Dall’Islanda un chiaro messaggio: «Il capitalismo non si riforma, va abbattuto»

Birgitta Jónsdóttii è una deputata islandese che al centro della sua gestione colloca la libertà d’informazione degli abitanti del suo paese.
L’attuale deputata è stata consulente di Wikileaks ed è presidente dell’International Modern Media Institute, che pretende trasformare l’Islanda in un rifugio per informatori, come Edward Snowden o lo stesso Julian Assange, leader di Wikileaks.
Jónsdóttii, è membro de Il Movimento, un partito politico che è nato a partire dalle proteste che hanno scosso l’Islanda nell’anno 2009. Inoltre alla fine del 2012 ha fondato il  Partito Pirata islandese, con il quale ha ottenuto tre seggi nelle elezioni di aprile.
«Il capitalismo non si può riformare, si deve distruggere, abbattere. Non voglio però imporre nessun –ismo, non c’è un solo sistema che possa essere la soluzione. L’unica cosa certa che si deve fare è essere più sostenibili nelle nostre comunità. Dobbiamo essere coscienti del costo che presuppone ciò che consumiamo; del problema delle pensioni, con tanta gente giovane disoccupata, chi pagherà le pensioni nei prossimi 20 anni? Risulta ovvio che i nostri sistemi non funzionano, così che forse dobbiamo girarci indietro e cercare cosa non ha funzionato…», afferma la deputata islandese a El País.
«Non hanno capito che ci troviamo nel XXI secolo e che il nostro modo di comunicare e di condividere le informazioni è stato radicalmente trasformato. Non capiscono che è in atto una rivoluzione dell’informazione che si muove molto rapidamente. Ma certamente hanno capito come abusare di queste nuove forme di comunicazione che utilizziamo, invadendo la nostra privacy, attaccando ciò che tiene insieme le nostre democrazie. Viviamo in un mondo nel quale il giornalista non può più proteggere le sue fonti, dove i medici non possono più garantire il diritto alla privacy dei loro pazienti… I leaders mondiali non capiscono il danno che stanno causando. Non capiscono nemmeno il senso delle parole sostenibilità o trasparenza».
[Si ringrazia Alfredo Viloria per la cortese segnalazione – Trad. dal castigliano per ALBAinFormazione di Ciro Brescia]

12 alleati degli Stati Uniti nella Nato si smarcano da un attacco alla Siria

AFPda actualidad.rt.com

Gli alleati degli Stati Uniti nella Nato iniziano a prendere le distanze uno dopo l’altro da un possibile intervento militare in Siria senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti

«I paesi che hanno rifiutato con determinazione di partecipare in qualsiasi modo ad azioni militari contro la Siria senza l’egida delle Nazioni Unite sono in realtà molti di più del Regno Unito», ha dichiarato all’agenzia di stampa russa Itar Tass una fonte diplomatica di Bruxelles a condizione di mantenere l’anonimato. «Si tratta di almeno 12 paesi», ha precisato.

Il diplomatico ha sottolineato che le conseguenze di un possibile intervento militare in Siria sono «imprevedibili», come è improbabile che, nel caso di una vittoria dei ribelli si realizzi una «pace di lunga durata» nel Paese, citando gli eventi accaduti in Libia, dove dopo una costosa operazione aerea della NATO il paese è stato trascinato in una guerra civile.

Citando altre fonti, Itar Tass, afferma che tra i paesi che respingono l’intervento militare in Siria si trovano l’Italia e la Grecia.

Poche ore fa la Camera dei Comuni del Parlamento britannico ha votato contro l’iniziativa avanzata dal primo ministro, David Cameron, di effettuare un attacco militare «selettivo» in Siria «per ragioni umanitarie».

«Il rifiuto del Regno Unito ad appoggiare l’aggressione contro la Siria è un duro colpo per le posizioni dei partigiani della guerra, tanto nella NATO che negli Stati Uniti». «Il dissenso cresce», ha scritto il consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov, sul suo account Twitter.

Questo venerdì, il Ministro degli Affari Esteri della Germania, ha escluso la possibilità che il suo paese possa prendere parte alle operazioni militari contro la Siria.

Da parte sua, il presidente francese Francois Hollande, ha dichiarato che il suo paese può partecipare a qualsiasi azione militare in Siria, anche senza la Gran Bretagna. In un’intervista al quotidiano Le Monde ha detto che tutte le opzioni d’intervento sono sul tavolo, ma nessuna sarà presa in considerazione se non vi saranno le condizioni che la giustifichino. Hollande ha inoltre dichiarato di non escludere la possibilità che un’azione militare contro la Siria possa essere effettuata prima del prossimo mercoledì, secondo la BBC.

 [Trad. dal castigliano per ALBAinFormazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Calcio e Rivoluzione in Colombia: «le FARC-EP e las barras»

da calcioerivoluzione.blogspot.it

mercoledì 28 agosto 2013

Le FARC-EP sul fenomeno delle «barras»

Due membri della delegazione di pace delle FARC-EP a L’Avana (Cuba) per i negoziati di pace tra la più antica guerriglia latinoamericana ed il governo colombiano, sono i protagonisti di un video in cui le FARC esprimono la loro posizione in merito ai gruppi di tifosi di calcio, le famose “barras” ed al ruolo che questi svolgono e possono svolgere oggi in Colombia. Sergio Ibañez e Emiro Jiménez, questi i nomi dei due militanti delle FARC che appaiono nel video, vestono le maglie del Santa Fe e dei Millionarios, le due principali squadre di calcio della capitale Bogotà, divise da una rivalità che ha condotto a numerosi episodi di violenza. 
 
Proprio contro questa violenza le FARC si esprimono con chiarezza, sottolineando invece come le “barras” debbano contribuire al processo di unità popolare e superare questa violenza indotta dall’esterno. Le “barras” sono infatti definite come «espressioni del popolo e, come tali, devono stare al lato del popolo. Attraverso l’amore verso i colori del club si canalizzano le profonde diseguaglianze che affliggono i quartieri del nostro paese. […] Sappiano che ci sono grandi nemici sulla strada del ‘barrismo’: il calcio inteso come business, che vuole fare della nostra passione una merce; lo stato di polizia che reprime le espressioni del popolo; gli imprenditori del crimine che vogliono trasformare le ‘barras’ in mafie staccate dalle loro origini popolari».

Il Maestro Claudio Abbado: «Cuba, Paese all’avanguardia. Lo sa anche Veronesi»

Il maestro Abbado, tra i primi firmatari dell’appello pro Castro, risponde alle critiche

di Claudio Abbado – abbadianidc.espero.it

Girando il mondo, in tanti anni di lavoro, ho sempre cercato di trovare i lati positivi di ogni cultura. Per imparare qualcosa di nuovo, per crescere: in fondo siamo tutti un po’ ignoranti. Prima Vienna, poi Berlino e Londra, e poi ancora il Venezuela e Cuba: in queste e altre tappe ho cercato costantemente di venire a contatto con gli aspetti più validi, più forti, più importanti di quei Paesi. L’uomo, per sua natura, è portato invece a distruggere o fare emergere quasi esclusivamente i lati negativi delle altre civiltà. Mi sembra lo si stia facendo ora con Cuba.

Conosco Cuba, ci sono stato più volte e ci tornerò. Perché, mi chiedo, non vengono rese note le cose positive di una cultura come quella cubana? Proviamo a mettere da parte, almeno per una volta, la strumentalizzazione politica che si tende a fare di ogni cosa e proviamo a riportare semplicemente dei fatti. Stranamente delle cose più valide che ci sono a Cuba non si parla mai. Cominciamo dalla ricerca medica, che a Cuba è all’avanguardia. C’è un dottore, Gregorio Martinez Sanchez, che sta lavorando alla ricerca per debellare il cancro e che ha «scoperto» una nuova e, a quanto pare, importante cura. Solo che, piccolo dettaglio, ha anche bisogno di poterle realizzare, di metterle in pratica queste sue ricerche. L’ho fatto sapere al professor Umberto Veronesi, che qualche settimana fa mi ha scritto una lettera, in cui dice che appoggerà il progetto di questo medico cubano.

Lo farà perché lo ritiene giusto. Ma la ricerca medica all’avanguardia non è l’unico aspetto fortemente positivo di quest’isola. A Cuba, forse i potenti se lo dimenticano, non esiste l’analfabetismo, che è invece assai diffuso in molte altri parti del mondo. A Cuba con un po’ di terra libera, non ci si mette a speculare: loro preferiscono fare degli orti enormi, che serviranno poi a tutti (esempio che è stato ripreso poi da altre nazioni). Sono tornato recentemente all’Avana e ho visto che in cinque anni ci sono stati miglioramenti dal punto di vista del restauro per case e piazze. A dicembre ho portato la Mahler Chamber Orchestra per dei concerti, a gennaio l’Orchestra Giovanile Simón Bolívar, di cui facevano parte anche 44 cubani. C’è uno scambio bello e proficuo fra il Venezuela e Cuba. Uno scambio legato alla musica e al balletto.

Il Venezuela è più avanti dal punto di vista della formazione musicale, grazie al sistema di Antonio Abreu che coinvolge 240.000 (duecentoquarantamila!)* giovani salvati dalla strada e Cuba invece è più avanti dal punto di vista del balletto: il loro è uno scambio culturale per imparare a vicenda, per crescere, come dicevo prima. Il fatto poi che ho portato quei 44 musicisti cubani a Caracas e che l’anno prossimo li porterò con tutta l’orchestra in Europa, smentisce che i cubani non possono uscire. Cinque anni fa sono stato a Cuba con la Mahler Jugend Orchester e abbiamo portato materiale, corde e strumenti musicali, che lì mancano, perché, non dimentichiamolo, è un paese povero e in quanto povero andrebbe aiutato, non attaccato. C’è poi un gruppo di bravissimi musicisti cubani, ‘Ars Longa’, che ho voluto sostenere e che vengono regolarmente invitati al Festival Gesualdo in Basilicata. Li abbiamo fatti conoscere l’anno scorso attraverso una tournée che ha toccato anche Bari, Matera, Roma e Bologna.

Insomma Cuba è anche questo, non è solo Guantanamo, che è invece una prigione USA. Mi chiedo anche perché non si parla quasi mai di nuove idee e realtà italiane, a mio avviso, molto importanti per l’ecologia e per l’ambiente, come i treni con nuovi locomotori che trasportano i Tir, o altri camion, attraverso il Brennero, da Monaco di Baviera a Innsbruck, Bolzano, Trento, Verona con nuovo innesto dal Veneto all’Emilia Romagna. Oppure di quella cittadina vicino a Trento che sta realizzando un progetto impostato sul traffico e riscaldamento totale con l’utilizzo di energie naturali (pannelli solari, idrogeno). Questa cittadina ha vinto fra l’altro il primo premio per il miglior progetto in Europa.

* questo scritto di Abbado si riferisce ad una cifra del 2005, all’oggi, sono coinvolti nel Sistema circa 450 mila musicisti

[Si ringrazia per l’utile segnalazione Fabrizio Verde]

Basem Tajeldine: «I morti beneficiano i “Fratelli Musulmani” che vogliono la guerra civile»

16ago2013 
Il 14 agosto del 2013 è accaduto ciò che molti aspettavano. Le Forze Armate dello Stato egiziano hanno eseguitola smobilitazione forzata di tutti gli accampamenti di protesta dei seguaci della Fratellanza Musulmana nelle importanti città egiziane di Nasser e Giza. Diversi media internazionali hanno insistito nel sottolineare e nel gonfiare le cifre non meno importanti di morti e feriti causati dalla violenza generata dall’azione dell’esercito egiziano e dalla resistenza dei seguaci del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi.
L’azione delle Forze egiziane ha incontrato la resistenza armata da parte dei Miliziani  della Fratellanza Musulmana che non hanno esitato a rispondere con uguale potere di fuoco**. Immagini di impatto del fuoco incrociato non sono mai state diffuse nei primi momenti dell’evento. L’informazione era chiaramente faziosa e dominata da Al-Jazeera la quale ha fatto apparire gli FM come se fossero semplici “vittime” di una evidente repressione. Dei militari e dei poliziotti morti non si è commentato*** e oggi cominciano a farsi vedere le notizie alternative. Risulta utile evidenziare che dalla sua deposizione, Mursi, il passato 30 luglio, i manifestanti islamisti hanno portato il paese ad una virtuale paralisi di tutte le sue attività abituali e generato rigurgiti di violenza settaria in tutto il paese attaccando Chiese Copte e attaccando i gruppi che sostengono il governo di transizione diretto da Adli Mansour ed il generale Abdel Fatah Al Sisi.     
 
Le forze militari egiziane pretendevano con questa azione di ristabilire l’ordine pubblico, rompere la resistenza della Fratellanza Musulmana per dare l apossibilità al processo di transizione di continuare ed arrivare in maniera pacifica alle elezioni presidenziali previste per febbraio dle prossimo anno. L’attuale governo diretto da Adli Mansour aveva diretto reiterati appelli alla dirigenza della Fratellanza Musulmana affinché non continuasse ad utilizzare i manifestanti pro-Mursi come “scudi umani” in vista della scadenza indicata dalle Forze Armate Egiziane per iniziare lo sgombero delle città interessate. Centinaia di donne  e bambini sono stati presenti in queste manifestazioni ed hanno assistito ai dolorosi e brutali eventi dello sgombero, e sono stati utilizzato come scudi dagli islamisti armati.
 
La strategia della Fratellanza Musulmana ha consentito storicamente di vittimizzarsi agli occhi della comunità internazionale a causa della repressione, prima, del dittatore Hosni Mubarak (governo nel quale partecipò la stessa Fratellanza Musulmana fino ai suoi ultimi giorni), e oggi si fanno passare per le vittime della repressione del governo di transizione. Per questo hanno contato con il sostegno dei media transnazionali e fondamentalmente di Al-Jazeera. Nessuno di questi media, però, ha osato diffondere la notizia che i commandos jiadisti mercenari e traditori giunti dalla Siria e della Libia hanno eseguito azioni terroriste contro le istallazioni militari egiziane nel Sinai e in tutto il paese, pretendendo in questo modo di presentare una immagine di caos ed ingovernabilità dell’Egitto. Inoltre non hanno detto nulla nemmeno relativamente all’appoggio che Al Qaeda sta offrendo alla Fratellanza Musulmana. 
 
Il Fronte Tamarrud (responsabile delle grandi mobilitazioni previe alla deposizione di Mohamad Morsi) e La Corrente Popolare Egiziana, i più importante Fronte progressista dell’Egitto e guidato dal popolarissimo ex candidato presidenziale Hamdeen Sabbahi,  sostiene che la Fratellanza Musulmana è la principale responsabile della violenza del mercoledì scorso dovuto al fatto che il gruppo islamista ha «ha scelto uno scenario di scontro con lo Stato» e hanno fatto appello ad appoggiare la resistenza dei “comitati di difesa popolare” per appoggiare il governo transitorio. 
 
La possibilità di una guerra civile in Egitto è l’ipotesi più sanguinosa tanto desiderata dalla Fratellanza Musulmana, dagli USA e da Israele. Se è certo che gli strateghi USA hanno una grande influenza nei vertici delle Forze Armate Egiziane (il terzo esercito finanziato dagli USA), sanno che gli ultimi eventi accaduti in questo paese hanno svelato le responsabilità degli USA dell’Unione Europea e delle Petro-monarchie del golfo per il sostegno alla Fratellanza Musulmana. La situazione che vive il popolo egiziano ha radicalizzato molti gruppi delle Forze Armate, ragioni che oggi motivano forti dubbi e scontento degli strateghi falchi imperiali nei confronti dei militari di questo paese. 
 
Il criminale progetto dell’Islam politico reazionario per la regione – con il quale coincidono tanto gli strateghi USA come i loro alleati sionisti – si iscrive precisamente nello smantellamento di tutti gli Stati-Nazione del mondo arabo e più in là; nella divisione confessionale e tribale di tutti quei territori in maniera che diano luogo alla nascita alla creazione di nuovi califfati e vice-regni medievali (simili all’Arabia Saudita, al Qatar, al Bahréin e agli Emirati Arabi Uniti) retti dall’anarchia e la interpretazione reazionaria della Legge Islamica (La Sharia). 
 
Per realizzare questo proposito in Egitto, la Fratellanza Musulmana in Egitto ha tentanto la strada delle riforme costituzionali. Fallito questo intento e sconfitti dalla mobilitazione popolare e dai vertici militari opportunisti che hanno spodestato Morsi, adesso la strada che stanno tentando di imporre è la Guerra Civile. Uno stato debilitato sarebbe facile obiettivo per il suo smantellamento.  
 
I morti egiziani beneficiano soltanto la “Fratellanza Musulmana” e alimentano il suo proposito criminale di cercare appoggio internazionale alla sua causa, un intervento straniero auspicato dall’ONU ed il suo ritorno al governo nel paese. La “primavera araba” si è trasformata in un crudele inverno per i popoli della regione ed una nuova opportunità per il progetto reazionario politico che nascondono gli islamisti.  
 
Ciò che accade nella Repubblica Araba di Siria è un esempio di ciò che pretende la “Fratellanza Musulmana” in Egitto. Ma il popolo egiziano e la sua avanguardia nasseriana non cadranno facilmente nella trappola dei reazionari.
*  marxista venezuelano, analista internazionale, moderatore del Programma Voci contro l’Impero, Radio del SUR, articolista di DiarioVEA e CO 
[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia]

Le riflessioni di Fidel: La bugia prezzolata

di Fidel Castro Ruz

Fonte: Cubadebate

Mi spinge a scrivere il fatto che molto presto accadranno degli avvenimenti molto gravi. Nella nostra epoca non trascorrono più di dieci o quindici anni senza che la nostra specie corra dei pericoli reali. Né Obama né nessun altro sarebbe in grado di garantire nulla; dico questo per spirito di realismo, poiché solo la verità ci potrebbe offrire un pizzico in più di benessere e un soffio di speranza. In materia di conoscenza siamo ormai arrivati all’età adulta. Non abbiamo il diritto d’ingannare né di ingannarci.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’opinione pubblica conosce abbastanza bene il nuovo rischio che è alle porte.

Non si tratta semplicemente di razzi transcontinentali che puntano verso obiettivi militari in Siria, bensì che quel valoroso paese arabo, sito nel cuore di più di mille milioni di musulmani, il cui spirito di lotta è proverbiale, ha dichiarato che resisterà fino all’ultimo respiro a qualsiasi attacco militare.

Tutti sanno che Bashar al Assad non era politico. Ha studiato medicina. Si è laureato nel 1988 e si è specializzato in oftalmologia. Assunse il ruolo di politico con la morte di suo padre Hafez al Assad nell’anno 2000 e dopo la morte accidentale di un fratello prima che assumesse quel compito.

Tutti i membri della NATO, fanatici alleati degli Stati Uniti, e alcuni paesi petroliferi alleati dell’impero in quella zona del Medio Oriente, garantiscono il rifornimento mondiale di combustibili di origine vegetale, accumulati durante più di mille milioni di anni. Di contro, saranno necessari almeno 60 anni per la disponibilità di energia proveniente dalla fusione nucleare di particelle d’idrogeno. Pertanto l’accumulo di gas serra continuerà ad aumentare a ritmi vertiginosi e con forti investimenti in tecnologie e impianti.

D’altro canto si afferma che nel 2040, tra solo ventisette anni, molti dei compiti che oggi svolge la polizia come fare le multe e altre incombenze, saranno realizzati dalle macchine. I lettori possono immaginare come sarà difficile discutere con una macchina capace di processare milioni di calcoli per minuto? In realtà alcuni anni addietro era qualcosa d’inimmaginabile.

Alcune ore fa, lunedì 26 agosto, i comunicati provenienti da agenzie stampa note al gran pubblico per i loro servigi sofisticati agli Stati Uniti, si sono impegnati a diffondere la notizia che Edward Snowden ha dovuto scegliere la Russia perché Cuba aveva acconsentito alle pressioni degli Stati Uniti.

Ignoro se qualcuno in qualche luogo abbia detto o no qualcosa a Snowden, giacché questo non è il mio compito. Leggo tutto quello che posso su notizie, opinioni e libri che si pubblicano nel mondo. Ammiro il coraggio e l’onestà delle dichiarazioni di Snowden che, secondo il mio parere, si è adoperato per far conoscere al mondo la politica veramente nauseante e disonesta del grande impero che mente e inganna al mondo. Su ciò che non sono d’accordo è che qualcuno, qualsiasi fossero i suoi meriti, possa parlare in nome di Cuba.

La bugia prezzolata. Chi è che la afferma? Il quotidiano russo “Kommersant”. Che cosa è questo libello? Secondo quanto spiega la medesima agenzia Reuters questo giornale cita le fonti vicine al Dipartimento di Stato americano: “[…] la motivazione di questa scelta è stata dettata dal fatto che all’ultimo momento Cuba ha informato alle autorità d’impedire a Snowden di salire sul volo dell’aerolinea Aeroflot”. Secondo il quotidiano, “[…] Snowden aveva trascorso un paio di giorni nel consolato russo di Hong Kong per dichiarare la sua intenzione di volare verso l’America latina via Mosca”. Se volessi, potrei parlare di questi temi che conosco in modo esteso.

Oggi ho osservato con molto interesse le immagini del presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, durante la sua visita alla nave ammiraglia del distaccamento russo che fa visita al Venezuela dopo aver fatto scalo nei porti dell’Avana e Nicaragua.

Durante la visita del presidente venezuelano alla nave mi sono interessate alcune immagini grafiche. Una di queste si è contraddistinta per l’ampiezza dei movimenti dei suoi innumerevoli radar capaci di controllare le attività operative della nave in qualsiasi situazione si presenti.

D’altra parte abbiamo fatto delle indagini sulle attività del quotidiano mercenario “Kommersant”. A suo tempo è stato uno dei più perversi mezzi al servizio dell’estrema destra controrivoluzionaria, la quale si beneficia del fatto che il governo conservatore e lacchè di Londra spedisca i suoi bombardieri verso la Base Aerea di Cipro, pronti per lanciare le bombe sulle forze patriottiche dell’eroica Siria. Mentre che in Egitto, definito come il cuore del mondo arabo, migliaia di persone sono assassinate dai responsabili di un rude colpo di stato.

In quest’atmosfera si stanno preparando i mezzi navali e aerei dell’impero e i loro alleati per dare inizio a un genocidio contro i popoli arabi.

È assolutamente evidente che gli Stati Uniti cercheranno come di consueto fare pressioni a Cuba, così come fa con l’ONU o con qualsiasi altra istituzione pubblica o privata del mondo. Questa è una delle caratteristiche che contraddistinguono i governi di questo paese e non sarebbe possibile aspettare altra cosa da quei governanti, ma non in vano si resiste da 54 anni difendendo senza tregua – e tutto il tempo che fosse necessario -, facendo fronte al criminale blocco economico imposto dal ricco impero.

Il nostro maggiore errore è di non essere stati capaci d’imparare molto di più in un tempo molto breve.

[Trad. dal castigliano per ALBAinFormazione di Vincenzo Paglione]

Deputato venezuelano El Zabayar si arruola nelle Brigate della Resistenza Siriana

da patriagrande.com.ve

Il Deputato venezuelano di origine siriana Adel El Zabayar ha chiesto un permesso indefinito tramite lettera, che gli è stato concesso, per arruolarsi nelle brigate internazionali di resistenza in Siria.

El Zabayar,  ha preso la decisione di lasciare il suo seggio ed imbracciare il fucile per difendere la pace in Siria, dove si arruolerà nelle brigate della resistenza del paese assediato, che gli USA e i suoi complici cercano di invadere.

L’Asamblea Nacional (AN) ha emesso una dichiarazione di condanna contro l’aggressione militare degli USA ai danni della Repubblica Araba di Siria, approvata in Commissione mercoledì 28 agosto 2013, durante la sua prima riunione del presente ciclo legislativo.

Al termine della giornata, Fernando Soto Rojas è stato incaricato di dare a a conoscere la decisione di El Zabayar ed ha assicurato che il documento del parlamentare si consegnerà all’ambasciata di Siria in Venezuela.

Allo stesso modo ha affermato che da buon bolivariano Adel El Zabayar ha richiesto un permesso indefinito e lo stesso gli è stato concesso all’unanimità. Dal canto suo il deputato Soto Rojas ha rifiutato la complicità con la nazione nordamericana da parte della Gran Bretagna, della Francia e della Germania per invadere la Siria senza alcuna base legale.

[La Radio del Sur]
"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: