Dal Venezuela a Venezia: Arte Urbana, estetica della sovversione

Muri puliti popoli muti

55ª Esposizione Internazionale di Arte – La Biennale di Venezia

Arte Urbana nel Padiglione Venezuelano

Arte Urbana. Un’estetica della sovversione è il titolo della proposta ufficiale che, con la partecipazione di vari collettivi di artisti plastici, il Venezuela presenterà nel suo Padiglione nazionale alla 55ª Esposizione Internazionale di Arte – La Biennale di Venezia, che sarà innaugurato il prossimo venerdi 31 maggio alle 14.30. Il progetto espositivo è stato curato direttamente dal maestro Juan Calzadilla, ricercatore riconosciuto, poeta e artista venezuelano.

Essendo, l’arte urbana, un movimento di strada, eclettico, semianonimo, clandestino, sovversivo, amalgamato nella gente e di radice popolare, sottratto alle tentazioni e attrazioni presenti nel campo dell’arte colta, per integrare questa proposta sono stati invitati diversi collettivi di Writers (squadre, troupe, brigate o bande). Tra questi, ricordiamo: CMS, GSC, Via Oeste, PC, Simbiosis Perfecta, 346, Silenciadores, 58C, 3BC, S/N, AAA, SDN,ROS,Pacos Gratis, IMP, PSC, EMC, Slim, Chuo, Ker, Comando Creativo, Colectivo Cutlural Toromayma, 360° e La Kaza para la Raza. Questi gruppi agiscono in diverse regioni del nostro terrritorio. Mostreranno le loro conquiste, le loro esperienze, le loro forme di espressione estetica attraverso tecniche  diverse, come il graffitismo (nelle sue diverse modalità), gli stickers, la cartellonistica, le calcomanie, gli stencil e i murales.

Questi collettivi di artisti propongono un nuovo tipo di supporto per la città, in corrispondenza caotica con lo spazio architettonico. Non solo costituiscono una decorazione su scala umana, ma un ambito per condividere le funzioni della vita in modo quotidiano e democratico, in termini di uguaglianza. Ogni opera è stata concretizzata a beneficio di un mondo possibile, che si era potuto materializzare soltanto nelle utopie e nei sogni dei graffitari.

Con Arte Urbana. Un’estetica della sovversione viene infranto il mito di portare a Venezia l’artista venezuelano più famoso del panorama nazionale. In questa occasione, il Venezuela vuole portare giovani creatori che hanno conquistato la città lasciando la loro presenza, la loro impronta attraverso le loro opere. Attraverso questa proposta, viene   elevata a categoria di arte contemporanea una realtà ed un fenomeno socio-culturale che rimanda, in materia artistica, non soltanto alla necessità di dignificare e reinterpretare  lo spazio urbano in cui si espande quotidianamente, incontenibilmente, ma anche a ridimensionare le condizioni che potrebbero portarci alla nascita di un grande museo immaginario della città del XXI secolo.

Basate nel concetto di Palazzo enciclopedico, definito dal curatore della Biennale Massimiliano Giani, come un’esposizione sulle ossessioni e il potere trasformatore dell’immaginazione del Venezuela, mostrano queste occupazioni simboliche dell’urbe. A partire da questa premessa, viene ricreata l’idea di un gran museo immaginario, che ci rimanda a un territorio libero ed illimitato, in cui tutti inciampano in un insieme di opere che hanno superato il confinamento imposto dai tradizionali musei. Un sistema di rappresentazioni estetiche di apparenza seriale e senza frontiere, che straripa materialmente attraverso molteplici prospettive dalle strade, i palazzi e le vie del paese. Non si tratta di un proggetto ideato nella misura dei circuiti dell’ arte pura, ai quali l’accesso è stato negato.

Arte urbana con accento creolo

Una cartografia contemporanea dell’arte urbana mostrerà opere che sono state realizzate a partire da un processo creativo di strada, urbano e sotterraneo, per diffondere le immagini e le procedure eteroclite, tra mezzi e tecniche presi in prestito o inventati, che  offrono un’identità artistica a un fenomeno dalle caratteristiche sociali imprescindibili, di cui beneficiano le comunità escluse dall’arte degli artisti.

La proposta si basa su un contesto reale di città intesa come spazio urbano che, oltre ad essere abitato, è stato anche attraversato, modificato, profanato, interpretato e caricato di messaggi e immagini bizzarre, da un collettivo di artisti di strada che hanno messo in rilievo non solo il loro impegno sociale ma anche la qualità formale del loro lavoro.

L’arte urbana si impossessa del Padiglione del Venezuela per mostrare, nella sua esterna ed interna, le fantasie create da diversi collettivi di artisti. Una selezione di opere in loco, pezzi preparati per l’occasione, documentari, immagini fotografiche, gigantografie, ambientazioni sonore e dispositivi tridimensionali, insieme ad altre procedure e principi della cosiddetta Street Art che funzionano come metafora dei graffiti.

La proposta curatoriale

La proposta riconosce la trascendenza dell’universo polisemantico delle nostre città, che si è mischiato in un tale modo e con una forza tale nello spazio della convivenza comunitaria da fare di questa una realtà che è pubblica, collettiva e giovane, in cui si sta costruendo un’identità culturale urbana, eterogenea e attuale, che accade in tempo reale, perché rappresenta attualmente il perfetto riassunto della scena artistica più visibile delle nostre grandi città.

Il percorso museografico

La Terraza del padiglione riceverà i visitatori con un grande murale realizzato da diversi collettivi di graffitari e disegnatori grafici, tecniche di neo-cartellonistica, stencil e una grande scultura di graffiti. Nella Sala Maggiore verrà presentato un percorso digitale di quel  museo aperto che è la città e dei diversi modi di vedere questo spazio secondo i cambiamenti naturali della luce. Nella Sala Minore sarà realizzata una proiezione sulla base di una combinazione tra analogica, come proposta di registro, e i movimenti di animazione in 3D di graffits mapping.

Il concetto museografico integra opere emblematiche di carattere urbano in diversi formati e tecniche, che sono arrivati a disporre di un linguaggio che riflette i codci della venezuelanità, che offronto un terreno fertile per trasformare gli ambienti più vicini. Si tratta, in definitiva, di rendere fattibile il sublime tentativo di mostrare la collezione dell’urbe locale attraverso la ricostruzione di quel museo di passaggio ubicato nelle zone che percorriamo per andare a lavorare, a studiare o semplicemente a camminare. Riconoscere l’improtanza dell’immaginario esposto in questi spazi è un modo per cristallizzare la validità e la trascendenza di un fenomeno di spessore sociale ed estetico inconstestabile.

COMITATO ORGANIZZATIVO

Biografie

CURATORE

Juan Calzadilla (Altagracia de Orituco, Stato Guárico, Venezuela, 1930)

Artista plastico, critico, storico e curatore d’arte, poeta e saggista. Riconosciuto con il Premio Nazionale di Arti Plastiche nel 1966. Attualmente è  Direttore Generale della Galleria d’Arte Nazionale (Caracas, Venezuela). E’ uno dei critici d’arte che conta il maggior numero di pubblicazioni del paese.

COMMISSARIO

Edgar Ernesto González (Maracaibo, estado Zulia, Venezuela, 1973)

Museologo, museografo, curatore e graphic designer. Dottore in museologia comparata presso l’Universita delle Arti di Berlino e l’Istituto di Studi Museali dei Musei Statali della Fondazione del Patrimonio Culturale Prussiano di Berlino; specializzato in gestione e politica culturale presso l’Istituto di gestione culturale e gestione dei media della Scuola Superiore di Musica “Hanns  Eisler” di Berlin. Laureato in lettere presso l’Università del Zulia, Maracaibo. Attualmente, è Direttore del Museo della Stampa e del Disegno “Carlos Cruz Diez” (Caracas-Venezuela).

MUSEOGRAFI

Pedro Sanz (Los Teques, estado Miranda, Venezuela, 1947).

Architetto, artista plastico, museografo, professore universitario e curatore. Laureato presso la Facoltà d’Architettura dell’Università Centrale del Venezuela; corso post laurea in Psicologia dell’Architettura presso l’Università del Zulia (Venezuela). Attulamente è Coordinatore delle Arti Visive della Fondazione Centro Studi Latinoamericani “Romulo Gallegos” – CELARG- (Caracas- Venezuela).

Clemente Martínez (Valencia, estado Carabobo, Venezuela, 1967)

Museologo, museografo, artista plastico. Laureato in Arte, specializzato in Museologia presso l’Università Cattolica Cecilio Acosta (Maracaibo, Estado Zulia, Venezuela). Attualmente è Direttore d’ Integrazione Comunitaria presso la Galleria Nazionale d’Arte (Caracas, Venezuela).

GRUPPO DI RICERCA

Zuleiva Vivas (Caracas, Venezuela, 1951)

Curatrice, ricercatrice d’arte e conferenzista. Laureata in Arte presso l’Università Centrale del Venezuela. Ha ricoperto importanti incarichi in diverse istituzioni culturali e museali del paese. E’ stata Presidente della Fondazione Musei Nazionali. Attualmente è Direttrice di Cultura del Consiglio Nazionale Elettorale della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Félix Hernández (Caracas, Venezuela, 1960)

Fotografo, curatore e ricercatore d’arte. Laureato in Arte, specializzato in arti plastiche con Master in Studi del Discorso presso presso l’Università Centrale del Venezuela. Attualmente lavora come ricercatore specialista presso la Galleria Nazionale d’Arte.

Francisco Ardiles (Stato Carabobo, Venezuela, 1974)

Poeta, ricercatore, saggista e professore universitario. Laureato in Lettere presso l’Università Centrale del Venezuela. Master in Letteratura venezuelana e un Dottorato in Scenze Sociali, con specializzazione in studi culturali presso I’Università di Carabobo. Attualmente è Direttore di Ricerca e Studi Culturali del Museo delle Belle Arti (Caracas- Venezuela).

Carolina Sanz (Caracas, Venezuela, 1977)

Fotografa, designer, artista plastico e performer.Laureata in Belle Arti, specializzata in pittura presso l’Università Nazionale Sperimentale delle Arti (UNEARTE, Caracas, Venezuela). Ricercatrice nel campo della Street Art e graffitara, è anche museografa e curatrice indipendente.

Contatti:

Ufficio Stampa

Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica italiana

068079797 / 068079464 / 3408971781

prensa@ambavene.org

maylynl@hotmail.com

Maylyn López

Partecipazioni Nazionali – Giardini

Padiglione del Venezuela

Ecuador: La vida antes que la deuda

La vita viene prima del debito!

La Rete degli amici per la Rivoluzione Cittadina in Ecuador

La Red de Amigos de la Revolución Ciudadana organizza a Napoli (sala multimediale di via Verdi, 35) un dibattito in appoggio al progetto di profondo cambiamento politico e sociale, in atto in Ecuador, conosciuto come Revolución Ciudadana.

Con l’applicazione di nuove politiche pubbliche, l’Ecuador della Revolución Ciudadana ha ottenuto i suoi migliori risultati storici rispetto la riduzione della povertà e della diseguaglianza, occupazione lavorativa, investimenti in infrastrutture, nella salute, nell’educazione e nelle politiche abitative; grazie a una riuscita rinegoziazione del debito estero, che oggi è divenuto un esempio a livello internazionale e che dimostra che con la volontà politica l’economia può essere uno strumento al servizio degli esseri umani e della natura.

Ne discuteremo con:

Carlo Amirante – Costituzionalista

Davide Matrone – Coordinatore Red de Amigos de la Revolución Ciudadana

Indira Pineda – Sociologa e attivista cubana

Federica Zaccagnini – Coordinatrice Escuela de formacion continua sobre el buen vivir ecuatoriano del ministerio de relaciones exteriores del Ecuador

Alessandra Riccio – Condirettrice Latinoamerica

Arnaldo Maurino – Consigliere comunale

Bernardo Borges Arnese – Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

[nota di Fabrizio Verde]

I giovani di Quarto (Napoli) omaggiano il ‘Comandante eterno’… e vincono il campionato!

 I giovani del comune di Quarto (Na) supporters della locale squadra di calcio giovanile, popolare e antifascista, Quartograd, recentemente promossa in Seconda categoria, hanno realizzato un murale in omaggio a Hugo Chávez, il ‘Comandante Eterno’ della Repubblica Bolivariana del Venezuela, proprio accanto al murale dedicato al loro compianto compagno Sergio. 

“Un altro mondo è possibile, se è socialista”, questo il titolo dell’opera che è visibile nei pressi del cavalcavia ferroviario che collega il Comune campano che, secondo recenti statistiche, è uno dei Comuni più giovani d’Europa, afferma Giorgio Rollin, Presidente della locale Consulta Giovani (nonché portiere del dinamico equipe calcistico), in lotta per evitare la minaccia di sgombero ventilata dalle politiche antipopolari della commissariata amministrazione

LA CONSULTA DEI GIOVANI DI QUARTO NON SI TOCCA!

RISPONDIAMO CON LA MOBILITAZIONE POPOLARE ALL’ENNESIMO ATTACCO DA PARTE DI FUNZIONARI E POLITICI CHE NON ASCOLTANO LE ESIGENZE DEI CITTADINI!

DIFENDIAMO E MOLTIPLICHIAMO GLI SPAZI DI AGGREGAZIONE E SOCIALITA’ PRESENTI SUL NOSTRO TERRITORIO!

L’assemblea chiamata dalla Consulta dei Giovani, tenutasi a Piazzale Europa il 22/05/2013, ha visto la partecipazione in massa di centinaia di singoli cittadini (giovani e non) oltre a partiti, associazioni e collettivi che con la propria presenza hanno dimostrato di tenere a cuore la vita sociale di Quarto oltre che riconoscere agli spazi di Piazzale Europa e agli organismi che vi risiedono un fondamentale ruolo sociale e aggregativo nel nostro Paese.

 Tutto ciò ci lascia solo più allibiti e ci fa chiedere come mai la sana aggregazione giovanile, volta al miglioramento dello status sociale della nostra cittadina è mal vista sul nostro territorio. Come mai le stesse istituzioni che si “dicono essere” contro la Camorra e per la Legalità, quelle stesse che “dicono”, attraverso i propri funzionari, di rappresentare lo Stato Italiano, mostrano impassibilità e “tolleranza zero” verso la parte sana di questo paese che con generosità e abnegazione ha dimostrato negli anni di essere sempre in prima linea nella lotta per un futuro migliore? Da Pianura al Castagnaro, passando per il Quartograd, piuttosto che per il Comitato per il Trasporto Pubblico, dal Presidio Permanete di Quarto contro Discariche ed Inceneritori al collettivo studenti medi, dai Cineforum di Piazza e al doposcuola per i bambini disagiati del Paese alle campagne informative sui metodi contraccettivi del Progetto Eva, questa scelta scellerata presa dai tre sceriffi di turno che nulla sanno di cosa vuol dire vivere in questa periferia degradata, dalla sera alla mattina e senza alternative, mette a repentaglio quanto fatto di buono finora in questo paese.

I Commissari Prefettizi rappresentano lo Stato Italiano, è vero, ma quale Stato? 

Di certo non quello che dovrebbe difendere i diritti dei cittadini e stare dalla parte dei più deboli. Piuttosto quello che licenzia e privatizza, quello che lascia fare a Marchionne l’aguzzino di turno e non interviene quando c’è da difendere i diritti di migliaia di operai, quello che invece interviene con il manganello e l’esercito quando una comunità in Val Susa insorge perché non vuole distruggere le proprie montagne, quello che senza scrupoli si ricorda della popolazione solo quando deve far pervenire le cartelle esattoriali di Equitalia. Ecco che Stato rappresentano i nostri Commissari Prefettizi, uno Stato ingiusto che vede una banda di criminali continuare a Governare un Paese allo sfacelo (quando non ci riescono con l’elezioni, ricorrono ad un vero e proprio Colpo di Stato, vedi cosa accaduto con la rinomina di Napolitano), nel bel mezzo di una crisi che non ha precedenti per drammaticità e conseguenze concrete sulla popolazione, nella storia.Non stiamo ancora qui a dirvi il perché difenderemo la nostra agibilità politica conquistata in anni e anni di sacrifici, ma invitiamo quanti ci hanno conosciuto e apprezzato per il lavoro portato avanti negli anni, a solidarizzare e a partecipare al presidio che terremo Martedì mattina in occasione del previsto sgombero.

Martedì mattina difendiamo la Consulta: giovani, anziani, famiglie, collettivi, raggiungete il presidio nei locali della consulta, presso piazzale Europa, a partire dalle ore 7.00.

DIFENDIAMO I LUOGHI DI AGGREGAZIONE SANA DEL NOSTRO TERRITORIO COME ABBIAMO DIFESO INSIEME IL CASTAGNARO O LE CAVE DI VIA SPINELLI!!

ADERISCONO:

Consulta dei giovani di Quarto, Progetto EVA, P.CARC sezione di Quarto,Comitato Disoccupati Quartesi, Comitato No alla discarica delCastagnaro, Collettivo ISIS di Quarto, A.S.D Quartograd, NostalgiaCanaglia, Torneo Antifascista e Antirazzista di calcio a 8.

Quartograd promosso in seconda
categoria: vince il «calcio popolare»

La «squadra antifascista» conclude una stagione straordinaria con centinaia di tifosi sugli spalti

di Alfonso Bianchi (dal Corriere del Mezzogiorno)

NAPOLI – Lo spettacolo che si è svolto sabato al comunale di Quarto è stato qualcosa di incredibile. Sulle gradinate centinaia di persone per un match di Terza Categoria, roba che nemmeno nelle serie superiori. Quando all’ingresso dei giocatori in campo sulla gradinate è stata srotolata un’enorme maglietta coi colori e il simbolo della squadra, sono state accese le torce e il pubblico ha cominciato a cantare “Devi vincere!”, sembrava di stare in una piccola “Bombonera” di periferia.

Quartograd, vince la squadra antifascista

Per uno strano scherzo del destino la capolista Quartograd, la squadra ‘antifascista’ di calcio popolare, si giocava, all’ultima partita di campionato, la promozione nello scontro diretto con la seconda in classifica, il Fulgor Marano. Tra le due un solo punto di differenza. Imbattuta la prima, una sola sconfitta per la seconda. Miglior attacco la prima, con 65 gol, miglior difesa la seconda, soltanto 10 reti subite in tutta la stagione. Sulle gradinate giovani, anziani e intere famiglie erano venute a sostenere questi ragazzi, i loro ragazzi, i loro compagni, amici e fratelli. Ma per 90 minuti per tutti loro, dentro e fuori dal campo, c’è stato da soffrire. Soffrire e stringere i denti, anche se bastava un solo punto per ottenere la tanto agognata promozione.

A neanche un minuto dal fischio d’inizio, infatti, il Marano è andato subito in vantaggio, il pareggio a opera di Daniele Gelotto è arrivato solo nel secondo tempo, ma i padroni di casa sono andati di nuovo sotto dopo pochi minuti. Il pubblico continuava a incitare, ma con l’avvicinarsi del 90esimo minuti a molti ormai si strozzava la voce in gola. «Ogni partita che abbiamo giocato in questo campionato ci ho sempre creduto fino all’ultimo secondo – spiega il mister Fabio Amazzini – Ma questa volta confesso che non ce l’ho fatta, all’ultimo minuto ho ceduto e mi ero rassegnato alla sconfitta. Ma i miei ragazzi no, non hanno mollato fino all’ultimo respiro e ci hanno regalato questa gioia immensa. Sono stati straordinari». La rabbia e la sete di vittoria non sono venute meno in campo neanche quando tutto sembrava perduto e così sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 94esimo, il difensore Gennaro De Vivo, novello Renato Cesarini, l’ha insaccata facendo esplodere lo stadio. Le gradinate sono ‘franate’ e la festa è iniziata con l’invasione di campo per concludersi solo a tarda notte, con una serata di musica organizzata da società e tifosi all’esterno della consulta giovanile. Per capire come sia possibile un tale entusiasmo e una tale partecipazione per una squadra di Terza categoria, l’ultima dei campionati ufficiali della Fgci, bisogna ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita di questa esperienza.

Il club è stato fondato lo scorso ottobre con i migliori giocatori del “Torneo antifascista”, una competizione inaugurata tre anni prima su iniziativa della sezione locale dei Carc e che era arrivata ad avere 40 squadre partecipanti, con molti calciatori di buon livello. Da lì l’idea di creare una sorta di azionariato popolare per mettere in piedi una società in cui giocatori, dirigenti e tifosi lavorassero insieme per gli stessi ideali: la riscoperta del calcio come forma di aggregazione pulita e lontana dalle logiche del mercato, e l’antifascismo, come principio fondante di ogni convivenza. «Vedere quelle centinaia di tifosi sugli spalti per la finale, vedere i ragazzi sostenerci anche in trasferte ‘scomode’ come quella a Procida, ci ha dato per tutto l’anno una marcia in più – afferma Amazzini – Ma sapete qual è la soddisfazione più bella? Vedere i tifosi agli allenamenti, una cosa che non succede neanche in serie C. E poi finta la preparazione andare a bere una birra tutti insieme».

È questa la vera vittoria del progetto Quartograd, aver creato una aggregazione vera e basata su principi nobili. «Nella squadra ci sono ragazzi dalle più diverse estrazioni sociali, dal giovane che proviene da una famiglia più fortunata, al disoccupato, dal lavoratore del mercato ortofrutticolo fino all’operaio». Tutti giovani spinti solo dalla passione e disposti al sacrificio per il proprio sogno. Come Paolo Rinforzi, detto ‘o gemell’, centrocampista da 5 gol a stagione, che ogni mattina si alza alle 6 per andare in cantiere «e non manca mai agli allenamenti, a costo di addormentarsi alla fine negli spogliatoi distrutto da una giornata di fatica. Non è da tutti» racconta con orgoglio il mister. E così lontano dai riflettori della serie A, dai blasoni della Champions league, dai milioni del calcio moderno, in un piccolo campo di periferia è possibile riscoprire la passione autentica per questo sport meraviglioso. Una passione che si è rivelata vincente, fuori e dentro dal campo. E ora conquistata la prima vittoria non resta che guardare al futuro. E ancora un volta che dire: Avanti Quartograd!

UNICEF: Cuba unico paese senza denutrizione infantile

da LiguriaNotizie

Secondo i dati pubblicati nell’ultimo report del Fondo delle nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), i bambini al di sotto dei cinque anni, con problemi gravi di denutrizione infantile, sono oggi circa 146 milioni in tutto il mondo. In particolare il rapporto dell’UNICEF, “Progresso per l’infanzia, un bilancio sulla nutrizione”, evidenzia come il 28% dei bambini denutriti si trova in Africa, il17% in Medio Oriente, il 15% in Asia, il 7% in America Latina e il 5% in Europa Centrale. Particolare attenzione viene posta al sudamerica ed in particolare a Cuba che, secondo gli studi, è attualmente “l’unico paese del continente ad aver eliminato il problema della denutrizione infantile.

Un risultato raggiunto grazie ad un enorme sforzo collettivo del governo e degli abitanti dell’isola caraibica”. Gli analisti dell’Onu hanno riscontrato l’importanza della “distribuzione di generi alimentari fra tutti coloro che hanno figli a carico, così come ai piani educativi che si concentrano sull’alimentazione infantile attraverso l’allattamento, come punti principali della politica vincente di alimentazione infantile sviluppata da Cuba”. Inoltre la legge cubana impone che la madre allatti il neonato fino al quarto mese di vita senza eccezioni.

Tutti bambini da zero a sette anni, inoltre, ricevono gratuitamente un litro di latte al giorno in tutta l’isola. A ciò si aggiunge la consegna di altri alimenti, quali composte, succhi e pietanze che, secondo le disponibilità economiche del paese, si distribuiscono in modo egualitario alle piccole classi di età dell’infanzia. Fino ai 13 anni di età si dà priorità alla distribuzione di prodotti complementari come lo yogurt di soia e in situazioni di calamità naturale si proteggono i piccoli mediante la consegna gratuita di alimenti di prima necessità.

I bambini che frequentano i Circoli Infantili, ovvero gli asili nido o scuole elementari ricevono, inoltre, alimenti con componenti dietetici lattei e proteinici e tutto questo a dispetto delle difficili condizioni economiche presenti. In più, il consumo sociale include la merenda scolastica che si distribuisce gratuitamente a 100.000 studenti ed operatori dell’istruzione. In questo elenco sono contemplate le donne incinte, le madri che allattano, gli anziani e i disabili, il supplemento alimentare per piccoli sotto peso e sotto altezza, e la somministrazione di alimenti ai municipi di Pinar del Ro, l’Avana e l’isola della Juventud. Le province di Holgu’n, Las Tunas, e cinque municipi di Camaguey soffrono attualmente la siccità. Proprio per questo si è aperta la collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (PAM), che contribuisce al miglioramento dello stato nutrizionale della popolazione più vulnerabile nella regione orientale, da cui ne traggono beneficio più di 631.000 persone.

La cooperazione tra PAM e Cuba data dal 1963, quando questa agenzia offrì assistenza immediata alle vittime dell’uragano Flora che ha colpito Cuba lo scorso anno. Cuba, inoltre, è stata riconosciuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), come uno dei paesi più progrediti del mondo in quanto a tecnologie di sfruttamento ecosostenibile della terra e di produzione alimentare. L’obiettivo per Cuba è stato raggiunto: nessuno dei 146 milioni di bambini, con meno di 5 anni sotto peso, che oggi vivono nel mondo è cubano.

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