Lettera di italiani che vivono in Italia agli italiani che vivono in Venezuela

Lettera di italiani che vivono in Italia
agli italiani, e ai loro figli e nipoti, che vivono in Venezuela

Oj core 'e chistu core!

Oj core ‘e chistu core! logo realizzato dal Collettivo in difesa dell’università pubblica di Ingegneria Aula P32 De Waure – Federico II – Napoli

Settembre 2012

Cari italiani, e figli e nipoti di italiani, che vivete in Venezuela

siamo persone di diverso orientamento politico e culturale e viviamo in diverse città e paesi d’Italia. Sentiamo il bisogno di contattarvi a proposito delle importanti elezioni che il 7 ottobre si svolgeranno in Venezuela.

Non vogliamo dilungarci. Il nostro invito è chiaro: vi esortiamo a votare per Hugo Chávez, o meglio per quello che egli rappresenta. Per continuare e migliorare le realizzazioni sociali, economiche, politiche e ambientali che hanno caratterizzato la sua presidenza finora, pur con tante difficoltà e inevitabili errori.

Vi scriviamo con tutta l’umiltà del caso, poiché noi non viviamo in Venezuela, anche se alcuni fra noi conoscono bene quel grande paese. Conosciamo in compenso gli accadimenti in Italia. Li viviamo sulla nostra pelle.

Venezuela

Da quel che noi vediamo, l’America Latina sta sperimentando il futuro, un futuro di solidarietà, pace e dignità, l’Europa non sta andando affatto nella stessa direzione. La dittatura dei mercati finanziari e l’insostenibilità di un modello di sviluppo che non vi auguriamo stanno producendo molte vittime e la situazione è destinata a peggiorare. Disoccupati e imprenditori caduti in povertà fanno scioperi e protestano ma non sono ascoltati. Molti si tolgono la vita. I più fortunati, quelli che lavorano regolarmente, vedono allontanarsi il momento della pensione. Le scuole sono allo sfascio. L’insicurezza è totale. Certo, rimangono i privilegiati, quelli che hanno enormi rendite e proprietà. E fra loro i politici.

Il gap fra classi medie e basse e quelle abbienti aumenta.

L’attuale governo italiano non è stato eletto. È stato nominato. Ed è un governo di banchieri. Ci rimane una bellissima natura; ma le speculazioni e l’ignoranza interessata ne hanno rovinato gran parte.

Purtroppo l’Italia sta gettando via il meglio delle sue tradizioni, annullando i vantaggi culturali acquisiti in secoli.

In un bel libro di Manuel Scorza, La danza immobile, una francese dice al suo amico peruviano: “L’Europa è morta”. Ecco, abbiamo un po’ questa sensazione.

L’America Latina invece è in cammino. È la sua ora. E riteniamo che il presidente Hugo Chávez abbia avuto un ruolo importante in tutto ciò, insieme ad alcuni altri presidenti eletti a partire dalla seconda metà degli anni ‘90. Prima, l’America Latina era sprofondata in dittature sanguinarie o calpestata da governi neoliberisti che non si curavano della popolazione. Era priva di sovranità e di prestigio a livello internazionale. Era, in modo umiliante, il cortile di casa degli Stati Uniti.

Da quando il vento è cambiato in buona parte del vostro continente, sono stati raggiunti risultati incredibili, in pochi anni. E il Venezuela è da considerarsi un capofila, grazie all’uso sociale dei proventi del petrolio a livello nazionale e internazionale. Leggiamo che l’Onu ha dichiarato il vostro Paese libero dall’analfabetismo. La salute per tutti non è più un mito. La pensione arriva molto prima che in Italia. Le ore di lavoro stanno diminuendo. Non è un caso che agli investimenti sociali sia destinato addirittura il 42,5% del bilancio statale. E che persino Capriles Radonsky non abbia potuto fare a meno di riconoscere le indiscutibili conquiste sociali realizzate dal governo bolivariano nei diversi ambiti dell’educazione, della cultura, della salute, dell’alimentazione, della politica abitativa, delle pensioni, del salario minimo (malgrado nel suo programma si preveda proprio un taglio degli investimenti in campo sociale).

Il progetto di integrazione regionale chiamato Alba è un esempio per il mondo di quel che deve essere la solidarietà internazionale: complementarietà, cooperazione, riduzione delle asimmetrie, azioni in comune, anche per la pace nel mondo. A proposito: mentre l’Italia continua a partecipare servilmente a guerre che creano devastazione a casa d’altri, l’America Latina è sempre più in pace.

Ci auguriamo che il modello Alba, per la cui nascita il ruolo di Hugo Chávez è stato determinante, persegua sempre più l’obiettivo della giustizia anche ecologica, per una armoniosa convivenza con il pianeta. Ciò richiede anche un cambiamento negli stili di vita individuali e collettivi, un superamento di quanto è insostenibile, energivoro, dissipatore di risorse scarse, violento per gli altri esseri umani e per tutti gli esseri viventi. Questa riconversione dell’economia e della vita richiederà una collaborazione fra popoli prima ancora che fra governi. E su questo, forse, perfino qui in Italia stiamo facendo qualcosa. Ma non certo con l’aiuto del governo.

Per queste ragioni, sarà una gioia per noi se la comunità italiana deciderà di non gettare via un’esperienza che ha ancora bisogno di tempo ma che ha già percorso tanta strada.

Se fossimo venezuelani o avessimo il privilegio che avete voi della doppia nazionalità, voteremmo per Chávez.

Nella speranza che a questo primo contatto ne seguano altri, vi ringraziamo per la vostra attenzione.

FIRME

Lucia Agrati, operatrice sociale, Milano; Carlo Amirante, Costituzionalista, Napoli; Giovanni Avena, direttore agenzia Adista; Vito Barone, pensionato, Roma; Rosa Bartiromo, psicologa, Napoli; Maria Cristina Basso, funzionaria, Napoli; Roberto Battiglia, dipendente pubblico, Roma; Marco Benevento, impiegato, Roma; Paolo Bertagnolli, pensionato e volontario, Bolzano; Dario Bertetto, libero professionista, Roma; Michele Boato, docente di economia, Mestre; Vincenzo Brandi, ricercatore scientifico, Roma; Ciro Brescia, redattore di “AlbaInFormazione” ed educatore di strada, Napoli; Gaia Capogna, traduttrice, Roma; Sergio Cararo, giornalista, Roma; Gennaro Celli, operaio, Napoli; Vincenzo Cinque, operaio, Napoli; Ingrid Colanicchia, giornalista, Roma; Geraldina Colotti, giornalista, scrittrice; Roma; Marinella Correggia, ecopacifista, autrice, Torri in Sabina; Valentino Correggia, coltivatore diretto pensionato, Rocca d’Arazzo; Sebastiano Cosenza, commercialista, Milano; Rosa Maria Coppolino, dipendente pubblica, Roma; Maria Cossu, ostetrica, Venezia; Nicoletta Crocella scrittrice, Viterbo; Eletta Cucuzza, giornalista, Roma; Anna Maria Dall’Occhio, collaboratrice editoriale, Milano; Daniele D’Ari, Fotografo, Napoli; Dario D’Ari, Anestesista, Napoli; Gabriele de Martino di Montegiordano, bibliotecario, Napoli; Franco Dinelli, ricercatore Cnr, Pisa; Ludovica Eugenio, giornalista, Roma; Claudia Fanti, giornalista, Roma; Antonio Gargiulo, operaio, Napoli; Marcello Gentile, piccolo imprenditore, Milano; Fabrizio Greco, educatore, Napoli; Alexander Höbel, storico, Napoli; Antonio Lupo, medico, La Spezia; Miriam Marino, scrittrice, Bassano in Teverina; Rita Martufi, ricercatrice Cestes, Roma; Giorgio Massi, ammiraglio, Roma; Lina Miele, dirigente comunale, Napoli; Loretta Mussi, medico, Roma; Nicola Nardella, avvocato, Napoli; Maria Luisa Naro, insegnante, Roma; Fabio Nicolucci, dentista, Roma; Marco Nieli, insegnante, Napoli; Enrica Paccoi, impiegata, Roma; Francesco Pagano, sociologo, Napoli; Pier Paolo Palermo, traduttore, Napoli; Marco Palombo, operatore sociale, Roma; Ferdinando Pesce, architetto, Torri in Sabina; Giampaolo Petrucci, giornalista, Roma; Gianmarco Pisa, educatore, Napoli; Paolo Primiani, ingegnere, Napoli; Carla Giovanna Razzano, pensionata, Roma; Livia Razzano, casalinga, Roma; Claudia Razzano, pensionata, Roma; Serena Romagnoli, insegnante, Roma; Angelica Romano, ricercatrice, Napoli; Giorgio Rossi, pensionato, Chioggia; Stefania Russo, impiegata, Roma; Marco Santopadre, giornalista, Roma; Francesco Santoianni, architetto, Napoli; Giovanni Sarubbi, giornalista, Avellino; Nadia Schavecher, operatrice sanitaria; Roberto Scorsani, guardia giurata, Roma; Davide Secone, medico, Quarto (Napoli); Luigi Sito, operaio, Napoli; Maria Spina, casalinga, Napoli; Valeria Sonda, operatrice sociosanitaria, Padova; Milano; Giuseppe Tadolini, medico ospedaliero, Ravenna; Paola Tiberi, casalinga, Roma; Maria Vittoria Tirinato, educatrice, Napoli; Arianna Ussi, insegnante, Napoli; Luciano Vasapollo, docente universitario, Roma; Andrea Vento, docente di geografia economica, Pisa; Agnese Verde, operaia, Napoli; Antonio Vermigli, attivista internazionale, Quarrata; Francesco Quirino, operaio, Napoli; Mariarosa Milna Vita, pensionata, Castel Focognano; Aldo Zanchetta, attivista internazionale, Lucca; Pierangela Zanzottera, organizzatrice teatrale, Milano;

Adhieren y hacen proprio este mensaje los italianos que viven en Venezuela

Mario Neri, empresario, Caracas, Cecilia Laya, economista (Caracas), Attilio Folliero, profesor (Caracas), Giulio Santosuosso, scrittore (Caracas), Giordano Bruno Venier, architetto (Caracas), Antonio Neri, stilista (Puerto La Cruz), Evelia Ochoa, pensionata (Caracas), Mario Gallo, comerciante (Maracay), Pietro Altilio, industriale (Caracas), Isa Carrascon, pensionata (Caracas), Elio Gallo (Caracas), Concenzio Zavatti (Caracas), Giuliana Germia, casalinga (Caracas), Maira García, agente di viaggi (Caracas), Valentina Schumacher García, studentessa (Caracas), Ennio di Marcantonio, giornalista (Caracas), Axel Schumacher, traduttore (Caracas).

——

Carta de los italianos de Italia a los italianos y sus descendientes que viven en Venezuela …

A nuestros queridos paisanos que viven en Venezuela, a sus hijos, sus nietos….

Somos italianos de distinta extracción social y de variada orientación política y cultural de toda nuestra querida Italia. Sentimos la necesidad de comunicarnos con ustedes en relación a las importantes elecciones que se celebrarán el 7 de octubre en Venezuela.

No queremos escribir mucho. Nuestra invitación es clara: les instamos a votar por Hugo Chávez y, por supuesto, lo que él representa, para continuar y mejorar los logros en temas sociales, políticos, económicos y ambientales que han caracterizado su presidencia hasta ahora, naturalmente con muchas dificultades y los errores inevitables.

Se lo pedimos con toda la humildad del caso, ya que no vivimos en Venezuela, aun cuando algunos de nosotros estamos familiarizados con ese gran país.

Si sabemos, claro está, lo que pasa en nuestra querida Italia. Los acontecimientos del día a día viven en nuestra piel.

Si América Latina está construyendo un futuro de solidaridad, paz y dignidad, Europa no está en absoluto en la misma dirección.

La dictadura de los mercados financieros y la falta de sostenibilidad de un modelo de desarrollo que no queremos, está produciendo numerosas víctimas y la situación parece empeorar. Empresarios, desempleados y empobrecidos hacen huelgas y protestas, pero no se habla de esto en los medios. Muchas personas se quitan la vida. Los afortunados que trabajan regularmente, ven pasar el tiempo de la jubilación. Las escuelas están en ruinas. La inseguridad es total. Por supuesto, no son afectados los privilegiados que tienen grandes rentas y propiedades, entre ellos los políticos. Por este camino, la brecha entre la clase pudiente y los pobres va en aumento.

El gobierno italiano actual no fue elegido. Fue nombrado. Es un gobierno de los banqueros.

Tenemos una hermosa naturaleza, pero la especulación y la ignorancia de la gestión gubernamental la están arruinando.

Desafortunadamente, Italia está echando a la basura lo mejor de sus tradiciones, incluyendo nuestro gran acerbo cultural de siglos.

En el libro de Manuel Scorza “La Danza Inmóvil”, una francés le dice a su amigo peruano: “Europa ha muerto”. En verdad, tenemos un poco esa sensación.

América Latina, por el contrario, está transitando el camino que escogió. Es su momento. Y creemos que el presidente Hugo Chávez ha jugado un papel importante en este momento estelar, junto con algunos otros presidentes electos en la segunda mitad de los años 90. Antes, América Latina estaba sumida en dictaduras sangrientas o pisoteada por gobiernos neoliberales que no se preocupaban por la gente. Carecía de soberanía y prestigio internacional. Era, de manera humillante, el patio trasero de los Estados Unidos.

Desde que los vientos de cambio soplaron en una buena parte de su continente, se han logrado resultados sorprendentes en pocos años.

Venezuela ha liderado estos avances, gracias a la utilización social de los ingresos del petróleo a nivel nacional e internacional. La ONU la ha declarado libre de analfabetismo. La salud para todos ya no es un mito. La jubilación llega mucho antes que en Italia. Las horas de trabajo disminuyen. No es una coincidencia que la inversión social alcance hasta un 42,5% del presupuesto del Estado. Incluso el candidato opositor, Capriles Radonski, no ha podido dejar de reconocer los indiscutibles logros sociales realizados por el Gobierno Bolivariano en los diferentes ámbitos de la educación, la cultura, la salud, la nutrición, la vivienda, las pensiones, el salario mínimo. Por cierto, el plan de gobierno opositor prevé un recorte de la inversión en el campo social.

El proyecto de integración regional llamado Alba es un ejemplo para el mundo de lo que debe ser la solidaridad internacional: complementariedad, cooperación, disminución de las asimetrías y diferentes acciones en común, incluso para la paz. Al respecto, destaca el hecho de que mientras Italia continúa participando en las guerras serviles que crean estragos en las casas de otras personas, América Latina opta, cada vez más, por la paz.
Esperamos que el modelo Alba, en cuyo nacimiento el papel de Hugo Chávez fue fundamental, amplíe sus objetivos a favor de la justicia ecológica, para lograr una convivencia armónica con el planeta. Esto requerirá un cambio en los estilos de vida de los individuos y de la sociedad, eliminando los excesos de lo que es insostenible en el consumo de energía y recursos. Esta reestructuración de la economía requerirá la cooperación entre los pueblos, incluso antes que entre los gobiernos. Tal vez, aquí en Italia estamos haciendo algo pero, por cierto, no precisamente con la ayuda del gobierno.
Por estas razones, será una gran satisfacción para nosotros que la comunidad italiana en Venezuela, decida no tirar a la basura una experiencia que, a pesar de que aún necesita más tiempo, ha recorrido un largo y exitoso camino.

Si fuésemos venezolanos y tuviésemos el privilegio como Usds de tener la doble nacionalidad, votaríamos por Chávez.

Con la esperanza de que este mensaje se multiplique, le damos las gracias por su atención.

FIRMAS

Lucia Agrati, operatrice sociale, Milano; Carlo Amirante, Costituzionalista, Napoli; Giovanni Avena, direttore agenzia Adista; Vito Barone, pensionato, Roma; Rosa Bartiromo, psicologa, Napoli; Maria Cristina Basso, funzionaria, Napoli; Roberto Battiglia, dipendente pubblico, Roma; Marco Benevento, impiegato, Roma; Paolo Bertagnolli, pensionato e volontario, Bolzano; Dario Bertetto, libero professionista, Roma; Michele Boato, docente di economia, Mestre; Vincenzo Brandi, ricercatore scientifico, Roma; Ciro Brescia, redattore di “AlbaInFormazione” ed educatore di strada, Napoli; Gaia Capogna, traduttrice, Roma; Sergio Cararo, giornalista, Roma; Gennaro Celli, operaio, Napoli; Vincenzo Cinque, operaio, Napoli; Ingrid Colanicchia, giornalista, Roma; Geraldina Colotti, giornalista, scrittrice; Roma; Marinella Correggia, ecopacifista, autrice, Torri in Sabina; Valentino Correggia, coltivatore diretto pensionato, Rocca d’Arazzo; Sebastiano Cosenza, commercialista, Milano; Rosa Maria Coppolino, dipendente pubblica, Roma; Maria Cossu, ostetrica, Venezia; Nicoletta Crocella scrittrice, Viterbo; Eletta Cucuzza, giornalista, Roma; Anna Maria Dall’Occhio, collaboratrice editoriale, Milano; Daniele D’Ari, Fotografo, Napoli; Dario D’Ari, Anestesista, Napoli; Gabriele de Martino di Montegiordano, bibliotecario, Napoli; Franco Dinelli, ricercatore Cnr, Pisa; Ludovica Eugenio, giornalista, Roma; Claudia Fanti, giornalista, Roma; Antonio Gargiulo, operaio, Napoli; Marcello Gentile, piccolo imprenditore, Milano; Fabrizio Greco, educatore, Napoli; Alexander Höbel, storico, Napoli; Antonio Lupo, medico, La Spezia; Miriam Marino, scrittrice, Bassano in Teverina; Rita Martufi, ricercatrice Cestes, Roma; Giorgio Massi, ammiraglio, Roma; Lina Miele, dirigente comunale, Napoli; Loretta Mussi, medico, Roma; Nicola Nardella, avvocato, Napoli; Maria Luisa Naro, insegnante, Roma; Fabio Nicolucci, dentista, Roma; Marco Nieli, insegnante, Napoli; Enrica Paccoi, impiegata, Roma; Francesco Pagano, sociologo, Napoli; Pier Paolo Palermo, traduttore, Napoli; Marco Palombo, operatore sociale, Roma; Ferdinando Pesce, architetto, Torri in Sabina; Giampaolo Petrucci, giornalista, Roma; Gianmarco Pisa, educatore, Napoli; Paolo Primiani, ingegnere, Napoli; Carla Giovanna Razzano, pensionata, Roma; Livia Razzano, casalinga, Roma; Claudia Razzano, pensionata, Roma; Serena Romagnoli, insegnante, Roma; Angelica Romano, ricercatrice, Napoli; Giorgio Rossi, pensionato, Chioggia; Stefania Russo, impiegata, Roma; Marco Santopadre, giornalista, Roma; Francesco Santoianni, architetto, Napoli; Giovanni Sarubbi, giornalista, Avellino; Nadia Schavecher, operatrice sanitaria; Roberto Scorsani, guardia giurata, Roma; Davide Secone, medico, Quarto (Napoli); Luigi Sito, operaio, Napoli; Maria Spina, casalinga, Napoli; Valeria Sonda, operatrice sociosanitaria, Padova; Milano; Giuseppe Tadolini, medico ospedaliero, Ravenna; Paola Tiberi, casalinga, Roma; Maria Vittoria Tirinato, educatrice, Napoli; Arianna Ussi, insegnante, Napoli; Luciano Vasapollo, docente universitario, Roma; Andrea Vento, docente di geografia economica, Pisa; Agnese Verde, operaia, Napoli; Antonio Vermigli, attivista internazionale, Quarrata; Francesco Quirino, operaio, Napoli; Mariarosa Milna Vita, pensionata, Castel Focognano; Aldo Zanchetta, attivista internazionale, Lucca; Pierangela Zanzottera, organizzatrice teatrale, Milano;

Adhieren y hacen proprio este mensaje los italianos que viven en Venezuela

Mario Neri, empresario, (Caracas), Cecilia Laya, economista (Caracas), Attilio Folliero, profesor (Caracas), Giulio Santosuosso, scrittore (Caracas), Giordano Bruno Venier, architetto (Caracas), Antonio Neri, stilista (Puerto La Cruz), Evelia Ochoa, pensionata (Caracas), Mario Gallo, comerciante (Maracay), Pietro Altilio, industriale (Caracas), Isa Carrascon, pensionata (Caracas), Elio Gallo (Caracas), Concenzio Zavatti (Caracas), Giuliana Germia, casalinga (Caracas), Maira García, agente di viaggi (Caracas), Valentina Schumacher García, studentessa (Caracas), Ennio di Marcantonio, giornalista (Caracas), Axel Schumacher, traduttore (Caracas).

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7 commenti

  1. marinella correggia

     /  settembre 17, 2012

    ci sono altre adesioni all’appello…

    Gaia Capogna, traduttrice, Roma

    Marco Perilli, avvocato, Roma

    Fabrizio Alessandrelli, impiegato, Roma

    Claudia Capolupo, impiegata

    Anna Maria Dallocchio, ex insegnante, Milano

    Chiara De Poli, funzionario pubblico impiego, La Spezia

    Ludovica Eugenio, giornalista, Roma

    Francesco Biagi, studente universitario, Quinto di Treviso

    Domenico Carella, impiegato, delegato sindacale, Roma

    Giuseppe Tadolini, medico ospedaliero; Ravenna

    Lucia Agrati, operatrice sociale, Roma

    Cinzia Thomareizis, attivista internazionale, Milano

    Gianni Novelli, pensionato, Roma

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    Rispondi
  2. marinella correggia

     /  settembre 17, 2012

    Un’ulteriore adesione: Emanuela Baliva, pensionata, attiva nel sociale, Roma

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    Rispondi
  3. Tommaso Cornali, infermiere, francia

     /  settembre 18, 2012

    Tommaso Cornali, infermiere, francia

    Mi piace

    Rispondi
  4. Irma Trani (Porlamar Isola Margarita), Leone Zanella Pensionato (Caracas) Givanni Capobianco Mucci pedagogo (Maracay) , Dany di Fazio ingegnere informatico (Anaco), Beda Sanchez contadora (Caracas), Sandra Neri medico pediatra (Caracas), Valeria D’Amico (Puerto La Cruz ), Franco Munini Ingegnere chimico (Caracas), Luisa Fabbro Casalinga (Caracas), Celestino Stasi commerciante (Velencia),Jean Pool Zanella universitario (Caracas), Marco Aurelio Venier Universitario (Caracas), Assunta Maurielo pensionata (Caracas), Fulvio Merlo comerciante (Caracas), Rosanna Percepesi casalinga (Caracas) , Massimiliano de Vecchis (Porlamar isola Margarita)

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    Rispondi
  5. Francesco

     /  marzo 3, 2016

    adesso siamo nel 2016 e alcune cose sono cambiate. Penso che il Venezuela e
    L’italia soffrono in egual misura. IL PARADISO non esiste da nessuna parte.
    Penso che l’ITALIA ha molte potenzialita’ ma non le sa sfruttare adeguatamente ;
    Praticamente si perde in un bicchiere d’acqua. Il VENEZUELA non lo conosco e non
    posso giudicare. Ma fra italiani ci aiutiamo o ci sopportiamo semplicemente ?
    Qualche volta ci odiamo……NON ci capiamo o non ci vogliamo capire.
    IN GERMANIA e’ stata modernizzata la Germania EST ; in pochi anni tutto e’ cambiato,
    mentre l’Italia e’ rimasta sempre la stessa. Prendiamo esempio dalla Germania che
    parla poco e fa i fatti.saluti a tutti , Francesco.

    Mi piace

    Rispondi
  1. Carta de los italianos de Italia a los italianos y sus descendientes que viven en Venezuela : Unidos con Venezuela
  2. Intervista a Norberto Ganci, attivista e comunicatore sociale

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