Uno Stato di Diritto e di Giustizia e la possibilità del Referendum revocatorio

CostituzioneLa Costituzione Bolivariana del Venezuela è disponibile integralmente in italiano grazie allo sforzo del Consolato venezuelano a Napoli, con la traduzione realizzata da Maria Vittoria Tirinato (Associazione ALBA) e con l’importante contributo e supervisione giuridica del Costituzionalista Carlo Amirante.

La Carta Magna è, tale come l’ha definita il Presidente Nicolás Maduro, il grande testamento politico del Presidente Hugo Chávez. Prodotto del dibattito nazionale, approvata con il Referendum del 5 dicembre del 1999, è una Costituzione che la gente ha sempre a portata di mano e che ha introdotto cambiamenti fondamentali rispetto a quella del 1961.

di Luigi Finotto

E’ un libro da leggere e da rileggere: avvincente, dinamico, dallo stile scarno ma efficace, mai noioso, con improvvise accelerazioni, a volte incontenibile come un fiume in piena che tutto stravolge e travolge, con colpi di scena e soluzioni inaspettate.

Non è un romanzo di Stephen King o di Philip Dick neanche un noir di Manchette o di Chandler e né tanto meno un’opera di Majakosky. E’, invece, la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Una narrazione suggestiva su un progetto di società alternativa e sulla costruzione di una democrazia possibile; non leggetela come una noiosa sequela d’articoli, non impantanatevi in qualche tecnicismo giuridico che qua e la inevitabilmente affiora ma, inoltratatevi riga dopo riga in questo grande ed operoso cantiere che è la Democrazia partecipata e possibile. I costituenti venezuelani non proclamano il socialismo, la proprietà pubblica dei mezzi di produzione e neanche la nazionalizzazione delle imprese esistenti, prevedono la proprietà privata e la libertà d’impresa eppure, rovesciano e smontano tutti gli assiomi giuridici ed economici del neo liberismo: tutte le politiche economiche e sociali occidentali dell’ultimo ventennio sarebbero al limite e in molti casi al di fuori della legalità costituzionale, in base alle coordinate stabilite dalla costituzione venezuelana, poiché gran parte di queste pratiche sono anti democratiche o a democratiche, invece, quest’agile volume di 120 pagine si sforza di realizzare le condizioni tecniche per costruire le decisioni nella condivisione e nella partecipazione.

Alcune linee-guida della Costituzione

La democrazia è una variabile indipendente e detta i tempi dello sviluppo e non viceversa; i diritti del lavoro attengono alla civiltà e alla crescita culturale e materiale del popolo, compreso il lavoro domestico (è la prima volta che questa attività ha dignità costituzionale) che crea valore aggiunto e produce ricchezza e benessere sociale; la libertà d’impresa esiste ma si confronta con altre forme d’attività economica che attengono, piuttosto, a quel protagonismo popolare che appare come il suggeritore occulto e permanente d’ogni passo di questa costituzione; si afferma e non si enuncia astrattamente, che tutti quei beni che per la loro natura e la loro fruibilita’sono collettivi, devono essere sottoposti ad un controllo democratico, perciò non possono essere privatizzati per non incorrere, appunto, in una contraddizione costituzionalmente insanabile (acqua, petrolio, gas ma anche sanità e istruzione); unico caso al mondo in cui si prevede per tutte le cariche elettive, la possibilità della revoca del mandato tramite referendum popolare e, comunque, sempre nell’ambito di un iter garantista e partecipato, impermeabile a qualsiasi tentazione populista, demagogica o dal sapore giustizialista.

Il punto più alto e qualificante di questo”manuale per l’uso della democrazia”e costituito da quegli articoli (dal 119 al 126) che attengono ai Diritti dei Popoli Indigeni. Siamo lontanissimi dalla filantropia o dallo sguardo benevolo e illuminato verso il buon selvaggio.

I popoli indigeni sono patrimonio del Venezuela, elemento decisivo e indispensabile alla vitalità economica, sociale e culturale di questo paese; a loro è riconosciuto il diritto alla proprietà collettiva delle terre, al godimento dei benefici dell’approvvigionamento delle risorse naturali presenti nei loro territori ed ogni forma di sfruttamento del suolo deve rientrare in un percorso d’informazione e consultazione dei popoli. Si garantisce, inoltre, la proprietà intellettuale collettiva (ad oggi, caso unico al mondo) delle conoscenze, delle tecnologie e delle innovazioni dei popoli indigeni.Ogni attività relazionata alle risorse genetiche e alle conoscenze a loro associate persegue benefici collettivi e, quindi, non è assolutamente brevettabile. Le conoscenze ancestrali che ancora producono vita, cultura e sistemi di relazione non sono PRIVATIZZABILI. Questi otto articoli, in particolare, sembrano la traduzione giuridica costituzionale di più di dieci anni di lotta Zapatista, in cui troviamo una proposizione di nuovi diritti e una rielaborazione ambiziosa e generosa di un’idea di partecipazione che superano la pachidermica e inadeguata democrazia rappresentativa in cui, ormai, sovranità e società sono corpi separati.

Le Costituzioni, si sia, sono come le impalcature o meglio ancora come le fondamenta di un edificio, poi, per la realizzazione dell’opera non dovrebbero mancare i muratori, i materiali, le condizioni metereologiche non avverse e anche la buona sorte.

Di seguito alcuni articoli:

Articolo 2. Il Venezuela si costituisce in Stato democratico e sociale di Diritto e di Giustizia, che sostiene come valori supremi del proprio ordinamento giuridico e della propria attività la vita, la libertà, la giustizia, l’uguaglianza, la solidarietà, la democrazia, la responsabilità sociale e, in generale, la preminenza dei diritti umani, l’etica e il pluralismo politico.

Articolo 3. Lo Stato assume come fini essenziali la difesa e lo sviluppo della persona e il rispetto della sua dignità, l’esercizio democratico della volontà popolare, la costruzione di una società giusta e amante della pace, la promozione della prosperità, del benessere del popolo e garantisce l’adempimento dei principi, dei diritti e dei doveri solennemente riconosciuti in questa Costituzione.

L’educazione e il lavoro costituiscono i processi fondamentali per conseguire tali fini.

Articolo 9. La lingua ufficiale è il castigliano. Anche le lingue indigene sono di uso ufficiale per i popoli indigeni e devono essere rispettate in tutto il territorio della Repubblica, costituendo patrimonio culturale della nazione e dell’umanità.

Articolo 58. La comunicazione è libera e pluralista e comporta i doveri e le responsabilità che indica la legge. Ogni persona ha diritto ad una informazione adeguata, veritiera e imparziale, senza censura, d’accordo con i principi della Costituzione ed al diritto di replica e di rettifica quando si veda danneggiata direttamente da informazioni inesatte o oltraggiose. I bambini, le bambine e adolescenti hanno diritto a ricevere un’informazione adeguata al loro sviluppo integrale.

Articolo 68. I cittadini e le cittadine hanno diritto a manifestare, pacificamente e senz’armi, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge.

É proibito l’uso di armi da fuoco e sostanze tossiche nel controllo di manifestazioni pacifiche.

La legge regola l’intervento dei corpi di polizia e di sicurezza nel controllo dell’ordine pubblico.

Articolo 72. Tutte le cariche e le magistrature elette dal popolo sono revocabili.

Trascorsa la metà del periodo per il quale è stato/a eletto/a il/la funzionario/a, un numero non minore del venti per cento degli elettori iscritti o delle elettrici iscritte nella corrispondente circoscrizione può chiedere la convocazione di un referendum per revocare il suo mandato.

Quando un numero uguale o maggiore di elettori ed elettrici che elessero il/la funzionario o funzionaria abbia votato a favore della revoca, sempre che abbia partecipato al referendum un numero di elettori ed elettrici uguale o superiore al venticinque per cento degli/delle elettori ed elettrici iscritti/e, il mandato si considera revocato e si procederà immediatamente a colmare la vacanza in conformità a quanto disposto da questa Costituzione e dalla legge.

La revoca del mandato per i corpi collegiali si attua in conformità con quanto stabilito dalla legge.

Durante il periodo per il quale è stato/a eletto/a il/la funzionario/a non si può proporre più di una richiesta di revoca del suo mandato.

Articolo 85. Il finanziamento del sistema pubblico nazionale sanitario è obbligo dello Stato, che integra le risorse fiscali, i versamenti obbligatori della sicurezza sociale e qualsiasi altra fonte di finanziamento fissata dalla legge. Lo Stato garantisce un budget per la sanità che consenta di realizzare gli obiettivi della politica sanitaria.

In coordinamento con le università ed i centri di ricerca, si promuove e si sviluppa una politica nazionale di formazione di professionisti, tecnici e tecniche ed una industria di produzione dei beni per la salute.

Lo Stato regola le istituzioni pubbliche e private di sanità.

Articolo 88. Lo Stato garantisce l’uguaglianza e la parità tra uomini e donne nell’esercizio del diritto al lavoro. Lo Stato riconosce il lavoro domestico come attività economica che crea valore aggiunto e produce ricchezza e benessere sociale. Le casalinghe hanno diritto alla sicurezza sociale in conformità alla legge.

Articolo 102. L’educazione, quale diritto umano e dovere sociale fondamentale, è democratica, gratuita e obbligatoria. Lo Stato la assume come funzione irrinunciabile e di massimo interesse a tutti i suoi livelli e modalità, come strumento della conoscenza scientifica, umanistica e tecnologica al servizio della società. L’educazione è un servizio pubblico e si fonda sul rispetto di tutte le correnti di pensiero, con la finalità di sviluppare il potenziale creativo di ogni essere umano nel pieno esercizio della sua personalità in una società democratica basata sulla valorizzazione etica del lavoro e sulla partecipazione attiva, cosciente e solidale ai processi di trasformazione sociale, connessi ai valori dell’identità nazionale con una visione latinoamericana e universale. Lo Stato, con la partecipazione delle famiglie e della società, promuove il processo di educazione civica, in accordo con i principi contenuti nella presente Costituzione e nella legge.

Articolo 316. Il sistema tributario determina la corretta distribuzione degli oneri fiscali pubblici secondo la capacità economica del/della contribuente, rispettando il principio di progressività, nonché la difesa dell’economia nazionale e l’innalzamento del livello di vita della popolazione; a tale scopo, esso promuove un sistema efficiente di riscossione dei tributi.

 

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