Il presidente della Bolivia Evo Morales, incontra papa Francesco

Morales incontra per 40 minuti papa Francesco al Vaticano, in Italia.  Come diffuso da un report di Radio Patria Nueva, il sommo pontefice ha fatto omaggio al presidente indigeno di due libri, uno di questi titolato:  ‘Del lado de los pobres, Teología de la liberación’.
Il Capo di Stato boliviano ha anche sostenuto un breve incontro con il segretario di Stato della Città del Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.
Senza ulteriori dettagli, ma stessa emittente ha dato conto che Morales, dopo il suo incontro con il Capo visibile della Chiesa Cattolica, unitamente con la suo equipe, si è recato all’aeroporto per dirigersi di ritorno a La Paz, in Bolivia.
La riunione fra Morales e papa Francesco ha chiuso il giro del Presidente boliviano in Europa durato una settimana, durante questo periodo ha incontrato il re Juan Carlos I si Spagna ed il presidente di questo paese Mariano Rajoy, così come il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, e con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oltre alla comunità boliviana di Bergamo.

Il vicepresidente della Bolivia, Álvaro García Linera, ha definito come storica ed eccezionale tale incontro poiché si tratta del primo presidente indigeno ed il primo papa latinoamericano.

Visita in Italia 

Nella agenda della sua visita in Italia, Morales si è riunito con il suo omologo italiano Giorgio Napolitano, e con i residenti boliviani in questa nazione, nella città di Bergamo, come parte della sua agenda di lavoro.

«Queste riunioni sono importanti per la Bolivia perché reitereremo che la nostra politica di contatti con i paesi, non solamente d’Europa, non solo con America Latina ed i Caraibi, continueranno», ha sostenuto il presidente.

Dopo l’incontro  Morales ha definito come ‘un regalo’ il fatto che Napolitano abbia indicato che non chiuderà gli uffici diplomatici in Bolivia, ciò significa che «le relazioni diplomatiche, attraverso gli ambasciatori, continueranno, ed inoltre con ricorsi economici di cooperazione».

Il Capo di Stato della Bolivia, prima del suo arrivo in Italia, ha sostenuto incontri bilateriali con i suoi omologhi di Spagna, Mariano Rajoy, e quello della Bielorrusia, Alexander Lukashenko.

La comitiva boliviana è composta inoltre dal ministro delle Relazioni Estere, David Choquehuanca, e della Difesa, Rubén Saavedra, che si riuniranno anche con gli omologhi italiani.

Evo Morales viaggiò l’ultima volta in Europa, precisamente in Russia, all’inizio del luglio passato e durante il suo viaggio di ritorno i governi di Spagna, Francia, Italia e Portogallo cancellarono i permessi di sorvolo del suo aereo sui loro rispettivi territori, accusandolo di trasportare, ingiustamente, l’ex analista della CIA, Edward Snowden.

Tale incidente ha causato un impasse diplomatico in Europa e con la maggioranza dei paesi della UnaSUR, che chiesero spiegazioni e scuse a queste nazioni europee. Alla fine, i governi di questi paesi offrirono le loro scuse.

[Si ringrazia per la puntuale segnalazione Alfredo Viloria]

Primo Incontro Bolivariano in Italia delle Reti ed Organizzazioni Sociali a Paestum (SA)

di Mario Neri

Dal 1° al 6 di settembre 2013 si è tenuto a Paestum, nelle provincia di Salerno, il Primo Incontro Bolivariano delle Reti e delle Organizzazioni Sociali, che  approfittando dell’atmosfera di convivialità del mare e dei templi nonché della presenza di amici, compagni e compagne di ritorno da alcuni paesi dell’America latina, tra i quali Cuba, Venezuela e Argentina, per fare il punto della situazione e dare seguito alle proposte di interscambio e di solidarietà internazionalista avanzate, in vista anche dell’incontro internazionale dell’Associazione delle Reti e delle Organizzazioni Sociali che si terrà dal 13 al 17 novembre 2013 in Venezuela.

L’incontro ha goduto inoltre della partecipazione di portavoce di diverse associazioni tra cui: ANROS Cava de’ Tirreni, Circolo Bolivariano Gramsci di Caracas, Associazione ALBA, Associazione Simón Bolívar di Bari, Operatori di Pace Campania, Circolo Bolivariano Mariategui di Napoli, nonché altri amici della Rivoluzione Bolivariana della Provincia di Lecce, di Monopoli.

All’evento sono intervenuti anche il Console della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli Bernardo Borges, nonché il senatore della Repubblica Italiana Bartolomeo Pepe (M5S).

In collegamento skype, Geraldina Colotti, scrittrice e giornalista del Le Monde Diplomatique – Italia, ha aggiornati presenti della visita in Italia del Presidente della Bolivia, Evo Morales; mentre dall’Ecuador, sempre in collegamento telematico Martina Tabacchini, di istanza a Quito per partecipare alla Escuela de Verano del Ministero degli Esteri dell’Ecuador, ha riportato la sua esperienza nel paese andino.

Infine, in collegamento con il Venezuela, il Deputato del PSUV nel parlamento venezuelano, Germán Ferrer, coordinatore dell’ANROS, ha espresso i suoi saluti e le congratulazioni ai presenti.

A sei mesi dalla “siembra” del Comandante Eterno, il 5 settembre del 2013, è stato ricordato in un emotivo atto leggendo alcuni passi scelti del discorso dell’Unità di Chávez, nonché la lettera della figlia Maria Gabriela.

I temi della discussione sono stati inerenti alla dis-informazione in Italia e della necessità di una comunicazione più fluida con la realtà latinoamericana. In vista dell’incontro internazionale dell’ANROS in Venezuela si è avanzata la proposta di interscambio di gruppi venezuelani (o latinoamericani) ed italiani incentivando anche viaggi di conoscenza, sociali, culturali e di turismo responsabile e sostenibile, a tal fine di è proposto di articolare una rete di accoglienza sul territorio italiano a disposizione delle reti venezuelane attraverso anche meccanismi cooperativi come il progetto e l’esperienza della Cooperativa venezuelana “La Pequena Venecia” le cui linee programmatiche e progetto rimandiamo al seguente link.

Infine si è valutata la possibilità di inviare una delegazione italiana per la partecipazione al Congresso Internazionale “Movimientos Sociales y Estado Comunal” che si terrà nel mese di novembre.

Ci si auspica che questo incontro possa dare inizio ad una periodicità annuale di confronto, di aggiornamento e proposte per la lotta quotidiana verso il socialismo del XXI secolo.

por Mario Neri

Desde el 1° hasta el 6 de septiembre 2013 se celebró en Paestum, en la provincia de Salerno, la primera reunión de las Redes y Organizaciones Sociales Bolivarianas, aprovechando el clima de cordialidad, del mar y de los templos arqueológico, así como la presencia de amigos, compañeros de vuelta de algunos países latinoamericanos, entre ellos Cuba y Venezuela, para hacer un balance de la situación y dar seguimiento a las propuestas de intercambio y solidaridad internacionalista lanzadas, también en vista a la reunión internacional de la Asociación de Redes y Organizaciones Sociales que se celebrará entre el 13 y el 17 de noviembre 2013 en Venezuela.

La reunión también ha contado con la participación de los voceros de diferentes asociaciones, entre ellas la del ANROS “Cava de’ Tirreni” (Salerno), el Círculo Bolivariano “Antonio Gramsci” de Caracas, la Asociación ALBA de  Nápoles, la Asociación “Simón Bolívar” en Bari, Operadores de Paz en Campania, Círculo Bolivariano Mariategui de Nápoles, así como otros amigos de la Revolución Bolivariana de la provincia de Lecce y Monopoli (Bari).

El evento también contó con la presencia del Cónsul de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, Bernardo Borges, así como el senador de la República Italiana Bartolomeo Pepe (MoVimento 5 Estrellas – M5S).

En conexión telematica, Geraldine Colotti, escritora y periodista de Le Monde Diplomatique – Italia, nos reportó sobre la visita a Italia del Presidente de Bolivia, Evo Morales, y desde Ecuador, también en conexión electrónica Martina Tabacchini, de estancia en Quito para participar en la Escuela de Verano del Ministerio de Relaciones Exteriores de Ecuador, informó de su experiencia en el país andino.

Finalmente, desde Venezuela, Germán Ferrer, diputado de la Asambeal Nacional por el PSUV, felicitó a los participantes al evento italiano.

Seis meses después de la siembra del Comandante Eterno, el 5 de septiembre de 2013, fue recordado en un acto emotivo leyendo algunos extractos del discurso de la Unidad de Chávez y la carta como extremo saludo de su hija María Gabriela.

Los temas de discusión fueron relacionados con la des-información en Italia y la necesidad de una comunicación más fluida con la realidad latinoamericana. En vista del encuentro internacional del ANROS en Venezuela se ha propuesto el intercambio de grupos venezolanos, latinoamericanos y italiano para fomentar viajes de conocimiento, social, cultural y de turismo responsable y sostenible.

Atal efecto, se planteó articular una red de recepción de la red italiana de Venezuela disponible a través de mecanismos de cooperación, así como el proyecto y la experiencia de la Cooperativa venezolana “La Pequena Venecia”, cuyo programa y proyectos se encuentran en el siguiente enlace.

Por último, se evaluó la posibilidad de enviar una delegación italiana para participar en el Congreso Internacional “Movimientos Sociales y Estado Comunal” que se celebrará en noviembre en Caracas.

Auspicamos que esto Encuentro pueda organizarse una vez al año en Italia para la comparación y las propuestas en la actualización de la lucha diaria hacia el Socialismo del siglo XXI.

Desindustrialização, desemprego e pobreza assombram a Itália

https://i0.wp.com/italiadallestero.info/wp-content/uploads/2011/10/Screen-shot-2011-10-30-at-12.23.47-608x250.pngEscrito por Achille Lollo, de Roma, para Correio da Cidadania – São Paulo/Brasil aos 10/09/2013

Para os operários da Firem de Modena, da Dometic de Forli, da Hydronic-Lift de Milão, e de outras vinte e duas pequenas fábricas metalúrgicas espalhadas no norte da Itália, o fim das férias do verão revelou uma trágica realidade: os patrões, na calada da noite, mandaram desmontar os equipamentos para encaixotá-los com destino à China, Polônia, Sérvia, Eslovênia, Marrocos e Vietnã. Países onde o custo da mão-de-obra é quatro vezes menor que a italiana.

A maior parte das fábricas italianas que optaram por volatilizar seus equipamentos é filial de multinacionais européias que estão à beira da falência, por causa da retração de seus produtos no mercado italiano, ou são pequenas indústrias que, desde 2010, nunca foram pagas pelas prefeituras, os governos regionais e as entidades governamentais com quem assinaram contratos. Além disso, são ameaçadas de “apreensão judicial” pela Agência das Entradas (receita italiana) por não terem pagado os impostos.

Na Itália, o afugentamento das indústrias é uma consequência negativa do modelo industrial que foi imposto, primeiro, pelos governos da Democracia Cristã e, depois, legitimado, durante uma década, pela direita chefiada por Silvio Berlusconi. De fato, a primeira onda de desindustrialização aconteceu no Sul e no Centro-Sul da Itália, entre 1992 e 2003, quando as máfias (Cosa Nostra na Sicília, N’Drangueta na Calábria e Camorra na Campânia) multiplicaram seus tentáculos no sistema bancário e na administração pública.

A segunda, realizada a partir de 2008, foi precedida pela fuga dos capitais, que, segundo as estimativas da polícia financeira, chegou a 610 milhões de euros (2,5 bilhões de reais). Capitais que na sua maioria foram depositados nos paraísos fiscais das ilhas Cayman, ilhas Virgens, Jersey, Liechtenstein, Monte Carlo, Bahamas e Qatar, para financiar operações financeiras especulativas.

Um contexto que se tornou mais degenerativo quando a oposição questionou o governo Berlusconi por tentar encobrir as escandalosas falências do grupo Parmalat e do Banco de Roma, entre outras, e quando a revista Espresso veiculou uma reportagem sobre os negócios obscuros e as propriedades adquiridas pelo primeiro-ministro, Silvio Berlusconi, e o presidente do Parlamento, Giorgio Fini, nas Ilhas Virgens e em Monte Carlo. Exemplos que incentivaram ainda mais a exportação clandestina de capitais e, sobretudo, a corrupção e a fraudação da receita.

Pobreza absoluta e relativa

Damiano Zecchinato, prefeito de Vigonovo – pequena cidade da região Veneto, com apenas 10.078 moradores (3.875 famílias) –, decidiu aliviar a pobreza absoluta na sua cidade, informando os gerentes de supermercados e de lojas de alimentação que a prefeitura de Vigonovo pagaria os alimentos roubados pelos velhos, os jovens e os estrangeiros que os furtavam por não terem nada a comer. A iniciativa do prefeito Zecchinato escandalizou grande parte da mídia, que o chamou de “oportunista alpinista midiático”, mas conseguiu, finalmente, visualizar uma faceta da crise socioeconômica que hoje – mesmo se o governo tenta dissimular – apresenta sinais evidentes do prisma da fome na Itália.

Segundo as estatísticas do ISTAT (Sistema Estatístico Nacional), em janeiro de 2013, a Itália tinha uma população de 59.685.227 pessoas, das quais 4.300.760 (7,4%) de nacionalidade estrangeira. Dessas, hoje, 1.725.766 (6,8% das famílias) vivem em “pobreza absoluta”, tendo uma renda mensal que não excede os 400,00 euros (1.150 reais), enquanto 3.232.564 pessoas (12,7% das famílias) vivem em “pobreza relativa”, desfrutando de uma renda mensal de no máximo 950 euros (2.650 reais). Se considerarmos que um aluguel de “casa popular” (cozinha, um quarto e uma sala) no subúrbio periférico de Roma ou de Milão não se encontra por menos de 400 euros (1.150 reais); que uma passagem metro/ônibus custa 1,50 euro (4,5 reais); que um quilo de carne bovina de segunda qualidade custa 10 euros (35 reais); e que a gasolina subiu até 1,95 euro o litro (5,60 reais), é evidente que as famílias de operários ou de funcionários públicos com dois ou três filhos, mesmo com um salário de 1200 euros, vivem na “pobreza relativa”, à causa do alto custo de vida que penaliza, sobretudo, os trabalhadores.

É necessário dizer que em 2003 havia poucos milhares de indivíduos considerados “indigentes”. Porém, o crescimento da pobreza absoluta se deu com a subida do desemprego, que no setor privado foi violenta, sobretudo a partir de 2009. De fato, em julho de 2013 havia 22.509.000 trabalhadores com carteira assinada. Nesse período, 433.000 trabalhadores (1,9%) foram desempregados e nenhum deles foi reintegrado no trabalho fabril. Por isso, o exército dos desempregados chegou a 3.076.430 e 39,5% desse contingente é formado por jovens (homens e mulheres) entre 18 e 30 anos. Além disso, as estatísticas oficiais não avaliam mais a categoria dos chamados “desempregados crônicos”, formada pelos trabalhadores ou funcionários considerados “velhos”, por estarem entre os 50 e 62 anos, e aqueles que, apesar de estarem na faixa etária dos 40, não procuram mais trabalho.

Desempregados que com mais frequência buscam uma ocupação na economia ‘submersa’, para trabalharem ao lado dos imigrados estrangeiros (inclusive os clandestinos), sem nenhuma garantia contratual e com salários de no máximo 500 euros. Uma situação que testemunha de forma dramática como as leis dos mercados e a lógica política dos governos neoliberais barbarizaram o mundo do trabalho, empurrando grande parte da sociedade italiana para os limites da indigência e da miséria. De fato, o que mais cresceu nos últimos três anos foi a economia submersa e a economia ilegal, ambas monitoradas pelos círculos mafiosos que, hoje, controlam a maior parte dos subúrbios e das periferias das grandes cidades italianas.

Um cenário inquietante que obriga a classe política italiana a se tornar cada vez mais “europeísta”, isto é, mais dependente da política econômica ditada pela União Europeia e mais atrelada aos programas financeiros da Troika (Banco Central Europeu, FMI, Banco Mundial). Por isso, o governo do reformista Enrico Letta (PD), depois de ter anulado a taxa IMU sobre todo tipo de residências (inclusive as mansões e os palacetes dos ricos), para garantir o apoio do PDL de Berlusconi e dos centristas de Mario Monti, deve, urgentemente, encontrar 9,2 bilhões de euros e, assim, evitar o default.

Diante desse problema, o “democrata” Giampiero D’Alia, ministro da Administração Pública, teve a brilhante idéia de “desempregar” 108.000 funcionários públicos e, consequentemente, não renovar os contratos temporários de 150.000 profissionais, que na sua maioria trabalham na saúde e na educação. Uma solução que, em Bruxelas, será ovacionada por Angela Merkel e David Cameron, mas que ampliará ainda mais o cenário da pobreza e das diferenças sociais na Itália.

Achille Lollo é jornalista italiano, correspondente do Brasil de Fato na Itália, editor do programa de TV “Quadrante Informativo” e colunista do Correio da Cidadania.

Caracas: Congresso Internazionale ANROS: ‘Movimientos sociales y Estado Comunal’

Il previsto Congresso che doveva tenersi dal 13 al 17 novembre 2013 a Caracas, il Primo Congresso Internazionale dell’ANROS (Associazione Nazionale delle Reti e delle Organizzazioni Sociali): “Los Movimientos Socialies y el Estado Comunal” è stato spostato a data da destinarsi, a dopo le elezioni municipali dell’8 dicembre 2013.

Nello stesso periodo si avvierà comunque il congresso nazionale dell’ANROS che si concentrerà sulla battaglia interna in sostegno dell’importante battaglia elettorale rivoluzionaria. 

Lo svolgimento del Congresso si terrà presso la Ciudad Recreacional “Los Caracas”, Stato Vargas.

Convocazione 

L’Associazione Nazionale delle Reti ed Organizzazioni Sociali (ANROS) ha il piacere di invitare i movimenti sociali, le comunità organizzate e i ricercatori dell’ambito socio-comunitario a partecipare al Congresso Internazionale “Los Movimientos Sociales y el Estado Comunal” che si terrà nella Città di Caracas e nello Stato Vargas.

Il Congresso Internazionale dei Movimenti Sociali e dello Estado Comunal persegue, come suo fondamentale proposito, l’attivazione di un processo di argomentazione teorica e di socializzazione di esperienze reticolari, di sistematizzazione e sviluppo delle distinte organizzazioni, mediatori e ricercatori sul ruolo storico dei movimenti sociali ed il loro protagonismo nel processo di costruzione dell’Estado Comunal [Organizzazione statuale fondata sulle Comuni] in quanto struttura fondamentale del potere popolare nella sua prassi prospettica di edificazione del socialismo bolivariano del XXI secolo.      

Il Congresso aspira a realizzare un dibattito utile che culmini nelle proposte operative nei distinti ambiti e argomenti discussi nel corso dell’incontro, in un contesto di confronto dei diversi paradigmi che hanno dominato lo scenario politico del mondo globalizzato e manipolato dalle tesi neoliberali sul ruolo dello stato nei distinti paesi a beneficio del capitalismo depredatore e dell’espansione del dominio imperiale nell’economia delle grandi regioni della terra. Si tratta della necessità di presentare alternative possibili di cambiamento rivoluzionario nelle quali i movimenti sociali si attivano e si propongono come forgiatori della storia recente del socialismo bolivariano e protagonisti delle nuove relazioni di potere generate nella costruzione dello Stato delle Comuni. 

Norme per la presentazione delle relazioni

Le relazioni devono contenere obbligatoriamente la tematica riferita ad alcune delle dimensioni proposte il cui sviluppo nel congresso è orientato a specificare approssimazioni teoriche e costrutti e/o a descrivere le differenti prassi socio-comunitarie di portavoce dei movimenti sociali, comunità organizzate e ricercatori. 

Le differenti relazioni saranno assegnate dal Comitato Organizzatore a ognuna delle dimensioni proposte nel Congresso e assegnerà un responsabile di ANROS che assisterà ai distinti tavoli di discussione per la sua coordinazione e raccoglierà il congiunto delle conclusioni che saranno esposte nella sezione di chiusura del Congresso. 

Ognuna delle relazioni sarà orientata in accordo alle dimensioni proposte ed i contenuti di ognuna di queste saranno affrontati in un tavolo specifico di lavoro.

Il 15-10-13 è la data limite per la ricezione delle relazioni (in prorogatio). Si raccomanda un massimo di 20 cartelle A4, interlinea 1,5, carattere 12, Arial o Times New Roman. Il sunto dovrà essere di un massimo di 200 parole e cinque parole chiave. ANROS fornirà via web il formato per realizzare il sunto. 

– è ammesso un massimo di due relazione per autore;

– le relazioni potranno essere sottoscritte fino ad un massimo di tre coautori;

– sono ammessi uno o due relatori per ogni relazione. Il tempo massimo per la esposizione/relazione è di 20 (venti) minuti; 

-l’ANROS consegnerà un CD contenete la pianificazione generale dell’evento ed il contenuto di ognuna delle relazioni;

– Il congresso ha invitato una serie di espositori nazionali ed internazionali di grande rilevanza relativamente alle tematiche proposte;

 – Come attività complementari si realizzeranno video-forum, film, attività culturali, e vendita di libri relazionati con la tematica del Congresso;

– Le relazioni devono essere trasmesse, in castigliano, al seguente indirizzo elettronico: anroszulia@yahoo.es;

– l’inscrizione generale a titolo di partecipante si realizzerà fino al giorno 30 ottobre 2013 e le relazioni fino al 15 ottobre 2013;

– L’iscrizione è gratuita;

– sarà consegnato un certificato di partecipazione ai portavoce dei movimenti sociali, organizzazioni comunitarie, ricercatori e partecipanti in generale che si siano iscritti entro la data prevista;

– La scheda di iscrizione sarà inviata dall’ANROS a coloro che la solleciteranno a questi indirizzi: germanvenezuela@yahoo.es, anroszulia@yahoo.es, comisiondeorganizacionanros@gmail.com, jhimyarrieta@yahoo.es

Commissione organizzativa: 

Gérman Ferrer: Portavoce Nazionale ANROS germanvenezuela@yahoo.es

Jhimy Arrieta: Portavoce Nazionale Accademico ANROS, jhimyarrieta@yahoo.es

Kennet Quintero: Portavoce Nazionale di Organizzazione, anroszulia@gmail.com 

Svolgimento del Congresso

Tavolo 1: Reti e Movimenti Sociali in Venezuela e nel Mondo

a. Reti di movimenti e rivoluzioni sociali;

b. Antropologia sociale e culturale dei movimenti sociali;

c. Caratterizzazione e tipologia dei movimenti sociali nel XXI secolo;

d. Economia e concezione dello sviluppo nei movimenti sociali;

e. Ambito Giuridico dello Stato delle Comuni; 

Tavolo 2: Nuove Tecnologie della Comunicazione (NTC) e i Movimenti Sociali

a. NTC nella loro interazione con le tattiche e le forme di organizzazione dei processi di internazionalizzazione dei movimenti sociali;

b. La comunicazione popolare alternativa e comunitaria;

c. organizzazione rivoluzionaria dei Movimenti sociali per la resistenza nella guerra mediatica;

d. Disegno e produzione dei media nei movimenti sociali. 

Tavolo 3: Potere Popolare e Stato delle Comuni

a. Movimenti Sociali come forme di Potere Popolare;

b. Partecipazione dei movimenti sociali nella costruzione dello Stato delle Comuni; 

d. Movimenti sociali nelle loro relazioni con i potere costituito e altre organizzazioni del potere popolare.

Tavolo 4: Lo Stato delle Comuni nel contesto del Socialismo del XXI secolo

– Asimmetrie tra il potere costituente ed il potere costituito nel processo di costruzione dello Stato delle Comuni; 

– Consejos comunales e Comunas come articolazioni territoriali nella costruzione dello Stato delle Comuni;  

– Il potere popolare come avanguardia rivoluzionaria nella lotta contro lo Stato Capitalista.

[Trad. dal castigliano per ALBAinFormazione Mario Neri]

Venezuela e ALBA inviano aiuti umanitari ai rifugiati in Siria

di Francesco Guadagni

Il Presidente venezuelano Maduro ha annunciato che, attraverso un’operazione della Forza Armata Nazionale Bolivariana saranno portati presto aiuti umanitari ai rifugiati siriani a Beirut, Libano.

L’iniziativa è nata da una risoluzione del Consiglio politico dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), durante l’ultimo incontro, a Caracas, nel fine settimana. L’aereo porterà coperte, medicine e cibo.

«L’ALBA ha deciso di inviare gli aerei con aiuti umanitari, data la grave situazione di siriani in Libano, a cui nessuno sta fornendo in alcun aiuto», ha detto il ministro degli Esteri venezuelano Elias Jaua.

La risoluzione dell’ ALBA ha rifiutato qualsiasi intervento o azione militare in Siria. «L’ALBA, invierà aerei carichi di vita, mentre gli Stati Uniti sperano di inviare aerei carichi di bombe che provocano morte e distruzione». Si legge nella risoluzione.

«Il minimo che possiamo fare come testimonianza di solidarietà attiva, per l’amore dei popoli dell’America Latina e in particolare quelli che fanno parte dell’ ALBA… una testimonianza del nostro profondo impegno per la pace e la vita per… la Siria», ha detto Jaua.

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