(VIDEO) La solidarietà bolivariana a Roma

Roma 17 Aprile 2013.Manifestazione di solidarietà al nuovo presidente del Venezuela Maduro, davanti all'Ambasciata del Venezuela, contro i tentativi di colpo di stato,indetta da Rete No War, Ass. Italia-Cuba Roma, Amici Mezzaluna Rossa Palestinese.

RADIO ITALIA IRIB Hamid Masoumi Nejad corrispondente della RTV Iraniana in Italia

 

 

Per gli oltre tremila osservatori internazionali Maduro ha vinto

di Geraldina Colotti – Il Manifesto – 17apr2013

Aggressioni, violenze, intimidazioni, 7 morti e 71 feriti denunciati nel Tachira, nel Miranda, alla Limonera. Gruppi di destra armati e mascherati seminano il panico in Venezuela.
All’origine dei disordini, l’appello alla piazza di Henrique Capriles Radonski, il candidato di opposizione sconfitto da Nicolas Maduro alle presidenziali di domenica scorsa. Una sconfitta di misura, che ha attribuito 7.563.747 preferenze al candidato chavista e 7.298.491 al rappresentante della destra. La Mesa de la Unidad Democratica (Mud) non ha accettato i risultati, ha misconosciuto l’autorità del Consiglio nazionale elettorale (Cne) e ha chiesto un nuovo conteggio dei voti, uno per uno. Gli oltre 3.000 osservatori internazionali presenti e i 170 “accompagnanti”, hanno invece attestato l’inattaccabilità del sistema elettronico utilizzato. Anche uno dei rettori principali del Cne, Vincente Diaz, di opposizione, ha confermato la regolarità del voto.
I risultati fotografano problemi politici, non tecnici. Quando ha perso, seppure per un pugno di voti come nel referendum del 2007, il chavismo lo ha riconosciuto. Nelle regionali del 16 dicembre scorso, Radonski è diventato governatore dello stato Miranda con un margine di appena 30.000 voti sul ministro degli esteri Elias Jaua, il quale ha riconosciuto i risultati. Adesso, invece, Capriles ha scatenato i suoi.
Negli stati del Tachira e del Zulia, gruppi armati hanno incendiato le sedi del Partito socialista unito del Venezuela, minacciato i militanti, distrutto le reti alimentari, bruciato i quadri di Chávez e Bolivar: «Come nella hitleriana Notte dei cristalli, e i grandi media privati tacciono», ha commentato Jaua. Molte radio comunitarie denunciano aggressioni.
Le reti sociali hanno convocato una conferenza stampa per allertare sui «piani di golpe» della destra, basati sul doppio binario del discredito istituzionale e sulle provocazioni di piazza. È andata così nel 2002, durante il colpo di stato contro Chávez, l’11 aprile. Dall’alto dei palazzi, due cecchini hanno sparato allora sui manifestanti di entrambe le fazioni a Puente Llaguno, accusando il chavismo per isolarlo a livello internazionale. La storia è poi venuta fuori, comprovata da materiale video e dal lavoro delle associazioni per i diritti civili. Intanto, il popolo aveva rimesso a posto le cose, riportando al governo il presidente eletto.
Anche ora Capriles si è rivolto ai governi internazionali gridando alla frode. E ha invitato la Forza armata nazionale bolivariana (Fanb) a invalidare i risultati e a disconoscere la legittimità delle istituzioni, in primo luogo quella del Cne. Tuttavia, gran parte delle rappresentanze diplomatiche del mondo si sono felicitate con
il nuovo presidente. Solo il ministro degli esteri spagnolo GarciaMargallo si è espresso a favore di Capriles, suscitando le proteste di Caracas. Il capo del Comando strategico operativo, il generale Wilmer Barrientos ha ribadito che «la Fanb è fedele alla Costituzione».
Il nemico non è il popolo Lunedì Maduro ha ricevuto l’investitura dalla presidente del Cne, Tibisay Lucena. Giovedì assumerà l’incarico davanti al Parlamento. «Tutti hanno diritto di manifestare, ma senza violenze», ha dichiarato, e ha invitato gli oppositori presenti a «non cadere nella spirale dell’odio»: perché «il nemico non è il popolo venezuelano, ma l’oligarchia». Intanto, chavisti e opposizione si riversano nelle strade. Nel Lara e a Barinas la polizia ha risposto con lacrimogeni. Il governo moltiplica gli appelli alla calma. Per due ore, militanti della Mud hanno circondato la casa di Lucena, altri si sono recati davanti alle sedi di Telesur e di Venezolana Television, la prima ad essere stata chiusa durante il golpe del 2002. Nei quartieri di Caracas, dove Capriles ha vinto con 8,78 punti su Maduro, si svolgono cazerolazos contro il governo. Medici cubani della Mision Barrio Adentro denunciano aggressioni e vandalismi ai centri medici di quartiere. Un’attitudine che toglie il velo al falso ecumenismo progressista tenuto da Capriles durante la campagna elettorale quando ha promesso ai medici cubani la nazionalità venezuelana (qualora decidano di abbandonare l’isola).
«Non tollerano che a guidare il paese sia un presidente operaio», ha affermato Maduro. Quegli stessi media internazionali, che ieri chiamavano «scimmia» Chávez, considerandolo caudillo e grossolano, oggi ne esaltano la figura di statista e la cultura: e puntano il dito sulle scivolate dell’ex autista di autobus dimenticando quelle di Capriles, la cui inconsistenza culturale ha sempre fatto arrossire i ben più navigati politici della IV Repubblica, che partecipano alla Mud. I consulenti lavorano bene Fatto sta che questa volta i consulenti di immagine di Capriles hanno lavorato bene: consigliandogli di esaltare Chávez per abbassare «Nicolas» al suo livello. L’opposizione ha tenuto alta l’incertezza e la sfiducia durante la malattia del defunto presidente, aiutata dalle titubanze della parte avversa. Con allarmi, rumori e denunce, ha messo in ombra i piani di prevenzione «integrali» proposti dal governo. L’idea di una marcia notturna contro l’insicurezza, riuscita e mediatizzata, ha oscurato il lavoro quotidiano compiuto nei quartieri popolari dalle associazioni territoriali e i risultati ottenuti. Ha fatto dimenticare i disastri esistenti negli stati e nei municipi gestiti dalla Mud, dove il tasso di violenza fa schizzare le statistiche a livello stellare. Moltiplicando gli spot sui corrotti e sui «raccomandati» ha saputo giocare su invidie e rancori presenti negli strati popolari. Enfatizzando i difetti altrui, ha messo la sordina ai propri.
Nelle strade del Venezuela non ci sono bambini denutriti, nelle scuole libri e computer sono gratuiti, nell’ultimo anno sono state distribuite oltre 200.000 case popolari. L’opposizione ha però presentato un quadro apocalittico di crisi, inflazione e scarsità alimentare, eludendo il proprio ruolo nella faccenda. Rispetto alle ultime regionali, è così risultata maggioritaria in 6 stati (ne aveva persi 20 su 23).
E tuttavia Maduro ha vinto, seppur con margini più vicini a quelli degli Usa o dell’Europa che a quelli ottenuti da Chávez. Adesso, dall’Orinoco a Caracas il popolo appoggia il suo piano in cinque punti basato sul socialismo umanista, la difesa dell’ambiente, la sovranità alimentare e l’indipendenza. Intanto, il movimento discute: «Com’è possibile che, nonostante tutto quello che il governo ha fatto per gli strati popolari alcuni settori poveri abbiano votato per i loro oppressori?»

Appello ANROS (Capítulo ITALIA) con la Rivoluzione bolivariana!

Ai membri dell’Associazione Nazionale delle Reti ed Organizzazioni Sociali del Venezuela, alle organizzazioni di base, ai consigli comunali, alle radio comunitarie, a tutto il popolo venezuelano che appoggia la Rivoluzione Bolivariana:

Cari Compagni,

tenendo conto dei risultati elettorali che hanno dato come Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Nicolás Maduro lo scorso 14 Aprile nonché delle manifestazioni di stampo fascista che si stanno tenendo da parte dell’opposizione:

Il Movimento di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, e i membri del collettivo ANROS Italia chiedono di

1- Ratificare la nostra solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana nella sua lotta per la costruzione del Socialismo del XXI secolo e la continuazione delle idee e dell’esempio del Presidente Hugo Chávez Frías;

2- Esigere dai gruppi oppositori che stanno portando avanti queste azioni, di rispettare i risultati pubblicati dal Consiglio Nazionale Elettorale, che esprimono la volontà del popolo venezuelano rispetto al progetto politico che desidera seguire;

3- Denunciare le azioni violente dell’opposizione che sono già costate la vita a varie persone e la distruzione dei beni pubblici, frutto dei progetti sociali portati avanti dal governo Bolivariano;

4- Diffondere attraverso i mezzi di comunicazione ufficiali ed alternativi, così come all’interno delle nostre associazioni e reti sociali, il risultato elettorale ed il comportamento fascista, antidemocratico e di sabotaggio dell’opposizione.

per ANROS (Capítulo ITALIA)
Indira Pineda
Ciro Brescia

aderiscono a questo appello:

Associazione ALBA

Redazione ALBAinFormazione per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli

Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Circolo Campi Flegrei (Napoli)

Jóvenes del Partido de la Refundación Comunista (Napoli)

Colectivo Estrella Roja

Circulo Bolivariano Jose Carlos Mariategui (Napoli)

Centro Cultural “La Città del Sole”

[trad. dal castigliano Martina Tabacchini]

COMUNICADO DE SOLIDARIDAD

A: Los miembros de la Asociación Nacional de Redes y Organizaciones Sociales, a las organizaciones de base y consejos comunales, a las Radios Comunitarias, a todo el pueblo venezolano que apoya la Revolución Bolivariana.

Queridos compañeros:

Teniendo en cuenta los resultados electorales que dieron como presidente de la República Bolivariana de Venezuela a NicolásMaduro el pasado 14 de abril, y a las manifestaciones de carácter fascistas que están teniendo lugar por parte de la oposición:

El movimiento de solidaridad con la Revolución Bolivariana, y miembro del colectivo de ANROS en Italia Sostiene:

1-Ratificar nuestra solidaridad al pueblo bolivariano en su lucha por la construcción del Socialismo del XXI Siglo, y la continuidad de las ideas y el ejemplo del Presidente Hugo Chávez Frías.

2-Exigir a los grupos opositores que están llevando a cabo estas acciones, de Respetar los resultados publicados por el Consejo Nacional Electoral, que expresan la voluntad del pueblo venezolano respecto al proyecto político que desea seguir.

3-Denunciar las acciones violentas de la oposición que ya le han costado la vida a varias personas, y la destrucción de bienes públicos, frutos de los proyectos sociales llevados a cabo por el gobierno bolivariano.

4-Difundir en los medios de comunicación oficiales y alternativos, así como al interno de nuestras asociaciones y redes sociales, el resultado electoral y el comportamiento fascista, antidemocrático y de sabotaje de la oposición.

ANROS (Capítulo ITALIA)

SE SUMAN A ESTE APELO

Asociación Alba “Por la amistad y la solidaridad entre los pueblos”. Redacción alba Información.

Asociación de Amistad Italia – Cuba. Circulo Campi Flegrei (Napoli)

Jóvenes del Partido de la Refundación Comunista (Napoli)

Colectivo Estrella Roja

Circulo Bolivariano Jose Carlos Mariategui (Napoli)

Centro Cultural “La Città del Sole”

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