L’avvento del fascismo in USA sotto il governo Obama

John Pilgerdi John Pilger

Nel suo libro “Propaganda”, pubblicato nel 1928, Edward Bernays scriveva: «La cosciente e intelligente manipolazione delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse popolari è un elemento importante nella società democratica. Chi controlla questo meccanismo nascosto della società rappresenta un governo invisibile, che è il vero potere dominante del nostro paese». Nipote americano di Sigmund Freud, Bernays inventò il termine “pubbliche relazioni”, un eufemismo per “propaganda di Stato”. Avvertì che la continua minaccia al “governo invisibile” sarebbero stati chi racconta la verità ed un popolo accorto. Nel 1971, il “whistleblower” Daniel Ellsberg (“whistleblower” è chi, dall’interno di un sistema, segnala irregolarità o ne denuncia le cattive prassi) fece trapelare documenti governativi statunitensi conosciuti col nome di “The Pentagon Papers”, in cui si rivelava come l’invasione del Vietnam fosse sistematicamente basata sulla menzogna.

ObamaQuattro anni dopo, Frank Church sovrintese udienze sensazionali nel Senato degli Stati Uniti, uno degli ultimi baluardi della democrazia americana. Queste svelarono fin dove arrivasse il governo invisibile: dallo spionaggio interno alla sovversione, al lavoro guerrafondaio di agenzie di intelligence e di “sicurezza” e al sostegno che ricevevano da affaristi e media, sia conservatori che liberali. A proposito della NSA, la National Security Agency, il senatore Church disse: «So che esistono le capacità tecniche di portare la tirannia in America, e noi dobbiamo fare in modo che questa agenzia e tutte le agenzie che possiedono tali tecnologie operino nel rispetto della legge, per evitare di cadere nell’abisso. Un abisso da cui non c’è ritorno». L’11 giugno 2013, a seguito delle rivelazioni sul “Guardian” del consulente della NSA Edward Snowden, Daniel Ellsberg scrisse che gli Stati Uniti erano ormai caduti «in quell’abisso».

La rivelazione di Snowden che Washington ha usato Google, Facebook, Apple e altri giganti della tecnologia del consumo per spiare quasi tutti, è un’ulteriore prova di una moderna forma di fascismo – che è “l’abisso”. Dopo aver promosso fascisti vecchio stile in tutto il mondo – dall’America Latina all’Africa e all’Indonesia – il gene si è sviluppato in casa. Capire questo è importante quanto capire l’abuso criminale della tecnologia. Fred Branfman, che svelò la distruzione “segreta” del piccolo Laos causata dalla Us Air Force negli anni ’60 e ’70, risponde a coloro che ancora si chiedono come un presidente afro-americano, liberale e professore di diritto costituzionale, possa sovrintendere a tale illegalità. «Come il signor Obama», ha scritto, «nessun presidente ha fatto di più per creare le infrastrutture per un possibile futuro Stato di polizia». Perché?

Perché Obama, come George W. Bush, ha capito che il suo ruolo non è quello di assecondare chi lo ha votato, ma di propagare «la più potente istituzione mai esistita nella storia del mondo, quella che ha ucciso, ferito o reso senza casa ben più di 20 milioni di essere umani, in gran parte privati cittadini, fin dal 1962». Nel nuovo cyber-potere americano, solo le competenze sono cambiate. Il direttore di Google Ideas, Jared Cohen, è stato consigliere di Condoleezza Rice, l’ex segretario di Stato nell’amministrazione Bush che mentì sul fatto che Saddam Hussein avrebbe potuto attaccare gli Stati Uniti con armi nucleari. Cohen e il presidente del consiglio di amministrazione di Google, Eric Schmidt – i due si sono incontrati tra le rovine dell’Iraq – sono coautori di un libro, “La Nuova Era Digitale”, definito «lungimirante» dall’ex direttore della CIA Michael Hayden e dai criminali di guerra Henry Kissinger e Tony Blair. Gli autori non fanno alcun accenno al programma di spionaggio “Prism”, svelato da Edward Snowden, che fornisce alla NSA l’accesso a tutti noi che facciamo uso di Google.

Controllo e dominio sono le due parole che danno un senso a tutto questo. Controllo e dominio, finalizzati a disegni politici, economici e militari, per cui è essenziale la piena sorveglianza, anche insinuando propaganda nella coscienza pubblica. Questo è il punto di Edward Bernays. Le sue due campagne di “pr” di maggior successo furono quella di convincere gli americani che dovevano entrare in guerra nel 1917 e quella di persuadere le donne a fumare in pubblico; le sigarette erano “torce di libertà”, che avrebbero accelerato l’emancipazione femminile. Fa parte della cultura popolare che il falso “ideale” dell’America come moralmente superiore, “leader del mondo libero”, sia stato molto efficace. Eppure, anche durante i periodi più sciovinisti di Hollywood c’erano film eccezionali, come quelli dell’esule Stanley Kubrick, e film europei avventurosi avevano distributori americani. Di questi tempi, non c’è Kubrick, né Stranamore, e il mercato degli Stati Uniti è quasi chiuso ai film stranieri.

Edward Bernays

Quando mostrai il mio film “The War on Democracy” ad uno dei maggiori distributori americani di pur larghe vedute, mi fu consegnata una lista di modifiche da farsi, per «essere sicuri che il film fosse accettabile». Il suo indimenticabile contentino per me fu: «Ok, forse potremmo infilarci Sean Penn come narratore. Ti andrebbe?». Recentemente, il film scusa-torture di Katherine Bigelow, “Zero Dark Thirty”, e quello di Alex Gibney “We Steal Secrets”, una stroncatura cinematografica sul caso di Julian Assange, sono stati realizzati con il generoso sostegno di Universal Studios, fino a poco tempo fa della General Electric. GE produce armi, componenti per aerei da caccia e tecnologia di sorveglianza avanzata. La società ha anche interessi redditizi nell’Iraq “liberato”.

Il potere dei “raccontatori di verità” come Bradley Manning, Julian Assange ed Edward Snowden sta nel fatto che riescono a dissipare tutta una mitologia accuratamente costruita dalle varie corporazioni accademiche, cinematografiche e mediatiche. “Wikileaks” è particolarmente pericolosa perché fornisce a chi racconta la verità un modo di farla uscire. Questo è stato ottenuto in “Murder Collateral”, il video ripreso dalla cabina di guida di un elicottero Apache statunitense e presumibilmente fatto trapelare da Bradley Manning. L’impatto di questo video unico ha scatenato su Manning e Assange la vendetta dello Stato. Qui aviatori americani uccidono giornalisti e mutilano bambini in una strada di Baghdad, chiaramente divertendosi, e descrivendo le loro atrocità come «piacevoli». È però fondamentale che non l’abbiano fatta franca; adesso noi ne siamo testimoni, il resto sta a noi.

[John Pilger, “Capire le ultime di notizie per riconoscere l’ascesa del fascismo”, dal blog di Pilger del 20 giugno 2013, tradotto e ripreso da Come Don Chisciotte]

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