(VIDEO) Il compleanno della libertà e le majunches a Posillipo

di Pier Paolo Palermo
Amici del Bradipo, buonasera. Anche oggi, ve lo confesso, ho fatto una marachella. Invece di andare a seguire la mia lezione di pedagogia all’Università, nell’ambito nel percorso formativo che mi porterà a diventare il professor Palermo, me ne sono andato a fare una gita fuori porta con alcuni amici sovversivi. Dovete sapere che in data odierna si celebra l’anniversario dell’indipendenza del Venezuela, e per l’occasione il personale del Consolato napoletano della patria di Bolívar si è recato, come di consueto, a ricordarlo presso il busto del Libertador, al Parco Virgiliano. In una splendida cornice di sole, mare e la famosa “aria fina” celebrata da tanti capolavori della canzone napoletana classica, hanno preso la parola il Console, alcuni suoi collaboratori, e infine un sovversivo del quale non faremo il nome, ma al quale faremo riferimento d’ora in poi come “il facinoroso”, per ragioni che vi appariranno chiare a breve.
Ebbene, era tanto una bella giornata, gli interventi erano stati estremamente misurati ed equilibrati, nonostante la situazione di grave tensione che ha vissuto il Venezuela negli ultimi giorni (che hanno prodotto otto morti e diversi feriti); poi, poco prima di schierarci per una bella foto ricordo, un misterioso personaggio con la maglia della Vinotinto si avvicina al facinoroso, pronunciando la fatidica locuzione “lei mi deve una spiegazione”, Vabbè, non ha detto proprio così, ma quello era il senso. Invitato a unirsi a noi per lo scatto, declina l’invito. Mmmhhh…
Poco dopo, ecco spiegato l’arcano: alcune giovani donne, munite di cartelli e striscioni antichavisti, si avvicinano (pur rimanendo alla debita distanza di sicurezza) ed esprimono il loro dissenso rispetto a qualcosa. Siccome non è facile (almeno per me) capire che cosa si possa mai imputare al proceso bolivariano, mi avvicino, preceduto peraltro da un gruppetto di compagne e compagni (scusate il termine). La curiosità mi mangia vivo, non ho mai visto dei majunches da vicino. Come avevo ipotizzato, sono venezuelane. Una di loro ha perfino una pentola con sé, che però ha il buon gusto di non percuotere. Leggo i cartelli, chiedono il riconteggio dei voti.
Care amiche, forse non vi è arrivata la notizia, ma i voti si stanno già riconteggiando. E verrà confermato il risultato annunciato, state tranquille. Sappiamo quanto sia affidabile il sistema elettorale venezuelano, ce lo hanno detto gli osservatori internazionali. Ce lo ha detto Jimmy Carter, che lo ha descritto come il più affidabile che avesse mai avuto modo di conoscere. Ma voi volete il riconteggio. E va bene, lo avrete. Non era necessario sparare, aggredire, appiccare incendi. Non lo era, perlomeno, se il vostro obiettivo era una verifica del risultato elettorale, e non far sprofondare il paese in un clima che potesse giustificare un intervento militare. Ma non facciamo i malpensanti, parliamo con le signore.
Se non che, le signore tanto signore non sono. La loro antipatia per il neo-eletto Nicolás Maduro è viscerale, una parola tira l’altra, e ben presto una di costoro invita il facinoroso ad andarsene a Cuba, che nella sua immaginazione dev’essere una specie di riserva per comunisti pedofagi e liberticidi. Si scatena il parapiglia. Il facinoroso ha un diavolo per capello (meno male che di capelli non ne ha tantissimi…), le majunches sono quasi in lacrime, dicono di volere la pace, ma allora poi uno si chiede perché siano venute a provocarci, proprio nel giorno in cui si celebra l’indipendenza del loro paese. Si scopre ora che l’uomo misterioso è il marito di una di loro, nonché sedicente militante del M5S, che rimprovera al facinoroso di aver accostato il Movimento a un’esperienza a suo giudizio negativa. In realtà, è facilmente verificabile che lo stesso Grillo ha più volte fatto riferimenti a Chávez ed altri leader latinoamericani di sinistra, indicandoli come modelli positivi. Il facinoroso viene calmato a fatica, si inizia a discutere più pacatamente, non si trovano punti in comune (era oggettivamente improbabile) ma spunta qualche timido sorriso, da una parte e dall’altra. Non fa niente che il vostro candidato fa schifo alla merda, il Venezuela è anche vostro, e l’ex autista che denigrate con tanto astio e tanta supponenza perché figlio del popolo sarà anche il vostro presidente. Alla fine il facinoroso arriva perfino ad abbracciare la moglie della talpa vinotinto, e andiamo via sereni.
Bilancio della giornata: non ci sono più le mezze stagioni, Posillipo è sempre meravigliosa, e questa primavera sta portando una bella ventata d’aria fresca: perché quando la borghesia prende striscioni e pentole e scende di casa per andare a difendere i suoi privilegi (ebbene sì, erano tutte signore benestanti), vuol dire che l’aria sta cambiando. Apriamo le finestre, lasciamola entrare, questa aria nuova. Ve lo faccio dire anche dal grande Vincenzo Russo, figlio del popolo come Nicolás Maduro, nuovo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
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5 commenti

  1. Sayrel

     /  aprile 27, 2013

    Vi riportiamo qui di seguito il commento di una di quelle “signore” che evidentemente tanto signore poi non sono, una sedicente Sayrel la cui mail dovrebbe essere: Sayrel@gmll.com. Non abbiamo nulla d’aggiungere, il contenuto qualifica l’autrice.

    Caro Pier Paolo, trovo al quanto surreale e iingenua questa tua prospettiva della realtà visuta attualmente (ma anche da diversi anni) nel Venezuela), ovviamente anch’Io venezuelana, che nella mia posizione provo un profondo rifiuto di tutti questi termini (majunche, borghesi, capitalisti) attribuiti come definizione all’opposizione verso il chaviamo e le proposte delle politiche del socialismo del secolo 21, vorrei chiarire una cosa: il mio rifiuto alle definizioni prima elencate deriva dal fatto che a nessuno di quei ceti appartengo e che le generalizzazioni mi sono sempre sembrate un equivoco della specie umana, ognuno di noi è per diritto unico, ti spiego Pier Paolo, se siamo contro alla attuale situazione del Venezuela (e forse dovresti viverla x capirla) non è una opposizione pressa senza criterio, anzi, vorrei capire cosa proveresti abitando in uno stato dove la democrazia viene calpestata giorno dopo giorno dagli abusi di potere, dove (figurati in Italia cosa succederebbe) al mercato non si trovano nemmeno i prodotti di primo bisogno alimentare perché il regime cubano castrocomunista ha indicato un giorno al cazzone malato di potere chiamato Chávez che la strategia più giusta da prendere era quella di mettere in difficoltà al settore prodottivo nazionale espropriando le industrie locali per metterle in mano a incapaci e poi creare incertezze sulla distribuzione per accrescere detta difficoltà in tutta la popolazione, così la gente è distratta e nn analizza tutti i brogli che vengono fatti… Ma non solo. Il cazzone malato di potere prende x buono il consiglio, quindi perdi la certezza dei servizi primari, quali acqua, luce, sicurezza e alimenti, non bastando perdi la soberania, perché il tuo paese diventa una fattispecie di colonia sfruttata da Cuba… Con tutto il rispetto x i cubani tanto simpatici CHI @&€)( SIETE X dettare regola se il vs sistema NON FUNZIONA. È come se non bastasse muore il cazzone e lascia un ereditiere ignorante e incapace pretendendo sia un eletto presidente, che non è, perchè, in democrazia sempre, un eletto rappresenta la volontà del popolo e nicolas maduro & co hanno corrotto fino in fondo le elezioni del 14 aprile (+ di 3.500 irregolarità denunciate) x lanciare i risultati proclamati, inverosimili, quindi chiediamo semplicemente una auditoria pulita, coscienti che non averrà mai perché in Venezuela il potere è totalitario, chiediamo anche l’inclussioni dei nostri voti dall’estero che vengono considerati come un jolly e anche noi siamo venezuelani e manifestiamo la nostra volontà, qualcuno ci dovrà pur ascoltarei, e se rifiutiamo a questo baffone di maduro è semplicemente xq nn è il nostro presidente, scusaci se ci arrabbiamo ma l’amore x la nostra patria nn svanisce col passare del tempo ne tanto meno con l’oceano che ci separa da essa. In fine ti dico: l’Italia attraversa al momento una situazione politica così complessa che penso essendo TU così intelligente potresti occuparti di pensarci su, senza prendere modelli inutili, collaudatamente ineficienti, come si é dimostrato il socialismo del secolo 21. Nn mi dire nientea sicuramente il Venezuela mi tocca più il cuore a me che a te. Le politiche sociali in Latinoamérica sono una utopia, vorrei credere anch’io il contrario ma la prova + viva se studi bene la situazione, la troverai in questo “ROBOlucionario proceso” Che attraversa il mío paese. Spero le mie parole siano state in grado di farti capire meglio il panorama generale. Poi ti prego, non coinvolgere a Bolivar, tanto sappiamo tutti che nn c’entra niente, e la stessa cosa se domani fondi un partito chiamato “garibaldiano” con un gruppo di ladri… Garibaldi nn sarebbe molto felice della vicenda

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  2. Raffaella Ruggiero

     /  aprile 29, 2013

    Salve Sig. Palermo-futuro Professor-
    ma forse Lei preferisce essere chiamato “Bradipo”.
    Il mio nome è Raffaella Ruggiero, nata a Caracas da immigranti italiani e da 12 anni residente in Napoli(città che amo e adoro e che conosco benissimo, perché avendo frequentato l’Orientale prima e lavorando poi, ho vissuto un po’ ovunque: dalla Duchesca a via Pasquale Scura, dai Quartieri Spagnoli al Vomero….proprio da vera borghese)
    Sono di Sinistra e non Socialista del XXI sec, per Lei, d’ora in poi, MAJUNCHE ORGOGLIOSA nonché una delle 5 Non Signore/fasciste/golpiste presenti al Virgiliano il 19 Aprile.
    Lo ammetto, solo ora ho letto il Suo articolo perché postatomi dalla moglie del misterioso personaggio, l’infiltrato con la maglia della Vinotinto(Q’ viva la Vinotinto) e confesso che prima di scriverle ho navigato su Internet( invenzione Yankee/Gringa/Imperialista)ma non ho trovato traccia di Lei se non il Suo profilo Facebook…..ahhh, i social network….
    Ciò che sto per dirle le cambierà la vita, tutte le Sue convinzioni cadranno inesorabilmente: abbiamo amici in comune e frequentiamo-probabilmente- gli stessi posti…quindi è possibile che, involontariamente, una Majunche(come me) le abbia sfiorato il braccio…
    Non voglio iniziare una discussione politica(sarebbe inutile, Lei è vittima-come tutta la sinistra europea- di un incantesimo: basta un basco militare, la bandiera rossa, una spruzzata di castrismo, due note di flauto andino, un po’ di peronismo in salsa evita, dosi di triplo populismo e inveire ipocritamente contra l’Imperialismo Yankee ed il gioco è fatto)ma dire la mia su alcuni punti del Suo articolo che a mio avviso sono errati, infondati e peccano di presunzione.
    1) Il 19 Aprile non si celebra il giorno dell’indipendenza del Venezuela, data che corrisponde al 5 Luglio 1811 perciò, il mio consiglio spassionato è che la prossima volta, prima di diffondere notizie errate, si informi…oppure rimanga a casa, vada in biblioteca, legga, approfondisca la Sua conoscenza….
    2)Per riprendere quanto detto prima: mi fa piacere di aver soddisfatto una Sua curiosità: quel pomeriggio ha avuto modo di vedere da vicino Le Majunches….sarà un uomo diverso ora….e se la Sua convinzione è che siamo benestanti solo perché si indossavano dei Jeans puliti, i ns capelli erano in ordine e le ns pelli sono di pesca…beh….mi dispiace ma Lei è pieno di pregiudizi….(io per anni ho lavorato giorno e notte per sopravvivere e studiavo pure).
    3) Non le è sembrato alquanto strano che quel pomeriggio gli unici venezuelani presenti siano stati il Console, i suoi collaboratori e Alvaro “el Maracucho”….
    Non era ns intenzione sconvolgere/provocare Lei o i Suoi compagni/e(ma poi perché, cosa centrate…) ma manifestare il ns dissenso “pacificamente” proprio lì davanti a Bolivar un 19 Aprile….e chiedere spiegazioni al ns Console. In verità i veri provocatori siete stati voi, alcuni di voi, che a sproposito, urlando e sbeffeggiandoci, vi prendevate gioco di noi….poi lì l’emotività ha preso il sopravvento: alcune di noi hanno trovato sollievo nel pianto e mi dispiace ma essere così convinti di qualcosa che non si conosce e non si vive beh…
    4) Sapevamo che Capriles si era recato al CNE a presentare formale richiesta….il riconteggio non è ancora iniziato, si informi……..l’inizio è previsto forse per il 6 maggio(ho i miei dubbi) e le sembra democratico il fatto che Maduro abbia preso possesso del mandato?…logico sarebbe stato aspettare, iniziare, subito dopo formale richiesta, il riconteggio e se i rsultati confermavano la vittoria di Maduro(figlio del Popolo se lo poteva risparmiare) allora e solo allora proclamare Maduro Presidente.
    5) Io sono contenta che esistano persone che abbiano voglia di conoscere il Venezuela e si vada oltre al “chiquita” “muchachita”, ma sostenere ciecamente un sistema che ha fallito e che si presume conoscere….beh, scriva e riscriva sul fallimento della politica italiana….molto meglio.

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  3. Giulio Santosuosso

     /  aprile 30, 2013

    Il 99% degli italiani che vennero in Venezuela erano fascisti, e lo continuano ad essere. Io sono in Venezuela da 45 anni, e non ho quasi mai frequentato italiani, perché, ripeto, il 99% fa schifo. Molte volte mi da vergogna di essere italiano. Questa “signora” é una chiara dimostrazione. Non ha la minore idea di ciò su cui grida come fosse una PhD sul tema… Poveretta…

    Si calcola che in Venezuela ci dovrebbero essere circa 700.000 italiani. L’1% dà 7.000. Io non credo che ci siano 7.000 italiani bolivariani. Mario dice che ha una lista che arriva a 150, quindi probabilmente i fascisti sono di più del 99%.

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  4. Cosa rispondere? In genere cerco di usare un tono leggero nei miei post, perché non mi ritengo un provocatore – o almeno non nelle intenzioni – e non mi piace il litigio. Mi duole constatare che il Venezuela continua a essere spaccato, polarizzato, e che i due schieramenti opposti non riescano a trovare punti in comune. Mi dispiace anche che Maduro (che ho chiamato figlio del popolo in quanto lavoratore, perché non mi consta che abbia ereditato dai suoi genitori un impero economico) non abbia un’opposizione seria e leale. Non mi permetto di dare giudizi su chi ha votato Capriles Radonsky – che potrà avere mille ragioni – ma ritengo che il loro candidato si sia comportato in modo quantomeno irresponsabile, tenuto conto del clima esistente nel paese. D’altra parte cosa aspettarsi da uno che assalta l’ambasciata di un paese amico?
    Non vorrei inasprire i toni, ma mi sembra che le vostre obiezioni siano poco fondate. Una precisazione: il 19 aprile è la proclamazione dell’Indipendenza che ha dato l’inizio alla lotta per liberarsi dal dominio spagnolo (http://www.venezuelatuya.com/historia/19_abril.htm), per il resto continuo a sostenere quanto scritto. Il riconteggio scheda per scheda che dovrebbe iniziare il 6 maggio è un processo di revisione approfondito. Non vivo in Venezuela e le mie informazioni non sono sicuramente buone e fresche come le vostre, ma mi pare che una sorta di verifica meno minuziosa, fatta in base a criteri statistici, ci fosse già stata.
    E adesso vorrei chiarire un po’ di cose. Quando l’ex militare Chavez fu eletto io, come molti amici e compagni, accolsi la notizia con indifferenza. Sarà un caudillo populista. Questo è quello che pensai. E quello che mi ha fatto cambiare idea sono state le sue azioni, non le sue chiacchiere. Le Misiones, il Poder Popular, la rendita petrolifera usata per sollevare la gente dalla povertà. Immagino che il giudizio su di lui e sul PSUV dipenda dai punti di vista. La politica italiana fallisce, secondo me, perché ignora completamente la volontà popolare e soprattutto i problemi concreti dei ceti più deboli. Che fallisca quella venezuelana lo dite voi, partendo dalla vostra concezione del vivere sociale. Non sono uno di quelli che odiano gli statunitensi. Tendenzialmente non odio nessuno per la sua nazionalità, tanto meno loro, la cui lingua studio da più di 20 anni. Questo non mi impedisce di riconoscere nella loro politica estera un’impronta decisamente imperialista.
    Chiedo venia se rispondo in modo così confuso, ma c’erano tante “critiche” nei vostri interventi e mi è difficile strutturare una risposta che non diventi interminabile. Un’ultima cosa: se l’immagine che molti italiani hanno del Venezuela è quella della bella “muchachita” con cui prendersi magari qualche libertà, è perché per decenni la vostra povertà ha esposto le vostre donne al nostro consumismo sessuale. “Hacer patria” significa ridare a un popolo la sua dignità. Lavoro, diritti, orgoglio.
    Capisco che non comprendiate questa “incursione” negli affari del vostro paese; il fatto è che per quelli che la pensano come me i confini non hanno mai costituito una barriera, Patria es Humanidad, per dirla con il cubano José Martì. Mi sento più vicino alla vostra classe dirigente che non alla mia. Spero che la Rivoluzione Bolivariana prosegua spedita, e in un clima di maggiore serenità, per dare a tutte e tutti voi, e al mondo intero, un Venezuela libero, pacifico e giusto. Se poi la MUD dovesse mai prevalere in qualche futura elezione, vedremo come se la cavano, per adesso negli Stati dove governa non mi pare che i risultati siano esaltanti. Fino ad allora mi auguro che non scorra altro sangue.

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  5. Ciro Brescia

     /  Mag 5, 2013

    Non è dato sapere se la nobil signora italo-venezuelana Raffaella Ruggiero, era colei che insultava il prof. Carlo Amirante dicendogli “si dovrebbe vergognare!” (non sappiamo poi di cosa…), o quella che appena ci siamo avvicinati ha gridato “Non vogliamo aver nulla a che fare con questa gentaglia, con questi tupamaros…”, o meglio ancora se fosse colei che, lavorando per la tipografia che aveva realizzato il manifesto in onore del Comandate per l’estremo saluto, fiera ed impettita, si vantava di aver cestinato il poster del Presidente… ma d’altronde non cambierebbe molto, vista la significativa passerella di soggetti a cui penosamente siamo stati costretti ad assistere.

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