Colombia: FARC-EP e governo Santos firmano la pace “definitiva”

14040179_1036525379801679_7425274628399683124_ndi Geraldina Colotti – il manifesto

26ago2016.- Fumata bianca all’Avana per la firma dello storico accordo tra guerriglia marxista e governo colombiano. Da Cuba, sede delle trattative durate quattro anni e dove si è stabilito il definitivo cessate il fuoco il 23 giugno, è arrivato il comunicato congiunto, firmato sia dal presidente Manuel Santos che dalle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc). Termina così, almeno sulla carta, il conflitto armato durato 52 anni, che è costato 220.000 morti, 45.000 scomparsi e oltre 6 milioni di sfollati. Ora – ha detto Santos – l’ultima parola «passa ai colombiani», che decideranno se approvare o respingere la pace nel referendum del 2 ottobre.

Giovedì, il presidente presenterà al Congresso le 200 pagine che compongono il documento finale. Ne sono state distribuite sette copie, due per le parti in causa, e gli altri per i paesi garanti (Cuba, Norvegia, Venezuela e Cile) e per l’Onu che – insieme alla Comunità degli stati latinoamericani e caraibici (Celac) – si occuperà di verificare l’applicazione degli accordi. «Tutto il mio ringraziamento a Cuba, Norvegia, Venezuela e Cile, paesi garanti e accompagnanti, e agli Stati uniti e all’Unione europea, determinanti in questo percorso», ha detto ancora Santos. In risposta, il plauso internazionale e all’orizzonte il Nobel per la Pace.

I colombiani sono scesi in piazza per manifestare il loro sostegno. Secondo diverse inchieste, la maggioranza della popolazione appoggia la soluzione politica. Il dibattito sul referendum è però già incandescente. Le destre capitanate dall’ex presidente Alvaro Uribe, grande sponsor del paramilitarismo, fanno quadrato e accusano Santos di voler consegnare il paese al «castro-madurismo». Uribe è stato ripetutamente chiamato in causa negli episodi destabilizzanti contro il governo venezuelano, complice la frontiera di 2.300 km che unisce i due paesi.

L’annuncio arriva in un contesto di alta conflittualità sociale in Colombia. Nel dipartimento del Chocó – il più povero dei 32 esistenti – non si è risolto il lungo sciopero contro la privatizzazione di beni e servizi. E, secondo studi recenti delle comunità di pace, in varie regioni in cui imperano povertà e disuguaglianza, dove le multinazionali hanno mano libera sui territori indigeni, aumentano le violenze dei paramilitari impiegati come guardie private, le uccisioni dei leader sociali e le espulsioni forzate. «Per una pace effettiva, bisogna prima risolvere i problemi sociali che hanno scatenato il conflitto armato», ha detto il deputato Ivan Cepeda, del Polo democratico alternativo.

Dello stesso tenore il comunicato delle Farc, che dall’Avana hanno spiegato i termini dell’accordo e i passi successivi. «Oggi possiamo dire che termina la guerra con le armi e comincia la battaglia delle idee – ha detto la guerriglia -. Terra, democrazia, vittime, politica senza armi, applicazione degli accordi con la supervisione internazionale, sono fragli elementi di un accordo che dovrà essere convertito quanto prima in norma granitica per garantire un futuro di dignità a tutte e a tutti… Abbiamo concluso la più gradita delle battaglie: quella di porre le basi per la pace e la convivenza».

L’accordo non è tuttavia «un punto di arrivo, ma di partenza perché un popolo multietnico e multiculturale, unito nella bandiera dell’inclusione, sia artefice e scultore del cambiamento e della trasformazione sociale che desidera la maggioranza». I punti chiave dell’accordo sono 6: quello sulla Riforma agraria integrale, che mira a risolvere le condizioni di miseria e di disuguaglianza imperanti nelle zone rurali del paese: costruendo «il buen vivir e lo sviluppo» a partire dalla consegna dei titoli di terra alle comunità contadine. L’accordo “Partecipazione politica: apertura democratica per arrivare alla pace”, il cui fulcro risiede nell’eliminazione dell’esclusione e che potrà avviarsi con l’espansione della democrazia che consenta la più ampia partecipazione dei cittadini.

L’accordo di “Soluzione al problema delle droghe illegali”, che disegna una nuova politica con un intento sociale e basato sui diritti umani per superare i danni e il fallimento della “guerra alla droga”.

E ancora l’accordo sulle Vittime, che prevede un Sistema integrale di verità, giustizia, riparazione e non ripetizione, una Giurisdizione speciale per la pace, un’Unità di ricerca delle persone date per scomparse nel contesto e per le cause del conflitto, piani di riparazione integrale, misure di restituzione delle terre e garanzie che i fatti non tornino a ripetersi. Accordi sul punto di Fine conflitto, che implica: la cessazione delle ostilità, bilaterale e definitiva; l’abbandono delle armi; il meccanismo di monitoraggio e verifica che le Nazioni unite hanno messo in campo mediante il dispiegamento degli osservatori dei paesi della Celac.

Si sono definiti gli accordi sulle garanzie di sicurezza e per farla finita con vecchi e nuovi paramilitarismi attraverso la creazione di una Unità di indagine e smantellamento delle organizzazioni criminali: però cercando soluzioni che evitino «ulteriori spargimenti di sangue e dolore».

Il quinto aspetto – realizzato recentemente – ha riguardato il rientro delle Farc nella vita civile: affinché, a partire da un indulto e dalla più ampia amnistia politica, si apra il cammino per la riconversione in partito o movimento politico legale nel nuovo scenario. Un punto molto dibattuto, perché l’ultimo tentativo di passaggio politico, le Farc lo hanno pagato con migliaia di morti, nel massacro dell’Union Patriotica degli anni ’80. La guerriglia avrebbe voluto recuperare per decreto i 14 seggi ottenuti allora, ma l’offerta del governo è stata al ribasso. Santos ha invece dovuto accettare che, durante i 180 giorni che seguono agli accordi, i guerriglieri possano convergere uniti nelle Zone di pace, anche se ne ha ridotto il numero da 80 a 23. A febbraio, tre esponenti Farc hanno lasciato l’Avana per recarsi nel nord della Colombia a parlare degli accordi ai loro effettivi, ma apparentemente senza permesso ufficiale. Dopo la pubblicazione di alcune foto, Santos ha ribadito che i guerriglieri potranno fare politica solo dopo il referendum, e lo ha ripetuto in questa occasione.

Ora, resta da vedere in quale cornice si svolgerà l’annunciata Conferenza nazionale guerrigliera, la massima istanza decisionale, che dovrebbe aver luogo in Colombia per ratificare gli accordi. Le Farc hanno anche derogato alla richiesta di un’assemblea costituente e si sono impegnate ad accettare i termini del referendum «che consenta i necessari cambiamenti normativi e le risorse finanziarie». Alla realizzazione di ogni punto, ha lavorato in parallelo la Sottocommissione di genere la cui analisi ha attraversato tutti gli impegni presi.

Nel comunicato, la guerriglia ha indirizzato poi un messaggio «di amore e di speranza ai compagni e alle compagne recluse nelle prigioni e nei sotterranei del paese e fuori dalle frontiere», con l’augurio di ritrovarli presto nella costruzione della Nuova Colombia, sognata dai «padri fondatori». Da qui, un appello al governo Usa affinché sostenga la pace e compia gesti umanitari «in linea con la bontà che caratterizza la maggioranza del popolo nordamericano, amico della concordia e della solidarietà», e liberi Simon Trinidad.

Ringraziamenti, poi, per i mediatori, e «riconoscimento e affetto a Maduro», per aver continuato l’opera di Chavez. In Venezuela si stanno svolgendo le trattative fra Santos e l’altra guerriglia storica, l’Esercito di liberazione nazionale (Eln), a cui le Farc hanno augurato «di trovare un cammino risolutivo» verso la pace. Per finire, un omaggio ai caduti della «guerra fratricida» e un invito a unire «le nostre mani e le nostre voci per gridare: mai più».

Bolivia: Morales denuncia assassinio del viceministro degli interni

Bolivia: ucciso il viceministro degli Interni. La denuncia e il dolore di Evo Moralesda lantidiplomatico.it

Rodrigo Illanes è stato sequestrato, torturato e barbaramente ucciso dai cooperativisti del settore minerario in protesta contro il governo.

«La morte del fratello viceministro Illanes, fa molto male, si tratta di un atto codardo… il sequestro, la tortura e la sua morte», con queste parole il presidente della Bolivia Evo Morales ha condannato l’assassinio del viceministro dell’Interno boliviano Rodrigo Illanes, avvenuto nella località Pandoro per mano dei cooperativisti del settore minerario che sono in protesta contro il governo.   

Il viceministro degli Interni era stato inviato per promuovere il dialogo tra il governo ed i cooperativisti sul piede di guerra perché il presidente Evo Morales ha promulgato una legge che permette la formazione di sindacati in questo settore, secondo quanto riportato dall’emittente satellitare TeleSur.

L’agenzia di stampa boliviana ABI informa che secondo i risultati dell’autopsia svoltasi sul corpo martoriato del viceministro Illanos, la morte sarebbe avvenuta per emorragia cerebrale e toracica.

Rodrigo Illanos è stato dapprima sequestrato, poi torturato e infine barbaramente ucciso. Il procuratore di La Paz, Edwin Blanco, ha affermato che il corpo del viceministro è stato ‘flagellato’ dai cooperativisti. 

Evo Morales ha affermato che «i veri cooperativisti minerari sono stati ingannati da alcuni dirigenti (…) quando vi sono in ballo interessi politici, non si tratta di rivendicazioni sociali ma di politica». Il presidente boliviano ha poi invitato a individuare il prima possibile gli autori materiali e intellettuali di questo efferato delitto.  

(FOTO+VIDEO) En el sur de Italia rompiendo el cerco mediatico

por MPPRE

Nápoles difunde “Venezuela liderará Movimiento de No Alineados

Italia, 22 de agosto de 2016 (MPPRE).- La región Apuglia del sur de Italia durante el mes de agosto se sumó al ciclo de actividades que el Consulado General de la República Bolivariana del Venezuela en Nápoles viene realizando, para informar sobre la próxima Cumbre del Movimiento de Países No Alineados (MNOAL), la Agenda Económica Bolivariana y las medidas que el gobierno está llevando a cabo para enfrentar la guerra económica.

En la nueva sede del Centro Social Ocupado y Autogestionado “Tierra Roja” y en el Centro de Educación Ambiental “Gaetano Serafini Sauli”, en la comunidad de Alessano, se llevaron a cabo conferencias a partir del 18 de agosto, para ofrecer información actualizada sobre estos temas.

Los eventos fueron organizados con la participación de la Red de Solidaridad “Kurdistan – Salento – Apuglia”, el Movimiento Internacional Antifascista y la Red “Caracas ChiAma”. Estuvieron presente Francesca Torsello, Alcalde de Alessano, Vincenzo Passaseo, Alcalde de Salve, María Grazia Simmini del directivo Terra Rossa y Pati Luceri junto a Pierluigi Bello, de la Red Kurdistan.

La introducción al debate estuvo a cargo del profesor y sociólogo Fabio de Nardis de la Universidad de Salerno, quien describió el nuevo escenario latinoamericano, el golpe de estado en Brasil, las medidas del gobierno Macri en Argentina, las agresiones a Venezuela al interior del MERCOSUR y por tanto, la importancia de poder asumir la presidencia de Mnoal y sus 120 países.

La cónsul general, Amarilis Gutiérrez Graffe, explicó que el Movimiento de los No Alineados busca la defensa de la lucha de las naciones que históricamente han sido oprimidas, en pos de mantener su libre autodeterminación e independencia. Se refirió además a los detalles de la gira realizada por la Ministra del Poder Popular para Relaciones Exteriores y el Ministro del Poder Popular para el Petróleo.

Entre los materiales distribuidos en idioma italiano para informar sobre la cultura y la economía venezolana, encontramos la Carta Magna venezolana, la revista de la sede consular “AMERINDIA” y los plegables Zonas Económicas Especiales y Motores de la Economía Productiva.

El actual ciclo de actividades constituye momentos de aproximación al V Encuentro Italiano de Solidaridad con la Revolución Bolivariana, que tendrá lugar en la capital italiana, Roma el próximo 28, 29 y 30 de octubre de 2016./ Embajada
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(FOTO+VIDEO) Italia: “Banda Bassotti” con Venezuela

por MPPRE

Lunes, 22 de Agosto de 2016 19:20

Italia, 19 de agosto de 2016 (MPPRE).- Con un concierto al que tomaron parte más de 500 personas en la ciudad de Martano, Lecce, Sur de Italia la solidaridad internacional con Venezuela hizo sentir su voz en el día de ayer.

En el marco de la III Edición de la Fiesta Antifascista organizada por la Asociación Nacional de Combatientes de Italia, y que contó con la participación del Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, la Red Caracas ChiAma, ALBAinformazione, Italia – Cuba, ANROS – Italia y el Movimiento Internacional Antifascista, tuvo lugar una amplia jornada de intercambio dedicada al apoyo al pueblo bolivariano y a su presidente Nicolás Maduro, que concluyó con la presentación de la banda “Bassotti”.

La asociación de combatientes junto al directivo del centro social “Terra Rossa”, organizador del IV Encuentro Italiano de Solidaridad con Venezuela, realizado en abril del presente año, aprovecharon para la ocasión para difundir la verdad sobre el proyecto bolivariano y denunciar el ataque económico imperialista contra el país.

Desde el palco, antes de la apertura del concierto, colorido por el tricolor venezolano, y la bandera de otras naciones hermanas, Amarilis Gutiérrez Graffe, Cónsul General trasladó el saludo del Presidente obrero Nicolás Maduro, de la Ministra de la Diplomacia de Paz Delcy Rodríguez y del pueblo bolivariano. Agradeció la contundente muestra de solidaridad y agregó que Venezuela continúa en pie de lucha por la paz y en defensa de la integración latinoamericana. Expresó: “Ustedes son el ejemplo de que nuestra patria no está sola en esta lucha, y no los defraudaremos. Chávez vive en cada uno de ustedes y tenemos la responsabilidad de construir un mundo mejor”.

Entre consignas de “Viva Chávez, Viva Maduro y el Socialismo del Siglo XXI” la III Antifascist Fest permitió romper el cerco mediático y llevar el mensaje cultural y de Paz del proceso bolivariano.

La presidenta del Movimiento Internacional Antifascista (MIA) – Coord. Ucrania Antifascista, Clara Statello, igualmente saludó al pueblo venezolano y denunció los crímenes contra el Donbass como parte de la estrategia violenta del imperialismo. Indira Pineda de ANROS – Italia agradeció a nombre del pueblo cubano el recordatorio del 90° Cumpleaños del líder Fidel Castro.

La Banda Bassotti, surgió en en Roma en 1981 y está compuesta por obreros que luchan a través de la música, por la solidaridad con los pueblos del mundo como: Palestina, Cuba, Nicaragua, El Salvador, Mexico, Buenos Aires, Euskadi, Galicia, entre otros. Vinculados al proyecto bolivariano, en los últimos años estuvieron también en Venezuela apoyando al Comandante Chávez.

La Fiesta Antifascista tiene como objetivo unir a todos los movimientos antifascistas y difundir los valores de la Carta Magna italiana, fundada en el principio del Trabajo y la Soberanía del Pueblo.

Entre los objetivos del encuentro estuvo la posibilidad de difundir la Diplomacia de Paz y sus principios antifascistas, ampliar y consolidar la red de solidaridad con Venezuela en el Sur de Italia, de cara al V Encuentro Italiano de Solidaridad, que tendrá lugar en Roma el próximo octubre 2016. Igualmente fue posible ofrecer información actualizada sobre la realidad venezolana y el referendum revocatorio, e informar sobre la visita del Presidente Maduro a Colombia y la situación fronteriza con el hermano país.

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Venezuela: los colectivos bolivarianos advierten a la derecha

86395colectpor Resumen Latinoamericano

22 de Agosto 2016.- Los Colectivos Revolucionarios alertamos que seremos severamente radical ante cualquier intento desestabilizador de la derecha apatrida ante el llamado que hacen para el primero de septiembre de incendiar Caracas, no toleraremos critica alguna de burocratas, reformistas y dirigentes complaciente ante las acciones que ejerceremos en defensa y honor de la Revolución de Chávez, los Centauros y la Union Civico Militar! 

Mucho de lo que viene sucediendo aceptando la Guerra Economica es producto de la inoperancia de Burocratas corruptos, el grupismo, amiguismo, nepotismo, arribistas y oportunistas que bastante daño le han hecho por años y traicionando a Chávez, al pueblo Soberano y a la Gloriosa Revolución Bolivariana! 

A sabiendas que lo que esta en juego es la Paz de Venezuela y Latinoamérica hoy nos toca levantar el fusil para defender a nuestras familias, activistas populares, lideres de Colectivo, luchadores sociales plenamente identificados que son objetivos de guerra de esa derecha genocida y fascista ante las amenazas de tomar el poder politico emprenderian una campaña de exterminio contra todo vestigio Chavista en la Patria Grande de Bolívar y Chávez, sabemos que el mayor riesgo lo corremos los activistas y lideres populares ya que el burocrata corrupto, arribista, oportunistas y dirigentes complices-complacientes huirian del país a disfrutar de sus grandes riquezas acumuladas en paraisos fiscales, solo acataremos lineas de Maduro, Diosdado y las FANB.

Frente Revolucionario Sergio Rodríguez

Roma 4set2016: Festa dell’Unità Comunista con il Venezuela

18ago2016: Il Salento incontra il Venezuela Bolivariano

di CSOA Terra Rossa

Verso il V incontro di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela di Roma

IL TERRA ROSSA INCONTRA LA CONSOLE AMARILIS GUTIERREZ GRAFFE

Appuntamento giovedì 18 agosto, ore 17, presso il Csoa Terra Rossa, via XX Settembre a Lecce.

Il Terra Rossa ospita Amarilys Gutierrez Graffe, Console a Napoli della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Nel centro sociale torniamo a parlare di Rivoluzione Bolivariana e, dopo aver ospitato il IV Incontro di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, il prossimo 18 agosto incontreremo la Console della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, Amarilys Gutierrez Graffe.

Un incontro informale, un dibattito che è un’occasione per porre delle domande a chi vive quotidianamente questo straordinario processo storico.

Cosa sta succedendo difatti in Venezuela e quali i possibili scenari? Quali le contraddizioni e quali i punti di forza della rivoluzione? E cosa ci insegna la Rivoluzione Bolivariana? Queste ed altre le domande che verranno poste alla console.

In vista del V Incontro di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, che si terrà il prossimo ottobre a Roma, continuiamo dunque a dare il nostro appoggio e il nostro sostegno ad un popolo duramente colpito da una guerra imperialista e ingiusta che impedisce il legittimo processo di autodeterminazione.

Si raccomanda la massima puntualità.

 

Caracas ChiAma: Roma risponde!
Verso il V Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Roma, 28-29-30 Ottobre 2016
 
Hacia el V Encuentro Italiano de Solidaridad con la 
Revolución Bolivariana
Roma, 28-29-30 de Octubre de 2016 

caracaschiama.noblogs.org

 

(FOTO) Gli auguri della InterUnit dal Donbass per il 90° di Fidel!

Comunicato della InterUnit

(Unità degli Internazionalisti) per il 90esimo compleanno di Fidel Castro

Auguri Comandante!

Come militanti internazionalisti, organizzati in InterUnit all’interno della Brigata Prizrak, siamo onorati di partecipare alle celebrazioni del 90esimo compleanno del Compagno Comandante Fidel Alejandro Castro Ruz, organizzate dal Partito Comunista della Repubblica Popolare di Donetsk, Novorossiya.

Questo sabato 13 agosto 2016 accompagneremo a distanza i festeggiamenti del popolo cubano, tenendo in mente il vivo esempio di lotta rivoluzionaria, che ci ha dato durante tutta la vita il comandante Fidel.

In questa occasione, dalla nostra lotta come internazionalisti antifascisti, in questa guerra di liberazione che l’eroico popolo del Donbass ha intrapreso da più di due anni, ricorderemo le eroiche gesta che Fidel ha combattuto per il popolo cubano, tanto nel suo paese come in altre terre, dove il suo altruismo e il suo coraggio offrono alla storia dell’umanità il più grande esempio di internazionalismo proletario, come le rivoluzioni in America Latina o le guerre di liberazione in Africa.

Poiché oggi più che mai l’ingranaggio fascista e militarista dell’imperialismo yankee e dei suoi seguaci minaccia l’umanità, c’è bisogno di più Fidel, più Cuba, più internazionalismo rivoluzionario, per gridare uniti che i fascisti No Pasaran!

Viva il Comandante Fidel Castro!
Viva il Popolo di Cuba!
Viva i Popoli del Mondo!
Dalle terre libere del Donbass,
InterUnit, Agosto 2016

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Clara Statello]

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(FOTO) M.I.A.: Tanti Auguri Fidel!

di Movimento Internazionale Antifascista

Qui di seguito il messaggio di augurio per il 90simo compleanno del Compagno Fidel Castro presentato dal MIA oggi al Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli durante l’incontro realizzato in onore dello stesso Fidel su invito della Console Amarilis Gutiérrez Graffe.

Il M.I.A. (Movimento Internazionale Antifascista), movimento che abbraccia le donne e gli uomini di varie nazionalità e appartenenze, uniti dallo spirito unitario dell’antifascismo, movimento nato e cresciuto a Napoli per volontà delle donne antifasciste provenienti dalle ex-Repubbliche Socialiste Sovietiche, oggi, per l’anniversario del 90simo compleanno del Leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro, vuole esprimere attraverso questa comunicazione tutta la stima e l’ammirazione che prova verso Fidel Castro augurandogli tanti anni di salute e felicità.

Noi, nati e cresciuti in Unione Sovietica, ci ricordiamo con tanto affetto che Fidel Castro appartiene anche a noi.

Il 23 maggio 1963 i mezzi d’informazione sovietici annunciarono la comparsa di un nuovo Eroe dell’Unione Sovietica. Questa volta il titolo non fu assegnato ad un pilota esploratore, un cosmonauta o soccorritore ma al Primo Ministro del Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba, maggiore delle forze militari cubane, il trentaseienne Fidel Castro.

In quel periodo Fidel Castro visitava l’Unione Sovietica. La visita è durata quattro mesi, per quattro bellissimi mesi lui girò per le città, per le regioni, parlava con gli operai, i pescatori, i metalmeccanici, parlava con la gente semplice sempre cercando di sfuggire dai percorsi ed incontri di protocollo programmati e pensati dai dirigenti del Partito Comunista Sovietico. Il Leader cubano valorizzava i contatti spontanei, preferendo semplici strette di mano agli sguardi adulatori degli occhi. Leggeva dagli occhi, oltre ad essere un grande stratega, il politico Fidel Castro anche è stato un infallibile psicologo. Odiava l’ufficialità nei rapporti, diceva “mi state accogliendo come uno sceicco arabo, non come amico” e cercava di svincolarsi, era aperto e sincero, parlava senza gli appunti, era chiaro, comprensibile, impulsivo ed istintivo. E piaceva molto al popolo sovietico.

La notizia della sua onorificenza fu accolta dal popolo sovietico con grande entusiasmo. Tenne un comizio con una enorme partecipazione della gente, pieno di manifesti, musica, balli, palloncini, bandiere, presto si trasformò in una vera festa di amicizia tra il popolo sovietico e cubano. “Cuba amore mio! Insieme per sempre!”. Perché eravamo vicini per lo spirito rivoluzionario, per la capacità di sacrificio, intransigenza verso i nemici, per laboriosità, apertura mentale verso la  cooperazione reciproca, per il senso di collettività e per la speranza verso il futuro sereno.

Eravamo affascinati dalla Rivoluzione Cubana, eravamo speranzosi; fu fatto il primo passo verso la costruzione della società socialista in tutto il Continente Americano. E il grande leader, Fidel Castro, era il nostro eroe! Era e lo è ancora! Con il passare degli anni e la grande trasformazione geopolitica avvenuta negli ultimi decenni, Fidel Castro è ancora il nostro principale punto di riferimento, la nostra sicurezza e la nostra speranza. Lui, che durante tutti questi anni subì il maggior numero di attentati alla sua vita (637 per la precisazione), ha scongiurato 33 colpi di stato progettati dai servizi segreti degli USA, ancora oggi ci da la sicurezza e la speranza che l’apertura nei rapporti diplomatici ed economici tra Cuba e gli USA non porterà al revisionismo della storia, all’espansione imperialista, alla cancellazione della Rivoluzione e al cambiamento della direzione socialista cubana.

Auguri nostro Eroe, Auguri e Buon Compleanno, caro Fidel Castro, ti vogliamo, ancora tra di noi per anni e anni, perché noi abbiamo bisogno della tua presenza. Attraverso mari e monti, dalla lontana Italia alla bellissima isola della Libertà, rivolgiamo i nostri migliori auspici per la tua salute, per la salute del grande leader rivoluzionario Fidel Castro!
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Desde la InterUnit en Donbass para los 90 años de Fidel

por InterUnit – Donbass

Como militantes internacionalistas organizados en InterUnit insertos en la brigada Prizrak, nos honra participar de las actividades de celebración del cumpleaños número 90 del compañero comandante Fidel Castro Ruz, organizadas por el Partido Comunista de la República Popular de Donetsk, Novorrusia.

Este sábado 13 de agosto de 2016, acompañaremos a la distancia las celebraciones del pueblo cubano, trayendo a nuestra memoria el ejemplo vivo de lucha revolucionaria que durante toda su vida nos ha brindado el comandante Fidel.

En esta ocasión, desde nuestra lucha como internacionalistas antifascistas, en esta guerra de liberación que ha emprendido ya desde hace más de dos años el heroico pueblo del Donbass, recordaremos las heroicas gestas libradas por Fidel y el pueblo cubano, tanto en su propio país como en otras tierras, donde su altruismo y bravura brindase a la historia de la humanidad los más claros ejemplos de internacionalismo proletario, como los que se desarrollaron al calor de las revoluciones centroamericanas o las guerras de liberación africanas entre otros ejemplos.

CatturaPorque hoy más que nunca la maquinaria fascista y militarista del imperialismo yankee y sus secuaces, amenaza a la humanidad, es que necesitamos más Fidel, más Cuba, más Internacionalismo revolucionario para gritar junto a él… “¡¡¡Fascistas No pasarán!!!”.

¡Viva el Comandante Fidel Castro! 
¡Viva el pueblo de Cuba!
¡Vivan los pueblos del mundo!

Desde las tierras libres del Donbass, InterUnit, Agosto 2016.

Napoli 12ago2016: “Chávez y Fidel, hasta siempre”

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Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

in occasione del 90° Compleanno del leader della
Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz

Invita alla presentazione di:
“Chávez y Fidel, hasta siempre”.

Documentario di Roberto Chile e musica del riconosciuto pianista Frank Fernández.
Il materiale audiovisivo, con una durata di 26 minuti, prodotto da Video Plaza e la televisione multi statale TeleSUR, che ha ideato e prodotto il film, tocca la dimensione umana dei due leader latinoamericani, le loro gesta e l’amicizia che li ha uniti, nella lotta per l’indipendenza e la sovranità dell’America Latina.

“Chávez y Fidel, hasta siempre” resguardan los momentos cumbres de una relación de hermandad cómplice para conquistar “imposibles”.

Bajo la dirección de Roberto Chile, codirección de Fabiola López, y la música original de Frank Fernández, el documental , demuestra que no se pueden hacer grandes hazañas, sin grandes amigos. En la unidad del binomio Chávez – Fidel se unieron dos pueblos, dos naciones, y bajo ejemplo de fraternidad Cuba – Venezuela, se unió la América toda.

Con imágenes inéditas y otras que perduran ya por su valía, narran cómo estos dos hombres se presintieron, conspiraron, revolucionaron la historia, se comprometieron con la justicia, con el ideal de equidad y ofrecieron la vida sin pausas ni pretextos, sin envilecimiento, con el abrazo sincero de quien solo puede dar la bienvenida ofreciendo un porvenir.

Martí aseguraba que si le preguntaban cuál es la palabra más bella, diría que es patria y si le preguntaban por otra, equivalente a patria por su valor, diría amistad. A Chávez y Fidel los unieron estas dos palabras; afinidades de ideales, causas, planes, anhelos. Nexos inteligibles que superan los límites físicos, espaciales, corpóreos.

A pesar de que los distanciaron años, les tocó vivir en un mismo siglo convulso, dominado por valores que poco tienen que ver con el humanismo. Bolívar y Martí no tuvieron la dicha de coincidir en el tiempo, pero sus propósitos encarnaron en Chávez y Fidel las ansias libertarias, la fe en el hombre, la valentía, identidad latina y conducción política por el camino del deber con las causas justas.

“La muerte no es verdad cuando se ha cumplido bien la obra de la vida”, escribió Martí un 5 de marzo de 1876. Cientos de años después, como una sentencia que perdura siglos, coincide que otro 5 de marzo la muerte se hace mentira y decimos mediante la imagen testimonial: ¡Chávez y Fidel, hasta siempre!

http://www.cubadebate.cu/noticias/2014/03/11/chavez-y-fidel-hasta-siempre-video/#.V6x_gRIpqD5

R.S.V.P
Tel. 081. 5518159
Email. convenap.cultura@gmail.com
convenap.prensa@gmail.com

“Chávez, dónde estás tú ahora”. “No, salí a caminar por aquí”. Ah, bueno, andas por ahí”.

Bueno, yo también ando aquí, y es que tú y yo Chávez, no somos presidentes, sino dos tipos que andamos por ahí.”

Conversación telefónica entre Chávez y Fidel.

Alejandra Benitez: «Non stringo la mano al golpista Temer»

di Geraldina Colotti – il manifesto

9ago2016.- Olimpiadi. Il polemico gesto della schermista venezuelana, ex ministra dello Sport

«Sono una donna, sono una militante politica e sono di sinistra, appoggio la democrazia e la giustizia, non stringo la mano a un golpista». Un gesto annunciato, quello della schermista venezuelana Alejandra Benitez, che alla cerimonia d’apertura dei Giochi non ha salutato il presidente a interim, Michel Temer, con grande storno delle destre latinoamericane. Poco prima, Benitez aveva spiegato ai giornalisti il perché della sua decisione e annunciato un incontro con Dilma Rousseff (la quale ha rifiutato di partecipare in seconda fila alla cerimonia d’apertura).

Alla domanda sulla procedura d’impeachmet, che ha sospeso Dilma dall’incarico, l’atleta venezuelana ha risposto: «E’ terribile quel che stiamo vedendo: un colpo di stato che si sta legittimando, bisognerebbe fare di più per impedirlo. Io, come donna, ritengo che il golpe sia stato anche un gesto maschilista, patriarcale, contro la presidente. In politica, come nello sport, certi uomini credono di poter relegare le donne in secondo piano». Benitez, 36 anni, è stata ministra dello Sport del governo Maduro nel 2013. Animalista e femminista, militante del Psuv durante i governi Chavez e deputata, lavora nei quartieri poveri ed è impegnata nella difesa dei diritti delle donne e della comunità Lgbt all’interno dello sport.

Benitez è alla sua quarta partecipazione alle Olimpiadi. Gli 87 atleti venezuelani che partecipano a Rio (61 uomini e 26 donne) testimoniano del grande sforzo compiuto dal paese bolivariano in questi anni nei confronti dei giovani («la generazione d’oro», come li chiama il presidente»), che hanno accesso completamente gratuito a tutti i servizi e all’insegnamento. «Nonostante tutte le difficoltà che ci troviamo ad affrontare, nonostante tutti gli attacchi e la caduta del prezzo del petrolio – ha detto ancora Benitez – anche quest’anno le risorse per lo sport e la cultura sono state mantenute e anche aumentate. Lo sport ha una grande funzione sociale».

Benitez, che fa parte del gabinetto di lavoro di Maduro e accompagna diversi progetti di reinserimento nelle carceri venezuelane, a Rio ha vinto il primo degli incontri di scherma e perso di misura il secondo. Per ora, il Venezuela ha totalizzato un buon risultato nella boxe e nella ginnastica.

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