio 2014 un’altra manifestazione, organizzata dall’opposizione all’esterno del Ministerio Público, composta da studenti provenienti da università private organizzati in «grupos de choque» (provocatori) è stata di una violenza inaudita, con tre morti, un centinaio di feriti e innumerevoli danni materiali.

13. Come durante il colpo di stato dell’aprile 2002, le tre persone morte sono state ammazzate con una pallottola in testa.

14. Tra loro vi erano un militante chavista, Juan Montoya, e un oppositore di nome Basil Da Acosta. Secondo l’indagine balistica entrambi furono uccisi dalla stessa arma.

15. Nei giorni seguenti i manifestanti, ufficialmente mobilitati «contro il carovita e l’insicurezza», si sono insediati in Piazza Altamira, situata in un quartiere ricco di Caracas.

16. Da diversi mesi a questa parte, il Venezuela soffre di una guerra economica orchestrata dall’opposizione che controlla ancora ampi settori, con l’organizzazione artificiale della scarsità, l’accaparramento dei prodotti di prima necessità e la moltiplicazione delle azioni speculative.

17. Così, il 5 di Febbraio del 2014, le autorità hanno requisito nello stato di Táchira tonnellate di alimenti di prima necessità (riso, zucchero, olio, caffè, ecc. ) nascosti nei magazzini. Dal gennaio 2013, le autorità hanno requisito più di 50.000 tonnellate di cibo.

18. Il governo bolivariano ha deciso di agire e punire accaparratori e speculatori. Nel novembre 2013, la catena di prodotti elettrodomestici Daka è stato sequestrata e le autorità hanno deciso di regolamentare i prezzi. La società vendeva i suoi prodotti con un profitto di oltre il 1.000%, quindi era inaccessibile alla maggioranza dei venezuelani.

19. Ora il margine massimo delle imprese non può superare il 30%.

20. Il presidente Nicolás Maduro ha denunciato un tentativo di colpo di Stato e ha invitato i cittadini a far fronte al «fascismo». «Niente ci separerà dal sentiero della Patria e dalla via della democrazia», ha dichiarato.

21. Il 17 Febbraio, 2014, tre diplomatici statunitensi sono stati espulsi per il loro coinvolgimento negli accadimenti sanguinosi. Secondo le autorità venezuelane, si erano incontrati con gli studenti delle università private per coordinare le manifestazioni.

22. Il 18 febbraio 2014, Leopoldo López è stato arrestato per la sua responsabilità politica nelle manifestazioni violente ed è stato consegnato alla giustizia.

23. L’amministrazione Obama ha condannato il governo di Caracas per le violenze, senza però segnalare la responsabilità dell’opposizione intenta a portare a termine un colpo di stato. Al contrario, il Dipartimento di Stato ha richiesto l’immediato rilascio di Leopoldo López, il principale istigatore dei drammatici eventi.

24. I media occidentali nascondevano la violenza delle fazioni armate (saccheggio di metropolitane ed edifici pubblici, l’incendio dei negozi MERCAL, dove le persone si riforniscono di cibo) così come il fatto che la televisione pubblica Venezolana de Televisión è stata attaccata con armi fuoco.

25. I media occidentali, lungi dal presentare i drammatici avvenimenti venezuelani in maniera imparziale, si sono schierati a favore dell’opposizione golpista e contro il governo democratico e legittimo di Nicolás Maduro. Non esitando a manipolare l’opinione pubblica e presentare la situazione come una massiccia rivolta popolare contro il potere. In realtà, Maduro ha il massiccio sostegno della maggioranza dei venezuelani, come mostrato dalle grandi manifestazioni a favore della Rivoluzione Bolivariana.

*Salim Lamrani è Dottore in Studi Iberici e Latino-Americani presso l’Università Paris Sorbonne-Paris IV, e presso l’Università di La Reunion, giornalista ed esperto delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Il suo ultimo libro si intitola: Cuba. Les médias face au defi de l’impartialité, Paris, Editions Estrella, 2013, con prefazione di Eduardo Galeano. 

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) La mappa delle “proteste” antichaviste in Venezuela

da albaciudad.org

Come è facilmente intuibile dalla mappa le zone interessate da las guarimbas, le manifestazioni di blocco stradale messe in atto dalla controrivoluzione, coinvolgono i centri controllati dall’antichavismo, urbanizzazioni di classe medio-alta e zone residenziali dell’oligarchia. Lo Stato maggiormente interessato al fenomeno è il Tachira, dove si concentra storicamente il maggior flusso di contrabbando con la confinante Colombia ed il confine più “poroso” per l’infiltrazione paramilitare al soldo della reazione oligarchica. 

27F: Incontro a Roma in appoggio alla Rivoluzione Bolivariana

UNADIKUM Venezuela: Giornata di solidarietà con i prigionieri palestinesi

UNADIKUM Venezuela riprende la sua GIORNATA DI SOLIDARIETA’ con i PRIGIONIERI PALESTINESI mantenendo in piedi nelle strade la lotta per la RIVOLUZIONE BOLIVARIANA, pertanto vi invita ad unirvi a noi nell’AZIONE dei PESCATORI e dei CONTADINI VENEZUELANI in appoggio ai PRIGIONIERI PALESTINESI, e anche in solidarietà con i loro colleghi e compagni, i PESCATORI di GAZA.

PARTECIPERANNO:
Alejandro Fierro, giornalista spagnolo e attivista filo-palestinese
Valeria Cortés, responsabile di Unadikum Venezuela

LUOGO, DATA e ORA: 
NAIGUATA’, Edo. Vargas. 
Mercoledì 26 Febbraio, 2014 
14:00 

TELEFONO DI CONTATTO: 
0426 1155915 

ORGANIZZATORI E COLLABORATORI dell’EVENTO

Fronte dei Pescatori “Benita Chirinos”Unadikum International Brigades, Fronte Nazionale Comunale Simón Rodríguez, Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela (JPSUV), Marcha Patriótica -capítulo Venezuela-Misión Barrio Adentro Cultura, PSUV, Voci anti-imperialiste, così come vari consigli comunali.

Non è urgente applicare la legge per i media internazionali coinvolti nel ‘golpe morbido’?

la corrispondente di ABC Venezuela con il “leader dell’opposizione” Caprlies Radonsky

di José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

In Venezuela esiste un governo eletto democraticamente appena 10 mesi fa (1). Le formazioni politiche che lo sostengono hanno addirittura incrementato il loro vantaggio elettorale nelle successive elezioni municipali, celebrate meno di tre mesi fa (2). Tuttavia un settore dell’opposizione, mediante una strategia che chiama “La salida (L’uscita)”, propone di rompere l’ordine costituzionale e abbattere l’esecutivo con la forza (3). Il suo leader, Leopoldo López, lo ha detto chiaramente alcuni giorni fa: “Quando finirà tutto questo?”, gli ha chiesto una giornalista. López ha risposto: “Quando riusciremo a cacciare quelli che ci stanno governando” (4).

A tal fine, durante l’ultima settimana, questo settore ha mobilizzato i suoi sostenitori tra gli studenti di classe media e gruppi violenti dell’estrema destra, in municipi governati dall’opposizione. Il risultato: sei persone morte, decine di feriti e innumerevoli danni ai beni pubblici (5).

Stranamente, quel che sarebbe inaccettabile in un altro paese, in Venezuela è legittimato e appoggiato dalla linea informativa dei grandi media internazionali. Un editoriale del quotidiano spagnolo El País, ad esempio, ha descritto Leopoldo López non come un leader che tratta di abbattere con la forza un governo eletto, bensì come un “economista che ha studiato negli Stati Uniti (…) che dirige la pressione contro il regime per le strade”. Nel frattempo, ha accusato Nicolás Maduro di dirigere un “ereditato regime socialista unipersonale”, come se la sua carica fosse stata ereditata e non eletta appena 10 mesi fa (6).

È chiaro che i media non sono un osservatore imparziale.

Sono l’elemento chiave di un tentativo di “golpe morbido”, strategia elaborata dal sociologo e collaboratore della CIA Gene Sharpes (7). Un metodo messo in pratica nelle cosiddette “rivoluzioni colorate”, tutte scoppiate –stranamente- in paesi che contrastano gli interessi geostrategici degli Stati Uniti e dell’Unione Europea (8).

Ripassiamo. La prima fase del “golpe morbido” è denominata “indebolimento” del governo, in questo caso mediante una guerra economica. Nel 1970, il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon chiese di “farurlare l’economia” del Cile per abbattere Salvador Allende (9). Esattamente la stessa cosa che accade oggi in Venezuela: mancanza di beni primari per incetta, fuga di capitali, sabotaggi alla distribuzione elettrica e inflazione indotta hanno provocato un chiaro deterioramento delle condizioni di vita (10). E come in Cile, in Venezuela i media presentano questi problemi come un caos economico e sociale, il cui unico responsabile è il governo di Nicolas Maduro (11).

La seconda fase del “golpe morbido” è la “delegittimazione” del governo, dovuta a presunte violazioni dei diritti umani o della libertà di stampa e di espressione. Durante gli ultimi giorni, il messaggio ripetuto a sazietà nei media internazionali è stato quello della presunta repressione delle proteste da parte della polizia (12).

In tal senso, media e opposizione non hanno esitato a utilizzare le armi più banali della manipolazione. La giornalista venezuelana del quotidiano spagnolo ABC, Ludmila Vinogradoff, ha pubblicato sulla pagina web del giornale una fotografia della repressione in Egitto, facendola passare per un’istantanea scattata a Caracas (13). Un vero aneddoto se consideriamo il percorso di propagandista di colpi di stato di questa giornalista (14). Nell’aprile del 2002, legittimò con assoluta impunità il colpo di stato di Pedro Carmona nelle pagine de El País (15).

In questa fase di “delegittimazione” del governo per presunta repressione, uno ruolo chiave è stato giocato dai social network, specialmente Twitter, dove la manipolazione delle fotografie ha raggiunto livelli inediti (16).

Abbiamo visto immagini di presunte brutalità della polizia e di torture in Venezuela che in realtà erano del Brasile, del Cile, della Siria, dell’Ucraina, dell’Egitto, della Turchia (17), dei Paesi Baschi, e addirittura prese da un film porno (18); o immagini del volto sanguinante di un giovane ipoteticamente oppositore ma che in realtà erano di uno studente chavista picchiato dall’opposizione l’anno scorso (19); o immagini di grandi assembramenti dell’opposizione che erano in realtà processioni religiose o manifestazioni indipendentiste della Catalogna (20).

La terza fase del “golpe morbido” consiste nella “diffusione della protesta nelle strade”, con la generalizzazione di ogni tipo di manifestazione e l’occupazione di istituzioni pubbliche di cui non si riconosce la legittimità.

I media internazionali hanno realizzato un vergognoso appoggio propagandistico di questa violenta “diffusione della protesta” nelle strade. Il tutto, inoltre, accompagnato dalla criminalizzazione dei sostenitori del governo (21). Ad esempio, ai cosiddetti “collettivi”, radicati nei quartieri popolari, i media hanno attribuito la responsabilità della violenza, usando termini come “bande paramilitari” (22), “parapolizia chavista” (23) o “milizie filogovernative” (24). Allo stesso tempo, questo media tacciono sui reiterati attacchi di cecchini dell’estrema destra contro marce pacifiche del chavismo (25). Gli stessi media internazionali che hanno piazzato sulle loro testate l’uccisione, ad esempio, di una oppositrice vincitrice di un concorso di bellezza (26), non hanno mai pubblicato nemmeno una parola sui 175 contadini uccisi da sicari pagati dai proprietari terrieri venezuelani dall’anno 2001 (27).

Mentre si ingigantiscono le proteste dell’opposizione, le marce a sostegno della Rivoluzione, molto più imponenti, appena hanno copertura informativa (28). La marcia di circa 100 mila persone, lo scorso martedì (29), è stata ridicolizzata nel quotidiano El País, sotto il titolo “Il chavismo schiera i suoi seguaci”, con una fotografia non della citata marca, bensì di una protesta dell’opposizione (30).

Ci sono dati importanti per comprendere questa strategia di “golpe morbido”, e il rafforzamento organizzativo di alcuni gruppi di giovani oppositori, che i media nascondono deliberatamente. Ad esempio, che il governo degli Stati Uniti ha stanziato negli ultimi 3 anni oltre 100 milioni di dollari per il finanziamento di ogni tipo di gruppo d’opposizione in Venezuela (31).

I media internazionale, così sensibili –in teoria- agli attacchi contro la libertà di stampa, hanno dimenticato –stranamente- la violenza esercitata da giovani oppositori contro numerosi giornalisti di media comunitari o pubblici del Venezuela (32). I lavoratori della Venezolana de Televisión, ad esempio, sono stati assediati per 6 giorni all’interno delle loro istallazioni (33).

Le fasi successive della strategia del “golpe morbido” non si sono ancora date. Il governo e i settori popolari che lo sostengono dovrebbero prendere i provvedimenti necessari per evitarlo, considerando che i media, piuttosto che informatori neutrali, sono il principale fattore di una guerra contro l’ordine costituzionale del Venezuela. Per questo esistono leggi che regolano i loro eccessi, la cui applicazione contundente ora è più che mai giustificata.

 [Trad. dal castigliano di Vincenzo Basile blog Capítulo Cubano]

(1) http://www.lavanguardia.com/internacional/20130415/54371220790/nicolas-maduro-elecciones-en-venezuela.html

(2) http://noticias.lainformacion.com/mundo/elecciones-venezuela-el-chavismo-gana-las-municipales-y-maduro-su-revalida_Cca6PEc9DSKlLgtLtxwcW6/

(3) http://www.elmundo.es/internacional/2014/02/01/52ed17d7268e3ece4f8b4576.html

(4) https://www.youtube.com/watch?v=VGMyUj11y8g

(5) http://www.informador.com.mx/internacional/2014/513901/6/suman-seis-los-muertos-por-protestas-en-venezuela.htm

(6) http://elpais.com/elpais/2014/02/16/opinion/1392580361_573836.html

(7) http://www.voltairenet.org/article123805.html

(8) http://www.nacionalypopular.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8414

(9) http://www.cubadebate.cu/especiales/2014/02/19/la-amenaza-fascista-en-venezuela/

(10) http://www.ciudadccs.info/?p=497248

(11) http://www.abc.es/internacional/20131124/abci-diccionario-para-entender-caos-201311231726.html

(12) http://www.infobae.com/2014/02/15/1543914-no-cesa-la-represion-policial-venezuela-un-herido-bala

(13) http://www.aporrea.org/medios/n227551.html

(14) http://actualidad.rt.com/actualidad/view/92270-abc-corresponsal-venezuela-foto-egipto

(15) http://www.rebelion.org/hemeroteca/venezuela/davidh230502.htm

(16) http://www.youtube.com/watch?v=AmUPbZMliNg

(17) http://www.youtube.com/watch?v=CYzDZOJGVvs

(18) http://www.eldiario.es/zonacritica/Venezuela-Twitter-orgia-desinformativa_6_229987023.html

(19) http://www.aporrea.org/oposicion/n245388.html

(20) http://www.youtube.com/watch?v=pdvaNcEX9gY

(21) http://www.26noticias.com.ar/violencia-en-venezuela-los-grupos-paramilitares-han-secuestrado-a-estudiantes-184872.html

(22) http://observador.elsalvador.com/obp/articulo.aspx/71058/8563287/venezuela-entre-paz-y-guerra

(23) http://internacional.elpais.com/internacional/2014/02/17/actualidad/1392671911_553900.html

(24) http://elpais.com/elpais/2014/02/16/opinion/1392580361_573836.html

(25) http://www.aporrea.org/actualidad/n245525.html

(26) http://www.elimparcial.com/EdicionEnLinea/Notas/Entretenimiento/19022014/810560-Fallece-Miss-en-Venezuela-tras-protestas.html

(27) http://www.ultimasnoticias.com.ve/noticias/actualidad/sucesos/van-175-campesinos-victimas-del-sicariato.aspx

(28) http://www.elimparcial.es/mundo/venezuela-se-prepara-para-una-jornada-de-masivas-protestas-entre-llamamientos-a-la-paz-134303.html

(29) http://www.cubainformacion.tv/index.php/america-latina/54899-maduro-nada-ni-nadie-nos-sacara-del-camino-de-la-democracia-en-venezuela

(30) El País, edición impresa, 19 de febrero de 2014, pag. 3.

(31) http://www.aporrea.org/actualidad/n245399.html

(32) http://www.prensa-latina.cu/index.php?option=com_content&task=view&idioma=1&id=2384871&Itemid=1

(33) http://www.sibci.gob.ve/2014/02/grupos-violentos-continuan-asedio-a-la-sede-de-venezolana-de-television-por-sexto-dia-consecutivo/

I falsi mediatici in Venezuela ad opera “dell’opposizione”

Tradotto e Riadattato da Fractions of Reality
 
Mentre l’opposizione venezuelana, ha nettamente perso le elezioni presidenziali nel mese di aprile 2013 e ha ampiamente perso quelle comunali del dicembre 2013 – continua a chiedere un “cambio di regime” e nel frattempo i media sono impegnati continuamente in numerose manipolazioni mediatiche.

 


Un evento a San Paolo (Brasile) diventa un evento a Caracas (Venezuela).
 

 

L’immagine di un area di pellegrinaggio religioso si trasforma in una manifestazione dell’opposizione di massa che non ha mai ancora avuto luogo.

 

Gli studenti cileni sono stati utilizzati dall’estrema destra venezuelana.

 

Un caso di tortura all’interno dell’Unione europea (Spagna), diventa un argomento per il mancato diritto venezuelano.

 

La polizia egiziana reprime i cittadini venezuelani.

 

Jihadisti di Aleppo (Siria) diventano oppositori venezuelani

 

Anche il povero Loukanikos, icona animale della rivolta greca, non è risparmiato.

       
Fonte: Fourberies media in Venezuela , da Romain Migus.

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Planetasperger

sindrome de asperger u otros WordPress.com weblog

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: