Ex Presidenti spazzatura: storie parallele dalla Colombia e dalla Spagna

di Juan Carlos Monedero

Pubblicato il 2 giugno 2013.- Ci sono delle volte in cui con grande evidenza si manifesta un vecchio aneddoto della politica sovietica. La storia è il racconto delle due lettere che avrebbe scritto Nikita Krusciov al suo successore, Leonid Breznev, in occasione della sua forzata dimissione. Lettere d’amore tra presidenti, scritte in quell’occasione molto tribolata che determinò la successione del presidente sovietico che aveva sbattuto una scarpa nella tribuna dell’ONU alcuni decenni prima che Chávez affermasse che quel posto puzzasse di zolfo. Le lettere che fece recapitare Krusciov al suo successore contenevano delle istruzioni: «Quando non vedi più nessuna via di uscita, apri la prima lettera. Quando si ripresenti un’altra situazione insormontabile, apri la seconda».

Sembra che Breznev così avesse fatto l’anno successivo. Trovò scritto un rigo che riecheggiava un’aria di bolero: «Tutta la colpa dalla a me. Tutta quanta». Le cose ripresero a marciare normalmente dopo aver proferito questo balsamo. Alcuni mesi più tardi, imperversavano di nuovo i problemi e siccome la prima lettera aveva funzionato, Breznev aprì la seconda con lo stesso stile conciso: «Scrivi due lettere e rimetti la carica». Questa leggenda ha invecchiato male, perché sembra che oggi i vecchi presidenti non scrivano più lettere per i loro successori, ma si presentano su un set televisivo per essere intervistati da giornalisti pennivendoli, o scrivono 140 caratteri su Twitter per ricordare ai loro eredi che la politica somiglia molto a un cartello – con delle regole fisse e obbligatorie, dove se cade uno, tutti gli altri lo seguiranno. In confidenza – poiché dire pentito sarebbe un’esagerazione – nessuno può superare un presidente di governo.

In Colombia il presidente Santos, che giunse a essere il “migliore amico” di Chávez, e che sembrava interessato a risolvere il conflitto con le FARC con l’aiuto del Venezuela, ha ceduto alle pressioni del narcopresidente Uribe e dal guantanamovicepresidente nordamericano Joe Biden. Patetico cedimento che offuscherà il suo mandato. Le FARC hanno pubblicato un comunicato nel quale esprimono enorme preoccupazione per le manovre di Santos. Sembra che ci sono politici, di qua e di là, ai quali interessa che esistano sempre dei gruppi terroristi operativi.

Santos appartiene all’oligarchia più rancida della Colombia e l’aumento delle pressioni lo conferma. L’avviamento dell’Alleanza del Pacifico, iniziativa spalleggiata dagli USA, con il fine di riarticolare i paesi che non aderiscono al nuovo impulso di democratizzazione dell’America latina è stata vista come un momento per giocare di nuovo la carta della destabilizzazione nei confronti del Venezuela. Sembra che la Colombia voglia tornare a quel momento in cui voleva diventare l’Israele dell’America latina. Dai documenti di wikileaks abbiamo appresso che Uribe offriva questa opportunità ai suoi padrini nordamericani. Un gran parlare della Colombia, un gran parlare della Spagna, quando la vera patria si trova in Svizzera.

Di recente Uribe, appoggiato dalla stampa golpista colombiana, continua a dare spago all’insostenibile lagnanza di Capriles che sostiene che nelle elezioni venezuelane ci sia stata una truffa. Ecco perché Capriles non ha smesso di insultare pubblicamente Santos, rimproverandogli di aver assistito ai funerali di Chávez, aver dichiarato lutto nazionale e, infine, aver assistito alla presa di possesso del presidente Maduro. Uribe continua a lottare per difendere la propria impunità, giacché è consapevole che in qualsiasi momento può finire in un carcere gringo com’era già accaduto a Noriega.

Gli Stati Uniti di Obama continuano a pensare che l’America latina sia il loro patio trasero, il cortile di casa – espressione ripescata recentemente dal Segretario di Stato John Kerry. Hanno pensato che questa sia l’ora opportuna per proseguire con l’aggressione contro il Venezuela, approfittando di questo momento in cui il presidente Maduro ha davanti a sé il compito di ricostruire il blocco di potere che Chávez era riuscito a creare nei suoi 14 anni di governo e che attualmente si sente la necessità di rinnovare. Risultato? Gli enormi progressi per la pace in Colombia con alcuni accordi appena discussi all’Avana tra il governo e le FARC, nei quali finalmente s’introducono dei punti che concernono la riforma agraria, possono andare a puttane per merito del disonesto gesto di Santos di accogliere Capriles a Bogotà. Uno schiaffo in  faccia a Maduro che con enorme generosità ha fatto il possibile e l’impossibile perché finisse la guerra civile in Colombia.

Come si difende la democrazia con questi nemici? Diventa molto difficile proteggerla quando scegli la via elettorale – e per il momento, non esiste un’altra – e i vecchi poteri, appoggiati dagli Stati Uniti, quelli del colpo di stato in Honduras e in Paraguay, si trovano intatti con tutto il loro potere reale, mettendo costantemente i bastoni tra le ruote. A Cuba gli attori del vecchio regime se ne sono andati a Miami. In Venezuela continuano con le loro banche, le loro ditte, i loro mezzi di comunicazione, i loro contatti internazionali, le loro università e i loro giudici in attesa del momento propizio per smontare tutto quello che è stato costruito. Questo fatto ricorda molto da vicino quanto è accaduto nella prima metà del secolo scorso quando in Spagna, durante la II Repubblica, vinse la CEDA (Confederación Española de Derechas Autónomas). S’impegnarono a rendere difficile il compito dei governi repubblicani progressisti. Quando vinse le elezioni del 1933 – grazie alle divisioni della sinistra – la CEDA decise di smontare tutto quanto si era riuscito a ottenere in quegli anni. Il malcontento sfociò nella rivoluzione delle Asturie.

Quando parliamo di controrivoluzione nel Regno di Spagna o in America latina, spunta di solito Aznar (e la sua Fondazione FAES). Al pari di Uribe è preoccupato di finire in galera. Tutta la rete Gürtel, tutta la trama di Bárcenas, tutti gli extra, gli imputati Fabra Camps, Barberá, la sospettata Esperanza Aguirre, l’allegro Miguel Ángel Rodríguez e i suoi cocktail a elevata gradazione, la jaguar nel garage di Ana Mato, le truffe di Urdagarín e della sua presunta socia o l’attico di Ignacio González: in altre parole, il cuore di tutta la trama corrotta che devasta il Regno di Spagna, appartiene a un altro momento che non è più quello attuale, Rajoy e Soraya Saenz de Santamaría dixit. Sicuramente Rajoy non dimentica l’umiliazione che gli inflisse Aznar quando dichiarò pubblicamente che quella del notaio sarebbe statala sua seconda scelta, dopo che Rato aveva dichiarato le dimissioni.

I presidenti come Aznar, che sono in politica per fini di lucro, non scrivono sulla prima lettera che capita solo perché vogliono dare una mano. Altrettanto le pressioni di Uribe sono alla ricerca di un salvacondotto. L’intervista – ormai si definisce intervista qualsiasi cosa – ad Aznar che tanto subbuglio ha causato, non si trattava tanto di una minaccia di ritornare, ma un avviso sulle conseguenze di scoperchiare la pentola. Affari personali che colpiscono le nostre deboli democrazie. Ad Aznar che ci ha ficcato nella guerra d’Iraq, anche se sapeva che non c’erano armi di distruzione di massa, interessa solo il proprio tornaconto. Come anche a sua moglie, Ana Botella, che si allontanava per un attimo dalla Spa di Portogallo per venire con l’aereo in Spagna al fine d’informare brevemente sulle adolescenti morte nel Madrid Arena. Sappiamo che nell’odierna politica “cartellizzata” le uniche lettere che si spediscono alcuni presidenti sono simili a quelle che invia Cosa Nostra a chi non paga. Pare che per il presidente Santos la speranza sia una cosa simile, soprattutto nelle zone rurali dove da alcuni giorni è prevista l’approvazione del primo punto dei negoziati tra la guerriglia e il governo.

La totalità dei casi di corruzione che conosciamo non ha niente a che fare con il giornalismo d’inchiesta. Escono alla luce perché qualcuno che si trovava in mezzo alla faccenda ha un po’ scoperto il coperchio della pentola – la cosa giusta da fare – perché non ha ricevuto la fetta che gli spettava. Altrimenti avremmo mangiato l’indigesto racconto dell’esemplare coppia felice, Urdangarín e l’Infanta, e l’enorme prole che aspetta di essere sfamata. E, certamente, la rivista “Hola” continuerebbe a pubblicare fotoservizi su quelle magioni da Sissi che accontentano gli umili quando le vedono apparire sulla carta patinata delle riviste e che i loro padroni ci vendono come se fossero lettere d’amore indirizzate al popolo onesto.

Il comportamento del narcopresidente Uribe – un’importante parte del suo partito è inquisita per via dei collegamenti con i paramilitari – e del bugiardo Aznar mettono in apprensione i loro paesi. Ciò avviene perché formano parte della “cartellizzazione” della politica che ha plagiato la democrazia tanto in Colombia quanto in Spagna. Cupole cooptate, ostaggi del denaro e della geopolitica nordamericana, tutti quanti retti da quella trama globale che reclama delle maggiori dosi di modello neoliberale, sobillata dai venali mezzi d’informazione. Una parte della popolazione è avvelenata da questi ultimi, mentre l’altra parte che fa riferimento alla chiesa li considera come una soluzione. Abbiamo davanti a noi un bel panorama.

È ancora in sospeso il fatto che i popoli sostituiscano le riviste del cuore con i quaderni delle querele.

Anche prima della Rivoluzione Francese si provava maggiore interesse per i vestiti di Maria Antonietta che per il suo collo.

[trad. dal castigliano per ALBAinFormazione di Vincenzo Paglione]

Lascia un commento

Spam e commenti che non apportano alcuna informazione utile non sono ammessi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Planetasperger

sindrome de asperger u otros WordPress.com weblog

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: